
giovedì 22 ottobre 2009
First Date
dal blog Thoughts Become Things, di Nicoletta Cerato
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Aaaaaah, i primi appuntamenti e i secondi.
Le cose si complicano in maniera esponenziale e tutto sembra collaborare per complicarti la vita: il lavoro, il tempo, gli eventi, i turni di chiusura, le mestruazioni, la salute, le stelle... tutti fattori riuniti con il solo scopo di rompere il c___o!
Ma se proprio ci tieni in maniera folle ce la si può fare: "volere è potere" perché se desideri qualcosa, e non fai tutto quello che è in tuo potere per ottenerla, in pratica stai prendendo a schiaffi la vita" e non è bello...
E quindi finalmente arriva il momento tanto atteso.
Il primo appuntamento.
Lui, o lei, dice di sì.
La prima serata insieme, forse la prima e l'ultima, forse la prima di una lunga serie.
Chi lo sa?
Non so come vivano gli appuntamenti gli uomini, ma le donne si preparano di tutto punto, perché vogliono essere perfette, depilazione, scrub sotto la doccia per avere una pelle più morbida e se c'è a disposizione una vasca l'ideale è un gran bel bagno tonificante. Poi crema per il corpo profumatissima che lascia la pelle di seta, scelta della biancheria migliore, abbigliamento che esalta al massimo il fisico, trucco, parrucco...
Per cui si richiede anche agli ometti una preparazione simile.
Una doccia come non la si faceva da tempo, rasarsi (anche se la barba incolta fa molto macho, se non è morbida rischia di scorticare il viso sensibile delle donzelle), sistemarsi magari i peli delle orecchie e del naso, dissanguarsi col filo interdentale, indossare i boxer migliori (perché, diciamocelo, anche se è il primo appuntamento c'è sempre la speranza che qualcosa accada.
Quindi meglio ricorrere a due o tre accorgimenti di base, tipo evitare i boxer larghi modello paracadute - che saranno pure comodi, ma sensualità zero - gli slip - che se non hai il fisico di Randy Orton possono risultare ridicoli - e il calzino corto e/o bianco - peggio che mai gli spugnoni da ginnastica), per l'abbigliamento soprassiedo, ovviamente dipende da quel che si farà: uno sportivo casual è sempre molto azzeccato e dato che, come si diceva, non si sa mai non dimentichiamo di passare da un condom shop!
Eccoci pronti.
La serata può iniziare.......
Lo so, i dubbi sono molti: c'è sempre l'incognita di cosa si farà, di quel che sarà; le aspettative sono enormi e poi magari la serata sarà una delusione.
Caro buon vecchio Leopardi, lui sì che lo sapeva che l'attesa è sempre bellissima, ci si fanno un sacco di castelli in aria, si immagina, si fantastica e poi puntualmente non accade un'emerita cippa di quel che si desiderava; non è colpa nostra e neanche sua, è semplicemente sfiga è che l'appuntamento perfetto non esiste e l'uomo/donna perfetto neppure.
Cinica?Disillusa? No, realista. Quanti appuntamenti sono andati esattamente come li avevate immaginati? Nessuno
Belli, fantastici o disastrosi, ma diversi dalle attese.
ALLORA: niente aspettative, PLEASE!
Fantastichiamo pure, prima, è così bello sognare ad occhi aperti, ma poi torniamo coi piedi per terra, così non ci roviniamo la serata se lui non dice o non fa la cosa che ci aspettavamo proprio nel momento in cui volevamo la facesse, insomma godiamoci l'appuntamento così come viene.
VIVIAMOCELO!
E magari usiamo l'accortezza di essere sempre perfetti anche al 100° appuntamento, perchè purtroppo abbiamo tutti la pessima abitudine di farci prendere dalla routine e di tralasciare i piccoli dettagli, che sono invece così importanti per mantenere vivo e passionale un rapporto. ;)
postato da
Nicoletta Cerato
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 18:07
| commenti: 13 |
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Giangiacomo Aru
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 18:29
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Tutto ok... ma chi è Randy Orton? ;-)
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Francesco amadori
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 19:12
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La doccia, l'ho fatta.
Mi sono anche rasato perchè ho la barba ruvida.
Per le calze qui è ancora troppo caldo per metterle, quindi non posso sbagliare.
per i boxer, nessun problema, esattamente come per le calze, aspetto i primi freddi.
Io sono pronto, una curiosità sei tu quella nella foto?
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maurizio
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 19:30
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Tu a me cara nicoletta cerato, non mi prendi in giro, direi proprio che sei più una nicoletta paciaroni, quindi se tanto mi dà tanto sei un bell'ometto.
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lucio tuzza, plastici
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 19:40
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beh...non hai visto "a qualcuno piace caldo" '
...nessuno è perfetto!
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postato da
maurizio
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 19:45
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The surprise è tutto nella vita, come dice grillo la vita è un soffio, prenderlo nel c..o è un lampo.
Lucio la scelta è tutta tua.
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postato da
lucio tuzza, plastici
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 19:47
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un lampo? ....tutto dipende dal mittente!!!!
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postato da
Omeron
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 08:04
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Omeron
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 08:05
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postato da
Massimo Pacini
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 08:07
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postato da
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 10:27
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@Giangiacomo: RANDY ORTON è un wrestler statunitense
http://www.ugo.com/sports/undertakers-wrestlemania-matches/images/entries/randy-orton.jpg
@Francesco: buon per te che lì faccia ancora caldo...ma senza calzini con le infradito o con le scarpe? e senza boxer no...è troppo da film americano :S
comunque se vuoi ti do il link per la tipa della foto. ;)
@Maurizio: beh, non sarò la tipa della foto, ma nemmeno la Paciaroni! Sono sempre stata un maschiaccio, ma niente ambiguità: all'anagrafe risulto di sesso femminile. :)
e comunque, disquisivo sui primi appuntamenti, ma non ne cerco uno. No, io sono quella che vorrebbe che al 100* appuntamento si curassero ancora certi dettagli, anche se so di essere la prima a tralasciare alcune cose, a volte, per pigrizia, per routine...
Mi piacerebbe che certe attenzioni verso l'altro non si perdessero mai, che fosse sempre la prima volta - ecco che, a questo punto, non sono più realista, ma sognatrice...
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postato da
Omeron
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 12:20
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"No, io sono quella che vorrebbe che al 100* appuntamento si curassero ancora certi dettagli, anche se so di essere la prima a tralasciare alcune cose, a volte, per pigrizia, per routine...
Mi piacerebbe che certe attenzioni verso l'altro non si perdessero mai, che fosse sempre la prima volta"
Sai che stress e, in definitiva, che palle.
Per fortuna la vita delle persone cambia e non è sempre necessario allestire lo stesso teatrino, se non si vive solo di quello. Sotto la superficie esiste la profondità ...incredibile ma vero.
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postato da
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 13:25
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Non è uno stress se lo fai con piacere...è triste invece perdere interesse per le cose, fare tutto con quotidiana rassegnazione, accantonare la passione che mettiamo nel fare le cose che ci emozionano.
Non è questione di superficialità, non è allestire un teatrino, si tratta di profondo rispetto e attenzione verso le persone che ci stanno a cuore e anche di un modo per amare noi stessi.
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postato da
Massimo Pacini
sabato 24 ottobre 2009 alle ore 00:39
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Se per caso avevo le scarpe rotte, io le usavo anche per il primo appuntamento.
Pulito e lavato come sono sempre stato, ma senza cambiare una virgola di me stesso.
E' chiaro che chi e' uscito con me sapeva con chi usciva e viceversa, quindi perche' imbellettarmi e cadere nel ridicolo?, Quando avevo il barbone me lo tenevo, anzi lo lasciavo non curato perche' tu che uscivi con me dovevi amare le mia anima.
Comunque ho avuto pochi appuntamenti, perche' mi sembra di averle quasi sempre incontrate per caso le persone con cui sono stato, ripensandoci di qualcuna non ricordo il nome, e forse loro non ricordano il mio. A volte non ce lo siamo neanche detto.
Una volta camminavo per villa Borghese e vedo una ragazza piangere, io al solito ero abbastanza sdrucito, mentre lei, l'avvocatessa, era tutta in tiro ma cosi' disperata che su quella panchina sembrava uno straccetto. Si era lasciata o aveva litigato con il suo uomo non ricordo, un'altro avvocato ma grande e sposato, insomma la solita.Non mi ricordo come ma siamo finiti sdraiati per terra abbracciati in un angolo della cantina di mio cugino mentre lui e il suo gruppo suonavano.
Ora mi viene in mente un'altra storia, sinceramente mi dispiace non ricordare il nome di lei perche' era simpatica, l'ho conosciuta in facolta' e non ricordo il primo appuntamento, non so' credo che non ci sia mai stato un appuntamento perche' a volte le cose accadono, accadono e basta, siamo noi e' ovvio che le facciamo accadere cosi' come la predisposizione dell'altro lo porta a noi perche' si incontra sempre cio' che si cerca, abbiamo sempre tra le mani cio' che ci siamo scelti, o che non abbiamo lasciato andar via. Insomma di lei non ricordo bene il viso, ma la sensazione, il profumo, l'umido delle sue labbra, e che vagavamo di notte per i fori imperiali, e verso la fine a ridosso del Colosseo a destra su per la salita in pietra che porta alla chiesa di Santa Francesca Romana, e da li' sovrastati dallo stesso Colosseo con di fronte l'antica volta delle terme e i fori in basso e con in lontananza il retro, alto sulla rupe, dell'edificio del Campidoglio. Mi piace ricordare, e mentre ricordo scrivo e lo rivivo.
Sto' cercando in questo silenzio il suo nome ma proprio non mi sovviene, neanche il volto, ma sono sicuro che se la vedessi camminare, la riconoscerei.
Vorrei scrivere di tutte, per non fare torto a nessuna, ma ora si confondono perche' ci vorrebbe una vita per raccontare la vita, ma le porto tutte dentro il cuore.
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giovedì 22 ottobre 2009
Credo
dal blog Thoughts Become Things, di Nicoletta Cerato
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mood: artistico
Credo che se sono qui un motivo ci dovrà pur essere, è solo che ancora non lo individuo; credo che per credere, in certi momenti, ti serva molta energia
Credo che questa vita sia dura e faccia di tutto per fotterti, che spesso ci riesca e ti butti giù. Ma il bello è rialzarsi dopo
Credo che non faticare per tutta la vita potrebbe essere bello, credo anche però che la fatica ti faccia gustare le piccole cose...credo che i soldi non rendano felici, ma che aiutino molto ad esserlo.. :)
Credo che la vita sia una, ma credo anche che in una vita le emozioni che si provano siano infinite...
Credo nei libri, nei sogni, nelle emozioni che tutto ciò regala, nell'eccitazione delle prime volte, nell'adrenalina, nella paura, nella bellezza, nel sesso: tutte cose che ti fanno sentire vivo.
Credo alle canzoni che ti segnano...quelle che ti riportano indietro e ti fan ricordare un episodio...anche se a volte è un episodio che non vorresti ricordare; credo che una bella canzone non sia fatta solo di musica...ma credo anche che una bella canzone non è solo fatta di parole...credo che una bella canzone è una bella canzone e basta...una canzone che ti prende,in un momento particolare della tua esistenza.
Credo che per ognuno di noi ci sia almeno qualcuno che gli vuole bene...credo che in fondo non sia tutto una merda...credo però che di facce di merda al mondo ce ne siano tante...credo che ognuno possa fare quello che vuole, come e quando vuole...credo che, però, non tutti abbiano il coraggio di farlo...
Credo che, fino a poco tempo fa, sono stata soltanto BRAVA A CREDERE IN QUELLO A CUI MI DICEVANO DI CREDERE.. adesso non so se sto meglio o peggio di prima però ho capito che E' NATURALE FARE DEGLI errori
"CREDO CHE NON SI POSSA GIUDICARE LA VITA DEGLI ALTRI...PERCHE..' NON SI PUO..' SAPERE PROPRIO UN CAZZO DELLA VITA DEGLI ALTRI..."
Freccia
Voli Low Cost
postato da
Nicoletta Cerato
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 14:23
| commenti: 13 |
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postato da
Massimo Pacini
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 15:45
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Credo di non sapere, credo di non credere.
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postato da
Massimo Pacini
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 16:00
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postato da
lucio tuzza
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 16:07
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"allora Dio esiste!....incredibile!" (Woody Allen)
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postato da
Omeron
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 16:18
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Una vita da mediana...
Potendosi scegliere le citazioni c'è in giro qualcosa di meglio.
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postato da
Angelo Granvillano
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 16:27
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E come disse già qualcuno...Credo nel rumore di chi sa tacere...che quando smetti di sperare inizi un pò a morire!!!!Credo che ci voglia un dio ( mah!!!) ed anche un bar....
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postato da
Nicoletta Cerato
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 17:42
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sono un po' troppo LIGABUIANA eh?
scusate, ma in questi giorni va così...
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postato da
Massimo Pacini
giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 22:43
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Cara Nicoletta, Ligabue negli ultimi due anni ha fatto ben 16 concerti all'Arena di Verona. Io per i suoi concerti ho seguito il montaggio del palco e avevo il mio bel pass per rimanere all'interno e vedermi il concerto a fianco del palco a tre metri da lui. L'ho fatto per Zucchero, l'immenso Santana e altri, ma di Ligabue non ne ho mai visto uno. Sono sempre andato via chiedendomi come era possibile che un simile lamentoso piagnone potesse avere successo. Tranne forse tre canzoni, il resto e' ripetizione noiosa. Spiegami che ci trovi, svelami il mistero
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postato da
Fabio Cinesu
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 00:28
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Che bel lavoro allestire un palco e sentirci suonare Santana. E t'hanno pure pagato?
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postato da
Massimo Pacini
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 07:54
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Ho seguito le fasi di montaggio, magari avessi le possibilita' di progettare le scene.
Comunque una cosa e' certa: Santana aveva una scena composta da muri laterali e copertura di dimensioni standard medio, ma cio' che mi ha colpito e' stata l'assoluta mancanza di scenografia unita al limitatissimo numero dei fari di illuminazione. Ma la musica, che musica, e lui che dopo un pezzo con gli strumentisti (fiati e batteria), si sedeva su un semplicissimo banchetto, e illuminato da una sola luce, cambiava completamente stile e ci portava in altri mondi, dolcemente, senza scampo. Non potevi fuggire, ti irretiva con una mescolanza di stili e di variazioni. Un grande artista.
Invece per il montaggio del palco e per l'allestimento di Ligabue, ci sono voluti tre giorni e due notti, una macchina scenica inversamente proporzionale alla sua bravura.
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postato da
francesco amadori
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 12:44
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A Ligabue è riuscita la prima canzone come a John Travolta il primo film.
La differenza è che Ligabue continua a cantare la stessa canzone con quella voce di gola impostata da uomo duro, John invece.........
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postato da
Omeron
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 13:05
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Kitsch, ovvero emulazione fallita. Trattasi di caso classico.
Il buon Liga si è svegliato un bel mattino della sua adolescenza dilatata fino alla soglia dei trent'anni immaginando di costruire, a Correggio, una sintesi tra il Vasco Rossi di Zocca ed il Boss Springsteen.
Il frankenstein prodotto genera un blob di musica (?), film (addirittura) e libri (non ci facciamo mancare nulla) che un pubblico di bocca buona si beve come fosse ambrosia.
Qualcuno d'altra parte ha parlato di kitsch come arte della felicità. A buon mercato direi io ed in ogni caso...
Mala tempora currunt.
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postato da
venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 13:46
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Certo a Santana non servono luci e allestimento, basta la sua musica e il suo carisma...
ma è il suo genere.
E che vogliamo dire dei Pink Floyd? allestimenti da paura e musica pazzesca...
Certo l'abito non fa il monaco, ma spesso le scenografie servono a visualizzare meglio le emozioni.
Io sono una persona visiva e spesso ho bisogno di tradurre le mie sensazioni attraverso delle immagini, per esempio.
Non ho di certo scritto i post per esaltare Ligabue come musicista, sono consapevole che il suo stile sia ripetitivo e le sue canzoni siano impostate su un determinato cliché.
E di certo non volevo che i post diventassero spunto per una improduttiva polemica musicale.
Ognuno ha i suoi gusti e li rispetto tutti.
Credo che ognuno sia libero di esprimere le proprie emozioni e i propri stati d'animo e se qualcun'altro le ha già espresse e le condividiamo, credo sia giusto poterle citare, facendole proprie.
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il blog di Nicoletta Cerato
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