
martedì 16 marzo 2010
COMPETENZA GEOMETRI - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
dal blog COMPETENZA GEOMETRI, di ROSSANO CAVALIERE
Gentili colleghi, voglio fare delle osservazioni, che forse nemmeno servirebbero, visto che la realtà lavorativa è ben nota a tutti i liberi professionisti in questione (Ingegneri, Architetti, Geometri e Periti).
Si legge ovunque che il Geometra o il perito ( io parlo in qualità di Geometra), non sia capace di progettare nemmeno architettonicamente parlando.
Voglio farvi un esempio riguardante la mia esperienza professionale.
Lavorando alle dipendenze di una ditta di costruzioni ho progettatto,architettonicamente e con previsione dell'intelaiatura portante in c.a., un complesso immobiliare di n. 4 villette a schiera.
Considerato che all'epoca ancora non ero abilitato, il mio Datore di lavoro ha contattato un Architetto per la progettazione definitiva ed esecutiva dell'opera. Tale Architetto mi ha chiesto il file del progetto da me realizzato per poter spendere meno tempo, visto che l'architettonico era già ultimato.
Morale della favola, il progetto è stato depositato senza cambiare una virgola nè dal punto di vista architettonico nè dal punto di vista strutturale.
E posso dirvi, visto che ero all'interno della struttura che vendeva tali immobili, che tutte le persone che hanno visto il progetto non si sono risparmiate nel complimentarsi sulla progettazione.
Tutte le villette sono state vendute su carta prima dell'inizio dei lavori.
QUESTO E' L'OPERATO DEL GEOMETRA.
Inoltre, ho potuto verificare che quella progettazione è stata utilizzata nuovamente (dallo stesso architetto) senza apportare nessuna modifica, per la realizzazione di gruppi di villette per un totale di circa 54 abitazioni.
Tutto questo alla faccia del sottoscritto GEOMETRA che ancora non era abilitato.
Allora adesso voglio dirvi... chi è che veramente non è capace di progettare..............RIFLETTETE !!!!
postato da
ROSSANO CAVALIERE
martedì 16 marzo 2010 alle ore 12:23
| commenti: 81 |
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postato da
Massimo Pacini
martedì 16 marzo 2010 alle ore 14:06
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Il mercato e gli indici spesso la fanno da padrona e per lavorare alcuni di noi ( me compreso ) dobbiamo adattarci a questo.
Io attualmente come architetto stò cercando di indirizzarmi verso una progettazione che si allontani da questo status quo.
Questo perchè ho studiato e sò distinguere l'Architettura dalla costruzione che anche se ben progettata e realizzata non sempre è Architettura.
Tu e l'altra massa di geometri continuate pure a credere che le vostre villette a schiera sono Architettura
ma vi posso assicurare anche senza averle viste, che è merda
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postato da
ALESSANDRO BARBERO
martedì 16 marzo 2010 alle ore 15:51
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GUARDA ROSSANO,
LA QUESTIONE CHE SI PONE E' SOLTANTO SULLA DIFFERENZIAZIONE NECESSARIA TRA COLORO CHE FREQUENTANO UN CORSO UNIVERSITARIO DI 5 ANNI, PRENDONO UNA LAUREA E DOPO UN ESAME DI STATO OTTENGONO UN' ABILITAZIONE PROFESSIONALE, E COLORO CHE QUESTO PERCORSO, O PARTE DI ESSO, NON LO FANNO PRETENDENDO DI OTTENERNE GLI STESSI VANTAGGI.
NON TI PARE ONESTO CHE SI FACCIA UNA DISTINZIONE TRA CHI INVESTE IN MEDIA DAI 5 AGLI 8 ANNI PER UNA LAUREA E ABILITAZIONE PROFESSIONALE RISPETTO A CHI NON LO FA ?
TANTO PER INTENDERCI IO SONO CERTO CHE ANCHE A TE, DOPO UNA LEVATACCIA ALL'ALBA E 3 ORE DI CODA, DISTURBI L'EVENTUALITA' DI ESSERE SCAVALCATO DALL'ULTIMO ARRIVATO ALL'ORA DI PRANZO.
CAPISCIAMME' ?
BENE SAPPI CHE SE A TE DISTURBA A ME FA INCAZZARE COME UNA BESTIA.
AL PROPOSITO MI VIENE IN MENTE CHE PRIMA ANCORA DI DIPLOMARSI O LAUREARSI E' BENE CONOSCERE LA GRANDE DISTANZA CHE S'INTERPONE TRA L'ESSERE QUALCOSA E IL PRETENDERE DI ESSERLO.
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postato da
Antonio La Malfa
martedì 16 marzo 2010 alle ore 16:27
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Il fatto che l'architetto interpellato abbia preso il progetto e non ne abbia cambiato una virgola dimostra che è stato solo un furbo-scorretto, si è preso l'onorario senza fare niente.
In te ha suscitato un'idea quella che: " se non ha cambiato una virgola vuol dire che sono un bravo progettista". Magari ci credi davvero. Vedi, molti grandi pionieri erano senza laurea. Dimostraci di essere capace di capolavori e poi ne parliamo.
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
martedì 16 marzo 2010 alle ore 16:40
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In risposta all'Arch. Massimo Pacini
No comment sul linguaggio da te utilizzato.
Mi auguro un giorno di poter ammirare delle opere grandiose da te progettate, però mi sembra che tu non abbia capito di cosa stiamo parlando o forse hai perso di vista qual'è il problema concreto.
Non ho dubbi sul fatto che opere importanti e complesse debbano essere progettate da Ingegneri e Architetti.
Per tornare in tema, visto che stiamo parlando di opere di limitata importanza, edifici modesti, non credo sia il caso di fare paragoni tra le più grandi opere architettoniche e l'abitare comune, visto che sono due cose che possono coesistere nella stessa opera solo in alcuni casi e realizzabili concretamente soltanto grazie alla committenza che richiede tale opera.
Infine a riguardo della nostra "merda" da te definita, ti consiglio di buttarci sopra un occhio, potresti accorgerti che c'è anche da imparare.
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postato da
lucio tuzza
martedì 16 marzo 2010 alle ore 16:53
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Conosco geometri che si sono laureati in Architettura, ma sono rimasti geometri, perchè la loro formazione era quella.
Penso che lo studio non sia sufficiente se non è unito a interesse, sensibilità, curiosità e tanto altro.
E comunque anche gli architetti doc raramente realizzano capolavori.
E se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente va bene così.
E' possibile una città fatta solo da capolavori? Non so se sarebbe una città bella da vivere.
E' un po' come teorizzare una società composta solamente da persone belle e intelligenti....mostruoso!!!
Molti di noi, per un motivo o per un' altro, ne sarebbero esclusi.
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
martedì 16 marzo 2010 alle ore 16:54
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Risp. ad Antonio La Malfa
Non ho detto di essere nè un pioniere nè un buon progettista... posso soltanto dirti che il progetto era idoneo in tutto e per tutto.
Non credo che l'Architetto in questione abbia voluto correre un tal rischio da portare ad esecuzione un progetto non idoneo.
Concludendo, io ci credo nel limite delle mie possibilità, ad eccezione di tanti altri che forse credono di poter essere Ottimi, non buoni, progettisti soltanto in quanto laureati.
PS. non ho bisogno di fare capolavori per essere soddisfatto o per poterne parlare. Te lo garantisco.
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postato da
ciro
martedì 16 marzo 2010 alle ore 16:56
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@tuzza
quando vuoi, sai anche essere .
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
martedì 16 marzo 2010 alle ore 17:09
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Risp.ad Alessandro Barbero
Nulla da concepire in merito agli studi compiuti da un Laureato e da un Diplomato.
Al di fuori delle 4 mura Universitarie c'è un mondo da esplorare capace di offrire ampie possibilità di formazione. Durante il percorso di 5/8 anni di uno studente universitario (credo che forse la media sia di 8 anni), il cosidetto Diplomato avrà compiuto anche lui il suo percorso, dal Tirocinio all'esperienza sul campo.
Quando il Geometra si trova faccia a faccia con un suo coetaneo spavaldo del percorso compiuto, viene fuori che tutta questa spavalderia è dovuta alle nottate trascorse sui libri di testo, senza avere la capacità di applicare quanto studiato alla realtà lavorativa.
Voglio dire come ho già detto, non occorre offendere nessuno, le competenze dei Geometri sono inferiori a quelle di Ingregneri e architetti, ma nessuno può permettersi di dire che un Geometra non è capace di progettare un'abitazione.
L'Architettura che si lamenta in questo blog è un'altra cosa, riflettete su quanto detto da Lucio Tuzza.
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postato da
antonio botteon
martedì 16 marzo 2010 alle ore 17:56
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@Rossano Cavaliere
Non è questione di saper progettare o meno. Semplicemente, la progettazione architettonica sta al geometra come la prescrizione di una ricetta medica sta all'infermiere... altrimenti, caro Cavaliere, fatti curare i denti dall'odontotecnico: chissà quanta esperienza avrà maturato sul campo, mentre il dentista cretino si prendeva l'abilitazione dopo 9-10 anni di studi...in bocca al lupo.
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postato da
antonio botteon
martedì 16 marzo 2010 alle ore 17:59
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@Lucio Tuzza
Bel commento, l'ho molto apprezzato.
Dimmi cosa ne pensi dei rigatoni al radicchio trevigiano e salsiccia...
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postato da
lucio tuzza, plastici
martedì 16 marzo 2010 alle ore 18:07
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io personalmente non rovinerei il radicchio con la salsiccia, pero sempre meglio dei tagliolino vodka e panna.
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postato da
antonio botteon
martedì 16 marzo 2010 alle ore 18:16
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@Lucio Tuzza
...quelli proprio non ti sono andati giù, eh? Ok, provo a fare il "radicchio e salsiccia" e poi ti dirò com'è venuto.
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postato da
Francesco Rosadini
martedì 16 marzo 2010 alle ore 18:20
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Io ho apprezzato sia Lucio che Antonio La Malfa (e ne sono contento!).
La città non è fatta di soli gesti da pioniere, ma anche di silenzi. Non è questione di libri. E non basta certo essere architetti per fare le cose giuste. In tutti i concorsi a cui ho partecipato, guardando i risultati era facile notare che, di norma, più della metà dei progetti (tutti beninteso fatti da architetti) non solo era letteralmente inguardabile, ma faceva pure, sistematicamente, la cosa sbagliata.
Del resto anche ai corsi universitari, frequentandoli sia da studente che da assistente, si capiva benissimo che il mondo sarebbe stato migliore se il 70% degli studenti si fosse tenuto lontano dalla progettazione architettonica.
Ovviamente tutto questo ha i suoi motivi. Normalmente si sceglie di fare architettura per più di una ragione possibile, ma quelle più ricorrenti sono la vocazione ad agire sul territorio oppure il papà che ha un'impresa (il fare soldi è una ragione desueta e ormai screditata). Invece, chi vuole semplicemente occuparsi del costruire, basta che faccia il geometra, senza l'obbligo di altri requisiti.
Personalmente, credo che chi interviene sul territorio lo debba fare con un minimo di responsabilità. Perchè poi è difficile che si trovi una nicchia sua propria, in un mercato come il nostro dove tutto è possibile. Agli architetti si chiede di esere sempre pronti per la Grande Occasione, e a loro piace crederci, anche se correntemente razzolano nei bassifondi dell'attività professionale. Un po' come un grande matematico che s riduce a fare solo tabelline ed estrarre radici quadrate, come uno scolaro di seconda media. Questo però non significa affatto (anche se ne può generare l'illusione) che gli scolari di seconda media siano alla pari dei gran matematici, e se lo pensassero sarebbero naturalmente, solo, sicuramente, dei gran fessi.
Un saluto,
Francesco Rosadini
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postato da
Francesco Rosadini
martedì 16 marzo 2010 alle ore 18:28
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Rossano,
tanto per esser chiari, uno che clona un progetto per più siti diversi, per quanto mi riguarda è assimilabile al 70% di cui scrivevo sopra; come del resto anche lo stesso vero autore del progetto, se non gli viene in mente di stigmatizzare un comportamento simile in rapporto al territorio.
Un saluto,
Francesco Rosadini
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postato da
Al geometra là in alto
martedì 16 marzo 2010 alle ore 21:20
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Le competenze tecniche non esauriscono sicuramente la totalità del progetto.
Un progetto si basa su un'insieme di dati conoscenze e tradizioni che sicuramente la scuola tecnica e professionale non possono esaurire. Un progetto architettonico, di un dispositivo infrastrutturale non è roba da poco: non è un brutto quadro che butto via dopo un po'. Case progettate male e mal funzionanti hanno sicuramente una minima ricaduta sul vivere sociale.
Una macchina Non per forza deve essere disegnata da Walter De Silva, da bertone o pininfarina. Magari se mi aspetto delle prestazioni di un certo livello, il progetto viene redatto da più mani e più teste competenti nei diversi settori.
Si vede che sei un bravo geometro. Oppure non sei peggio di quegli architetti o ingegneri che hanno fatto della nostra edilizia l'Albania africana che ho qui intorno.
Reggeresti la qualità anglosassone? la Qualità tedesca? la Qualità Olandese? sei sicuro?
Perché ricordati anche se l'edilizia è speculazione, non dimenticarti che l'architettura non è solo struttura ma raccoglie anche la qualità del vivere.
Ma forse è meglio mi faccia i cazzi miei. e ti lascio progettare come meglio credi.
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postato da
Al geometra là in alto
martedì 16 marzo 2010 alle ore 21:29
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Sì comunque nei paesi Occidentali, quelli civili, ai Tecnici impreparati come quelli italioti dovrebbero vietare di esercitare l'arbitrio pregettuale di cui sono colpevoli. Volete vedere delle fantastiche foto comprovanti la mia incazzatura? Al geometra il cantiere. Il progetto è impegno e sacrificio. Non calcoli e conti da salumeria.
Qualità: come fa un geometra a definire la qualità se cresce in istuti tecnici dove si vive sulla soglia della sopravvivenza. Saprà disegnare spiegarmi come corrono i ferri nel cls. Non saprà spiegarmi come realizzare uno spazio di qualità. La qualità non è molto attinente alle finestre con archetti e le tendine.
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postato da
fr
martedì 16 marzo 2010 alle ore 21:52
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"Il progetto è impegno e sacrificio"
Niente di più vero.
un saluto,
FR
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postato da
claudio
martedì 16 marzo 2010 alle ore 22:03
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ma quanto è ridicola questa diatriba. Mi sembrate tanto morti di fame. La Laurea ... il diploma... l'abilitazione di architetto o di geometra.... ma andate tutti a lavorare che è meglio , vergognatevi di litigare tra professionisti e di fare la differenza tra di voi su un titolo di studio. Io ho studiato 5 anni in più e tu 5 anni in meno!! Ma che significa? I sacrifici ti rendono più capace professionalmente? Ma non diciamo stupidaggini! Ci dobbiamo preoccupare della concorrenza che verrà da fuori no dei geometri. Cordiali saluti.
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postato da
lucio tuzza, plastici
martedì 16 marzo 2010 alle ore 22:14
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la mamma dei cretini è sempre incinta e a volte ha anche parti gemellari.
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postato da
fr
martedì 16 marzo 2010 alle ore 22:26
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Il guaio è che i cretini non sanno di esserlo; se lo sapessero, vorrebbe dire che sono intelligenti.
Un saluto,
FR
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postato da
massimo battaglio
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 02:43
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1°
Non per spocchia, ma mi irrita sempre un po' sentire le difese dell'apprendimento empirico e le critiche del sapere universitario da parte di chi non ha frequentato l'università. Se l'esperienza è così fondamentale, come si fa a sminuire lo studio se non se ne è fatta esperienza?
2°
La bellezza della città non è solo nei gesti eccezionali, ma anche nella cura del tessuto costruito ordinario. L'armonia è fatta di parole ma anche di silenzi.
Vero! Ne abbiamo parlato tanto tempo fa ed io ho sempre sostenuto questa grande verità.
Ma proprio per questo, il costruito ordinario ed il silenzio non possono permettersi di essere meno belli, meno curati del gesto eccezionale.
3°
In architettura, in estetica, in arte, non si nasce imparati. Nè ci si può permettere di imparare a forza di fare, perché questo presupporrebbe il fare porcherie fintanto che non si è imparato. E le porcherie, in architettura, in estetica, in arte, restano tali finché non le si tira giù. E a volte fanno danni anche dopo.
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postato da
the graduate (il laureato)
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 08:34
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@claudio
I sacrifici per laurearti non ti rendono professionalmente più capace, ma se non hai il titolo non puoi pretendere di mangiare alla stessa mensa di chi il titolo ce l'ha. Punto
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postato da
Antonio La Malfa
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 09:00
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Ho molto apprezzato gli interventi di Battaglio e Rosadini. Veri e profondi. ma perchè si è litigato?
Molti scambiano l'Architettura semplicemente come una pratica edilizia a volte semplice ed a volte complessa ed in base al livello ognuno se ne ritaglia una fetta.
Ve lo ricordate quel film su Wright? quando tutti vollero mettere le mani su quel progetto che il protagonista aveva regalato al sul amico a patto che non si apportassero modifiche?
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postato da
Francesco Rosadini
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 10:10
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Ecco, io non so se ne farei solo una questione di capacità o competenza: sono piuttosto propenso a dirimere la questione sulla domanda: cosa si sceglie di fare nella vita.
(E lo ripeto: chi nella vita decide di operare sul territorio, deve farlo con responsabilità. Non basta conoscere il mestiere del cantiere, come non basta un pezzo di carta)
Se guardiamo semplicemente a cosa siamo capaci di fare (le retoriche del genere: "i geometri costruiscono perche ne sono capaci tanto quanto altri") allora prendiamo in esame una qualunque strada commerciale della nostra città; da un punto di vista liberale, non ci sarebbe ragione perchè il giornalaio non vendesse anche qualche cassetta di verdura, se volesse; tanto è capace! Come non ci sarebbe ragione che il farmacista non vendesse anche articoli da bricolage ; o che l'agente immobiliare, per arrotondare in tempi di crisi, mettesse su un banco di sigarette (mica dirai che non le sa vendere...)
La società moderna sostiene il suo grado di complessità e di pace sociale sulla divisione del lavoro; questo tutela sia la migliore qualità dei servizi dati, sia la stabilità relativa di chi li offre. In certi ambiti, come il commercio al minuto, è una cosa così naturale che a nessuno viene in mente di metterla in discussione.
Io naturalmente credo che i geometri come nel resto del mondo dovrebbero misurare la terra e operare in assistenza al cantiere, esercitando quelle decine di competenze professionali nelle quali notoriamente guadagnano enormemente di più che un progettista e un Direttore Lavori (che non di rado svolgono il lavoro in perdita, la qual cosa mi pare più infrequente tra poniamo i coordinatori della sicurezza o i certificatori energetici).
Ma invece, nel nostro mondo meravigioso, dove esiste un diritto acquisito (non si sa bene come e quando, quasi piovuto dal cielo), l'esperienza insegna che, chi lo riceve, col cavolo che lo molla.
un saluto,
Francesco Rosadini
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postato da
amarchitecture
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 12:28
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ho letto con attenzione tutta la discussione.. me sembra che la questione sia nata da una certa frustrazione di una categoria che si sente di poter fare e costruire perchè magari sa fare una villetta.. anche di qualità... nessuno dice il contrario... ma forse perchè te singolarmente insieme ad altre persone siete bravi.. nel vero senso della parola.. ; ma nn basta.. di esempi a riguardo ne sono stati fatti.. la società continua ad evolversi perchè c'è una continua progressione del sapere.. data dallo studio.. questo non porta spesso a dei risultati.. ma con il tempo si... è vitale...
inoltre te geometra se eri cosi motivato, andavi a studiare quei 5/8 anni, fatti di nottate al computer, di lavori stracciati di soldi spesi... ma anche di soddisfazioni , di approfondimenti sul vivere umano.. l'università cambia, rende più sensibili..
ultima cosa anche noi come categoria siamo bistrattati e frustrati.. saluti
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 14:25
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@amarchitecture
Dato che la discussione lo richiede devo puntualizzare che io ho frequentato l'università, per la precisione Ingegneria, ma per motivi che con è il caso di evidenziare mi sono trovato nelle condizioni di dover lasciare gli studi.
Questo tanto per rispondere alla tua affermazione "andavi a studiare quei 5/8 anni". Magari avessi continuato !!!!!
Sul sentirsi bistrattati e frustrati posso dirti che secondo me la soluzione la si può trovare soltando andando avanti per la prorpia strada senza strafare, nel limite delle proprie possibilità e sbattendosene di chi o per invidia o per ignoranza offende senza giusta causa un'altra persona.
Come ho detto in precedenza siamo tutte persone, oltre ad essere tecnici, che dovrebbero per prima cosa rispettare il lavoro degli altri e non denigrarlo.
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postato da
massimo battaglio
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 14:55
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E' proprio perchè non denigro il lavoro degli altri, che non capisco il motivo per cui certi geometri fremano così tanto dalla voglia di far progetti, come se la progettazione fosse l'unica medicina in grado di riscattarli da chissà quale inferiorità.
E la cosa che più mi dà fastidio, è che in questo loro fremere, non avendo altri argomenti, si danno da fare per dimostrare che, in fondo, la progettazione è un fatto banale e alla portata di tutti; che la pratica val più della grammatica; che la bellezza non si impara a scuola e così via.
Io non pretendo di saper fare anche il muratore, l'elettricista, il misuratore, il frazionatore di terreni, il capomastro. So che sono mestieri delicati quanto il mio, che si imparano negli anni, anche se magari non all'università, e che non possono essere svolti "una tantum", tra un progetto e l'altro.
Identicamente, pretendo che chi si dedica a questi mestieri, lo faccia con orgoglio e dedizione, senza sentirsi in dovere di sconfinare nel mio.
Perché tutta questa smania di progettare? Forse perché la progettazione è più nobile del cantiere? O perché il nitore degli uffici è più gratificante della melma degli scavi? O ancora perché ci sembra che il progettista "lasci un segno" più del muratore? Ma in che epoca viviamo? Secoli di storia del movimento dei lavoratori non hanno proprio lasciato nessun segno?
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postato da
amarchitecture
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 15:16
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infatti io avevo fatto riferimento al geometra in generale.. e nn a te personalmente.. l'ho scritto anche precedentemente che te sarai anche bravo, me che è una cosa che riguarda te....
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 15:43
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Certamente ho compreso che la discussione è generica e non riferita a nessuno in particolare, anche se devo dirvi di aver visto all'opera dei geometri che, dal loro modo di fare e di porsi, dimostravano di essere tutt'altro che tecnici.
Al massimo avrebbero potutto dirigere un branco di pecore, sempre se ci fossero riusciti.
Quel giorno parlando con un Ingegnere gli ho detto che in quel momento mi sono vergognato di far parte della stessa categoria professionale.
Probabilmente chissà quante persone del genere avrete visto in giro e per questo concepisco la vostra rabbia nel sentire geometri che arrogantemente, come è stato detto, hanno una voglia sfrenata di fare progetti per dimostrare di saper fare progetti.
Su questo sono pienamente daccordo,
Però non bisogna fare di "tutta l'erba un fascio", magari all'interno di questa categoria (geometri) potrebbero esserci persone dalle potenzialità e capacità tali da poter riqualificare la categoria stessa.
Non so se questa può essere considerata solo utopia, personalmente spero di no.
Comunque, non sò se sono l'unico matto che ha voluto metterci la faccia, perchè a quanto pare non ho visto molti geometri che hanno partecipato a questa discussione. Non vorrei che ciò sia dovuto proprio al fatto che tutti voi abbiate colpito nel segno e con le vostre affermazioni ed osservazioni abbiate messo alla luce quanto normalmente viene fatto da molti geometri.
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postato da
Elena Fedi
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 00:55
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Sono stata assente da questa discussione perchè ,in primo luogo ,non mi si connetteva in rete il laptop e poi perchè in questa ultima settimana ho preparato, insieme a dei vecchi amici , ben 3 gare per cercare di ottenere incarichi professionali . Per l'ultima ,che abbiamo consegnato stamattina, abbiamo lavorato tutta l'ultima notte ancora . Abbiamo lavorato ,collegati via mail, in tre studi a distanza di oltre 150 km l'uno dall'altro . Mi direte : ma che ci frega ? frega frega ....invece ,perchè per un incarico di progettazione definitiva ed esecutiva ( e DDLL ) di buona parte di un borgo medioevale ,personalmente ho redatto una relazione tecnico metodologica ipotizzando la messa in campo per eseguire i servizi professionali ,nei tempi offerti, di ben 9 tecnici : 3 architetti ,un geologo ,2 ingegneri e 3 geometri . Questa è la strada ....: associare studi diversi ( nel ns. caso 4 ) con ,al loro interno, le figure necessarie a far bene ciascuno per le proprie competenze .Non serve farsi la lotta ,bisogna imparare a coordinare il lavoro di tutti ; ci costringe a ciò il Codice dei contratti ,come la concorrenza esasperata . Il tentativo è quello,volta a volta, di mettere su il team migliore possibile per quel particolare incarico !!!Non dobbiamo pensare di essere tuttologi .
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postato da
il preside
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 01:29
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postato da
il bidello
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 01:32
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Quell'altro invece era in cesso a fumarsi una canna.
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postato da
il concorrente sleale
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 01:42
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Noi undici, c'è anche lo storico esperto nei borghi medioevali e la fidanzata del RUP.
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postato da
antonio botteon
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 09:33
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@Elena Fedi
Come ho avuto modo di dirti già altre volte, noi operiamo praticamente da sempre in questo modo, anche per lavori non particolarmente importanti: ogni figura professionale opera nel suo ambito di conoscenza e competenza. un saluto
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postato da
ROSSANO CAVALIERE
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 11:07
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Finalmente sento quello che si dovrebbe dire e fare nella realtà dei fatti......
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postato da
francesco amadori
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 11:33
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@ Rossano, come ho già detto queste considerazioni sono state già fatte più di cento volte su questo blog, ma ogni tanto e talvolta spesso qualcuno riprende i discorsi da bar ed inscena la commedia della guerra fra architetti ed ingegneri.
Una cosa che fa ridere le persone sensate ma che anima gli insensati.
La realtà però è la solita ed anche drammatica, soprattutto in tempi di crisi ,di una invasione di campo altrui da entrambe le parti, la legge è ambigua, mal congegnata, obsoleta ed inadeguata alla situazione reale del paese di oggi e lascia spazio alle più molteplici interpretazioni.
Oggi poi qualche politico sta dandosi da fare per complicare e peggiorare le cose per questioni puramente elettorali.
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postato da
Elena Fedi
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 12:02
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Spero che Amadori non mi volesse inserire fra gli insensati ....Sì la legge è "ambigua e mal congegnata obsoleta ed inadeguata alla situazione reale del paese di oggi e lascia spazio alle più molteplici interpretazioni " . Tanto che 3 Bandi per 3 progettazioni similari ci hanno costretto a produrre allegati ben diversi ! Solo la domanda è stato possibile riciclare con poche modifiche .
E un RUP voleva il CV in 10 pagg ,e l'altro lo voleva in formato di schede e l'altro ancora lo voleva inserito nella relazione metodologica . E poi l'allegato D e quello G e quello H ....DA IMPAZZIRE !
UN VERO LAVORO !!!Solo per poi essere valutati sulla base dello sconto che fai ? O addirittura solo per sperare di entrare nella cinquina di quelli a cui verrà chiesta l'offerta economicamente più vantaggiosa !!!
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postato da
francesco amadori
giovedì 18 marzo 2010 alle ore 12:24
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Mi riferivo " assolutamente " ad altri
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postato da
piero
giovedì 25 marzo 2010 alle ore 17:49
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Scusate Egregi Dottori Ing. e Arch., ma in quanti vi siete cimentati sulla progettazione di un'opera architettonica e sopratutto poi l'avete realizzata???
Io nella mia professione di mite GEOMETRA posso vantare di aver progettato e sopratutto fatto realizzare almeno 250 appartamenti.
Sicuramente i compratori saranno tutti incompetenti e avranno acquistato merda!!
A proposito un paio di voi ha comprato casa da me progettata!!
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postato da
Francesco Rosadini
giovedì 25 marzo 2010 alle ore 18:14
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Sarei curioso di vederli.
A proposito, io vivo nella casa di un ingegnere...
un saluto,
Francesco Rosadini
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postato da
piero
giovedì 25 marzo 2010 alle ore 22:06
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...Sei sicuro che non abbia messo solo la firma al progetto??? :-D
Comunque per mia natura non sono un polemico, anzi sono convinto che la collaborazione tra varie figure professionali sia la soluzione ottimale per varare su un successo concreto per la collettività e non su un utopia basata su idee che possono sembrare subliminari, ma alla fine sono solo degli sfoghi artistici personali che prima o poi cadono nel dimenticatoio (questo vale non solo per l'architettura e l'arte in genere, ma per il vivere quotidiano).
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postato da
massimo battaglio
venerdì 26 marzo 2010 alle ore 12:12
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Egregio geometra "piero"
La quantità delle cubature realizzate non è garanzia di qualità architettonica. Spesso vale il contrario.
Per quanto mi riguarda, il mio curriculum riporta, nei 18 anni di professione:
30 lavori di progettazione architettonica (nuove costruzioni e recupero), dei quali più della metà eseguiti
15 lavori di restauro dei monumenti, dei quali 10 ultimati, dei quali 3 premiati
9 partecipazioni a concorsi, dei quali 3 vinti
12 allestimenti di mostre
9 lavori di ricerca
12 pubblicazioni scientifiche
Non penso di essere stato con le mani in mano
La invito a dar seguito coi fatti, alla sua dichiarazione di non essere polemico
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postato da
Francesco S
venerdì 26 marzo 2010 alle ore 13:29
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E che dire delle lauree brevi.... eh, eh, eh
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postato da
Bernadette
venerdì 26 marzo 2010 alle ore 14:25
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caro Battaglio davvero interessante il tuo indice analitico. perchè non ci fai conoscere le tue 12 pubblicazioni scientifiche?
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postato da
massimo battaglio
venerdì 26 marzo 2010 alle ore 19:00
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Cara Bernadette
Non faccio conoscere le pubblicazioni attraverso archiportale, perché archiportale non prevede spazi per la segnalazione di pubblicazioni.
So che sono segnalate per esempio in Europaconcorsi
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postato da
piero
venerdì 26 marzo 2010 alle ore 20:36
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Complimenti, non metto in dubbio LA TUA PROFESSIONALITA' su quanto elencatomi, ma per quanto mi riguarda e sopratutto conoscendo una miriadi di professionisti con il tuo stesso titolo di studio, ti posso assicurare che sei una vera e propria pietra miliare!!!
nb: magari la prossima volta ti do le coordinate di google maps delle mie realizzazioni (sempre se si può)!!!
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postato da
massimo battaglio
lunedì 29 marzo 2010 alle ore 10:56
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Egr. geom. Piero
Lei ha una singolare opinione degli architetti liberi professionisti: in realtà io sono uno di quelli che lavorano meno.
E non mi dica, per favore, che ci sono anche e soprattutto tanti architetti non professionisti, perché in questo caso sarei obbligato a ricordarle che esistono anche tra i geometri, la maggior parte non svolge la libera professione, per fortuna.
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postato da
piero
martedì 30 marzo 2010 alle ore 16:48
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Egregio Dott.,
avrò anche una singolare opinione, ma sicuramente è lei che può valutare ciò.
Comunque restando in tema di progettazione e competenze, lei non pensa che in italia ci sono una miriade di ecomostri??
Mi sa tanto che quelli (tra l'altro pagati per la maggiore con soldi dei contribuenti) non li abbiano progettati i GEOMETRI!!
Invece di stare sù a polemizzare su competenze e studi effettuati, perchè non si cerca di essere più collaborativi fra noi unendo le proprie esperienze??
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postato da
massimo battaglio
martedì 30 marzo 2010 alle ore 18:08
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Abbiamo discusso più volte sul concetto di "ecomostro".
Ecomostro non è semplicemente ciò che non ci piace.
Se "ecomostro" è ciò che, per dimensione, estraneità dal sistema ambientale, caratteristiche materiali e formali, rovina incontrovertibilmente il paesaggio, allora sono molto più vicini al concetto di "ecomostro" i "concentrici" di tanti paesini quasi interamente costruiti da geometri; o il continuum edificato della pianura padana, sempre costruiti da geometri, su piani regolatori dove gli architetti non hanno messo nemmeno il naso.
Questa osservazione non vuole giustificare la brutta architettura firmata da architetti, che esiste ed è un grosso problema, ma concentrare l'attenzione sul fatto che raramente, il ruolo dell'architetto, in una progettazione, è così centrale come si crede.
Collaborare coi geometri? Certo: io faccio il progetto e lei si dedica al cantiere e al disbrigo delle "pratiche". Punto. E' l'unica e forma di collaborazione se si vuole salvaguardare una certa etica del lavoro.
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postato da
monica
martedì 30 marzo 2010 alle ore 19:20
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Vorrei capire per quale motivo un geometra si scalda tanto al solo pensiero che la progettazione può non essere compito suo!
Per dovere di cronaca ammetto che esistono architetti ed ingegneri balordi che hanno progettato monnezza, come geometri che hanno progettato casette carine, questo per la pace di tutti.
Quando si chiede con convinzione che debba esistere una legge che sancisce chiaramente ed incontroversibilmente le competenze di ognuno, non si vuole creare una classifica di tecnici, si vuole
solo poter lavorare in maniera chiara e limpida.
Conosco anch'io architetti che firmano progetti non loro, è la malattia del momento, fatturare.
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postato da
piero
martedì 30 marzo 2010 alle ore 20:54
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Se c'è qialcuno che accende i toni della discussione di certo non sono io, d'altro canto se il Dott. crede di essere ancora al servizio di leva dove lui e il comandante e i sottoposti devono eseguire i suoi ordini anche se dice cazz..t, si sbaglia di grosso.
essere artisti e creatori del bello in genere non te lo da di sicuro un pezzo di carta, che sia stato sudato o meno, ma la mera sensibilità che ha ognuno di noi.
Si ricordi che prima di essere classificati per un titolo di studio siamo tutti degli esseri umani per cui cerchiamo di essere qualche volta un pò più umili e concreti.
Comunque andare in cantiere e disbrigare pratiche è un lavoro che adoro e sopratutto mi forma giorno per giorno dandomi la possibilità di interloquire con LE PERSONE, al contrario di qualche progettista che sta chiuso in ufficio ore ed ore a fare poi cosa....???
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postato da
Elena Fedi
martedì 30 marzo 2010 alle ore 23:14
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Come sono stanca di leggere queste polemiche oziose ; ma vi volete rendere conto che stiamo in realtà per essere spazzati via tutti : architetti ,ingegneri e geometri liberi professionisti ? Che dovremmo diventare tutti dipendenti di società di ingegneria o mega strutture professionali ? guardatevi i requisiti sempre più alti dei bandi per assegnazione incarichi pubblici ,guardate quanti partecipano ad ogni singolo bando ,ovunque e da ogni dove . In un bando recente, a cui io sto partecipando, ci son state 55 ATP ,alcune da Malta ,altre da regioni del profondo Sud ! Noi siamo a 120 km e ....ci abbiamo pensato se partecipare o no ! Questi prendono aerei per rischiare un bando !!
Vuol dire che hanno strutture ben più forti di quelle di un singolo professionista o anche di uno studio associato di 2-3 professionisti . Vuol dire che hanno capitali !! Al geom Piero ,anche gli architetti vanno in cantiere ,sa ? Io ci vado ,magari non ogni giorno ,ma ogni volta che è necessario !
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postato da
piero
mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 09:17
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Le opinioni a volte possono essere polemiche o meno, sta i fatto che il modo in cui il suo collega "in modo dispregiativo" asseriva "tu vai in cantiere e disbrighi pratiche..."non è di sicuro il modo migliore per portare avanti una discussione, sopratutto a una persona che vanta di avere gli orizzonti aperti solo perchè ha preso la laurea.
Il fatto che vi siano grossi gruppi multinazionali non è di certo una novità, ci sono sempre stati e ci saranno sempre (adesso non prendiamocela pure con i capitalisti, è un argomento troppo articolato).
Puntualizzo solamente che proprio per questo occorre una collaborazione a 360° tra noi liberi professionisti se vogliamo creare qualcosa.
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postato da
Elena Fedi
mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 11:32
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Egr. geom. Piero ,lei probabilmente non ha capito ....scrive : "Il fatto che vi siano grossi gruppi multinazionali non è di certo una novità, ci sono sempre stati e ci saranno sempre " .....
Ma una volta non c'era il Codice dei Contratti che trattava i professionisti come produttori di servizi alla stregua delle Imprese Edili !!!
Una volta ( lavoro da 35 anni ) non c'erano i bandi di assegnazione incarichi con requisiti altissimi di fatturato o di importi di prestazioni svolte !.
Caro il mio sig. geom. ,probabilmente lei non opera con Committenze pubbliche ,non partecipa a tali bandi perchè se no non avrebbe scritto : "adesso non prendiamocela pure con i capitalisti, è un argomento troppo articolato ".
Molti di noi architetti si stanno rivolgendo a questa Committenza Pubblica ,incontrando pure grosse difficoltà nell' acquisizione ,proprio perchè il mercato del privato viene accaparato ormai in massima parte dai geometri !!!!Quanto alla collaborazione ,io ormai opero quasi solo in ATP ....quindi altro che 360 ° !!! Con altri architetti,ingegneri,geometri ,geologi ,etc.
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postato da
massimo battaglio
mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 18:23
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Egregio geom. Piero
Come ho già scritto più sopra, trovo molto singolare che coloro che contestano la bontà degli studi universitari, e che ritendono che la laurea sia un inutile "pezzo di carta", siano coloro che non sono mai stati all'università.
Ne abbiamo discusso milioni di volte, e sempre ritengo valido un antico paragone: se così fosse, potremmo credere che un medico non sia che un operatore sanitario dotato di un "pezzo di carta".
Solo chi non conosce le discipline artistiche, l'estetica, la storia dell'architettura e dell'arte, ma anche le teoria e le tecniche della progettazione architettonica, tecnologica, strutturale, impiantistica, urbanistica, può asserire che tutto questo sapere possa essere ottenuto anche attraverso un po' di esperienza.
E' abominevole credere che la bellezza sia innata.
Non è nemmeno innato il gusto per le cose belle - che invece è frutto di educazione alla sensibilità. Figurarsi la capacità di produrle. Sarebbe come dire che basta avere gusto nel vestire, per saper disegnare, tagliare e cucire begli abiti.
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postato da
piero
mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 20:11
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...mi arrendo.... da domani cambio mestiere,..anzi mi iscrivo all'universita!!!! Voglio dotarmi di capacità e intelletto superiore, studiare l'estetica e l'architettura,poi vado a fare una bella passegiata nello stupendo tessuto urbanistico della mia città e alla fine guardero tutti dall'alto in basso pensando tra me e me quanta ignranza che c'è in giro!!!
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postato da
antonio botteon
giovedì 1 aprile 2010 alle ore 12:04
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@piero
Cominci con l'iscriversi all'Università. La frequenti seriamente e si accorgerà che, dal punto di vista dell'accrescimento intellettuale e conoscitivo, ne trarrà solo vantaggi.
Per capire quanta ignoranza ci sia in giro, non occorre guardare gli altri dall'alto in basso (questa è imbecillità) nè, tantomeno, fare una "passeggiata nello stupendo tessuto urbanistico" della sua città: è sufficiente notare come scrive e si esprime la maggior parte delle persone. Cordialmente
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postato da
piero
giovedì 1 aprile 2010 alle ore 20:14
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Rimando a dopo Pasqua tutto quanto cosnigliatomi da Voi Dottori, e cordialmente via auguro di trascorrere serenamente queste feste!!
BUONA SANTA PASQUA A TUTTI I FREQUENTATORI DEL BLOG!!
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postato da
renzo pianoro
giovedì 1 aprile 2010 alle ore 21:35
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w il geometrone progettista
w il fai da te
w l'italia del futuro
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postato da
Francesco S
venerdì 2 aprile 2010 alle ore 10:10
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Buona Pasqua a tutti.
Però nessuno ha raccolto la provocazione della laurea breve. Che dire? Un ponte tra architetto e geometra?
La "casa da geometra" è una tipologia, può essere fatta benissimo da un architetto...
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postato da
antonio botteon
venerdì 2 aprile 2010 alle ore 10:52
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@Francesco S
La laurea breve è come la "maratonina": una corsa per chi non riesce a fare quella vera.
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postato da
piero
mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 09:00
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"Divina Commedia", Paradiso, Canto 33°, sonetto n. 135: "Qual è 'l geometra che tutto s'affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, quel principio ond'elli indige, tal era io a quella vista nova: (omissis.) del l'amor che move il sole e l'altre stelle".Voltaire, parlando del Padre Eterno: "Amici miei, o gli astri sono grandi geometri, o sono stati disposti da un eterno geometra."
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postato da
antonio botteon
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 10:13
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@piero
Le faccio presente che, tanto in Voltaire quanto, soprattutto, in Dante (Euclide geomètra), il termine geometra sta a indicare il "cultore di geometria", che non ha assolutamente alcuna attinenza con il corrente significato della parola "geometra".
Se poi pensiamo che la parafrasi del versetto dantesco da lei citato è:"Come il geometra che si concentra con tutte le sue facoltà mentali per trovare l'esatta misura del cerchio e, per quanto pensi, non trova il principio di cui ha bisogno...", siamo proprio a posto. Mi auguro che almeno lei sappia trovare la msura di un cerchio...Cordialmente
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postato da
piero
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 12:07
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Ma ha proprio il dente avvelenato!!
Un pò di umor, certo che se fossero tutti come Lei bella categoria di Str... capaci solo di fare i professorini!!
Immagino che Lei di cerchi se ne intende perchè con il suo spigoloso carattere sa farli girare bene!!
Si goda la vita!!
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postato da
antonio botteon
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 12:45
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@piero
Lei non ha la più pallida idea di quanto io mi sia goduto e mi goda tutt'ora la vita (sono un ludico di natura...).
Mi piace pensare che quel suo "Str..." intenda stranieri, o striscioni, o strilloni, o...scelga lei: in caso contrario, si è autodefinito da solo.
Per il resto, il suo senso di (h)umor dev'essere particolarmente sottile, visto che nel mio studio nessuno lo ha compreso.
Infine: è vero, ho il dente avvelenato, ma non con i geometri, bensì con quelli che fanno citazioni fuori luogo e che, soprattutto, non conoscono l'uso del congiuntivo.
Cordialmente
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postato da
piero
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 15:53
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....continua la lezione del professorino (con l'aiuto dei suoi colleghi di studio).......
A proposito, non è il caso che a Lei "piace pensare" ma "è" (ovviamente riprendendo il mio post precedente, anche se Lei un pochino....)!!
Saluti ( Facciano pace?? :-) )
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postato da
il professore cattivo
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 16:29
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@piero
Guardi, caro piero, che non tengo nessuna lezione (tantomenno con l'aiuto dei miei colleghi), ma evidentemente le basta poco per sentirsi uno scolaretto sotto esame.
Certo che qualche ripetizione di italiano non le farebbe proprio male...
Prima di far pace, impari ad esprimersi meglio. Sempre cordialmente
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postato da
collega di studio e professorino
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 16:49
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viva l' " UMOR "
viva Dante commentato dal Geometra.
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postato da
piero
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 18:08
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Caro professorino,
probabilmente per rispondere ai post le occorre un equipe di professionisti che le suggeriscono le parole più idonee per comporre queste frasi ad effetto!!
Anche a lei non farebbe male qualche lezione di bon ton.
Mi saluti tanto il suo "collega di studio e professorino" (simpatico, sicuramente più di lei)!!
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postato da
bon ton
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 18:21
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Ha mai letto la Divina Commedia ?
Bon ton ce n'è pochino.
Comunque viva anche le lezioni di bon ton.
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postato da
antonio botteon
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 18:32
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@piero
Leggo solo ora e rispondo: che lei ci creda o no, non so chi sia il "collega di studio e professorino", anche sa ha tutta la mia simpatia.
Ringraziando il cielo, non ho ancora bisogno di aiuti per esprimermi in corretto italiano (oltretutto, oggi pomeriggio sono in studio da solo).
Riguardo il "bon ton", mi viene il dubbio che lei non conosca nemmeno il significato di questa parola, altrimenti non se ne sarebbe uscito con una frase così priva di fondamento.
Le auguro una buona serata.
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postato da
Virgilio
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 18:36
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@francesco amadori
Un saluto.
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postato da
Leonardo l'immodesto
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 19:00
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postato da
massimo battaglio
giovedì 22 aprile 2010 alle ore 23:43
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@Rosaldini
"La città non è fatta di soli gesti da pioniere, ma anche di silenzi"
Verissimo. E certe casette che cercano di fare le originali con archetti e ringhierine, non sono silenzio, ma chiasso.
"Agli architetti si chiede di esere sempre pronti per la Grande Occasione, e a loro piace crederci"
La grande occasione di Juvarra fu la Scala delle Forbici: roba che un geometra avrebbe definito "una dia da otto metri per quattro"
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postato da
Francesco Rosadini
venerdì 23 aprile 2010 alle ore 04:58
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Ro sa di ni, Massimo.
dici bene, salvo che non sempre e non per tutti il committente è il principe ereditario.
Un saluto,
Francesco Rosadini
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postato da
massimo battaglio
venerdì 23 aprile 2010 alle ore 09:47
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@Rosaldini
Finché ci sarà qualcuno convinto che la "grande occasione" debba coincidere con la grande dimensione, sarà inutile attendere la committenza del principe azzurro: avremo unicamente edilizia di basso profilo, progetti compilati "a norma", edifici "idonei", "manufatti" che non c'entrano niente con l'architettura.
E per cose di questo genere, davvero è sufficiente un bravo geometra.
La responsabilità della bellezza non c'entra molto con la luminosità del committente.
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postato da
francesco amadori
venerdì 23 aprile 2010 alle ore 10:35
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La grande occasione è di ogni istante della vita,
carpe diem.
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postato da
liridon
lunedì 5 luglio 2010 alle ore 21:03
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io sono uno studente, oggi ho appena terminato l'ultimo esame, ho frequentato i geometri nel comune di Avezzano in porvincia dell'Aquila ..ho presentato un prog architettonico di un albergo di montagna a 3 stelle. comprese carpenterie e relazione tecnica illustrativa e vi posso dire che ho ricevuto i complimenti da tutta la commissione d'esame (erano tutti ingegneri),quindi voglio dire che anche con 5 anni di studio da geometra ho imparato moltissime cose e penso di essere già capace di lavorare nel campo dell'edilizia ,sempre modestamente ..
Saluti e "rispetto per voi"..
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postato da
Vitruvius Collio
martedì 6 luglio 2010 alle ore 05:50
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Eccone un altro che promette bene... Auguri!!!
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postato da
enzo
martedì 5 luglio 2011 alle ore 17:54
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MA NON VI VERGOGNATE A CONTINUARE QUESTA GUERRA TRA POVERI. PRIMA C'ERANO I GEOMETRI DA COMBATTERE ORA ANCHE GLI INGEGNERI ED ARCHITETTI TRIENNALI CHIAMATI JUNIOR. IO SONO UN INGEGNERE TRIENNALE HO SOSTENUTO 30 MATERIE, QUALCUNA IN PIù DELLA VECCHIA LAUREA QUINQUENNALE, E NON MI SENTO SICURAMENTE NE' INFERIORE E NE' SUPERIORE AGLI STESSI QUINQUENNALI PER CUI CERCATE DI LAVORARE TRANQUILLAMENTE E SENZA FARVI RECIPROCAMENTE DEL MALE. IO SONO PIù BRAVO TU SEI MENO COMPETENTE, IO HO PROGETTATO TU HAI GUARDATO. CREDO CHE TUTTI NOI SIAMO ABBASTANZA GRANDI PER FARE ANCORA QUESTI RAGIONAMENTI. CHIEDO SCUSA SE NEL MIO INTERVENTO CI POTRA' ESSERE QUANCHE ERRORE MA HO SCRITTO A BRACCIO E NON HO VOGLIO DI RILEGGERE ANCHE PERCHE' SE LO FACCESSI NON POSTEREI' PIù QUESTO MIO INTERVENTO. DOTT. ING. GEOM. ENZO
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postato da
luca
mercoledì 7 settembre 2011 alle ore 19:17
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Quante str..te che ho letto!!! Insopportabili.
Allora, se vogliamo risolverla così, io direi che ad ognuno di noi spettano dei compiti e quindi io farei così, sempre a dirla papale papale.....(ricordiamoci che esisteno i Regolamenti Professionali che specificano precisamente le mansioni:
all'ingegnere, lo "scheletro" della costruzione (qualunque essa sia); cioè: il progetto e calcolo delle strutture di opere civili quali: dighe, ponti, autostrade etc., ma anche di opere ben più modeste.
all'architetto, lasciamo il "vestito" della costruzione (la progettazione architettonica, il design, lo studio della luce, l'organizzazione degli spazi interni etc. di grandi opere ma anche di opere più modeste, nonchè la parte paesaggistica/urbanistica e quanto di simile); non Vi chiamate per caso Architetti Paesaggisti e Pianificatori del Territorio?
al geometra diamo la parte amministrativa, autorizzatoria urbanistica/catastale e simili, contabile, computistica, rilievi topografici, e qualche piccola progettazione sia architettonica che strutturale di opere di modesta entità e/o agricole/rurali.
Vi basta? Va bene così? Siamo a posto? O Qualcuno starà ancora a recriminare, sfottere, offendere e quant'altro?
Riflettete sul fatto che queste discussioni sono alimentate dalla "confusione" professionale che esiste oggi più di qualsiasi altro periodo. Perchè di questi tempi "acchiappi" quello che c'è e trovi l'architetto che si occupa di catasto come anche l'ingegnere ma perchè non trovano da fare quello per cui hanno studiato. Poi trovi il geometra che progetta e calcola strutture complesse ma ci sono sentenze quante ne volete Voi che sanciscono l'impossibilità del geometra ad occuparsi di tali compiti. Magari il geometra, se ha la fortuna di avere questi incarichi, progetterà strutture rurali, tipo stalle o fienili e simili, casotti per posare gli attrezzi etc.., ma non certo ponti e viadotti.
OK???
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