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Plust collection

Waver di Vitra, ispirata agli sport estremi
La sedia leggera, comoda e universalmente utilizzabile
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05/03/2012 - Konstantin Grcic ha tratto ispirazione dagli sport estremi per realizzare Waver, questa sedia leggera, comoda e universalmente utilizzabile.

“È stato innanzitutto necessario convincere Vitra a produrre una seduta così semplice realizzata in tubolare d’acciaio piegato”, spiega Konstantin Grcic parlando di Waver. Il design della sedia riprende i principi costruttivi degli attrezzi degli sport estremi e li traspone in un design d'avanguardia che non necessita di alta tecnologia, eppure dimostra tutta la sua intrinseca complessità.
Waver è il primo prodotto comune progettato dal designer tedesco e realizzato in serie da Vitra, da quando Grcic presentò il gruppo sperimentale di sedute “Landen” per spazi pubblici nel quadro della Vitra Edition 2007.

Liberata dalle tipologie di sedute tradizionali, la sedia esplora nuove esperienze della vita quotidiana. Come abbracciato alle cinghie di un parapendio, l’utilizzatore seduto su Waver fluttua in una specie di amaca sospesa nel suo telaio in tubolare d'acciaio piegato e saldato. “Semplificando la forma, abbiamo potuto concentrarci maggiormente sulla qualità della seduta”, spiega Konstantin Grcic.
Questa sedia girevole e leggera è perfetta sia in ambienti interni che esterni, tanto in giardino quanto nel soggiorno di casa. I raggi UV non sono in grado di danneggiarla, come pure il vento o le intemperie. Waver si è infatti lasciata alle spalle la distinzione tra sedia per interni ed esterni come una scomoda e obsoleta eredità. 

Citazioni di Konstantin Grcic
Creare una logica intrinseca in tutti i diversi aspetti di un progetto è come risolvere il cubo di Rubik.
Oggi sono in grado di lavorare su pezzi molto complessi, ma mi manca l'esperienza dei miei primi progetti. All’epoca scaturivano dalla necessità: una rete di vincoli positivi e un processo lento e molto rigoroso.
Il ritmo giusto riveste un ruolo importante nel processo di progettazione. Alcune fasi di lavoro accelerano il processo, sono veloci, proattive, fanno balzi in avanti. Altre volte invece il lavoro rallenta, si fa più riflessivo, introverso, per poi accelerare nuovamente.

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