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MOSTRA ARCHITETTURA

Sconfinamento
Personale di Paolo Scirpa
mostra  GAGGENAU DESIGNELEMENTI HUB, CORSO MAGENTA 2, MILANO, dal 20/11/2019 al 31/01/2020
Gaggenau è lieta di presentare 'Sconfinamento', personale dell'artista Paolo Scirpa a cura di Sabino Maria Frassà, che inaugura il 20 novembre 2019 presso lo spazio Gaggenau DesignElementi Hub di Corso Magenta 2, a Milano. L'esposizione - visitabile fino al 31 gennaio 2020 - chiude il ciclo di mostre 'In-Material, quando la materia si fa pensiero', promosso per tutto il 2019 dal brand tedesco, sinonimo di design e eccellenza, insieme al progetto non profit Cramum. 
Così come gli artisti di In-Material travalicano il visibile, cogliendo e riportando l'essenza stessa e la parte immateriale e trascendente della realtà (Alberto Di Fabio con la pittura, Ingar Krauss con la fotografia, Laura de Santillana con la scultura, Paolo Scirpa con la luce), da 336 anni Gaggenau crea elementi di altissimo valore e pregio, connubio esemplare di cultura, materia e tecnologia. 
Con 'Sconfinamento', mostra e artista scandagliano eternità e infinito quale dimensione a cui l'uomo tende. “L'infinito mi ha sempre fatto riflettere. È stato il movente stesso del mio operare”. Paolo Scirpa spiega così la sua personale indagine di un aspetto incomprensibile, senza la pretesa e la presunzione di rappresentarlo, piuttosto di simularlo. Così, l'arte diventa il mezzo. L'inizio di un viaggio attraverso la parola 'sconfinare', che tanto ricorre nei testi critici dell'artista e da lui spesso citata. "Quanto tempo è per sempre?" chiedeva Alice al Bianconiglio. Guidandoci nel suo mondo anche Paolo Scirpa, come il Bianconiglio, sembra risponderci: "A volte, solo un secondo". Per Scirpa, sconfinare oltre i propri stessi limiti e paradigmi è un percorso di libertà mentale e fisica: senza non c'è progresso né evoluzione, ma autoreferenzialità e manierismo.  Presenti in mostra, i Progetti urbanistici e i Ludoscopi, queste ultime opere
tridimensionali che propongono la percezione di profondità fittizie, veri iperspaziluce in cui è abolito il limite tra il reale e l'illusorio, che mirano a liberare ed elevare l'essere umano, ad approcciare e percepire l'infinito anche solo per un secondo. Complice la struttura stessa dello spazio: all'interno di Gaggenau DesignElementi Hub, un percorso, ideato dall'artista e dal curatore Sabino Maria Frassà, riesce a 'donare' un forte senso di sconfinamento ed estraniamento positivo allo spettatore. A ogni angolo, i Ludoscopi - anche mobili - incantano e ipnotizzano il visitatore che, giunto al centro della sala, alzando gli occhi, si ritrova inghiottito da uno stargate di luce: un ludoscopio bifacciale a soffitto realizzato appositamente per lo spazio. I Progetti urbanistici ingannano invece l'occhio mostrando una Milano come se fosse stata sviluppata da architetti futuristi.
Quella che si sprigiona è una vertigine di gioia, una possibilità di riassaporare lo stupore e la meraviglia propria dei bambini, ancora incoscienti e non pienamente consapevoli di sé e dei propri limiti. Nelle opere di Scirpa Bruno Munari coglieva appieno questo aspetto ludico nell'accezione etimologica di esultanza, ovvero manifestazione libera e piena dell'immaginazione e della fantasia. Terminata questa esperienza immersiva, ognuno di noi penserà che nulla è impossibile e che basta un secondo per capire che l'infinito è solo l'inizio. 

Si segnala che lo spazio Gaggenau DesignElementi Hub resterà chiuso per la pausa natalizia dal 20 dicembre al 6 gennaio compresi.

Biografia dell’artista
Paolo Scirpa è nato a Siracusa nel 1934. Vive e lavora dal 1968 Milano. Ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Brera fino al 2001. L’artista diventa noto al grande pubblico per i Ludoscopi, opere tridimensionali che propongono la percezione di profondità fittizie, veri iperspazi-luce in cui è abolito il limite tra il reale e l’illusorio. Nel corso degli anni realizza anche grandi opere di denuncia consumistica - tra le quali Megalopoli consumistica del 1972 - delle installazioni e delle pitture che sono quasi una rappresentazione bidimensionale dei Ludoscopi. Negli anni '80 sviluppa i primi interventi progettuali inserendo le sue voragini luminose in architetture e ambienti di grande prestigio. Partecipa alla IX e alla XIII Quadriennale di Roma. Espone in numerose gallerie e spazi pubblici, tre cui a Palazzo dei Diamanti (Ferrara), allo ZKM (Karlsruhe), alla Neue Galerie (Graz), al MART di Rovereto, a La Galleria Nazionale e al MACRO (Roma), al Museum Ritter (Waldenbuch), al MACBA (Buenos Aires), al MACLA (La Plata), alla GR Gallery (New York). Sue opere sono in importanti collezioni e musei tra i quali, il Museo del Novecento, le Gallerie d'Italia, le Civiche Raccolte delle Stampe Achille Bertarelli al Castello Sforzesco, la Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Brera, il MAPP (Milano); il MAGA (Gallarate); la VAF-Stiftung del MART di Trento e Rovereto; La Galleria Nazionale e La Collezione Farnesina, raccolta d’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri (Roma);il Museum Ritter (Waldenbuch) e il Musée des Beaux Arts (Caen). 
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