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il blog di stefania leone


giovedì 31 dicembre 2009

vi consiglio un concorso.....


11/12/2009 - Parte la seconda edizione dell'International Design Award 'only for woman' dedicato quest'anno alla progettazione di una collezione di sedute per esterni.

'Una sedia nel verde - il Design per un mondo migliore' è il titolo del concorso lanciato da Area Declic riservato esclusivamente alle donne designer: possono partecipare studentesse e professioniste che abbiano compiuto i 22 anni.

Si chiede di progettare una collezione di sedute per esterni: poltroncina e divanetto, chaise longue e lettino bordo piscina, sedia (con e senza bracciolo) e sgabello.

E' possibile presentare anche uno solo di tali oggetti, l'importante è trovare proposte innovative e soluzioni in grado di ridurre l'impatto ambientale nella loro produzione, uso e smaltimento.

E' lasciata libera la scelta dei materiali, ma sarà tenuta in considerazione la prossimità dei progetti alla tipologia estetica e produttiva dell'azienda promotrice Area Declic (ferro o alluminio abbinati a plastica, legno, intrecci).

In fase di progettazione particolare attenzione deve essere posta nella selezione dei materiali in modo da minimizzare la presenza di sostanze tossiche, incorporare materiali riciclabili o riciclati nel prodotto, ridurre la quantità e le tipologie di materiali utilizzati impiegando materiali compatibili tra loro in fase di riciclo.

Anche nella fase della produzione, l'oggetto dell concorso deve essere stato progettato in modo da ridurre la quantità di rifiuti.

Nel trasporto è necessario minimizzare il packaging usato come sistema di imballo riutilizzabile.

Il progettista deve tenere presente che in fase di manutenzione deve essere agevole l'accesso alle parti per la loro sostituzione e per la loro manutenzione.

Dovrà essere agevole anche smontare i componenti.

I premi verranno assegnati tenendo conto di innovazione, originalità e chiarezza del design.




I progetti dovranno pervenire entro l'8 marzo 2010.

Il giudizio della giuria è insindacabile e verrà comunicato entro il 2 aprile 2010.

L'ente banditore distribuirà i seguenti premi:
- 1° classificata mille e 500 euro
- 2° classificata mille euro
- 3° classificata 500 euro

I premi saranno consegnati durante il "Salone Internazionale del Mobile" di Milano, domenica 18 aprile alle ore 15.00 nello spazio Area Declic, pad.6, stand D 55.

http://www.archiportale.com/news/2009/12/concorsi/una-sedia-nel-verde-il-design-per-un-mondo-migliore_17309_30.html



postato da stefania leone giovedì 31 dicembre 2009 alle ore 13:37    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 30 dicembre 2009

giappone

il mercato del lavoro è saturo???...ma quello della formazione no!!
.......un tirocinio in Giaappone?
cosa pensate dei tirocini? servono o sono una perdita di tempo?
stefania



R i v o l t o a g l i s t u d e n t i d e l l ’ U n i o n e E u r o p e a
VULCANUS IN GIAPPONEDI CHE COSA SI TRATTA?
“Vulcanus in Giappone” é rivolto agli studenti dell’Unione Europea ed offre la possibilità di effettuare un tirocinio presso un’industria giapponese. Il programma inizia in settembre e termina nell’agosto dell’anno successivo.
Data di scadenza
per postulare:
20 GENNAIO 2010
Date del programma:
dal 01 settembre 2010
al 31 agosto 2011

info:
www.eu-japan.eu/global/vulcanus-in-japan.html



postato da stefania leone mercoledì 30 dicembre 2009 alle ore 15:08    | commenti: 2 | scrivi un commento |





domenica 27 dicembre 2009

augurI

foto di stefania leone 2009

auguri



postato da stefania leone domenica 27 dicembre 2009 alle ore 16:01    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 6 dicembre 2009

rifiuti in Arte….

foto di Stefania leone

Ci vuole creatività anche per trasformare i rifiuti in Arte….
L’associazione culturale “Arcarte” ha promosso un progetto culturale che rappresenta un modo nuovo, ottimistico e propositivo di vivere l'ecologia e di "costruire il cambiamento" valorizzando i materiali di scarto, i prodotti non perfetti e gli oggetti senza valore, per accedere all'idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività in una nuova logica di rispetto dell'oggetto, dell'ambiente, dell'uomo.
Ieri, 5 dicembre, è stata inaugurata una mostra, allestita presso la Galleria Arcarte in Viale dei Rettori - Benevento (zona Arco Traiano)
Una ricca esposizione di oggetti elaborati da menti vivaci e spinte ad un approccio rispettoso dell'ambiente, per "non rifiutare" ma riutilizzare materiali utili alla rielaborazione di preziosi elementi semplici e innovativi.

Per qualsiasi informazione chiamate al numero 335/5893501 .


foto di Stefania leone
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foto di Stefania leone
foto di Stefania leone
foto di Stefania leone
foto di Stefania leone
foto di Stefania leone
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foto di Stefania leone
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foto di Stefania leone
foto di Stefania leone

postato da stefania leone domenica 6 dicembre 2009 alle ore 09:49    | commenti: 2 | scrivi un commento |





venerdì 4 dicembre 2009

Giocare è una cosa seria!

Giocare è una cosa seria!
I bambini di oggi sono gli adulti di domani
aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi
aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi
aiutiamoli a diventare più sensibili.
Un bambino creativo è un bambino felice!

Bruno Munari 1986



postato da stefania leone venerdì 4 dicembre 2009 alle ore 22:28    | commenti: 1 | scrivi un commento |





giovedì 3 dicembre 2009

da cosa nasce cosa


un libro che consiglio di leggere a tutti.
è un libro che andrebbe letto da chi frequenta il primo anno della facoltà di architettura perchè è un indirizzo alla metodologia progettuale.
una carrellata di esempi legati alla ideazione di oggetti di uso comune.....vi siete mai chiesti come sono nati gli oggetti che abitualmente usiamo e neanche li "guardiamo"? bene, vi invito a d una interessante lettura di un piccolo manuale di architettura. buona lettura



postato da stefania leone giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 21:17    | commenti: 6 | scrivi un commento |





giovedì 3 dicembre 2009

BeneventoCittàLuce percorsi

locandina evento

BeneventoCittàLuce
percorsi


1. HORTUS CONCLUSUS
La visita avrà inizio dal Teatro Comunale di Benevento, punto di accoglienza del percorso.
Poi il gruppo proseguirà per i suggestivi vicoli del centro storico
per raggiungere l’Hortus Conclusus, ovvero il giardino del Convento di San Domenico che dal 1992 ospita un'istallazione permanente dell'artista Mimmo Paladino.
L’Hortus, luogo di conforto per l’uomo in continua lotta con il mondo che lo circonda e con la propria interiorità, viene illuminato con sapienti giochi di luce.

Voci fuori campo illustrano il percorso che l’uomo fa alla ricerca di
se stesso e della pace, cercando la propria identità, in questo contesto, attraverso le varie epoche storiche, in particolare quella sannita e quella longobarda che hanno contraddistinto la città di Benevento e i beneventani e che ne hanno segnato sempre un’

“alterità” rispetto alla storia di altre popolazioni campane.
Si narra dei Sanniti, dell’essere sannita del beneventano d’oggi e di come tale appartenenza possa essere riletta nelle opere presenti, simbolo anch’esse della cittadinanza. Ma la storia ci racconta che il popolo beneventano poco o nulla ebbe a che fare con quello sannita che tanto filo da torcere diede ai romani della prim’ora, ma l’appartenenza è forte, forse simbolo materiale di un’ “alterità” da sempre presente.

2. CHIOSTRO DI SANTA SOFIA
Lasciato l’Hortus Conclusus si ritorna nuovamente sulla strada principale e si raggiunge la chiesa di Santa Sofia, completata da Arechi II nell'anno 762, e il bellissimo Chiostro, ampliato nel XII secolo, i cui archetti sono sorretti da 47 eleganti e snelle colonnine di granito, alabastro o calcare, sormontate da capitelli variamente scolpiti e tutti diversi gli uni dagli altri.
Ad accogliere i visitatori all’interno del chiostro una luce “lunare”, mentre voci fuori campo daranno vita alle storie che animano alcuni dei suggestivi pulvini del complesso, dietro le cui fattezze si cela l’ennesima particolarità, stranezza o incomprensione. Una storia lunga e complessa che si risolve con l’odierna visione sia della chiesa che del chiostro, frutto di numerosi e profondi rimaneggiamenti che, però, al contrario di ciò che avviene altrove, ogni volta hanno portato ad allestire i luoghi, a ricalcare quello che c’era prima, con il gusto primordiale, tanto che quello che oggi ci deriva è sicuramente un luogo senza tempo, diverso da quello originale, ma di chiara impronta temporale longobardo-medievale.

3. PALAZZO PAOLO V
La visita prosegue lungo corso Garibaldi per giungere a Palazzo Paolo V, dove ai visitatori verrà offerta una degustazione di cioccolato e liquore strega che si rivelerà, di lì a poco, una pozione magica per calarsi in una nuova ed esoterica dimensione che pure caratterizza la città: la storia del noce magico e delle streghe beneventane.

4. VIA ERIK MUTARELLI – VIA MANCIOTTI
Gli intricati vicoli del centro storico diventano ora la location per una nuova e suggestiva performance che ci narra delle streghe e di come e che significato ebbero ed hanno nella vita della città. Si richiama la degustazione effettuata, ma anche il fatto che quello che si è gustato ha un po’ il sentore, la potenza o la funzione di una pozione che ci introduce a quel misticismo e mistero, legato alla leggenda delle streghe.
Il tema è trattato, con grande rigore e riguardo in quanto alla fine tutto fu origine di grandi sofferenze di inermi.
Tutta la storia è anch’essa intrisa di stranezze, uniche ed incomprensibili, riferendosi ad una sorta di primigenia globalizzazione delle superstizioni, dove in tanti processi dell’epoca si parla delle streghe di Benevento, ma non si ha notizia nella città, sede papale, né di una sentenza dell’inquisizione, né di una strega perseguita.
Alla fine le streghe, esseri impalpabili, vivono nella mente e nell’essenza della superstizione che rapportata alla sterilità dell’essenza dei nostri giorni, frenetica e logorante, le trasforma da entità nere in fate bianche perché ci restituiscono quella soglia di illusioni che probabilmente rendono se non migliore la vita, quantomeno misteriosa.

5. ARCO DI TRAIANO
La conclusione del percorso si svolge presso il monumentale Arco di Traiano, costruito per celebrare la figura dell’imperatore in occasione dell’inaugurazione della via Appia, strada che collegava Roma a Brindisi.
Per la sua grandezza, venne nei secoli chiamato porta Aurea, a testimoniare gli antichi fasti, oggi più materiale e presente visione di quell’identità ed individualità, riscoperta lungo le tappe del percorso, rilette in un unico e diretto fascio di luce verso l’interno, a testimonianza della nuova luce con cui si è illuminata la città di Benevento.





postato da stefania leone giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 14:28    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 2 dicembre 2009

Uno spazio vitale

foto di stefania leone

Fra installazioni site specific, tele e disegni, un giovane artista presenta il proprio studio. Uno spazio vitale in cui s’incontrano ricordi ed emozioni. E gli oggetti di cui un artista non può fare a meno...

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Per la sua mostra beneventana, Dario Molinaro (Foggia, 1985) trasforma la galleria in un vero e proprio studio, confrontandosi così per la prima volta con il site specific. Esponendo la ricostruzione del suo luogo di lavoro - In my studio è anche il titolo della mostra - l’artista pugliese presenta al pubblico un lato più personale: lo spazio creativo dove s’individua la sua autenticità, tra ordine, disordine e arte allo stato puro.
Svelando se stesso e ogni tipo di curiosità che stimola la mente di un profano dell’arte, Molinaro permette di entrare in un “garage” ove sono visibili tutti quei particolari solitamente celati in uno studio: un cestino pieno di carte, un tavolo scritto che racconta la vita, post-it con numeri telefonici, quadri ancora da appendere, disegni da finire e tanto colore. Un ambiente reale, dinamico e giovane: l’autoritratto tipico d’un artista molto legato al passato e al proprio lavoro.
Attraversare gli oggetti che compongono le installazioni significa dunque attraversare non solo il Dario Molinaro artista ma, allo stesso tempo, avvicinarsi al Molinaro inteso come uomo, dotato d’una specifica personalità.
Tutta la mostra si fonda sul ricordo e sulla presentazione del “sé medesimo” vivibile nella ricostruzione dello studio-garage, nei disegni e nelle tele, dove il protagonista è nuovamente l’artista stesso, visto nella sua quotidianità. I disegni sono una rivisitazione delle foto di famiglia e ne ripercorrono l’infanzia e l’adolescenza.
La particolarità è lo stile con cui Molinaro ri-crea le immagini: si tratta infatti di disegni realizzati esclusivamente in grafite, accompagnati da stralci di alcune canzoni dei gruppi che hanno segnato la storia del rock. I soggetti sono feste di compleanno, ricordi d’asilo, atmosfere domestiche, immagini spontanee. In un disegno, ad esempio, il protagonista insieme agli amici si allontana esclamando un verso d’una nota canzone, I wanna be well. Il ritorno al passato è ribadito dall’effetto stropicciato creato sui fogli di carta disegnati.
Completano la mostra alcune tele dai colori pop e dall’impronta graffitara. Anche in questo caso ritroviamo elementi personali, ossia gli oggetti dell’artista e degli altri protagonisti dei disegni. E pure le tele sono rivisitate con pezzi di canzoni e testi, come se a parlare fossero gli stessi personaggi rappresentati.
Libri, macchine fotografiche, bottiglie, scale: tutto ciò che potrebbe sembrare banale è reso indispensabile da Molinaro. Per raccontare il proprio vissuto e la propria personalità.

di raffaella rossi


fonte: http://www.exibart.com

fino al 5 dicembre 2009
Dario Molinaro - In my studio
a cura di Mimmo Parente e Gerardo Di Feo
Magazzini Pescatore Arte Contemporanea
Via San Pasquale, 36 (zona Arco di Traiano) - 82100 Benevento
Orario: da lunedì a sabato ore 10-13 e 17-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 082421864; info@magazzinipescatore.it; www.magazzinipescatore.it




foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone
foto di stefania leone

postato da stefania leone mercoledì 2 dicembre 2009 alle ore 16:22    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 2 dicembre 2009

Riccarta un invito sostenibile


Riccarta un invito sostenibile

mi presento.

Si perché ho un nome, un’identità.

Mi chiamo Riccarta e sono un invito sostenibile.

Ti racconto brevemente la mia storia.

Grazie ad Arteteco, che mi ha scelta fra tante,

sono il veicolo di un messaggio importantissimo:

la possibilità di un mondo migliore!

Un tempo ero parte di un meraviglioso albero,

poi tra mille peripezie sono stata trasformata

in una pagina di quotidiano ed oggi

sono tutta riciclata e imbellettata per te!

Sarei potuta finire tra gli scarti di cibo,

ma qualcuno ha avuto il buon senso

di darmi un’altra possibilità.

Ed eccomi qui, 100% me stessa! A gridare

al mondo che tanti scarti possono diventare

nuove risorse e creare nuove identità!

Adesso la mia vita è nelle tue mani:

fanne buon uso!

Riccarta



Vi aspetto per l'inaugurazione per il giorno 05/dic./2009

ore 19.00 presso la Galleria Arcarte in v.le dei Rettori Benevento



postato da stefania leone mercoledì 2 dicembre 2009 alle ore 10:32    | commenti: 1 | scrivi un commento |





martedì 1 dicembre 2009

White Goddesses

locandina

Adelaide Di Nunzio
White Goddesses


curatrice: Sirio Schiano Lo Moriello


Termine della mostra 16 Gennaio 2009
Galleria Numen, Benevento
Vico Noce 20_22.23
www.numen.it
info@numen.it


La fotografia di Adelaide Di Nunzio ritrae la realtà per elaborarla e restituircela come specchio di
un pensiero, di una riflessione; sia quando, da fotoreporter, ci offre un’immagine di cronaca o di
questioni sociali, sia quando, come artista, ci induce ad una pausa, ad una riflessione esistenziale.
Le Divinità Bianche sono un progetto artistico che indaga sui Miti. Sono un libro aperto sull’anima,
un catalogo illustrato sugli aspetti umani, un caleidoscopio di ritratti, che ci seducono con
l’immediatezza e l’accessibilità della bellezza per svelarci l'aspetto più intimo o oscuro di ognuno di
noi.
Attraverso icone senza tempo, che perdono le loro origini nella storia, nella religione, nella cultura,
líartista indaga le infinite sfaccettature e l’inafferrabile complessità del mondo interiore umano.
Argomenti che, in maniera pi˘ o meno evidente, incrociano la vita di tutti gli individui,
indistintamente, e non solo, come apparentemente potrebbe sembrare, di quella femminile.
Il progetto completo de “Le Divinità” si articola in tre gruppi: Le Divinità Bianche ed i successivi
"Le Divinità Nere" e "le Sante". Attraverso di essi, ed utilizzando rese stilistiche differenti, Di Nunzio
non omette nulla. Ci accompagna in un viaggio che evoca, attraverso quello della vista, tutti i
sensi, per rimandarci a domande inquietanti, per le quali alla fine del percorso, c’è una
rassicurante risposta:
Al di la delle apparenze, al di la delle differenze ed ambiguità, al di la della retorica e del
perbenismo, siamo e rimaniamo soprattutto esseri umani, fragili e divini, piccoli e universali,
comunque degni e fieri.
Le Divinità Bianche sono figure femminili dall’aura salvifica, abbaglianti di luminosità, di una
bellezza seducente e positiva.
EVA ha colto il frutto ed è raggiante di consapevolezza, di responsabilità e di autostima, sarà la
madre e l’amante, e la curiosità, è la strada attraverso cui l’umanità ha scoperto la propria dignità.
LILITH è il suo contrappunto, il lato oscuro della libertà, è l’indipendenza, la fedeltà verso se stessi
che mai scende a compromessi, è l’essenza dell’integrità. Il più delle volte è celata, perchè la sua
forza è spaventosa,
GIANO BIFRONTE può contemporaneamente guardare il mondo esterno e quello interiore, Ë la
soglia che comprende sia il dentro che il fuori. E' l'appartenenza e l'ambiguità, ci ricorda che gli
opposti sono sempre complementari e che è solo un’illusione rinnegare le differenze.
GHEISHA è la manifestazione artistica che assurge a deità. E' il gioco, il piacere, la leggerezza
umana: senza falsi pudori e senza vergogna. E’ il divino, che mostra la propria presenza magica e
creativa, attraverso gli strumenti umani e le sue facoltà terrene.
Infine MADDALENA: l’amore terreno eletto a dignità divina, è l’umanità sincera avulsa dal
peccato.

(Sirio Schiano lo Moriello)



postato da stefania leone martedì 1 dicembre 2009 alle ore 20:36    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 1 dicembre 2009

BeneventoCittàLuce

locandina evento

Città di BENEVENTO

Percorso serale di suoni e luci nel centro della Città
Dagli inizi di Dicembre fino alla metà del mese di Gennaio, nelle
ore dopo il tramonto, l’antica città sannita sarà lo scenario di BeneventoCittàLuce, un percorso di valorizzazione del centro
storico della città di Benevento.

Nasce dalla oramai consolidata tradizione di percorsi di suoni e
luci in Campania, di indiretta derivazione dai più blasonati e
radicati Son et Lumiere francesi, ma con una diversa e meglio specifica vocazione multimediale e turistica.

Tutte le iniziative realizzate in Campania, infatti, hanno da sempre avuto una connotazione di maggiore dinamismo e di migliore
utilizzo della luce, con effetti molto suggestivi di chiara ispirazione cinematografica, abbinati a voci di grandi artisti o a video
esplicativi dei luoghi e dei loro significati, di volta in volta espressi secondo un unico e coerente filo interpretativo.

A ciò si sono aggiunte le iniziative collaterali di integrazione al mercato turistico, con la stipula di convenzioni ad hoc per gli utenti delle diverse manifestazioni. Tutto ciò ha portato negli anni a risultati a dir poco lusinghieri in termini di presenze, con una costanza nei target raggiunti.

Con BeneventoCittàLuce si tenta di fare di più e meglio; infatti, nasce per la prima volta come attività serale in esterna, legata ad centro urbano, e nel periodo invernale, felice sintesi di un itinerario ad alto profilo culturale con le migliori tradizioni natalizie.

L’obiettivo a cui si vuole puntare è quello di portare all’attenzione di un pubblico di levatura regionale e nazionale le caratteristiche particolari - storiche, artistiche, esoteriche, etnoantropolgiche - che la città di Benevento offre ai visitatori, amplificate in un periodo così magico e fervido quale quello del Natale. La conoscenza dei luoghi si sviluppa poi, per la prima volta, anche basandosi su altre esperienze sensoriali, come la possibilità di degustare, a Palazzo Paolo V, particolari prodotti tipici della zona, attività realizzata con il supporto di Strega – Alberti, che introdurranno ad aspetti misteriosi ed esoterici della città.

Il centro storico di Benevento è testimone di una lunghissima storia, complessa ed articolata che si dipana fino ai giorni nostri. E’ strano passeggiare per tali luoghi che di giorno o di notte pullulano di persone comuni, che lavorano o si divagano, né più né meno come in un qualsiasi altra località. Ma non è solo la storia a rendere particolare il luogo - c’è tanta storia in tanti luoghi della regione o dell’Italia stessa - la particolarità di Benevento si ritrova nei contenuti che sottostanno ai luoghi.

Ogni epoca, ogni vicenda, ogni momento della storia della città è intrisa di quelle che gli stessi studiosi definiscono “alterità”, identificabili con accadimenti che nella media non avvengono o che si verificano in maniera differente.

Ma a Benevento la storia è differente, strana appunto e sono proprio queste diversità a renderla singolare.

Tre voci descriveranno i luoghi, ponendo una ritmica narrativa di momenti espositivi funzionali l’uno all’altro, partendo da un non meglio identificato viaggiatore del tempo e dello spazio che apre la conoscenza (Lello Giulivo), passando alla descrizione dei luoghi e del loro intimo significato (Luca Ward), per concludere con la spiegazione del modo in cui i fatti storici beneventani abbiano influenzato o siano stati influenzati dagli stessi luoghi, ora raccontati a Benevento dalla voce di un beneventano (Peppe Fonzo).

fonte: http://www.comunebn.it/cittaluce/



postato da stefania leone martedì 1 dicembre 2009 alle ore 14:07    | commenti: 0 | scrivi un commento |



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