Taranto (TA), Italia
- 2008
Centro Servizi Polivalente per usi portuali al Molo San Cataldo di Taranto |
Primo classificato al ''Concorso di progettazione per la realizzazione del Centro Servizi Polivalente per usi portuali al Molo San Cataldo''
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| © T- studio |
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Committente: Autorità portuale di Taranto |
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Categoria progetto: Incarichi in corso |
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Cronologia:
Progetto:2008
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Link: www.tstudio.net
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Descrizione Progetto:
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Il recupero del molo S. Cataldo come watefrot si pone l'obiettivo di reintegrare la città di Taranto al suo porto, attraverso un sistema di interconnessione pedonale che dal molo S. Eligio e Piazza Fontana si sviluppa fino all'estremità del molo S. Cataldo dove è collocata la statua del santo.
L'operazione, resa possibile dallo spostamento del varco portuale est, si fonda sulla realizzazione di una lunga passeggiata paesaggistica che dalla città vecchia, mediante un ponte pedonale adiacente al Ponte di Porta Napoli, si sviluppa su un largo basamento che a quota + 3 m avvolge il lido, la calata 1 e il lato orientale del molo S. Cataldo.
Il basamento diventa così la struttura portante del nuovo waterfront. Il suo sviluppo consentirà, infatti, di riorganizzare i percorsi pedonali e ciclabili, ma anche il traffico carrabile di servizio e di accesso alle banchine di imbarco e sbarco. La quota più alta rispetto al livello strada contribuirà a separare il percorso pendonale da quello urbano e portuale. Il basamento, con la sua continuità, diventa un grande spazio pubblico di raccordo tra la città antica e la testata del porto. Lungo il suo sviluppo una serie di attrezzature per lo sport, la sosta, il tempo libero.
Nella sua parte terminale del basamento è collocato il Centro Servizi Polivalente che diventa così un polo di attrazione aperto sul mare e sulla città. L'obiettivo di restituire a Taranto una nuova cultura del mare può partire da questo articolato sistema che riunisce in un unico segno il porto, la città, l'ambiente.
Il concept del progetto archiettonico del Centro polifunzionale sviluppa le condizioni di contesto dell'area d'intervento. L'ampliamento della banchina orientale del molo di S. Cataldo prevista dal Piano portuale, realizza, rispetto alla quota stradale e al piano d'imposta dell'edificio dell'Autorità Portuale, un dislivello di 1,5 m. L'area d'intervento, compresa tra la banchina orientale e il molo operativo di ponente, assume in tal modo la conformazione di un invaso.
Tale condizione di contesto diviene la matrice del progetto architettonico. L'utilizzo del dislivello consente, infatti, di ottimizzare lo spazio disponibile e di integrare l'architettura del Centro polivalente alla rigida morfologia del molo, recuperando un rapporto più stretto con la banchina d'imbarco e sbarco e la vicina statua di S. Cataldo.
L'ampiezza dell’invaso si presta inoltre ad articolare il Centro servizi polivalente in due corpi di fabbrica ed in uno spazio aperto attrezzato. Questo ultimo si apre su un giardino mediterraneo incassato, un hortus conclusus, protetto dalla maggiore altezza della banchina.
Nell’invaso i corpi di fabbrica slittano tra loro, si allungano verso le banchine e la parte terminale del moolo, integrando i flussi carrabili e quelli pedonali.
L'architettura del Centro servizi polivalente integra l'invaso del molo, utilizzando il dislivello tra la quota banchina e la quota del piano stradale. A quota 1,5 m sono collocate le funzioni legate alle attività culturali (spazi espositivi, mediateca, museo virtuale del mare) e un ampio parcheggio coperto.
Al piano superiore il complesso si articola in due corpi di fabbrica separati da uno spazio aperto inteso come un'infrastruttura di relazione che da continuità al sistema degli spazi pubblici e delle attrezzature verdi della passeggiata urbana sul molo di S. Cataldo. I corpi di frabbrica si aprono da un lato, su un giardino mediterraneo, ricavato nell'invaso del molo, dall'altro sulle banchine.
Il corpo di fabbrica adiacente alla banchine orientali si relaziona all’aree di imbarco e sbarco, qualificandosi come uno spazio polivalente utilizzabile come Stazione marittima. A tal fine sono stati progettati spazi per il tiketing, il check-in, i controlli doganali, la sosta, le informazioni turistiche, i box per operatori e la ristorazione. Al livello superiore è stato previsto un ambiente belvedere attrezzabile come spazio di accoglienza per traffico crocieristico. Dal belvedere rivolto verso la città storica e l'attracco delle navi si distacca un camminamento che, utilizzando, in parte la copertura del primo piano, si protende verso la statua di S. Cataldo, inglobandola con un nuovo piedistallo gradonato.
L'articolazione del complesso tiene conto dello sviluppo dei flussi pedonali e carrabili alle diverse quote. In particolare, per quanto riguarda quelli pedonali il progetto ne asseconda la continuità, rafforzando da un lato i percorsi che si sviluppano sul basamento a quote + 3 mt (la passeggiata urbana), dall'altro riconducibili all'interno del complesso edilizio.
Davanti all'ingresso dello spazio espositivo e al parcheggio è stata realizzata un’area di sosta, una sorta di piazza pubblica in parte coperta. Dalla piazza, caratterizzata da uno specchio d'acqua, si staccano due rampe, la prima porta allo spazio aperto tra i due corpi di fabbrica e al giardino mediterraneo, la seconda si connette, attraverso un sistema di piccole piazze gradonate, alla copertura dell'edificio adiacente alle banchina operativa di ponente.
Lo spazio tra i due edifici svolge una funzione di piazza interna da cui accedere sia alla Stazione marittima e agli uffici degli operatori, sia agli ambienti del secondo corpo di fabbrica. Quest'ultimo contiene, alla quota della piazza interna, un auditorium per 250 posti e uno spazio polivalente per attività commerciali e piccoli uffici. Al piano superiore è collocato un ampio ristorante-bar con un ampio ristorante bar con una terrazza panoramica. La copertura dell'edificio, accessibile mediante un sistema a terrazze, funziona come un belvedere-solarium.
I due corpi di fabbrica con un andamento sinuoso e organico si protendono verso il giardino mediterraneo. L'insieme assume una forma fluida, un insieme di volumi-percorso che si protendono verso il mare e la parte terminale del molo con il suo punto emergente, la statua di S. Cataldo.
L'architettura del compressosi pone come nuovo polo attrattivo e porta della città sul mare.
Il Centro servizi polivalente è un edificio che si integra con la struttura del molo. Il complesso nasce dal mare e dalla relazione città-porto. La sua architettura, profondamente mediterranea, esige l'impiego di materiali in grado di esprimere il rapporto tra antico e nuovo, tra l'identità lenta del luogo e la dinamica di sviluppo del porto contemporaneo.
Per il corpo di fabbrica della Stazione marittima, il cui fronte orientale è rivolto verso la città, è previsto un rivestimento in pietra calcarea bianca di Trani trattata con diverse tessiture orizzontali con ampie superfici vetrate. L'edificio contenente l'auditorium, il ristorante e le attività commerciali, il cui prospetto di ponente è rivolto verso il porto operativo, avrà invece un rivestimento di cemento bianco fugato, con superfici vetrate sia trasparenti che opache. Gli spazi esterni di relazione saranno trattati con pietra calcarea con inserti di vegetazione tappezzante. Vasche d'acqua sono previste nella piazza d'accesso agli spazi espositivi (alla quota + 1,5 mt) e nello spazio d'ingresso alla stazione marittima (alla quota + 3 mt).
Gruppo vincitore primo premio:
Prof. arch. Rosario Pavia (capogruppo)
arch. Matteo di Venosa
arch. Guendalina Salimei, arch.Francesca Contuzzi (T-Studio)
Cooprogetti
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