Prima di tutto la sicurezza.
 |
| VIVA L'ITALIA |
|
Ho avuto occasione di studiare approfonditamente la normativa riguardante la sicurezza degli Stadi con capienza superiore ai n. 10.000 posti, e mi sono reso conto che al di là della conformità alla norma ( ed ai famigerati DM interno del 6.6.05), la reale trasformazione necessaria e' quella culturale.
Non e' infatti sufficiente la piena conformità ai decreti, per garantire le condizioni di sicurezza di un apparato tanto complesso, che ha variabili psicologiche e relazionali, scarsamente gestibili in termini di programma, essendo maggioritariamente condizionati da fatti e sollecitazioni estemporanee, che però muovono dinamiche di "Branco".
Ad esse sono da contrapporre se mai, iniziative mirate a disinnescare in radice la funzionalità ( e mi riferisco ad un puntiforme ed efficacie addestramento degli stewards, alla immediata trasposizione tra reato e pena, ed a comportamenti di "rigore" nella dazione delle pene medesime, escludendo ogni possibile esacamotag, al fine di bypassare lo sconto della punizione), pertanto ad una organizzazione più precisa, come ad esempio l'attuazione dell'Istituto del "Magistrato di turno", con conseguente valutazione dei comportamenti per direttissima.
Siccome gran parte della funzionalità dell'apparato attualmente previsto dai Decreti "Pisanu" (ancora vigenti), va verso una responsabilizzazione delle società, e dei soggetti denominati Delegato allo Stadio e Responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza ( D.O.S. e R.M.C.S), si rende necessario un effettivo coordinamento tra tutti i responsabili delle società affinche vengano intraprese iniziative comuni ed Omogene, in maniera tale da non trovarsi in comportamenti (tutti legittimi) ma diversi da stadio a stadio, che in primis non rendono una immagine unitaria alla trattazione della sicurezza, almeno agli occhi dei tifosi, ed infine rendendo l'apparato meno efficacie.
postato da
MASSIMO MASSINELLI
lunedì 5 marzo 2007 alle ore 18:50
| commenti: 2 |
scrivi un commento |
|