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MOSTRA |
ARCHITETTURA
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| Il Museo Diocesano cresce |
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| Progetti finalisti al Concorso Internazionale di progettazione architettonica |
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MILANO, , dal 22/01/2008 al 02/03/2008
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Dieci proposte progettuali di respiro internazionale, che sono la conclusione di un iter concorsuale che ha visto la richiesta di partecipazione di ben novantotto studi di architettura o raggruppamenti, sono la concreta testimonianza dell’interesse per l’opera in concorso.
Il quarto lato completa il chiostro e si pone come ingresso al Parco delle Basiliche di Sant’Eustorgio e di San Lorenzo che definiscono una delle aree più affascinanti di Milano. Esso si situa in un’area strategica per l’aggregazione dei giovani e per la vita sociale della città e può dare strumenti nuovi per la sviluppo delle dinamiche sociali.
Il Museo Diocesano ha cercato in questi anni di offrire alla città momenti di incontro su temi artistici e di cultura che hanno dato riscontri di partecipazione molto interessanti.
Gli spazi aggiuntivi e la loro nuova organizzazione favoriranno, una volta costruiti, lo sviluppo di questa offerta.
Dieci soluzioni diverse ma tutte interessanti e piene di intelligenza, che rispondono alla domanda del concorso e hanno posto problemi seri alla giuria per una sola scelta conclusiva.
La commissione giudicatrice ha ritenuto all’unanimità di attribuire il 1° posto al progetto elaborato dal gruppo guidato dall’architetto di Barcellona Josep Llinás Carmona.
(…) “Il progetto N°6 sviluppa in modo mirabile il concetto della tenda caro alla tradizione cristiana e capace di stabilire relazioni importanti con il pubblico, con il percorso delle Basiliche e con il preesistente chiostro di Sant’Eustorgio. Il valore unificante del progetto realizza in modo nuovo il tema dell’accoglienza e dell’ingresso al Museo ponendo il visitatore, ma anche il passante, in condizione di percepire contemporaneamente la peculiarità dell’antico Chiostro da cui è visibile il campanile di Sant’Eustorgio, e quella del Parco delle Basiliche, di cui si propone come estensione architettonica fino al Corso di Porta Ticinese.
Gli spazi dell’accoglienza sono sapientemente distribuiti al piano terra mentre si rinvia al piano interrato non solo la funzione propria di una aggiornata museologia (magazzini, laboratori, etc) ma anche la galleria, il loft, l’auditorium. L’estensione di tali spazi consente la realizzazione di grandi eventi espositivi, congressuali, etc, risolvendo la domanda del museo contemporaneo di essere luogo caratterizzato da un’intensa e diversificata produzione culturale.
(…) La copertura a maglie metalliche e vetro attua inoltre tre fondamentali pregi dell’architettura museale. Si propone come un segno di indiscutibile qualità estetica, di apertura verso la città e di collegamento con il museo già esistente. E’ inoltre, nel suo complesso, capace di porgere elementi di discontinuità rispetto all’architettura museale più diffusa nel nostro paese, proponendosi come icona di un presente chiamato a rompere la staticità del museo e nel contempo a evocare valori propri della tradizione del linguaggio architettonico lombardo e preminentemente milanese.
tratto dalla Relazione di Motivazione espressa dalla giuria
In mostra i 10 progetti finalisti e il progetto vincitore
ingresso gratuito - da martedi a domenica, ore 10-18 |
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