Roma (RM), Italia
- 2010
Are you really sure that a floor can't also be a ceiling? |
Progetto vincitore ?Enel Contemporanea Award 2010
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| ©Bik van der Pol |
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Studio: Bik van der Pol |
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Committente: Enel Contemporanea |
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Descrizione Progetto:
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Introduzione
Nell’era della globalizzazione crescente, non sono solo le economie, i mercati finanziari, le nazioni e i popoli a diventare sempre più connessi l’uno all’altro in modo dinamico. Anche il sistema ecologico globale, la biosfera che integra tutte le forme viventi e le loro relazioni e interazioni sul pianeta, è influenzato dal continuo aumento delle attività umane. Poco a poco, la popolazione mondiale sta diventando consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente. La prova ne sono i summit sul clima tenuti a Kyoto prima e a Copenhagen poi a cui hanno preso parte tutti i leader mondiali per negoziare possibili soluzioni, anche se i risultati sono ancora incerti. È abbastanza? Siamo ancora in tempo o è ormai troppo tardi?
I cambiamenti climatici sono in atto e hanno determinato, ad oggi, l’innalzamento del livello dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai e dei poli, precipitazioni abbondanti, uragani e inondazioni e in alcune aree cambiamenti radicali nelle stagioni. Tutto questo aumenta sempre di più la consapevolezza tra le persone che qualcosa sta veramente cambiando su scala globale.
Nel frattempo, si adottano misure modeste a livello locale, a livello di governo e nell’ambito della produzione industriale: lampadine a basso consumo, isolamento, veicoli ibridi, energia pulita... non è semplice negoziare le ripercussioni finanziarie, forzare un nuovo approccio alla produzione di energia e forse addirittura fare alcuni passi indietro, anche se la crescita economica è ancora la parola magica. Se l’uomo in quanto specie vuole sopravvivere, sarà necessario adottare alcune misure importanti e radicali per poter concretizzare il concetto di crescita sostenibile e impatto neutro. L’inimmaginabile deve diventare reale. E’ necessario sviluppare un modo di pensare del tutto nuovo.
Le farfalle costituiscono una specie particolare: sono importanti sia da un punto di vista economico che ambientale perché intervengono nella pollinazione: come le api ed altri insetti e uccelli, spostano il polline da una pianta all’altra. Sono degli attori indispensabili nella catena alimentare: senza di esse non ci sarebbe la fecondazione e senza fecondazione, in ultima analisi, non ci sarebbe vita.
Negli ultimi anni si è osservata una sensibile riduzione dei pollinatori. Nel caso delle api ad esempio, intere colonie hanno abbandonato gli alveari: scappano, collassano e muoiono, e le perdite osservate hanno già avuto un impatto economico significativo. Nelle spiegazioni di questo declino rientrano una maggiore urbanizzazione (che ha causato loro una carenza di cibo e il prolungamento dei tempi di percorrenza), l’utilizzo di pesticidi e il cambiamento climatico. Gli scienziati considerano le farfalle una specie di riferimento perché sono particolarmente sensibili al degrado ambientale; il loro declino funge pertanto da ammonimento riguardo alle condizioni ambientali.
Con la Farnsworth House (1951), l’architetto Mies van der Rohe pose l’accento sulla relazione tra uomo e natura: "Dovremmo cercare di ricondurre la natura, la casa e l’essere umano ad un’unità superiore". Questa casa è considerata una delle più radicalmente minimaliste mai progettate. Le pareti in vetro e lo spazio interno aperto creano una forte connessione con l’ambiente esterno, mentre la struttura esposta contempla una struttura che riduce ai minimi termini le pareti esterne piene. Mies van der Rohe ha concepito l’edificio come un riparo architettonico interno-esterno, al contempo indipendente dalla natura e connesso con essa. La Farnsworth House è inserita nel paesaggio, accanto a un fiume, ed è stata conservata e restaurata con cura nel corso degli anni. Nel 1972 l’edificio è stato riportato al suo stato originale. La casa era stata costruita di proposito su dei pali: l’architetto aveva calcolato la crescita prevista del fiume, concependo l’alzato in modo tale che la casa potesse resistere a eventuali inondazioni. Tuttavia, negli ultimi decenni, diverse inondazioni hanno pesantemente danneggiato l’interno dell’edificio, dato che le acque hanno raggiunto il livello dell’alzata per ben sei volte negli ultimi 60 anni, a causa di una maggiore urbanizzazione dell’area circostante.
Il concetto di effetto farfalla è preso in prestito dalla teoria del caos per indicare la forte (inter) dipendenza di diverse tendenze dalle condizioni iniziali: variazioni minime possono colpire sistemi enormi e complessi. L’effetto farfalla ci dice che il battito delle ali di una farfalla produce un piccolo cambiamento nella condizione iniziale del sistema, causando una catena di eventi che conducono ad un’alterazione degli eventi su ampia scala. Questi piccoli gesti, infine, potrebbero potenzialmente avere ripercussioni significative sul vento e sui movimenti di tutti i sistemi meteorologici e teoricamente potrebbero provocare uragani in tutto il mondo. Comunque sia, se la farfalla non avesse sbattuto le ali, la traiettoria del sistema avrebbe potuto essere enormemente diversa. Piccole azioni possono certamente provocare cambiamenti in sistemi complessi, in modi del tutto inaspettati e imprevisti.
La proposta
Il nostro progetto riunisce tutti gli elementi descritti sopra in un modello architettonico liberamente basato sul progetto dell’icona del modernismo, la Farnsworth House. Anziché fungere da abitazione, questo modello scomponibile in scala ridotta (circa 75%) sarà una casa provvisoria per le farfalle, viste come gli attori ultimi di idee idealiste di trasformazione, cambiamento e riciclaggio. A causa del cambiamento radicale insito nel loro ciclo di vita che le rende capaci di mutare da uno stato all’altro, esse non sono mai come appaiono. Le diverse fasi di questa specie in continua metamorfosi possono essere osservate e sperimentate nel modello. La natura diventa una lente all’interno dei limiti tracciati delle pareti museali. I visitatori sono invitati ad entrare nella casa dove le pareti di vetro del modello hanno una doppia funzione: da un lato fornire una visuale completa della serra creata dall’uomo e dei visitatori che vi camminano all’interno, dall’altro creare un ponte tra lo spazio interno e quello museale.
Le farfalle possono essere acquistate da speciali allevamenti in Tailandia e Costa Rica, contribuendo in questo modo alla protezione dell’habitat naturale in questi luoghi: aree tropicali altrimenti a rischio di deforestazione potrebbero generare una nuova ricchezza attraverso l’allevamento e il commercio di farfalle tropicali senza causare l’esaurimento delle risorse naturali e senza provocare seri danni ambientali. Questi allevamenti costituiscono nuove fonti di reddito e di occupazione per la popolazione locale, spesso povera, e dato che si tratta di un’attività per sua natura ecologica, rappresenta un’alternativa sostenibile all’agricoltura.
L’ambiente all’interno del modello sarà realizzato in collaborazione con specialisti locali e attraverso un programma di prestito di piante tropicali che potranno essere restituite al termine dell’installazione. Un custode, preferibilmente locale, si prenderà cura delle farfalle e dell’ambiente. L’energia utilizzata per questo progetto naturalmente dovrà essere "verde"; questo aspetto sarà rappresentato da un contratto stipulato da Enel.
Il titolo dell’opera Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? è realizzato con un pezzo di neon sulla parete, fungendo così da didascalia o riferimento all’installazione.
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