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Immaginare i nuovi spazi di lavoro post Covid-19
DEGW nella Design Force per la ripartenza
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Intesa Sanpaolo Pavilion Expo Milano 2015, una delle sedi del Milano Innovation District Intesa Sanpaolo Pavilion Expo Milano 2015, una delle sedi del Milano Innovation District

15/05/2020 - DEGW/Lombardini22 partecipa alla Design Force costituita dal DesignTech Hub di MIND Milano Innovation District, per immaginare il nuovo mondo in cui vivremo post Covid-19.
Il DesignTech Hub nasce all'interno del nuovo Distretto dell'Innovazione di Milano (MIND), nell'ex area Expo 2015, con la missione di migliorare la vita delle persone e l’ambiente che le circonda. Un ecosistema di innovazione che riunisce sotto lo stesso tetto imprese e professionisti per un design più connesso al futuro dell’abitare e del vivere.

La task force, composta da noti studi di architettura e design, al fianco di professionisti del mondo della ristorazione, della scuola e della sanità, ha stilato una serie di linee guida e spunti concreti per individuare possibilità e soluzioni che integrino design e tecnologia, nel breve, medio e lungo periodo.

DesignTech for Future” è stato sviluppato a partire da tavoli di lavoro tematici che hanno indagato la trasformazione degli spazi della vita quotidiana, rendendoli sicuri e adatti alla socialità post pandemia, in diversi ambiti, dal real estate all’education, dall’abitare agli spazi ufficio, anche con la declinazione specifica del mondo delle banche, dai luoghi della salute ai ristoranti, dal mondo retail a quello dell’accoglienza, con focus sulla mobilità, sulla social innovation, sulla supply chain e sugli spazi pubblici. 

DEGW, brand del Gruppo Lombardini22, ha contribuito attivamente alla realizzazione del White Paper “DesignTech for Future” focalizzandosi nella riflessione sui Workplace post Covid19, con il supporto di Workitect.

Alessandro Adamo, Partner di Lombardini22 e Director DEGW ha commentato: “Ci siamo concentrati sugli spazi ufficio dove è fondamentale mantenere il senso di appartenenza, rivedere il paradigma organizzativo e inserire le giuste tecnologie per garantire alle persone luoghi di lavoro accoglienti e sicuri. Per ridefinire le nuove densità, i nuovi flussi e individuare linee guida praticabili per il domani è necessaria una visione a 360° che integri design, tecnologia, cultura manageriale, gestione degli ambienti, sensibilità e operatività dei lavoratori.” 



Le comunità lavorative sono da tempo entità miste fisico/virtuali, solo parzialmente legate a un luogo tangibile. Il Covid19 ha estremizzato questa polarità spostando i pesi sul versante digitale. Il rientro fisico porrà nuovi problemi alla fluidità degli spazi, all’ibridazione funzionale, alle “collisioni” tra persone e business diversi. È una sfida tecnico-sanitaria ma anche simbolica. Infatti, il valore percepito dello spazio fisico resta cruciale per l’equilibrio organizzativo: vi si distilla la cultura d’impresa, è lo spazio relazionale dove si costruiscono comunità. È luogo di incontri, opportunità e scambi di idee, punto nevralgico per relazioni e generatore di senso d’appartenenza.

Nell’immediato, serve bilanciare fattori oggettivi (in funzione delle normative) e soggettivi (percezione del rischio): sono richiesti prudenza, gradualità di rientro e chiari programmi di comunicazione (change management).
La componente manageriale ha in questa fase un’importanza strategica fondamentale. Tema che si declina su due livelli interagenti: livello ‘hard’ degli spazi fisici (space planning, interior design, impianti) e livello ‘soft’ dei nuovi comportamenti (policy d’uso) e delle tecnologie.

Si dovrà, inoltre, considerare una nuova prossemica relazionale specifica: le distanze intime o personali (<0,51,2m), sociali (1,23m), pubbliche (>3m) subiranno alterazioni in base a background culturali, carattere delle persone, task e modelli di business.

In generale, si dovrà accelerare verso modelli evoluti che prevedano engagement, fiducia, delega, responsabilità diffusa, focus sui risultati e non sulla presenza: è la leva culturale dello smartworking vero e proprio.

Stiamo conoscendo solo una parte di questo percorso, il telelavoro, ma lo smartworking è un più compiuto paradigma organizzativo: un modello in grado di fornire i giusti spazi e le corrette attrezzature per ogni task in ampie aree di supporto (activity based), che promuove mobilità e dinamicità (active design) e quindi benessere psicofisico, scambio di conoscenza attraverso il desk sharing, interazione a distanza con singoli e team virtuali, accompagnato da clean desk policy. Ci siamo chiesti se sarà ancora auspicabile una volta rientrati in ufficio. Crediamo che sia il modello più adatto alla costruzione del giusto stato mentale per far fronte a una nuova sensibilità, attenta a corrette forme di convivenza e all’igiene, ma proiettata al superamento delle separatezze che potremmo aspettarci.

Non sarà solo la tecnologia a offrire gli strumenti per la ripartenza. Lo sono e lo saranno sempre di più anche interior materici e naturali da progettare con nuove attenzioni e affrontando il tema della paura e dello stress. Un approccio oggi più che mai attuale è la biofilia. È dimostrato come il design biofilico sia fondamentale per la salute fisica e mentale, ridurre lo stress in tutti i tipi di ambiente, e aumentare il benessere, la creatività e la produttività.

Il White Paper per la ripartenza ha visto il contributo di:
1. Real Estate > Lendlease (coordinatore) in collaborazione con Giuseppe Tortato Architetti
2. Living > Pininfarina Architecture
3. Workplace > DEGW/Lombardini 22 (coordinatore) in collaborazione con Workitect
4. Healthcare > Binini Partners (coordinatore) in collaborazione con Centro Medico Santagostino
5. Restaurant > Lai Studio (coordinatore) in collaborazione con Food Lifestyle di Paolo Barichella
6. Retail > Piuarch
7. Banking > MBA+D Matteo Belfiore Architecture + Design
8. Hospitality > Zaha Hadid Architects
9. Public Spaces > Progetto CMR
10. Mobility > MIC Mobility in Chain
11. Supply Chain > PwC Italy I Operations
12. Social Innovation > PwC Italy I New Ventures I Innovation
13. Education > School for Dreamers.

Il White Paper è disponibile sul sito www.thedesign.tech/it



  •   White Paper_Wokplace.pdf


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    Bernardo Re
    E' dalla "citta' giardino" che gli architetti, quelli veri, evidenziano la negatività ed insalubrità di nuclei urbani con popolazione al di sopra dei 20000 abitanti; lo ha ribadito Wright e molti altri; invece di ascoltare consigli e proposte si è seguita "La Forza delle Tasche", la riduzionre sempre più eccessiva dei tempi di percorrenza, l'accelerazione dei ritmi quotidiani che ha allontanato l'Uomo sa se stesso e da gli altri pur standoci appiccicato. Adesso con questo minuscolo nemico "La Forza delle Tasche" se la sta facendo sotto e rischia di vedere compromessi gli sforzi di secoli di pessima gestione. Ora chi guarda lontano deve capire che è ora che ogni nucleo sia quanto pià possibile autosufficiente, torni a vivere dei prodotti capaci di produrre nel posto e ritorni ad essere del posto con le sue piante, gli altri esseri viventi ed il suo clima. Rispetto e saggezza altro che "La Forza delle Tasche".
    Bernardo Re
    Possibile che ogni scusa è buona per creare una "Forza per Le Tasche" non certo nostre? Possibile che si consideri professionisti con anni di esperienza o appena LAUREATI "NON IN GRADO DI CERTIFICARE L'IDONIEITA' DI UN LOCALE SULLA BASE DI UNA PROPRIA IDEA PROGETTUALE? O siamo ormai una società che produce solo inetti degni solo di essere usati: scemi non pensanti? Ci sono delle norme? bene LE DOBBIAMO APPLICARE; SEMPLICI E CHIARE LE LINEE GUIDA ME LE FACCIO DA SOLO IO COSì COME I MIEI SERI E RISPETTABILISSIMI COLLEGHI.
    Marco
    Semplicemente ridicolo!
    Lollo Fiorentino
    NO COMMENT , ci basta BIG per gli ideogrammi.

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