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il blog di Raffaele De Blasio


giovedì 14 marzo 2019

Bonifica dell'amianto: le tecniche più diffuse e le loro caratteristiche


L’amianto, noto anche come asbesto, è cancerogeno, di conseguenza negli edifici in cui sono presenti elementi realizzati in questo materiale è fondamentale eseguire in modo tempestivo degli interventi di bonifica.

A cosa è dovuta la pericolosità dell'amianto?

La pericolosità dell’amianto è correlata al fatto che questo materiale, una volta usuratosi, rilascia nell’atmosfera delle particelle davvero piccolissime, al punto da poter essere inalate.

È proprio l’inalazione dell’amianto ad essere una minaccia per la salute, ed è purtroppo già accaduto che persone particolarmente esposte ad amianto si siano ammalate e, in alcuni casi, abbiano perduto la vita.

Ma per quale motivo questo materiale è così diffuso se rappresenta un pericolo per la salute?

La scoperta della pericolosità di questo materiale

Purtroppo la scoperta ufficiale del fatto che l’amianto sia cancerogeno è avvenuta successivamente al "boom" del suo utilizzo.

L’amianto è sempre stato considerato un materiale molto interessante a livello edilizio essendo economico e leggero, proprio per questo è stato largamente impiegato per realizzare canne fumarie, coperture, tubazioni, serbatoi, solo per fare alcuni esempi.

Nei primi anni Novanta, dopo alcuni sospetti, si è avuta la conferma scientifica: l’amianto è cancerogeno, di conseguenza dal 1992 in Italia non è più possibile produrre e vendere amianto.

Per quanto questa norma sia perentoria, purtroppo, essa non ha potuto risolvere il problema dell’amianto utilizzato negli anni precedenti nel mondo dell’edilizia, per questo motivo si sono resi necessari migliaia di interventi di bonifica su tutto il territorio italiano.

Ancora oggi, purtroppo, esistono degli elementi in amianto che devono essere bonificati, dunque è molto interessante conoscere quali siano le tecniche più diffuse per eseguire queste operazioni in modo efficace e soprattutto sicuro.

Il ruolo cruciale delle imprese specializzate

Anzitutto, va fatta un’utile premessa: è impensabile immaginare di eliminare l’amianto con soluzioni “fai da te”, di conseguenza è fondamentale affidarsi a delle imprese specializzate.

Le aziende che si occupano di bonifica amianto adottano tutte le precauzioni necessarie per evitare rischi per la salute, sia per i propri operatori che per tutte le persone che si trovano nei dintorni, allo stesso tempo provvedono al corretto smaltimento del materiale e forniscono al cliente tutte le documentazioni che attestano l’effettuazione di un intervento perfettamente conforme con le normative vigenti.

Tra le soluzioni più diffuse per eseguire bonifiche amianto è possibile menzionarne alcune che non possono essere considerate efficaci al 100%, stiamo parlando della rimozione e dalla copertura dell’asbesto con dei teloni in plastica. Scopriamole nel dettaglio.

La rimozione dell'amianto

La rimozione affidata a delle aziende specializzate è sicuramente innocua per gli operatori dal momento che, come detto, queste imprese impongono ai propri dipendenti l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari, tuttavia non scongiura in modo totale l’eventualità che possano configurarsi dei rischi per le persone che si trovano nei dintorni.

Quando gli elementi in amianto vengono scossi, infatti, l'eventualità che si possano di disperdere delle particelle nell’atmosfera è molto concreta, e questo può rappresentare appunto un pericolo per chi si trova nelle vicinanze, anche in considerazione del fatto che i venti possono far “viaggiare” le pericolose particelle per decine e decine di metri.

La copertura dell'amianto con un telo protettivo

L’applicazione di un telone protettivo è una soluzione che si può considerare laddove degli elementi in amianto non siano integrati nella struttura di un edificio, ma siano posati sul suolo.

È tuttavia evidente che anche questa soluzione presenta molte criticità, basti pensare al fatto che un semplice taglio nel telone renderebbe pressoché inutile la sua presenza.

La tecnica dell'incapsulamento

Ben più efficace è invece la tecnica dell'incapsulamento, una soluzione che non a caso viene adottata dalle migliori società operanti in questo settore, come l’impresa edile Palermo Dgeco.

Nell’incapsulamento, prima di procedere alla rimozione degli elementi in amianto, i medesimi sono trattati con delle sostanze che ricreano un involucro sui medesimi e che impediscono così la dispersione di particelle.

Questo procedimento è molto sicuro, sia per gli operatori che per tutto il vicinato, e ovviamente dopo il prelievo degli elementi in asbesto l’azienda incaricata provvede anche al relativo smaltimento.

La tecnica del confinamento

Un’altra tecnica interessante, ma realizzabile solo in taluni casi, è quella del confinamento.

Nel confinamento viene costruita una vera e propria barriera al fine di isolare il materiale in modo totale, impedendo che eventuali particelle possano essere rilasciate sia negli ambienti interni che in quelli esterni.

Viste le sue peculiarità, il confinamento è realizzabile solo laddove sussistano determinate caratteristiche strutturali dell’edificio e soprattutto laddove la presenza del materiale cancerogeno sia limitata a piccole parti.

 



postato da Raffaele De Blasio giovedì 14 marzo 2019 alle ore 14:29    | commenti: 0 | scrivi un commento |



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