CROZZA - MASSIMILIANO FUFFAS: avete visto la caricatura di Fuksas interpretata mirabilmente dal buon Crozza?
Da spaccarsi dal ridere.... anche se Vi confesso... che qualche autocritica la dovrebbe smuovere in ognuno di noi.
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SANTO DENTI
mercoledì 9 giugno 2010 alle ore 11:48| commenti: 5 |
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Francesco Rosadini
mercoledì 9 giugno 2010 alle ore 15:49
Io per quanto mi sforzi Massimiliano ce lo ritrovo solo nel nome. In realtà Fuffas è tendenzialmente milanese ma non solo: è la quintessenza dell'architetto mercuriale ed inutile, che si riempie la bocca di tutto e che non sa fare nulla. Sciarpa al collo, occhiali alla moda e pieno di tic espressivi: presa diretta di una certa borghesia metropolitana attaccata ai formalismi quanto ai luoghi comuni, convinta di essere la crema d'Italia e ignara del suo sostanziale insignificante provincialismo.
Inutile dire che è un presonaggio con cui fare i conti: la sindrome di Fuffas mi assale epentinamente - soprattutto il lunedì - quando a tratti mi trovo addosso anch'io scorie di fuffismo (in certe parole che pronuncio, in certe espressioni che mi sento in faccia, in certi movimenti delle mani). Anni fa quando il tormentone di Fuffas era "uno strallo" (con cui risolveva magicamente tuttqualunque problema di progetto) Io stavo progettando una scala retta proprio da "uno strallo". per cui mi ero semiconsapevolmente proibito di usare la parola strallo e cominciai a parlare, con fornitori e clienti, di "una tesata"...
La figura dell'architetto in Italia è da anni screditata, e non certo dall'incolpevole Fuksas; casomai a lui va dato atto (merito?) di aver portato inopinatamente la figura dell'arch alla ribalta dei media, dagli spot pubblicitari ai talk show impegnati o meno.
C'è poi chi si chiede se Fuksas-Fuffas non sia l'inizio del peggio; Secondo me il peggio c'è, ma è passato.
Un saluto,
Francesco Rosadini
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Moreno Giacobazzi
mercoledì 9 giugno 2010 alle ore 16:22
Arieccolo...come dicevo ieri non abbiamo bisogno delle caricature per "spaccarsi dal ridere". La realtà supera, di molto, la fantasia... si ride. si ride, ma si ride amaro...
Se ciascuno di noi sapesse fare e pensare un decimo di quel che sa, fa e pensa Fuksass, saremmo già molto, ma molto, ma molto avanti.
Il problema è che invece molti di noi si avvicinano di più alla caricatura di Crozza, con tutte le varianti tipologiche possibili:
- quello che "le forme espressive che interagiscono provocatoriamente coi gangli del territorio...", tutto arredato come il Fuffas del filmato
- quello che "son tutte balle, il cantiere, il cantiere" e girano su dei gipponi da fare invidia all'esercito americano
- quello che "son tutte balle, il cliente, il cliente" e non si perdono una puntata nella palestra giusta con l'assessore di turno
- quelli che "prima del progetto ci và l'analisi socio-storio-eco-antropo e non datemi una matita in mano"
- quelli che "abbiamo fatto di qua, abbiamo fatto di là" ed hanno sempre lavorato rigorosamente da soli in cantina
- quelli che "la manualità" e si rifugiano in casette di spazzatura costruite sugli alberi intorno al rudere della stalla del nonno
- e tanti altri
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lucio tuzza
mercoledì 9 giugno 2010 alle ore 17:07
L' Italia deve andare fiera di Croza.
E' uno dei pochi veri intellettuali italiani.
Gli altri intellettuali generalmente si lagnano e basta.l
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santo denti
giovedì 1 luglio 2010 alle ore 17:25
Il Riso amaro che abbonda sulla bocca di molti (non necessariamente stolti), nasce dal timore di emulare, consapevolmente o meno, il buon Fuffas.
E' evidente che Fuffas non sia la banale imitazione dell'Archistar più volte citato, ma bensì l'esasperata e grottesca caricatura di un emulatore indefinito.
Screditare la figura dell' architetto, come ricordato da Francesco, è una prassi comune in italia; questa idea è talmente radicata che molte volte, ci ritroviamo a dover difendere con i denti le nostre idee, perchè semplicemente hanno la pretesa di rompere con i luoghi comuni e con le inesorabili omologazioni.
Dopo diversi anni di esercizio della libera professione, mi sento di dire che la entusiasmante bellezza del nostro lavoro, consiste proprio nel dimostrare la concretezza delle nostre idee e l'unica strada da percorrere è di guadagnarsi questa credibilità sul campo.
Se non altro, abbiamo individuato un nemico comune contro cui lottare.