San Benedetto del Tronto (AP), Italia
- 2009
Monumento alla Donna del Mare - 1° classificato |
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| ©Alessandra Ripa, David Cesaria, Serenella Ottone |
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Committente: Circolo dei Sambenedettesi |
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Categoria progetto: Opere realizzate |
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Cronologia:
Progetto:2009
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Descrizione Progetto:
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OBIETTIVI DEL CONCORSO:
L’esigenza primaria del Concorso mira a definire un’opera in grado di riqualificare il Molo Nord della Città di San Benedetto del Tronto, assai degradato, attraverso un intervento artistico/architettonico in grado di potenziare il dialogo ed i rapporti con la Città ed i suoi abitanti attraverso dinamiche nuove.
La lettura dello stato di fatto si è soffermata dunque, oltre alle necessarie verifiche dimensionali, soprattutto sul sistema di flussi esistenti e sull’affezione dei cittadini per questa parte di porto che, seppure trascurata, mantiene un posto speciale nelle abitudini dei sambenedettesi.
Il sito attualmente offre un luogo di ritrovo e di contemplazione del mare da un punto di vista privilegiato.
La scarsa accessibilità al podio del faro e la mancanza di un’organicità dei percorsi dal porto al faro sono i nodi che il progetto si è proposto di sciogliere, oltre a dare al luogo una nuova forza ed identità visiva e percettiva.
L’obiettivo di dedicare quest’ opera alla Donna sambenedettese, cuore pulsante della società marinara passata, ha delineato con vigore il taglio del progetto, non interessato alla mera celebrazione, ma votato al contenimento - tipicamente femminile - di nuove esperienze e di nuove storie.
La città stessa, dunque, si sposta sull’estremità del piccolo Molo e si arreda di nuovi e vecchi racconti, come un Museo a cielo aperto, permettendo agli abitanti di mantenere le proprie abitudini ed innescando, attraverso una gestione versatile, nuovi flussi di utenza.
L’occasione di riqualificazione ha permesso la messa in sicurezza dell’intera parte terminale e l’ampliamento della zona del Faro, finalmente più godibile e protetta.
DESCRIZIONE DELL’AREA: L’area di progetto si estende su una superficie di 143 mq ed è costituita da zone planimetricamente distinte: la piattaforma del porto, la punta del molo, la gradinata in calcestruzzo ed un camminamento a nord-est separato dal porto da uno spesso muro frangi onde.
La realtà articolata preesistente diventa punto di forza del nuovo progetto che potenzia il sistema a quote variabili attraverso nuove pedane e piani inclinati per creare con lo spazio preesistente, il mare e l’architettura, nuove affascinanti prospettive.
IDEA MATRICE E PROGETTO:
L’idea alla base del progetto si discosta dal monumento inteso come scultura autocelebrativa o come elemento a sé stante.
Il monumento alla donna del mare deve invece costituire un racconto, un’esperienza, instaurando un dialogo con la città e la sua storia.
In questa concezione la piattaforma in prossimità del faro diventa luogo per la riflessione e spazio espositivo, piazza e museo a cielo aperto.
La piazza è composta da un primo basamento alla quota di +0,25 ml rispetto all’esistente (dim. 8x10 ml) e da un secondo basamento alla quota di +1,91 ml costituito da un solaio in CA ancorato ed a sbalzo rispetto alla piattaforma esistente (dim. 7x6 ml).
La pavimentazione della piazza è in resina cementizia il cui disegno e colori creano una griglia per il posizionamento di sei prismi puri (dim. L 1,5 ml X L 0,5 ml X H 0,5 ml), che diventano emblema del sentimento dell’attesa, tipica delle donne sambenedettesi verso i loro uomini di mare, rafforzato dal prisma posto dove attualmente si trova una panchina.
Le due zone della piazza sono connesse dalla gradinata esistente e da due rampe: la prima connette la quota del podio (+ 0,25 ml) alla quota del camminamento esistente a nord del muro di contenimento (+ 1,03 ml); la seconda rampa costeggia il muro fino alla quota del podio del faro (+ 1,91 ml).
Il muro nord viene demolito in piccola parte per garantire la fluidità dei percorsi nel sistema piazza e rampe e permettere la percezione del mare anche in direzione nord-est.
Esso viene intonacato ed illuminato tale da divenire elemento di forza nel percorso museale e sfondo per una promenade sul mare di grande effetto.
La piazza è sia un luogo di sosta, sia uno spazio dove vivere una nuova esperienza museale: foto storiche delle donne del luogo sono posizionate ad hoc all’interno delle prismi/panchine in vetro, retro-illuminate nella fase notturna, vere e proprie teche museali en plein air.
FRUIBILITÀ E SICUREZZA
L’intero progetto è concepito come un sistema di piattaforme collegate tra loro attraverso le scale preesistenti ed una nuova rampa che permette una “promenade” panoramica verso Nord -Est oltre che la totale accessibilità della zona del faro ampliata e resa più sicura dal sistema di parapetti continuo
MEMORIA STORICA ED AMPLIAMENTO
I sopralluoghi effettuati hanno evidenziato il forte legame esistente tra i sambenedettesi ed il Molo Nord, soprattutto nella zona del Faro; nel rispetto di questo legame si è scelto di mantenere alcuni elementi preesistenti - il parapetto in ferro e la posizione dell’unica panchina - e di potenziarne la fruibilità attraverso l’ampliamento della superficie calpestabile e la nuova accessibilità.
MUSEO ALL’APERTO
La griglia in resina disegna il posizionamento di sei prismi puri, che diventano emblema del sentimento dell’attesa delle donne sambenedettesi verso i loro uomini.
La piazza, oltre alla sosta ed al panorama, offre una nuova esperienza museale: foto storiche delle donne del luogo sono posizionate ad hoc all’interno dei prismi/panchine in vetro, retro-illuminate nella fase notturna, vere e proprie teche museali en plein air.
STORIA E NUOVE TECNOLOGIE
I prismi in vetro, pensati per contenere le immagini storiche delle donne sambenedettesi, acquistano diversi significati a seconda dell’evento da rappresentare (le teche sono completamente ispezionabili ed il contenuto può essere facilmente variato) ed a seconda dell’ora del giorno (la retroilluminazione è regolata automaticamente dal relais).
Oltre che panchine ed illuminazione sono, dunque, veri e propri contenitori espositivi per le più svariate esigenze celebrative.
MATERIALI INNOVATIVI
Il motivo geometrico che disegna “l’ambiente architettonico” del Museo all’aperto si compone di ampi settori policromi, i moduli base di 1x2 ml e le grandi “fasce” che delineano i percorsi principali (l’ingresso e le rampe).
La scelta della resina, pertanto, risolve il problema delle grandi dimensioni ed offre un ampio spettro cromatico.
La resina cementizia spatolata, inoltre, dimostra ottima resistenza agli agenti atmosferici presenti in zone marine oltre che all’acqua stessa.
IDENTITÀ ED ILLUMINAZIONE
Il progetto DDMuseum - acronimo di Donna Del Mare - si completa attraverso l’inserimento di un light-box di forte impatto e propone per l’illuminazione dei diversi percorsi - a pavimentazione ed a parete - la tecnologia LED per le caratteristiche di risparmio energetico, le possibilità di sgravi fiscali, la bassa manutenzione e la lunga durata della sorgente luminosa.
Il cuore dell’intero progetto strutturale è l’ampliamento della zona del Faro; le peculiarità del sito (difficoltà di accesso e lavorazioni) ci hanno persuaso ad individuare una piastra monolitica appoggiata all’esistente ed ad esso ancorata.
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