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lunedì 6 settembre 2010

FestArte- Chiara Scarfò - MACRO testaccio- La Pelandra - Roma

dal blog archincampo - genova, di roberto pittaluga


INCURSIONI PERFORMATIVE di Chiara Scarfò

nell'ambito di
FESTARTE VIDEOART FESTIVAL
ROMA, 15 – 18 Settembre 2010
MACRO Testaccio, La Pelanda
Museo d’Arte Contemporanea Roma – piazza Orazio Giustiniani, 4
V I O L E N Z A I N V I S I B I L E
privata I pubblica I sociale
Mostra e Premiazione delle Opere Finaliste
ROMA, 15 – 18 Settembre 2010
MACRO Testaccio, La Pelanda
Museo d’Arte Contemporanea Roma – piazza Orazio Giustiniani, 4
V I O L E N Z A I N V I S I B I L E
privata I pubblica I sociale
tre le sezioni concorrenti al montepremi:
In Concorso – Selezionate – Menzioni Speciali
inoltre
SPECIAL GUEST EXHIBITION ERWIN OLAF
APERITIF TALKS CON GLI ESPERTI
PERFORMANCE AUDIO/VIDEO e DJ SET
Prende il via Mercoledì 15 Settembre a Roma presso il nuovo spazio de La Pelanda – MACRO Testaccio (ex Mattatoio), FestArte VideoArt Festival, prodotto da Federculture e realizzato dall’Ass. Cult. FestArte.
Quattro giorni dedicati alla scena della video arte internazionale e di ricerca, con momenti di discussione e una programmazione artistica che spazia alla performance e ai dj set.
Oltre 500 artisti provenienti da 60 paesi del mondo hanno partecipato al Concorso. Numeri significativi per un contenuto complesso ed importante: una conferma della diffusione e utilizzo della videoarte oggi, delle sue potenzialità espressive e facilità divulgative, anche in ragione di un pubblico sempre più numeroso. Di forte presa, l’originale tema “VIOLENZA INVISIBILE – privata, pubblica, sociale” ha stimolato lavori concepiti ad hoc e, in alcuni casi, ha portato gli artisti a condividere esperienze proprie, sentendo l’esigenza di accompagnare i video con riflessioni intime. In mostra, opere sulla censura dei media, l’anaffettività materna, le relazioni familiari, il rapporto uomo-donna e quello amicale, l’identità sociale, le apparenti ‘normalità’, la prigionia di leggi e veti – opere di denuncia, sarcastiche e pungenti, metaforiche e oniriche, provenienti da Canada, Cina, Cuba, Germania, Grecia, Inghilterra, Iran, Italia, Messico, Romania, Spagna, Ungheria, Usa e Svezia.
Durante il Festival le opere saranno in mostra divise in 3 categorie - In Concorso; Selezionate Fuori Concorso; Menzioni Speciali – e all’esposizione si affiancherà un nutrito programma di iniziative: Aperitif talk con esperti della videoarte, curatori ed artisti, interventi performativi, performance audio/video e dj set.
Sabato 18 Settembre il Festival si concluderà con una grande soirée, festa di Premiazione delle opere in mostra, selezionate da 7 curatori d’arte coadiuvati dal direttore artistico Lorena Benatti; a loro spetterà decretare il Premio della Critica del valore di 1.000 euro, mentre la Giuria Internazionale, composta da professionisti del settore, assegnerà il Primo Premio del valore di 3.500 euro al migliore video in Concorso. Verrà, inoltre, assegnato un Premio di 500 euro al video più votato dal pubblico durante i giorni della manifestazione.
Programma del Festival
Mercoledì 15 Settembre
21.00 OPENING – VERNISSAGE
22.00 Presentazione dei video finalisti
22.30 – 24.00 Dj set Mercy Far I – suoni dedicati al Dub e alle sue influenze.
Giovedì 16 Settembre
16.00 – 24.00 Orari apertura Mostra
19.00 – 20.30 Aperitif Talk ‘Videoarte e mercato. Come orientarsi’
Modera: Micol Di Veroli – Interventi di: Cecilia Casorati, Raffaele Gavarro, Alessandra Arnò e Giorgio Fedeli (Visualcontainer), Valentina Moncada e Calogero Pirrera..
21.00 – 23.30 Dj set Loko Dj – Balkan beats & rock’n'roll
Venerdì 17 Settembre
16.00 – 24.00 Orari apertura Mostra
16.00 – 24.00 Orari apertura Mostra
19.00 – 20.30 Aperitif Talk ‘Affinità e divergenze tra Video Arte Monocanale e Video Installazione’
Modera: Fabrizio Pizzuto – Interventi di: Bruno di Marino, Silvia Bordini, Andrea Aquilanti. Partecipano gli artisti in Concorso.
21.00 – 23.30 Dj Coppola – Ambiente Unico: sonorizzazioni dal jazz all’elettronica
Sabato 18 Settembre
16.00 – 24.00 Orari apertura Mostra
21.00 FESTA DI CHIUSURA – AWARD NIGHT
21.30 Performance Video/Sonora di Nervo&Tes (Gennaro Rino Becchimanzi e Paola Setti) ‘IMPERTINENT QUESTION’ Solo-concerto di percussioni dove le linee sonore costruiscono una stretta relazione con la video-arte.
22.30 Proclamazione Primo Premio Video in Concorso, Premio della Critica, Premio del Pubblico
23.00 – 1.00 Dj set SOUL KITCHEN – 60′s Soul, Wild R&B, Funk, Boogaloo

Nelle 4 giornate del Festival: Incursioni Performative di Chiara Scarfò

Abstract:
Il tema “VIOLENZA INVISIBILE – privata, pubblica, sociale” dà al III Concorso una significativa connotazione di natura sociale. Gli artisti sono stati invitati a riflettere su una violenza tanto poco riconoscibile quanto diffusa, che non lede il corpo e non si vede. Come quella che si nasconde nelle pieghe del mondo personale, familiare ed intimo; quella che si manifesta nell’ambiente pubblico e lavorativo con il mobbing o lo stalking; quella che si cela dietro le trame dei poteri forti e nuoce alla vita della collettività. L’unico modo per difendersi è saperla riconoscere: raggiungere quella sensibilità che diviene consapevolezza, equivale a separarsene e forse ad una nuova nascita.
Così Lorena Benatti, Direttore artistico del Festival, e Anna Maria Panzera, storica dell’arte e coautrice del testo sul tema di questa edizione del Festival: “Dare forma a ciò che si cela dietro uno sguardo fatuo e bonario, in un sorriso largo, in un una mano tesa. Riconoscere i poteri paralizzanti, i diktat astratti, la credenza che non fa pensare. Scoprire che il ghiaccio nel cuore s’è creato per il soffio algido di un sussurro d’invidia… e così poterlo sciogliere, rinascere, ricominciare.”
Su obiettivi e finalità, Roberto Grossi, Presidente di Federculture, dichiara: “Il Festival è l’occasione per far conoscere e mettere a confronto, nelle diverse esperienze, sensibilità e modalità espressive di giovani artisti di tutto il mondo. Una ricchezza importantissima proprio in un momento in cui sembra si vada verso l’appiattimento e l’omologazione delle espressioni culturali. Attraverso le opere, quasi sempre autoprodotte e divulgate grazie al web, possiamo far emergere una parte di espressioni artistiche, perlopiù sconosciute, ma di grande significato e valenza sociale e culturale.”


Titolo: FestArte VideoArt Festival – III Concorso Internazionale
Tema: Violenza Invisibile - privata, pubblica, sociale
Inaugurazione Mostra: 15 Settembre 2010
Periodo: dal 15 al 18 Settembre 2010
Luogo: Roma, La Pelanda – MACRO Testaccio – Piazza Orazio Giustiniani, 4
Ingresso: libero
Promotore e Produttore: Federculture // Ideatore e Organizzatore: Associazione Culturale FestArte
Montepremi: 5.000,00 €
Durata max opere: 8 minuti

Con il patrocinio di

Ministero degli Affari Esteri
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro della Gioventù
Regione Lazio – Assessorato Cultura, Arte e Sport
Provincia di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali
Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione


Chiara Scarfò
www.chiarascarfo.com



postato da roberto pittaluga lunedì 6 settembre 2010 alle ore 17:25    | commenti: 3 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da lucio tuzza lunedì 6 settembre 2010 alle ore 22:06

No no...so quanto sei bravo.

Volevo evidenziare quanto si può bleffare con la rappresentazione di quello che ancora non esiste.
Anche con i plastici si bleffa.
Si possono fare plastici colorati, con il verde e con i tetti rossi che ti fanno pensare a quanto sarà felice la vita in quelle case.
E si può bleffare anche facendo plastici mono cromatici...bianchi per esempio.
Certi plastici bianchi mettono in risalto interessanti giochi di volumi che però poi non avranno la stessa rilevanza nella realtàin quanto la qualità dei materiali di costruzione daranno contrasti diversi da quelli dati dalle pareti bianche del plastico.

Mi sembra che l' argomento non fosse la qualità dei tuoi render, nè di quella di Giancorrado Dipietro, ma in generale della rappresentazione dell' architettura.

Ti lancio una sfida, Roberto (benevola si intende, ma spero interessante per tutti)
Te la esporrò nei prossimi giorni....con calma

postato da robertopittaluga lunedì 6 settembre 2010 alle ore 23:48

Ok, Lucio, mi piacciono le sfide.
Buona notte

postato da Fabio Cinesu martedì 7 settembre 2010 alle ore 01:50

Se è la sfida che penso io, fate giocare anche me?


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lunedì 6 settembre 2010

I primi render

dal blog archincampo - genova, di roberto pittaluga


I primi render
Apro questa discussione in risposta a Giangiacomo Dipietro, visto che si parla di rendering!
Innanzitutto i suoi render non sono disprezzabili considerando che, immagino, siano i primi esperimenti con 3DStudio o qualche
software simile; sicuramente se dedicherà un po di tempo alla materia otterrà risultati ben più
convincenti, e se è il fotorealismo che insegue, ben più somiglianti ad una foto, perchè alla fine lo scopo è quello:
fotografare ciò che ancora non esiste.
In questa arida materia fatta di complicatissime formule fisiche riguardanti la luce e le caratteristiche dei materiali ed il
loro comportamento al variare delle condizioni di luce si può aggiungere anche un po di poesia, sentimento e passione ed in
definitiva un po d'arte (o regola d'arte se non vogliamo esagerare) l'importante è fare un lavoro che piace con onestà e
passione.
Io ho fatto il liceo artistico e insegno disegno geometrico, pensate la sorte, nello stesso liceo, quindi non ho nessun problema
a fare disegni a mano, libera o meno, ed a utilizzare tutte le tecniche di disegno che ho imparato e mai disimparato, ma dal
lontano 1990 mi sono dedicato ad apprendere, con il massimo impegno, le tecniche di rappresentazione che l'uso del calcolatore
metteva a disposizione, sempre più evolute e complesse, e intravvedendo in queste, il futuro e la strada da seguire, ho iniziato
ad insegnarle al liceo convinto di fare la cosa giusta per il bene degli studenti che ho formato.(senza mai trascurare il
disegno a mano e la fase di schizzi preliminari).
Tornando all'uso dei rendering nella rappresentazione architettonica e degli oggetti di design è palese che un'ottimo render non
fa sembrare più bello un progetto brutto, come una bella cornice non aggiusta un brutto quadro, ma un buon progetto può essere
valorizzato e apprezzato in tutti i suoi dettagli se accompagnato da un buon numero di rendering che ne illustrano anche ad
occhi non prettamente professionali i vari risvolti e tutte le caratteristiche salienti, anche materiche o dinamiche.
Dinamiche, si, perchè la grande differenza tra una bella prospettiva fatta a mano ed un modello 3D, dal quale possiamo trarre
tutte le viste che desideriamo, è la possibilità che ci offre la seconda strada, cioè quella di poter ricavare un'animazione
con una visita virtuale all'interno del nostro progetto, introducendo l'elemento tempo che direi non trascurabile nell'economia
generale di un progetto architettonico.
Mi rammarico, infatti, che nei concorsi non sia data la possibilità di inserire un'animazione 3D insieme alle tavole di
progetto, la cosa strana è che normalmente è richiesta una copia su CD o DVD degli elaborati, senza la possibilità di
inserimento di animazioni o simili.Quando ho iniziato nel '90 il massimo del risultato ottenibile era quello delle immagini di questo post, direi che in vent'anni
di strada se ne è fatta e sinceramente non capisco la resistenza che alcuni colleghi ancora oggi dichiarano nei confronti di
questa tecnica di rappresentazione, inoltre se un professionista non ha voglia, tempo e passione per dedicarsi a questo campo si
può rivolgere con una spesa assolutamente trascurabile nell'economia di un progetto importante, ai professionisti del settore,
con risultati certamente più all'altezza dell'incarico o concorso a cui si partecipa.
Massimo Battaglio in un suo intervento alla discussione di Giancorrado afferma che i rendering sono un inganno, è vero se il
progetto nasce come inganno, ma se il progetto ha una sua coerenza formale e strutturale e scende nei dettagli anche chi si
occupa di produrre i rendering (magari anche modellando il 3D) se parte da dati certi e corretti non può, in buona fede, creare
inganni, al massimo può non azzeccare pienamente le condizioni meteorologiche, ma no mi sembra un peccato mortale. In sostanza,
se date al professionista che si occupa dei rendering, del materiale corretto e completo, otterrete un lavoro corretto e
completo.
Dalla versione 12 di Autocad, con la quale ho sperimentato i primi lavori in 3D, passando per il buon ArCon (uno dei primi CAD
parametrici per architetti) e via via provando e riprovando vecchie e nuove versioni di CAD, modellatori 3D e software di puro
rendering, il tutto sia Free, opensource o commerciale, posso sicuramente affermare che la materia è veramente complessa, nessun
software fa miracoli e nessun buon render si può produrre senza perizia, fatica e molto, molto tempo passato al PC (o Mac).
P.S. i render postati (autocad 12) non sono miei, i miei di vent'anni fa, molto simili, sono in qualche Hard disk fulminato.



postato da roberto pittaluga lunedì 6 settembre 2010 alle ore 15:50    | commenti: 10 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da roberto pittaluga lunedì 6 settembre 2010 alle ore 16:17

The Poultry Project 2010 Chicken Coop Design Competition
03.09.10 - Africa Concorso di idee per progettare un pollaio da poter usare in città o nei cortili di periferia. Sono invitati a partecipare designer, architetti, artisti, agricoltori...
consegna entro 10 ottobre 2010
Ragazzi io vorrei partecipare... che dite?

postato da massimo battaglio lunedì 6 settembre 2010 alle ore 16:23

Per l'esattezza non ho affermato che il rendering è inganno in assoluto.
Ho affermato che non è meno ingannevole dell'acquerello.
Sì perché una delle maggiori critiche che si muovevano contro l'acquerello ai tempi in cui andavo all'università, era che, se usato "alla maniera accademica" desse un'immagine troppo definita della realtà, frutto però dell'invenzione del disegnatore, più che di una reale fedeltà alla realtà stessa.
Per cui si teorizzava che fosse "moralmente preferibile" un disegno colorato in maniera impressionistica, con tecnica divisionista, o a rigatino, in modo da denunciare la dimensione fantastica.
Sicuramente il rendering dà luogo ad immagini scientificamente più fedeli, perché, per esempio, è in grado di controllare davvero le riflessioni reciproche tra le varie parti dell'edificio.
Mi sono accorto perè che i render che hanno maggior successo, non sono tanto quelli in cui l'edificio è rappresentato nel modo più fedele, ma quelli che esibiscono sfondi più accattivanti. Esattamente come accadeva con l'acquerello.

postato da lucio tuzza, plastici lunedì 6 settembre 2010 alle ore 16:53

Mi viene in mente un proverbio che diceva sempre un mio amico falegname veneto:
" con el stuco e col color se ingana anca el Signor"


postato da Francesco amadori lunedì 6 settembre 2010 alle ore 17:33

Per me un buon " renderista " è come un fotografo rispetto all'oggetto od al contesto della sua arte.
Un buon fotografo non toglie od aggiunge alcunchè all'oggetto, entra nella sua anima, la coglie e ce la trasmette.
L'esperienza con Roberto può essere sintetizzata in queste espressioni.
Ma una ATP concorsuale è fatta di tante teste e per qualcuno vale ciò che diceva Baudelaire in un suo famoso Rayon " l'uomo è come un cane, ad un buon profume preferisce l'odore della "merde ".
Quindi niente inganno, se non c'è alcunchè da nascondere o camuffare ma solo da comunicare.
Il render come inganno non è un render ma una truffa bella e buona.
Naturalmente truffa per sprovveduti.

postato da hjcf lunedì 6 settembre 2010 alle ore 19:23

concordo in tutto con francesco. roberto sei una bella persona e sono felice di averti conosciuto.

francè...scusa... ma chi è che preferisce "l'odore delle merde"?

postato da hjcf lunedì 6 settembre 2010 alle ore 19:26

x roberto
dimenticavo... spero che i tuoi render non scolorino.

postato da francesco lunedì 6 settembre 2010 alle ore 19:35

Segreto professionale....me lo porterò nella tomba.
postato da Fabio Cinesu lunedì 6 settembre 2010 alle ore 20:18

Dalle mie parti si dice:
"La ki seis malusu!"
Trad.: Guardate che siete dei cattivoni!

postato da lucio tuzza lunedì 6 settembre 2010 alle ore 20:47

Si, come dice Battaglio.
Spesso il fascino dei render sta in buona parte negli sondi accattivanti, cieli meravigliosi e verde lussureggiante.
Si direbbe che quelli in qui si bleffa meno sono quelli di interni.
Vedendo l' interno di cucina e pranzo qui sopra non c' è il cielo, ma c'è un gioco di riflessi sul pavimento che nessun pavimento di normali abitazioni potrà mai avere.
E si bleffa, perchè le sedie fanno ombra, ma non il tavolo. O perlomeno il tavolo dovrebbe parzialmente annullare l' ombra delle sedie.
Il pavimento supplisce alla mancanza del cielo.

Detto questo ...complimenti a Roberto.

postato da robbertopittaluga lunedì 6 settembre 2010 alle ore 21:04

Ciao, Lucio, non avrai mica pensato che i render di questo post sono i miei ultimi fatti, spero?
Sono render d'esempio, non miei, di vent'anni fa.
Saluti


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