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Sharaan: il primo resort nascosto tra gli insediamenti rupestri di AlUla
Jean Nouvel crea un "viaggio" attraverso migliaia di anni di civiltà e strati geologici
Autore: cecilia di marzo
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02/11/2020 - È stato svelato il concept del resort Sharaan di Jean Nouvel con un'audace visione dell'architetto per AlUla, l'oasi culturale nel nord-ovest dell'Arabia Saudita. Situato nel profondo della Riserva Naturale di Sharaan, il progetto si basa sulle vicine meraviglie nabatee di Hegra, il primo sito in Arabia Saudita patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Jean Nouvel sta recuperando questa eredità architettonica di 2.000 anni per la prima volta da quando i Nabatei hanno scolpito la roccia arenaria della regione milioni di anni fa. Quando il concept è stato rivelato, Nouvel ha descritto AlUla come "L'unione di paesaggio e storia: la storia delle civiltà passate in un paesaggio straordinario, l'unico posto per creare un capolavoro come questo".

Nouvel ha sottolineato l'importanza di preservare un paesaggio così unico: "Siamo certamente in una delle culle dell'umanità. Siamo nel deserto...e il deserto significa sempre mistero, eternità. 
AlUla è un museo all'aperto.
Ciò che più mi ha colpito - oltre all'aspetto archeologico – è il lavoro del vento, del vento sulle formazioni rocciose. 
Quando passeggi, sei sbalordito. Non mai visto prima nulla di così preciso. 
E per me, queste particolari formazioni rocciose e questi paesaggi, sono attualmente opere d'arte naturali. 
Costruire qui è una vera responsabilità. 
La particolarità di Sharaan è che si tratta di un paesaggio vergine. 
Quando ti arrampichi un po' scopri, attraverso l'altezza, che si hanno letture sul cielo e delle linee dell'orizzonte molto diverse. 
Il mio progetto si occupa di questo e parte da questo. 
La mia filosofia è sempre lavorare con ciò che c'è in loco. 
Quando sei un contestualista, come lo sono io, questo è il punto di partenza. 
La ricchezza di "tutto ciò che c'è" è fatta effettivamente di massa rocciosa, di questa inerzia e dell'acqua sottostante”. 

L'impegno di Nouvel nel rispetto del paesaggio e dell'antico patrimonio di AlUla non significa scappare dalle idee architettoniche moderne.
Sento che c'è qualcosa, qui, che necessita di essere rivisitato tramite una forma della modernità e questo qualcosa è 'abitare la roccia'. Inizialmente ero tentato di usare uno dei motivi creati dal vento e di affinare e migliorare certe variazioni di livello. E poi proseguire da lì creando solidi e cavità, creando vari tipi di moucharabie, che sono i pattern della memoria che tutte queste forme generano”. 

"AlUla merita di acquisire un certo grado di modernità", suggerisce. "Immaginare il futuro è un obbligo eterno che ci impone di mantenere i nostri siti pienamente attivi nel presente e anche di riflettere il passato". 

Jean Nouvel spiega come sta adattando i vecchi modi di vita al mondo moderno, riducendo al minimo gli impatti sui paesaggi naturali e urbani. Per fare questo, usa l'astrazione, rimodellando all'interno del paesaggio invece di competere con esso. Ispirato dai Nabatei, gioca con i vecchi modi di vivere per costruire il presente e affrontare le sfide del futuro.

Jean Nouvel integra il modo in cui i nabatei interagivano con il loro ambiente, sia verticalmente che orizzontalmente, per riconnettersi con la terra e costruire habitat sostenibili, lontano dal caldo dell'estate e dal freddo dell'inverno.
Vede questo resort come un'opportunità per dare vita a una solida esperienza spaziale, sensoriale ed emotiva entro i limiti della natura, dell'architettura e dell'arte, dove il suono, la musicalità, la forza, la tattilità, l'energia e la complessità della natura sono ovunque, dalle pietre finemente tagliate dei balconi alla singolare granulosità di ogni parete rocciosa, tutto questo è un'opera d'arte in sé.

"Il nostro progetto non deve mettere a repentaglio ciò che l'umanità e il tempo hanno consacrato", ha detto Nouvel, "Il nostro progetto celebra lo spirito dei Nabatei senza ridurlo in caricatura. Questa creazione diventa un atto culturale". 

Con un approccio curatoriale in senso museale, Jean Nouvel ha creato spazi pubblici volti a godersi la vita lì, giorno e notte, con vari colori, luci, ombre, aria, piogge torrenziali e il passare del tempo.
Invita i viaggiatori a intraprendere un viaggio attraverso migliaia di anni di civiltà e strati geologici all'interno di ogni dettaglio dei suoi progetti, dalla sensazione permanente delle rocce al morbido comfort di poltrone, divani e sedili.
Il risultato finale vedrà gli ospiti immersi in un memorabile viaggio nel tempo e nello spazio, che offrià loro una vera scoperta dell'essenza di AlUla. Attraverso esperienze immersive nel deserto di Sharaan, i visitatori avranno un'esposizione personalizzata alle centinaia di siti archeologici all'interno di AlUla. Tuttavia, questo livello di lusso non andrà a scapito del paesaggio naturale, poiché il nuovo resort sarà basato su energia a emissioni zero e nuovi standard di sostenibilità.

Il resort Sharaan di Jean Nouvel, che dovrebbe aprire nel 2024, sarà un elemento chiave della strategia della Royal Commission for AlUla per sviluppare AlUla come meta mondiale per la cultura, il patrimonio e l'ecoturismo.


  Scheda progetto: The Sharaan
Courtesy of The Royal Commission for AlUla
Vedi Scheda Progetto
Courtesy of The Royal Commission for AlUla
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Courtesy of The Royal Commission for AlUla
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Courtesy of The Royal Commission for AlUla
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Commenti per questa notizia
Giulio Mazzetti
Un lavoro fantastico come al solito Nouvel riesce a stupire e fare delle gradi opere. Magnifico
Carlo
Fantastico !!!!
Manrico
Fantastico, suggestivo, emozionante.......... Moderno e tecnologico inserito in modo perfetto nel deserto... A chi non piacerebbe andarci a trascorrere almeno una notte?
Mario RUBBI CONTRI
Splendido coordinamento di spazi connessi e amalgamati con l'ambiente naturale , certo eccezionalmente suggestivo , inserendo con armonia elementi tecnologici attualissimi , oggetti tradizionali e richiami fortemente evocativi . Questa volta l'enfasi, spesso eccessiva , di Jean Nouvel é una giusta esaltazione. Hrazie, Jean, per questo eccezionale lavoro !
Emanuele
geniale, molto molto bello
via Codogno 10
bello, affascinante, grande abiità
Sergio
Per valutare l'opera è essenziale pubblicare una pianta del sito contestualizzata con gli elementi archeologici. Visto così pare una forzatura e un monumento al progettista.

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