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Open Bay Castelli
venerdì 28 maggio 2010

COME CAMBIA MILANO

dal blog L'architetto nel verde, di Umberto Andolfato

Copertina Libro

COME CAMBIA MILANO Storia – Curiosità – Futuro
Sabrina Di Martino Livio Buttafava
Lampi di stampa

Il libro scritto a quattro mani da Sabrina Di Martino e Livio Buttafava è un piacevole viaggio tra la storia, le cronache e la scoperta di come era e come sta cambiando la città di Milano del III millennio.
I primi capitoli del libro mettono in luce, al di la’ dei fatti storici più o meno conosciuti, delle curiosità su dei luoghi della nostra città interessanti da scoprire o da riscoprire, come ad esempio il Ponte delle Sirenette al Parco Sempione, piuttosto che la storia desolante della Fontana del Pinocchio di Corso Indipendenza.
Questi e altri fatti della vita passata di Milano sono il succo della prima parte del libro, la seconda parte inizia e prosegue con una catalogazione di progetti realizzati e in via di realizzazione, mettendo in luce una dinamicità che personalmente non conoscevo così in dettaglio.
Rimane però un dubbio se il titolo non doveva forse porsi in forma interrogativa, poiché questa città si trova di fronte a due fondamentali appuntamenti: il Piano di Governo del Territorio e l’Expo 2015.
I temi sono fondamentali e per un testo come questo, visto che la sua pubblicazione è del 2009, è un peccato che non ci si sia soffermati con maggior attenzione poiché i suddetti accadimenti trasformeranno di molto Milano.
Oltre a questo, siamo in un periodo, a mio avviso già iniziato nel 2007, di forte recessione economica, che ha influito e sta modificando molte logiche di trasformazione della nostra città, rimettendo in discussione, progetti, grattacieli, archistar, imprenditori, banche e tutto un mondo che ha contribuito a creare quella enorme bolla speculativa che esplodendo ha demolito molte delle teorie economiche degli ultimi vent’anni.
Come cambia Milano? Milano cambierà se riuscirà a ritrovare quello spirito Ambrosiano e di reciprocità che ha sempre caratterizzato in passato la nostra cultura, saprà cambiare se finalmente si metterà al primo posto l’uomo e l’intero sistema città, con una impostazione metodologica per risolvere gli annosi problemi delle infrastrutture, del traffico e dell’ambiente. Non possiamo continuare a progettare architetture che “succhiano” auto, dobbiamo essere in grado di risolvere diversamente la mobilità urbana. Credo che esperienze come la nuova Fiera di Rho Pero debba insegnare che prima bisogna fare le strade e poi le strutture, e come se un chirurgo volesse trapiantare un organo senza pensare a come prima allacciare tutte le arterie per rendere utile il nuovo impianto. Continuiamo a perseguire la politica dei piccoli orti senza avere una visione d’insieme del problema e a fatica si sta cercando di trovare delle vie di uscita da queste logiche con il nuovo PGT, peccato che i soliti poteri forti stanno mettendo tutti i “bastoni” a loro disposizione nelle ruote di questo innovativo strumento urbanistico. Sull’Expo poi non stiamo dando il meglio, abbiamo nominato immediatamente generali e colonnelli e ci siamo dimenticati della truppa e delle armi, dopo qualche mese di lavoro cinque esimi colleghi hanno partorito un topolino e ci si aspettava una montagna. Sarà rimesso di nuovo tutto in discussione, sarà perso ulteriore tempo, saranno spesi altri soldi per niente, e molti milanesi come me stanno tremando al solo ricordo di fare di nuovo la stessa figura dei mondiali del ’90, con i pupazzi su Viale Forlanini e come strutture finite solo S.Siro che per forza di cose doveva essere terminato.
Milano deve avere il coraggio di cambiare, ma in meglio, e questo libro in parte fa vedere dei risultati che danno qualche speranza.

(recensione di Umberto Andolfato del libro pubblicata su bimestrale Tradizione)



postato da Umberto Andolfato venerdì 28 maggio 2010 alle ore 15:50    | commenti: 1 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da massimo battaglio venerdì 28 maggio 2010 alle ore 18:28

Mi fa davvero piacere che qualcuno si stia prendendo finalmente l'impegno di parlare di Milano in termini positivi e pro-positivi!

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