19/05/10 - Leader mondiale nel settore delle digital imaging, Canon svolge incessantemente attività di ricerca e con altrettanta tenacità accetta le nuove sfide del mercato per assolvere alla propria missione d'individuare nuove e migliori forme di espressività visiva contribuendo così, in definitiva, al rafforzamento di questa forma d'arte.
Le nostre opere NEOREAL –un nuovo mondo sensoriale– sono già apparse nel 2008 alla Milan Design Week per mostrare i risultati ottenuti in collaborazione con alcuni dei personaggi creativi più ispirati del Giappone. Un mondo che ancora una volta non mancherà di entusiasmare i visitatori allo stand e nel quale sapranno apprezzare i prodotti e le tecnologie Canon più recenti.
L'installazione
Quest'anno, in collaborazione con i due creativi - l'artista Kyota Takahashi e l'architetto Akihisa Hirata e in occasione della Milano Design Wwwk 2010- Canon ha mobilitato ogni risorsa possibile tra le proprie tecnologie di digital imaging per creare un nuovo, e mai visto prima, mondo sensoriale, capace di risvegliare una nuova esperienza visiva.
La costruzione dello spazio
sezione Kagayaki (vitalità della luce e del colore)
Luci e colori che si fondono in un nuovo spazio sensoriale pieno di vitalità e luminosità. Un mondo poliedrico, capace di trascinare lo spettatore nelle sue grandi dimensioni. “Kagayaki ” (vitalità della luce e del colore) è il nome dell'installazione che genera e contemporaneamente sprigiona nello spettatore una nuova esperienza visiva.
prism liquid - Kyota Takahashi, Akihisa Hirata
In questo spazio poliedrico a spirale i colori e le luci si muovono, e come un flusso d'acqua mutano continuamente nella forma. Questo genera la coesistenza di più concetti opposti: staticità e dinamicità, concretezza e astrazione, inizio e fine.
Le luci create da Takahashi vengono proiettate sulla struttura poliedrica ideata da Hirata (alta 6 metri, larga 8 e profonda 40). Schermi disposti a spirale e collegati fra loro tridimensionalmente, formano una composizione che prende vita con la proiezione multicolore grazie alla tecnolgia digital imaging di Canon. Le immagini sono state realizzate con la fotocamera reflex e proiettate da ben 21 proiettori.
Una sintesi più che convincente delle tecnologie di input e output Canon, senza le quali una tale nuova espressività non sarebbe stata possibile.
prism liquid - L'opera di immagini
Kyota Takahashi
Riconoscere il proiettore è il punto di partenza L'ispirazione nasce dal proiettore stesso. Il fascio di luci emesso dal proiettore è in realtà uno spazio fatto di luci, un volume invisibile di forma piramidale.Riconoscendo il fenomeno di spazialità del proiettore ho creato uno spazio che lo facesse emergere.
Ho voluto esprimere nel modo più essenziale e diretto possibile il concetto di “dall'acquisizione alla riproduzione”
Senza utilizzare la CG ma curando invece la scelta dei soggetti, il posizionamento delle luci e il metodo di ripresa, ho cercato di mettere in risalto il fascino che un'immagine reale può avere. Ho pensato di creare un mondo in cui far coesistere concetti che sono abitualmente in contrasto, come “2D/3D”“concreto/astratto” “statica/dinamica”
Le immagini vengono inizialmente proiettate sul grande schermo orizzontale che si trova in fondo alla sala. In questa sezione le immagini sono state riprese simultaneamente da 5 fotocamere reflex con funzione di registrazione video; usando questi fotogrammi sono riuscito a creare uno scenario estremamente panoramico fatto di digital imaging vivide e di alta qualità come fosse un Emakimono, un rotolo istoriato. Utilizzando il Vision Scroller* ho fatto sì che i visitatori possano godere della interattività e della sensazione LIVE attraverso questa esperienza visiva.
Le immagini vengono scomposte in frammenti dai colori scintillanti. Vengono poi ricostruite tridimensionalmente come Origami e diventano immagini figurative concrete.
Il risultato è una dimensione ignota, resa possibile dalla tecnologia raffinata e precisa del digital imaging, e dalla variazione di colore e dal dinamismo propri delle luci e delle immagini. (testo di Kyota Takahashi)
prism liquid: La struttura
Akihisa Hirata
Intrecciarsi con le luci
Le luci emesse dal proiettore generalmente vengono proiettate sullo schermo piatto, quindi noi percepiamo l'immagine in due dimensioni. Ma in realtà vi è un'estensione a cono, tridimensionale, delle luci create dal proiettore. Lo schermo è ciò che taglia la luce, e quello che vediamo è il suo riflesso. Ho voluto creare uno spazio in cui si potesse giocare tridimensionalmente con questo cono di luci, nonché percepire un'esperienza sensoriale quasi fisica di intreccio con le luci.
La struttura si estende come un nastro che definisce una forma a spirale, attraversando in modo continuativo tutto lo spazio. Questo grande nastro a spirale, nato dallo sviluppo di un poliedro, si intreccia all'estensione tridimensionale delle luci creata da più proiettori. All'apparizione del cono di luce la superficie del nastro si trasforma in un nastro luminoso multicolore, come se esso stesso irradiasse
la luce. Il nastro si snoda attraverso la sala cambiando le dimensioni a seconda della posizione. In una parte definisce lo spazio di sei metri di altezza, in un'altra attraversa l'aria come una cascata, o ancora striscia sul pavimento sostenendo il grande schermo piano semitrasparente. E'come un tralcio che si attorciglia alle luci in mille modi.
Intrecciarsi.... Riferendosi alla natura vi sono tante cose che si intrecciano reciprocamente, mantenendo al tempo stesso un loro ordine: dalla proteina nel microcosmo al bosco, in cui coesistono vari tipi di animali e vegetali. Anche l'architettura e gli spazi creati dall'uomo dovrebbero entrare a far parte dell'ordine delle vite a cui si intrecciano. Ciò dovrebbe portare a creare nuove realtà e nuove esperienze, moderne ma al tempo stesso primitive, che si intrecciano con i nostri corpi.
( testo di Akihita Hirata )
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