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| © Raul Pantaleo |
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Studio: TAMassociati |
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Collaboratori: Enrico Vianello |
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Committente: EMERGENCY onlus |
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Categoria progetto: Opere realizzate |
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Cronologia:
Progetto:2004
Realizzazione:2007
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Link: www.tamassociati.org
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Descrizione Progetto:
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Il padiglione di meditazione è parte integrante del Centro di Cardiochirurgia “Salam” recentemente realizzato in Sudan per conto dell’organizzazione umanitaria EMERGENCY ong. Il complesso è il solo a fornire assistenza gratuita ai pazienti in un’area di dieci milioni di chilometri quadrati e trecento milioni di abitanti.
Il Sudan è un paese che nel corso degli ultimi vent’anni è stato flagellato da numerose guerre inter-etniche ma soprattutto inter-religiose.
Etnicamente gli Arabi costituiscono il 39% della popolazione gli Africani il 61%; dal punto di vista religioso il 70% dei Sudanesi risultano essere di fede musulmana, mentre il restante 30% è costituito da cristiani e altre fedi religiose (Dati tratti dal rapporto di "Human Rights Watch": Q&A: Crisis in Darfur del 05/05/2004).
Quando ci siamo trovati a dover pensare ad un luogo che ospitasse la preghiera, com’è consuetudine avvenga in qualunque luogo di cura, ci siamo dovuti confrontare con questo difficile dilemma: pensare uno spazio che potesse ospitare la complessità spirituale che alberga in questo paese.
La scelta è stata quella di non privilegiare alcuna forma di culto ma di creare uno spazio capace di ospitare la preghiera e meditazione di tutte le fedi.
L’esterno è dominato dalla grande vasca d’acqua, carica di significati simbolici in questa zona subsahariana. L’acqua è prelevata dal vicino fiume Nilo e poi reimpiegata per l’irrigazione delle aree verdi dell’ospedale. La vasca crea un distacco spirituale tra macrocosmo esterno dell’ospedale/mondo e microcosmo, ventrale, dell’edificio formato da due cubi bianchi sfalsati e comunicanti con copertura semitrasparente realizzata con le anime di foglie di palme.
Gli interni dei due cubi sono caratterizzati dalla presenza di due alberi che rendono questi spazi contemporaneamente sacri ma anche profani per la presenza di un elemento naturale all’interno di uno spazio artificiale.
Abbiamo dovuto, ovviamente, confrontarci con la religione musulmana che è la fede professata dalla maggioranza dei Sudanesi e con le regole imposte da questo culto (le abluzioni, la separazione uomini donne) ma abbiamo calato queste regole in un contesto straniante che non le rendesse dominanti. La cosa è stata possibile occultando tutti i simboli e gli elementi religiosi che potessero essere ricondotti ad un’unica religione. Ad esempio lo spazio per le abluzioni non è altro che uno spruzzo d’acqua più alto che, prima dell’ingresso, permette il lavaggio ma che non ha alcuna connotazione religiosa e che viene percepito come un elemento della vasca d’acqua.
Program coordinator: Pietro Parrino (EMERGENCY ngo)
Direzione Lavori: Roberto Crestan (EMERGENCY ngo)
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