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mercoledì 29 luglio 2009

La giungla dello sconto

dal blog archincampo - genova, di roberto pittaluga

Riporto un'interessante articolo di Repubblica sull'argomento dello sfruttamento dei neolaureati.

"Basta con gli appalti selvaggi dove la qualità soccombe sotto il peso degli sconti. La libera concorrenza non si genera con lo sfruttamento dei giovani professionisti e con l'indifferenza verso tutte le norme di sicurezza in virtù del solo risparmio. È la protesta degli architetti e degli ingegneri torinesi, schiacciati dalle nuove regole che aboliscono il rispetto delle tariffe professionali nelle gare d'appalto, e affamano anche gli studi più prestigiosi riconoscendo compensi da 4 euro per un'ora di lavoro. Un apparente, immediato, risparmio che però la pubblica amministrazione si troverà a "restituire" più in là nel tempo, e che dimentica ogni garanzia sulla qualità dei progetti architettonici per ospedali, scuole, edilizia convenzionata. Accade così che per la ristrutturazione di due reparti dell'ospedale Sant'Anna-Regina Margherita abbia vinto lo studio disposto a svolgere tutti i servizi legati alla progettazione e alla direzione lavori e sicurezza, abbassando la base d'asta di oltre il 75 per cento. Che per disegnare e consegnare le chiavi del nuovo parcheggio multipiano del Politecnico si siano aggiudicati la gara con l'80 per cento di ribasso. E per la nuova sede dell'Amiat il ribasso vincitore è sceso, ma di poco, fino al 67 per cento. «È così difficile la situazione in questo momento che so di studi disposti a lavorare a costo zero pur di poter mettere in curriculum quel dato appalto pubblico - racconta il presidente dell'Ordine degli architetti di Torino e docente del Politecnico, Riccardo Bedrone - ma la realtà è che non esiste chi può offrire il miglior progetto al minor prezzo, chi abbassa le offerte in modo vertiginoso non potrà che offrire un progetto scadente».

La "giungla dello sconto" è frutto di una escalation di provvedimenti legislativi che risalgono al 1994 ma raggiungono il culmine in Italia con il decreto Bersani, divenuto poi legge, che abolisce l'obbligo di rispettare le tariffe professionali stabilite dagli Ordini. Ma mentre i committenti privati, diversamente dal passato, continuano a tenere alta l'attenzione sulla qualità dei progetti, la pubblica amministrazione, smaniosa di risparmiare, trascura i dettagli tecnici nell'assegnare gli appalti, e lascia ampio spazio allo sconto cosicché i progettisti offrono ribassi da capogiro pur di riuscire ad aggiudicarsi il lavoro.

Come in un suk dell'appalto non esistono più regole e le chiavi del reparto dell'ospedale infantile della città sono affidate al miglior offerente. Il progettista capace di abbattere il valore dell'onorario da 205.990 euro (base d'asta) a 50.722,98 euro con un risparmio secco per l'amministrazione pari a 155.267,02 euro. Così, calcolando i tempi fissati per portare a termine il lavoro, i tecnici che dovranno disegnarlo e dirigerne la realizzazione saranno pagati circa 8 euro lordi all'ora, spese comprese. Il risultato non potrà certo essere dei migliori ma nessuno sembra tenerne conto, almeno non in Piemonte.

Alcune Regioni come la Valle D'Aosta, infatti, si sono allarmate e hanno messo a punto norme ad hoc per far sì che l'elemento economico di un'offerta non sovrasti in modo tanto eclatante quello tecnico, che a tutti gli effetti rappresenta il vero obiettivo finale di chi costruisce ospedali, scuole, edifici pubblici. «Purtroppo però gli enti che fino a oggi hanno preso provvedimenti sono le Regioni a statuto speciale che hanno competenza diretta in materia di appalti - dice Riccardo Bedrone - il Piemonte, invece, deve attenersi alle leggi nazionali. In situazioni tanto anomale come quella del Regina Margherita stiamo però pensando di percorrere le vie legali».

La Repubblica, 28 luglio 2009



postato da roberto pittaluga mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 14:13    | commenti: 17 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da Elena mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 14:40

Caro Roberto ...che ne dici di organizzarci pure in Liguria ? se cominciassimo a tenere d'occhio anche noi questi sconti e li sommergessimo fra tutti ,in tutte le regioni di impugnazioni contro le offerte anomale ?bisogna verificare se le polizze di tutela legale ci coprirebbero le spese ...perchè se no gli avvocati ci spellano vivi .
postato da Elena mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 14:46

l'articolo di Repubblica del tuo post l'ho già mandato via mail a Pierluigi Bersani ...che pur sosterrò come segretario del PD . Vediamo se si rende conto una buona volta !!!
postato da Francesco amadori mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 15:17

Elena che ne dici di mandarlo anche ad Obama od a Rtazinger, è più facile che ti risponda Obama od il papa che Bersani visto le tue lettere passate inevase.
Ma forse ti risponde, è in campagna elettorale interna.

postato da Elena mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 15:21

l'ho mandato anche al Presidente del mio Ordine Provinciale ....

postato da Fabio Cinesu mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 15:45

Guarda che Bersani è quello che ha fatto la 37/08.

Cesss....

postato da Fabio Cinesu mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 15:46

In sardo il "Cesss" significa tipo: santo cielo.
postato da Uguzzone mercoledì 29 luglio 2009 alle ore 16:58

A genova sembra che il gruppo che ha vinto il concorso per il progetto del nuovo ospedale Galliera abbia fatto il ribasso del 71 %. (io in busta chiusa avevo scritto il nome del vincitore azzeccandolo guarda caso)

Tanto devono costruire un ospedale, mica un'opera pubblica...

postato da massimo battaglio giovedì 30 luglio 2009 alle ore 17:07

Di una cosa sono abbastanza sicuro: se da qualche parte esiste un balordo che fa sconti dell'80%, Bersani non c'entra un cazzo: se fosse stato vietato fare sconti, questo qui se ne sarebbe inventata un'altra ed avrebbe comunque ottenuto l'incarico, per esempio facendo cartello coi colleghi simili a lui. Salvo poi spartire l'80% dei soldi con gli amici e, senz'altro, con direttori ed assessori.
Non è Bersani il nemico degli architetti (anche se come politico non mi piace molto). I nostri nemici sono proprio altri architetti come noi.

postato da Fabio Cinesu giovedì 30 luglio 2009 alle ore 17:24

Ma un idiota che scrive in una legge, senza valutare le conseguenze:

Art.3/2 della L.37/2008

"Il responsabile tecnico di cui al comma 1 svolge tale funzione per una sola
impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa."

A leggerla così dici: GIUSTO!
E invece no! A parte il fatto che sia corretto che un tecnico sia responsabile tecnico di una sola impresa, metti caso che il responsabile tecnico part-time da 600/700€ al mese, se non può fare altro, di che cazzo vive?
Questo è perchè Bersani, che si erige a difensore dei più deboli, fa una leggerezza, che può danneggiare a morte un professionista, che per un errore di un operaio che gli sfugge, almeno l'avviso di garanzia gli arriva sicuramente. Quando poi l'operaio guadagna il doppio del tecnico.
Uno che fa una legge così approsimativa, come può gestire un governo di svantaggiati multicolore (nel senso ideologico).
Per me è meglio che faccia il parcheggiatore nel deserto.
O che se ne vada direttamente aff...!

postato da MONICA giovedì 30 luglio 2009 alle ore 17:44

E quando per fare una "valutazione di impatto acustico" ci sono studi che chiedono 100€ , io rispondo fatevela fare.
postato da MONICA giovedì 30 luglio 2009 alle ore 17:58

Esprimo qui la mia opinione politica ( sicuramente non frega nulla a nessuno ) :- Perchè in Italia non si può mandare a casa qualsiasi politico non corretto, che sia bianco o rosso,giallo o verde.
Hai sbagliato, vai a casa.
No !!!! Da noi escono dalla porta e rientrano dalla finestra.
Come si può pensare di farsi sostenere da chi sostiene solo se stesso.
Non è questione di fiducia, è la realtà , è la legge del potere.
Secondo me per ottenere qualcosa bisognerà aspettare le prossime elezioni, quando se presentandosi come un nutrito bacino di voti appoggeremo il tal dei tali più consono, ripeto a prescindere dai colori.

postato da Pierluigi venerdì 28 agosto 2009 alle ore 14:59

Ragazzi.....ma come scrivete?!
come pretendete di far passare le vostre idee, giuste o sbagliate che siano, se nessuno di voi, dal primo all'ultimo, riesce ad esprimersi in un italiano corretto.
Devo, però, riconoscere che non rappresentate un'eccezzione: purtroppo questo è il livello culturale di molti laureati...e non solo delle ultime generazioni.
La conoscena e la padronanza dell'italiano - per chi svolge una professione intellettuale come, del resto, per chiunque altro - non è un'optional ma un dovere!

postato da GIUSI venerdì 28 agosto 2009 alle ore 15:16

Caro Pierluigi...la conoscenza e padronanza dell'italiano.... COMINCIAMO DALL'ORTOGRAFIA! Eccezione con una "Z"...e mi fermo qui!
postato da Pierluigi venerdì 28 agosto 2009 alle ore 15:24

...se è per questo ho scritto anche "conoscenza" senza la Z. Gli errori di battitura, Giusi, non hanno a che fare con la conoscenza della lingua....ma se questo ti aiuta a non ammettere che tutti questi interventi sono scritti piuttosto maluccio, servitene pure.
postato da GIUSI venerdì 28 agosto 2009 alle ore 15:37

...OK per gli errori di battitura!
Condivido la tua segnalazione sulla "povertà-incapacità" lessicale dei nostri colleghi...ma ero, ahimé, più interessata al contenuto delle loro dichiarazioni.

postato da Pierluigi venerdì 28 agosto 2009 alle ore 17:05

....ma è proprio questo il punto: i contenuti non passano se non sono espressi correttamente; se non sono esposti in modo chiaro e comprensibile, ancorchè semplice, finiscono per irritare il lettore piuttosto che per catalizzarne l'attenzione, sensibilizzarlo e stimolarlo.
postato da elisabetta vendramin mosca sabato 29 agosto 2009 alle ore 08:05

Mi è stato insegnato molto tempo fa,che uno dei cardini della deontologia professionale dell'architetto fosse la lealtà verso i colleghi a partire tra l'altro dal rispetto dell'applicazione della tariffa professionale, ed io con buona pace del sig. Bersani non intendo derogare da questo impegno. Non compete al sig. Bersani ne' a livello di indirizzo ne' tanto meno a livello di legge dello stato stabilire i principi etici e morali su cui si fondano i rapporti tra professionisti, mandandoli allo sbaraglio,
Chiederei a chi fa politica il rispetto di una professione molto complessa, molto impegnativa e gravata da molte incognite, altro che sconti, Anche in tema di sicurezza sono state sfornate normative a peso, normative che servono a sviluppare a dismisura figure professionali incerte, abbastanza inutili burocratizzate e sottopagate mentre la progettualita e la creatività di un architetto hanno a che fare sempre e soltanto con la scienza e la cultura di cui è portatore e depositario.


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