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Bari (BA), Italia - 2006

Bari crossing

Progetto finalista del Concorso Europeo di riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del Borgo Murattiano
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 |  pubblicato il 23/02/2007  |  visite: 2847  |  It  |  Eng  |    segnala ad un amico
BARI CROSSING -
Progettisti:
Guendalina Salimei
Tipologia Progetto:
040 - URBANISTICA E AMBIENTE
   044 - Recupero Aree Urbane
Committente:
Comune di Bari

Categoria progetto:
Tavole di concorso
Cronologia:
Progetto:2006
Link:
www.ridisegnabari.net

Descrizione Progetto:
capogruppo: arch. Guendalina Salimei
gruppo di progettazione: arch. Francesca Contuzzi; arch. Giancarlo Fantilli; arch. Marina de Marco.
collaboratori e/o consulenti: prof. arch. Rosario Antonio Pavia; arch. Rosetta Mirabelli; arch. Monika Dinkel; Goxhaj Egest; Fabrizio Romano; Gianni Carletti.

“Bari Crossing”: gli attraversamenti del borgo murattiano
Il quartiere murattiano, concepito per spezzare e mettere in crisi l’equilibrio che teneva insieme il nucleo storico della città e che ha agito con la forza dirompente di un tessuto “democratico”, ha disintegrato le mura della città vecchia - ancor’oggi assenti nella memoria collettiva - offrendo nel contempo una forte flessibilità nell’uso della “Bari nuova”.
Nell’arco di un cinquantennio i baresi hanno potuto consolidare la tradizione commerciale della propria città occupando i piani terra degli edifici del nuovo quartiere. Questo “sprawl”, controllato da un piano fortemente architettonico, ha offerto più soluzioni al commercio: dall’uso della cellula singola all’occupazione dell’intero lotto, a tutti era concesso di esprimere una propria “identità commerciale”. L’importante era che la strada designata avesse due quinte architettoniche che ne indicassero un inizio ed una fine.
Così la città ha scelto alcune vocazioni dando pari dignità alle diverse fasce sociali: anche il commercio orientato ai ceti meno abbienti trovava una proprio luogo in una strada che, dignitosamente, presentava soluzioni adeguate alle esigenze dei compratori che provenivano dalle diverse parti del mezzogiorno. Questo interessante meccanismo di zonizzazione commerciale spontanea ha caratterizzato nel tempo la crescita di un settore urbano che ha conservato una forte identità anche attraverso le intemperie architettoniche degli anni sessanta che, pur cancellando il carattere di molti edifici “murattiani”, non ha minimamente intaccato il meccanismo urbano pensato dal Gimma e siglato, nel 18............ da Gioacchino Murat.
In questo contesto via Sparano si è subito ritagliata un ruolo particolare in quanto miglior collegamento tra la nuova stazione ferroviaria e la città vecchia. Il concentrarsi di un passaggio intenso e non povero lungo quest’asse ha visto le famiglie proprietarie dei suoli impegnarsi in una crescita che aveva come obiettivo le nuove città americane e come modello la Parigi di inizio novecento. La “grande proprietà”, divenuta dunque “grande commercio”, ha cercato la propria identità, seppur in epoche differenti, nei livelli alti dell’architettura europea.
Questo ha fatto di via Sparano l’asse commerciale più importante e raffinato di quel mezzogiorno che ruotava intorno alla “fiera del Levante” il cui traffico, passando per la stazione, non poteva non percorrere questa importante strada.
L’indebolirsi del tessuto commerciale locale ed il rafforzarsi del sistema “globale” della vendita ha, negli ultimi vent’anni, messo in crisi questo meccanismo. Le “grandi famiglie” hanno capito che, più del commercio, avrebbe reso la proprietà ed hanno iniziato a cedere in fitto ad imprese commerciali del nord italia o, peggio, straniere i propri luoghi storici di rappresentanza. Questo ha implicato un pericoloso livellamento che ha tolto a questo luogo l’esclusività. La disgiunzione tra proprietà ed impresa commerciale ha poi innescato un degrado fisico della struttura seguito poi - e siamo giunti al presente - da un pericoloso degrado sociale che porta ad un rischioso calo della percezione di sicurezza urbana.
L’obbiettivo del nostro intervento è quello di ripristinare alcuni meccanismi fondamentali nel corretto funzionamento del borgo murattiano.
Il quartiere ottocentesco che ha reso Bari una città moderna e che ha trovato una naturale crescita sino ai limiti imposti dalla natura o dall’uomo, costituisce oggi un secondo “centro storico”. Ripensare gli spazi pubblici di un centro storico vuol dire lavorare con quello che c’è, aggiungendo o sottraendo valore a quanto già esiste. Questo plusvalore è dato, nel caso in oggetto, dal tema dell’ “attraversamento”: tessuto poroso, il quartiere assume o perde valore a seconda di quanto e di come lo si attraversa.
Riferendoci dunque alla scala del borgo murattiano, sono stati assunti alcuni ambiti sui quali proponiamo di agire: questi possono essere riassunti in quattro “barre” ed un parco lineare sopraelevato. Le quattro barre corrispondono a quattro assi viari a diversa vocazione urbana, il parco lineare affronta e risolve i problemi del quartiere murattiano sul fronte sud-est, laddove il fascio dei binari impedisce una corretta relazione tra interno ed esterno della città.
In relazione all’intervento limitato all’asse pedonale di via Sparano l’obiettivo del nostro intervento è la salvaguardia delle “istituzioni commerciali”. Per far questo è necessario mettere nuovamente al centro dell’attenzione le grandi “cattedrali del commercio” restituendo loro dignità affinché i pochi simboli rimasti assumano un ruolo trainante nella riqualificazione sociale di questo settore urbano.

I temi del progetto
1) Sistema a “barre”
Dalla griglia murattiana è possibile far emergere un sistema a”barre”: una serie di fasce all’interno delle quali promuovere programmi di riqualificazione urbana e di pedonalizzazione. La nuova via Sparano è inserita nella fascia trasversale che attraversa per intero l’area centrale di Bari, dalla Caserma Rossani (riorganizzata come nodo complesso di scambio correlato alla stazione ferroviaria), al centro storico, all’area portuale, passando attraverso la città vecchia.
La fascia trasversale incrocia due fasce orizzontali: la prima, caratterizzata dalla presenza dell’Ateneo e della Manifattura dei Tabacchi, in prospettiva potrà qualificarsi come fascia attrezzata per il Campus Universitario Centrale (cultura, ricerca, residenza; la seconda, caratterizzata dalla presenza di piazza Garibaldi, il Municipio, la Prefettura, la Sala Murat, il Teatro Piccinni, si presta a consolidare il suo ruolo di “asse civico”-amministrativo.
Questa seconda fascia raggiunge il lungomare connettendosi con la fascia verticale comprendente, lungo Corso Cavour, il Teatro Margherita, il Teatro Petruzzelli, la Camera di Commercio e la Banca d’Italia.

2) Via Sparano come “via Nuova”
Per la riqualificazione dell’asse pedonale è di aiuto l’immagine offerta dall’intervento cinquecentesco dell’Alessi sulla via Nuova di Genova: una interazione tra spazio pubblico ed interni a scala urbana. Analogo rapporto pare esistere tra l’asse viario e le principali istituzioni commerciali della città che vengono, anch’esse, coinvolte nel progetto dello spazio pubblico attraverso la creazione di piccole “piazze episodiche”. L’intera sequenza dell’asse che collega piazza Aldo Moro alla città vecchia lungo via Sparano, conferisce al percorso un ritmo progettando una sorta di partitura fatta di tessiture, pause, accelerazioni, larghi, fughe e adagi.
I caposaldi sono i seguenti:
a) rimozione in altro luogo della città delle palme residenti in vasca poiché queste negano la vocazione fortemente prospettica del luogo innescando un fenomeno di “fuori scala”;
b) riqualificazione di piazza Umberto in funzione del fronte dell’Ateneo come elemento di raccordo tra l’asse di via Sparano e quello universitario tra la Manifattura dei Tabacchi e l’Ateneo stesso;
c) valorizzazione delle “istituzioni commerciali” presenti lungo la via attraverso la creazione di episodi architettonici a diretto contatto con i grandi interni commerciali (Laterza, Mincuzzi, Rinascente, ecc.);
d) costruzione di un sagrato per la chiesa di San Ferdinando;
e) riporto in un unica quota di tutto l’asse pedonale a partire dalle vie adiacenti (via Andrea da Bari e via Argiro) e segnalazione dell’attraversamento delle vie trasversali attraverso una fascia in basalto;
f) creazione di un cunicolo poliservizi lungo l’asse di via Sparano;
g) valorizzazione del percorso tramite l’uso di gruppi scultorei (è prevista lo spostamento della statua equestre di Ceroli dall’attuale sede al fianco della chiesa di San Ferdinando);
h) creazione di un sistema di illuminazione automatico basato sulle ”fasce orarie” di utilizzo
della via con la garanzia di un livello minimo di illuminazione nelle ore notturne.

3) Superamento della barriera ferroviaria
La ferrovia ha diviso Bari in due parti. La soluzione, proposta anche da Quaroni, risiede nella possibilità di interrare il piano del ferro e consentire in tal modo la permeabilità tra le due parti. Lo spazio liberato dalla ferrovia, può essere l’occasione per restituire a Bari un grande parco urbano sopraelevato (un parco centrale) con attrezzature di servizio per la sosta, la cultura, il tempo libero. Nell’ipotesi di progetto si è optato per una soluzione intermedia legata alla prevista dismissione del fascio dei binari delle Ferrovie Sud-Est ed al recupero del viadotto ferroviario come parco urbano lineare, suddiviso in due fasce ed alla previsione di un importante mercato rionale collocato nel sottoviadotto (si prevede lo spostamento del mercato rionale dall’edificio della Manifattura dei Tabacchi per destinare tutto lo stabile a funzioni universitarie). Nello spazio tra le due fasce verdi del parco lineare potranno essere collocati elementi lamellari di servizio. Il parco lineare sopraelevato diviene l’elemento di interconnessione tra le due parti di città.

4) La nuova centralità - Caserma Rossani – Stazione – Piazza Moro.
La realizzazione del parco soprelevato consente di prevedere una forte comunione tra piazza Moro e la Caserma Rossani. La stazione ai piani superiori comunica direttamente con il parco, nello stesso tempo si articola in due fronti: da un lato su Piazza Aldo Moro completamente riorganizzata, dall’altro - su via Capruzzi - l’area della Caserma Rossani dove saranno previste attrezzature di servizio per il tempo libero (parco di quartiere) e delocalizzato il terminal autobus. Il sottopasso della stazione sarà riqualificato come grande asse commerciale che metterà in comunicazione l’area riqualificata della Caserma Rossani con la piazza Moro di cui si prevede un parziale abbassamento dell’attuale quota.



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