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Località Fucile, Montepulciano (SI), Italia - 2005 | 2007

Cantina Icario
Progettisti:
Tommaso Valle, Cesare Valle, Gianluca Valle, Gianluigi Valle
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 |  pubblicato il 09/11/2009  |  visite: 3415  |  It  |  Eng  |    segnala ad un amico
CANTINA ICARIO - © FOTO ANDREA JEMOLO - FRONTE DI INGRESSO
© foto Andrea Jemolo - Fronte di ingresso
Studio:
Studio Valle Progettazioni con arch. Giuseppe Mura, arch. Stefano Rosa, arch. Paolo Vacatello
Tipologia Progetto:
060 - UFFICI
   063 - Sedi aziendali
Committente:
Azienda agricola Icario A.r.l., Montepulciano (SI)

Categoria progetto:
Opere realizzate
Cronologia:
Progetto:2003
realizzazione: 2005 | 2007
Link:
www.studiovalle.com

Descrizione Progetto:
Credits
Studio Valle Progettazioni
Gruppo di progettazione:
arch.tti Tommaso Valle, Cesare Valle, Gianluca Valle, Gianluigi Valle;
con arch. Giuseppe Mura, arch. Stefano Rosa, arch. Paolo Vacatello
Coordinamento generale: arch. Tommaso Valle
Supervisione artistica: arch. Gianluigi Valle

Strutture: SPAC Engineering s.r.l.
Impianti elettrici: Ing. Salvatore Baldassarra
Impianti meccanici: Ing. Alberto Borgogni
Direzione lavori: Ing. Marco Maggi

Committente
Azienda agricola Icario A.r.l., Montepulciano (SI)

Costo dell’ opera
€ 4.000.000,00

Fotografie
Gianluigi Valle
Andrea Jemolo
Pier Maulini
Fotoritocchi: Fabio Speranza


La specificità del contesto naturalistico e di approccio all’attività produttiva ha suggerito, nel progetto della Cantina Icario, l’impiego del materiale lapideo finalizzato ad un’architettura non invasiva che, con l’austera e semplice geometria dei quattro volumi emergenti, reinterpreti le caratteristiche della costruzione rurale toscana. La soluzione tipologico-funzionale accosta spazi tradizionali (uffici, locali per invecchiamento, fermentazione, vinificazione, imbottigliamento, magazzini, sale per degustazioni) e non (ambienti destinati all’esposizione al pubblico, sala convegni e museo di oggetti impiegati per la lavorazione tradizionale delle uve).

La composizione deriva da un elemento unitario lapideo, suddiviso poi in quattro volumi diversamente adagiati sul pendio naturale del suolo, i cui inter-spazi divengono nastri luminosi che si sarebbero dovuti concludere in quattro “appendici”, prismi trasparenti inizialmente concepiti come spazi destinati a sculture raffiguranti i quattro elementi primari: acqua, aria, terra, fuoco, emblemi della ricerca di contestualizzazione.
Involucri prevalentemente materici, si accostano sapientemente a volumi vetrati, secondo una ritmica di alternanza di pieni e vuoti.
Il rapporto tradizione-modernità, implicitamente connesso al connubio pieno-vuoto, nella Cantina Icario non si risolve nell’ estremizzazione dell’una o dell’altra estetica, ma in un attento equilibrio linguistico.

Il progetto, ricerca una sintesi, formale e funzionale, con la tradizione in un linguaggio, esternamente, ad essa assonante ed internamente in una spazialità disegnata dalla geometria delle travi in tubi metallici e dall’impiego di superfici vitree.
Tuttavia, le trasparenze visuali non si rincorrono in sequenze progressive verso il paesaggio: l’assenza di aperture che lacerino il rivestimento di facciata, eccezion fatta per i percorsi vitrei di collegamento che consentono visuali localizzate, altera l’equilibrio visivo dell’interno. L’ “involuzione” concettuale dell’impiego del paramento murario, limite materico che impedisce alla spazialità interna di “esplodere”, non si traduce in una concezione spaziale claustrofobica: l’interno collassa, implodendo su se stesso. La permeabilità visuale non avviene esclusivamente lungo la direttrice orizzontale: il connettivo centrale sarebbe dovuto apparire separato dal reparto fermentazione e vinificazione da un sistema di vetrate a tutta altezza; insolite trasparenze su solai di copertura e intermedi, consentono l’accesso della luce zenitale e svelano scorci prospettici interni che dalla sala convegni – museo si rincorrono nella sala tonneaux delineando il profilo di un’architettura che, rinunciando a guardare oltre il suo involucro, volge il suo sguardo verso l’interno: un’architettura introspettiva.
(Tommaso e Gianluigi Valle)



CANTINA ICARIO - © FOTO ANDREA JEMOLO - FRONTE DI INGRESSO
CANTINA ICARIO - © FOTO GIANLUIGI VALLE - SALA  TONNEAUX E BARRIQUES
CANTINA ICARIO - © FOTO PIER MAULINI  - SPAZIO ESPOSITIVO
CANTINA ICARIO - © FOTO GIANLUIGI VALLE - CONNETTIVO DI COLLEGAMENTO
CANTINA ICARIO - © FOTO ANDREA JEMOLO - COPERTURA DEL CONNETTIVO CENTRALE VETRATO
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