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sabato 23 gennaio 2010

casa trifoglio nuova edizione

dal blog il blog di Massimo Battaglio, di massimo battaglio

assonometria

Il progetto è sempre quello: un modello per una casa economico-popolare a basso consumo energetico, dotata di sistemi solari e fotovoltaici, composta da appartamenti di diverso taglio, da costruire in "aree già urbanizzate nella pianura piemontese, di proprietà pubblica".
Ho rivisto i tagli delle finestre, che ora mi sembrano un po' meno "teoricamente corretti" ma anche meno carcerari.
Ho rivisto anche il sistema degli affacci.
Ho inserito alcune pensiline sopra i balconi, che permettono di "dare movimento" all'edificio a partire da un livello un po' più basso di quello dei tetti.
Sto studiando un'ulteriore elaborazione dei ballatoi.
Ho inserito alcuni dati di possibile ambientazione.


pianta piano terra
pianta piano tipo
pianta piano ottavo
prospetto nord
prospetto nordest
prospetto sud
prospettiva

postato da massimo battaglio sabato 23 gennaio 2010 alle ore 14:28    | commenti: 49 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da Fabio Cinesu sabato 23 gennaio 2010 alle ore 18:14

Massimo, si avvicina molto all'architettura di Oswald Mathias Ungers, voluto o capitato?
Per essere una "casa popolare" la trovo ben congeniata. Nonostante io non ami particolarmente la simmetria nell'architettura. Ma trattando si di edilizia, mi sembra di buonissimo livello.

postato da massimo battaglio sabato 23 gennaio 2010 alle ore 18:33

Dell'assonanza con Unger mi rendo conto e non mi disturba, anche se mi ha tormentato in tutta la fase di definizione dei prospetti.
Per certi versi, nel taglio dei volumi e in alcuni elementi di linguaggio che ho pensato in chiave ironica, si avvicina anche alla lezione di Gabetti, ed anche questo mi ha tormentato un po'.
Ma il problema nasce dal dover trasmettere anche figurativamente l'idea di una casa estremamente economica, giocata con dettagli, forme e materiali il più possibile semplici

postato da massimo battaglio sabato 23 gennaio 2010 alle ore 18:34

Quanto alla simmetria, mi pare sufficientemente contraddetta. O non basta?
postato da Fabio Cinesu sabato 23 gennaio 2010 alle ore 18:57

E' una simmetria comunque che ha abbastanza caoticità divuta ai percorsi obbligati degli avventori. Sempre che sia corretta, dal punto di vista sociologico e sociale, l'edilizia popolare, trovo che l'intento sia stato assolto. Sicuramente meno carcerario di molti esempi della medesima tipologia.
Trovo che sia, in generale, migliorato molto dalla prima versione, senza snaturare il disegno dell'idea originaria.

postato da francesco amadori sabato 23 gennaio 2010 alle ore 19:43

Prima osservazione, comunque almeno due appartamenti, quindi un terzo, hanno un soleggiamento molto penalizzato, non è una cosa da poco ed a mio parere va risolta.
Seconda osservazione...poco convincente lo zoccolo differenziato solo per finitura cromatica e poi con quelle porticine e finestrine che creano disturbo almeno in un prospetto rispetto alla foratura regolare della parte superiore.
Vorrei capire le funzioni al piano terra ..credo che se sono importanti in facciata devono rivelarsi con un diverso modo di realizzare le aperture delle finestre.
Infine una curiosità... é un concorso ?

postato da ciro sabato 23 gennaio 2010 alle ore 23:07

continua a essere un ecomostro
postato da massimo battaglio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 00:27

Domande di Francesco:

- Funzioni del piano terra:
Al centro c'è il giardino d'inverno di cui si eè sempre parlato. L'anello grigio è un corridoio di distribuzione, vetrato verso il giardino d'inverno. Funziona anche da ingresso - in questa combinazione, dal basso a destra.
Le due unità gialle sono appartamenti per una persona, aventi caratteristiche di totale fruibilità da parte di persone disabili, e quindi collocati al termine di una sola rampa di 6 scalini dotata di servo-scale (richiesta espressa della committenza).
Gli altri locali sono cantine o locali tecnici (macchinte termiche, contabilizzazione energetica, raccolta differenziata e simili). Ovviamente, solo le cantine affacciano sul corridoio: ai locali tecnici si accede dall'esterno.
- Non è un concorso.

Osservazione del geom. Petriccione:

Gli ecomostri (mostri ecologici) sono i capannoni industriali inutili e vuoti che si snodano nelle langhe o nella pianura padana da quando è entrata in vigore la legge Tremonti sulla detassazione degli utili reinvestiti.
E l'ecomostro più grande è l'intera strada statale altopadana, che, insieme alla via Emilia, si è trasformata in una continua catena di villette costruite dai colleghi del medesimo geom. Petriccione

postato da Elena Fedi domenica 24 gennaio 2010 alle ore 01:30

Va meglio della prima soluzione ma restano ( ed in ciò una volta tanto son d'accordo con Amadori ) i problemi del soleggiamento di alcuni alloggi .
Data la tipologia ,credo che sarà un problema difficilmente risolubile .
Mi convincono poco le finestre e porte-finestre uguali per camere e bagni ; proverei ,per i bagni, finestre ad una sola anta .

postato da massimo battaglio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 02:40

Esistono problemi di soleggiamento per un alloggio (su 44) nel caso in cui il nord sia in basso. Sono comunque ovviabili, per esempio ruotando l'edificio di 60° in senso orario.
Le finestre sono per i bagni mentre le portefinestre sono per le camere.

postato da francesco amadori domenica 24 gennaio 2010 alle ore 09:43

@ Massimo
Se nord, sud, est esd ovest sono conformi alle piante da te esibite due appartamenti hanno i soggiorni, la cucina ed una stanzrispettivamente a nord est e nord ovest, ( quindi due su sei ), se ruoti di 60 gradi il tutto hai un leggero miglioramento che però consente di fruire, sempre per due appartamenti, del sole solo all'alba ed al tramonto, quindi il problema cambia ma di poco.
In ogni caso ciò basta ad invalidare il progetto, a mio parere non lo si può proporre così come è.
Per avere una situazione ottimale occorre sacrificare due appartamenti per piano, ma ciò comporterebbe la messa in crisi della struttura triangolare.
altra soluzione, ma sempre un pò artificiosa sarebbe quella di servire gli appartamenti a nord da ballatoio che corre sul perimetro esterno nord e dividere il blocco appartamenti non orizzontalmente ma verticalmente, ma avremmo appartamenti a ringhiera a nord ed anche ciò entra in contraddizione con il sistema da te proposto.
Per mantenere il tuo sistema occorrerebbe adottare la prima soluzione da me ipotizzata, ovvero sul lato sud del triangolo due appartamenti mentre sui lati nord est e nord ovest rispettivamente uno solo , magari adottando al centro un triangolo non equilatero, su tre lati ma isoscele,con soli due lati uguali e comprimendo notevolmente la dimensione del triangolo.
Ne verrebbe fuori una struttura sempre simmetrica ma più articolata.
Due parallelepipedi picoli ed uno doppio.
Sullo zoccolo permangono i miei dubbi.
Ritengo che lo studio attento del basamento ed una maggiore sua articolazione consentirebbe di introdurre un elemento liberatorio rispetto alla schematicità del tutto...
Infine come commento critico compositivo, penso che la ripetitività e rigidità di uno schema tipologico acquisti sempre maggior valore quando si introducono motivati ( anche dal punto di vista funzionale ) elementi di contrasto fra questi individuerei :
Lo studio del basamento,
la possibilità di rivedere la tipologia delle aperture ( non mi piace la finestra ricavata nella sede della portafinestra con la sola variante di trattamento del sottofinestra ), magari introducendo elementi di verticalità con scavi per ricavare piccolio balconi o incavati o a sbalzo, il tutto sempre conn il massimo controllo funzionale ed economico per rispetto del tema di edilizia economico popolare.
Fosse stato un concorso mi sarei impegnato a proporre una variante del tuo progetto cercando di rispettarne la matrice tipologica ed introducendo quelle variazioni delle quali ti ho detto.
Se trovo tempo non è detto cher non lo faccia.
Comunque a dispetto di Ciro, la cosa mi " attapira "
Francesco

postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni domenica 24 gennaio 2010 alle ore 09:54

@ francesco: non ti distrarre pensa ad altro...o hai rinunciato? o stai pensando ad una CASA - PONTE?
postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni domenica 24 gennaio 2010 alle ore 10:01

"che però consente di fruire, sempre per due appartamenti, del sole solo all'alba ed al tramonto": la soluzione c'è...basta presupporre il tipo di utenza che occuperà tali unità.
postato da massimo battaglio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 10:13

Ho ruotato i disegni in modo che il nord risulti in alto.
Per quanto riguarda l'orientamento dei due alloggi verso l'alto, è sufficiente ribaltare la disposizione per ottenere un soggiorno soleggiato. Ho quasi pronta una variante, così come ho pronte varianti di facciata che per ora non ho inserito.
Il tema delle varianti di facciata - e non solo di facciata - pare anche a me quasi obbligatorio in esperienze come questa. Credo che questo modello le contenga in nuce, e credo che possano "far bene al territorio". E' appunto il tema su cui ora sto lavorando e che considero come parte finale dell'ideazione.

Non credo che prevederò varianti che inseriscano balconi in rientranza (a sbalzo forse sì), perché sarebbero in netto contrasto con il requisito, richiesto tra i primi, di massimo risparmio energetico: le logge rientranti sono pestifere perché moltiplicano le pareti esterne ed in ombra, e diminuiscono lo spessore di manica. Sono sopportabili negli angoli, perchè non aumentano lo sviluppo del contorno.

Di Hector condivido lo spirito: questa casa, semplice ma tutta fondata sulla matematica, ha il potere di far perdere la testa. E' anche per questo che sto progettando molto lentamente (senza pensare ad altro perché è lavoro, ma cercando di non dar di matto).

postato da criticus solaris domenica 24 gennaio 2010 alle ore 11:12

Allora attendo la versione definitiva, ma ti avverto il sole è di tutti , è un bene democratico e non costa, gli architetti non devono nasconderlo per inseguire uno sfizio personale.
Lo zoccolo poi come gli zoccoletti delle stanze dipinti in scuro non va, mortifica l'edificio.

postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni domenica 24 gennaio 2010 alle ore 11:19

@ criticus solaris
sei un razzista: hai dimenticato che esistono i non vedenti e gli anziani operati di cataratta (i quali odiano la luce)

postato da piero angela domenica 24 gennaio 2010 alle ore 11:41

FALSO E MISTIFICATORIO
Prima di operarmi di cataratta ero non vedente ed apprezzavo moltissimo il tepore del sole, dopo l'operazione nulla di più piacevole del rivederlo .

postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni domenica 24 gennaio 2010 alle ore 11:47

sei l'unico...documentati...asinello sardo...ahahahahah
postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni domenica 24 gennaio 2010 alle ore 11:58

Nella maggior parte dei casi il paziente avverte, anche nel primo periodo postoperatorio, un'accentuata ipersensibilità alla luce ed all'abbagliamento: anche questo è un fenomeno assolutamente normale. E' necessario portare pertanto un paio di normali occhiali da sole. OSSIA SEMPRE
postato da massimo battaglio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 12:17

A volte esistono anche individui non operati di cataratta, che però arrivano a casa la sera tardi e vanno via la mattina presto. Per loro, forse, è più utile che il sole entri in camera da letto che in sala da pranzo.
Poi... non so. Per essere democratici, come diceva Fanfani (che di case si intendeva anche se di politica no), bisogna accontentare un po' tutti.

postato da PONTIFEX OCULORUM VERSUS MENDACEM domenica 24 gennaio 2010 alle ore 12:21

post operazione...precauzioni per la parte riabilitata analogamente come per qualsiasi altro intervento....riuscito naturalmente

In seguito le normali precauzioni di protezione degli occhi valide per tutti.

Quanto ai ciechi attendo notizie circa la loro solefobia

In Sardegna come a Teramo.

postato da FANFANI AMINTORE domenica 24 gennaio 2010 alle ore 12:24

Lascia stare Massimo.. le case non si fanno per scontentare i futuri residenti... accontentarli è un dovere.
Risolvi il problema.

postato da maurizio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 13:27

Ciro, questo non è un ecomostro è solo un mostro, meglio i capannoni della pianura padana che danno lavoro. Questa tipologia ghettizza il residente quasi nella stessa misura dello zen palermitano. e non risolve in nessun modo la questione del soleggiamento, meglio sarebbe stato un edificio compleramente circolare.
Massimo nen me ne avere, ma è proprio brutto.

postato da ciro domenica 24 gennaio 2010 alle ore 13:38

@ maurizio
ecomostro perchè si continua a progettare, senza pensare alla ecosostenibilità.

postato da massimo battaglio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 15:20

Sinceramente gli ultimi due commenti mi sembrano decisamente gratuiti.
L'uno perché asserisce che la tipologia edilizia adottata crea ghettizzazione, concetto che mi pare più appropriato quando si parla di tipologia urbanistica: ghettizzante può essere un quartiere di sole case popolari, specialmente se in zone lontane da servizi collettivi. Ma non è questo il caso.
Ghettizzante può essere anche un edificio, quando si supera il centinaio di unità immobiliari identiche, ma qui si tratta di 46 appartamenti di taglio diverso.
Ma in assoluto, mi paiono molto più ghettizzanti le villette padane, che obbligano, quando va bene, a percorrere chilometri per andare a scuola o dal panettiere.
L'altro commento è l'ennesima boutade del geom. Petriccione, il quale parla di assenza di ecosostenibilità a proposito di un edificio progettato sin dall'inizio per essere ecosostenibile.

postato da ciro è l'ennesima boutade domenica 24 gennaio 2010 alle ore 15:27

se ecosostenibilità vuol dire progettare una parte di alloggi che non sanno cosa vuol dire sole, to do raggione,
penso che potresti anche cambiare la tipologia architettonica, ed infine invece di fare il trifoglio, non potresti pensare ad un tronco solamente?
Vi rammento che il sole non si paga.

postato da Elena domenica 24 gennaio 2010 alle ore 16:03

quelli che fanno certi commenti sicuramente non hanno mai progettato un edificio di edilizia economico-popolare ! non conoscono le limitazioni di budget che si hanno ,non sanno che gli alloggi devono essere di taglio ben preciso : tot per 2 persone,tot per nuclei familiari più ampi,etc.
Mi ricordo di avere dovuto progettare con una maglia imposta dal Committente ( un consorzio di coopve ) di m. 1,20 ,fissa. Così i solai dovevano essere o 3,60 o 4,20 di luce ; infatti c'era il sottomodulo da 0,60 ,l'unico consentito . La larghezza del corpo di fabbrica anche questa era fissata come la profondità delle logge ,o 1,20 o 1,80 .
E' comunque un esercizio stimolante ....Continua Massimo ,solo ,se puoi, differenzia un pò le finestre ,anche intervenendo con il colore del rivestimento magari . Per togliere un pò l'effetto monotonia ....
@ ciro non è un ecomostro :....è un edificio che consuma poco territorio ; dalle tue parti avreste fatto 44 villette ,magari abusive . Probabilmente verrà costruito con i soldi di tutti ,come la mia ristrutturazione del Santuario ,e il progettista,in questo caso , ha una responsabilità in più ...non può sprecare denaro !

postato da Ciro Petriccione domenica 24 gennaio 2010 alle ore 16:11

@ elena, da un geometra che può fare solo villette
si può suggerire di usare sempre la stessa sup. di sedime, ma invece che svilupparla nella forma di trifoglio, la si può pensare con una forma a stecca? in modo tale che tutti gli aloggi saranno esposti al sole

postato da A.R. domenica 24 gennaio 2010 alle ore 18:24

X FEDI
arriva sempre la fedina maestrina...a raccontarci ogni volta la sua "banale" quotidianità. ma ti rendi almeno conto che sei qui forse l'ultima che può dare suggerimenti?

postato da roberto pittaluga domenica 24 gennaio 2010 alle ore 18:31

Tu A.R. sei anonimo quindi non sei neppure in classifica, pensa un po da che pulpito arrivano le tue critiche.
postato da A.R. domenica 24 gennaio 2010 alle ore 18:44

X PITTALUGO
sei pure avvocato. andiamo bene. quindi tutto 6 tranne architetto immagino!

postato da roberto pittaluga domenica 24 gennaio 2010 alle ore 18:49

No A.R. non sono avvocato, ma mi stanno profondamente sulle balle gli anonimi e quelli che si nascondono dietro una sigla, insomma i quaquaraqua.
In non mi chiamo Pittalugo, ma Pittaluga Roberto e sono architetto dal 1984 TU?

postato da A.R. domenica 24 gennaio 2010 alle ore 18:56

io sono un semplice agronomo e mi stanno sulle palle i finocchi. io mi chiamo angelo riva. sei architettooooooooooo o mio Diooooooooo.
postato da roberto pittaluga domenica 24 gennaio 2010 alle ore 19:03

Mmmh sei di zelo buon persico, abbastanza vicino potrei venire a farti vedere di persona quanto sono finocchio.
Visto che sei agronomo, ma ti definisci geometra, non sai neppure quello che sei! vai a rompere i coglioni nel portale degli agronomi, se ne esiste uno, SPARISCI prima che mi incazzi veramente.

postato da A.R. domenica 24 gennaio 2010 alle ore 19:11

che permaloso che sei pittalugo. quasi quasi mi fai paura. non mi sono mai definito geometra. però tu che utilizzi quel linguaggio quasi quasi da cafone certo non sei un architetto raffinato. che ne dici? dimmi dove posso vedere le tue opere? può darsi che cambio idea su uno che si intromette offende e minaccia pure.
postato da roberto pittaluga domenica 24 gennaio 2010 alle ore 19:24

Evidentemente non hai altro da fare che intrometterti TU, e a sproposito, siamo nel blog di Massimo Battaglio (architetto) che posta un suo progetto allo scopo di chiarire alcuni aspetti progettuali con i colleghi architetti (Elena Fedi ecc.) tu hai solamente offeso una collega, quindi come vedi sei tu l'intruso e siccome immagino che di architettura non ci capisci una solenne cippa sei ripregato di toglierti da mezzo, dai fastidio, sei ignorante e sei pure la prima persona che mi ha fatto incazzare sul web, un record.
Ricorda sfigato che non sei altro che con i maleducati l'educazione è facoltativa.

postato da maurizio domenica 24 gennaio 2010 alle ore 19:43

Massimo, prova a spaccare il trifoglio in modo da creare un "antro, o cavedio " molto più ampio, tutto vetrato lateralmente che possa con un lucernario soprastante creare un pozzo di luce. Una sorta di giardino d'inverno centrale, con muro collettore che rilascia di inverno il calore, con clima controllato d'estate mediante dei frangisole per permettere a tutti, ma proprio tutti gli appartamenti di fruire del micro-clima necessario, a piani sfalsati molte piante che ricadono su se stesse nel cavedio centrale, una sorta di asilo per i piccoli del quartiere, sempre in questo mettici pure il vano scala e l'ascensore panoramico. (se non è da case popolari, fallo diventare con l'aiuto della fedi).
Sarebbe sicuramente meno ghettizzante e potrebbe con un'attenta analisi architettonica guadagnarci anche l'aspetto estetico.
Fammi sapere.

postato da A.R. domenica 24 gennaio 2010 alle ore 20:33

pittalugo pittalugo ho visto la tua scheda piena di renderig. lavori anche per gli altri? io non ho offeso la tua collega lei ci pensa da sola. dai non te la prendere non c'è nulla di male lavorare anche per conto terzi. ma perchè poi ti arrabbi così. niente niente ho detto qualche mezza verità? su dai calmati che alla tua età è pericoloso.
postato da A.R domenica 24 gennaio 2010 alle ore 20:36

A.R.
AGRICOLTORE
REMOTO

postato da roberto pittaluga domenica 24 gennaio 2010 alle ore 20:40

Riva Angelo
Studio Tecnico
Indirizzo: Via Falcone, 1
CAP: 26839
Comune: Zelo Buon Persico (LO)
Telefono: xxxxxxxxxxx
Categoria: Geometri

Sei questo qui?
Vedi che ti definisci Geometra, perchè?
Agronomo non ti piace, non ti senti realizzato?
Io alla mia età quelli come te me li puccio nel cappuccino. Sta bravo và e non provocarmi oltre,
NON TI CONVIENE.....

postato da Fabio Cinesu domenica 24 gennaio 2010 alle ore 20:41

Un coraggiosone!
Un altro anonimo, che poveraccio.

postato da Elena Fedi domenica 24 gennaio 2010 alle ore 21:50

Ah ci mancava un altro denigratore della Fedi ! certo che di nemici ne ho parecchi ! che cavolo gli ho fatto mò a questo geometra-agronomo ? MAH.....certo che la madre dei cretini è sempre incinta ! non ha scoperto che esistono gli anticoncezionali .
postato da massimo battaglio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 01:06

@A.R.
che scrive:
"io sono un semplice agronomo e mi stanno sulle palle i finocchi"
Vieni a dirmelo in faccia se hai coraggio: il mio indirizzo lo trovi da tutte le parti, fascio di merda!

Scusino tutti gli altri ma quando ci vuole ci vuole. Non lascerò più passare nemmeno una battuta su questi argomenti.

postato da francesco amadori lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 01:17

Lascia perdere Massimo, non ne vale la pena.
Non è il primo e non sarà l'ultimo, purtroppo il blog funziona così.
Francesco

postato da massimo battaglio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 01:28

@ Maurizio:
"prova a spaccare il trifoglio in modo da creare un "antro, o cavedio " molto più ampio, tutto vetrato lateralmente che possa con un lucernario soprastante creare un pozzo di luce. Una sorta di giardino d'inverno centrale, con muro collettore che rilascia di inverno il calore, con clima controllato d'estate mediante dei frangisole per permettere a tutti, ma proprio tutti gli appartamenti di fruire del micro-clima necessario, a piani sfalsati molte piante che ricadono su se stesse nel cavedio centrale, una sorta di asilo per i piccoli del quartiere, sempre in questo mettici pure il vano scala e l'ascensore panoramico"

Perché secondo te, cosa ho fatto finora?
Magari la copertura del cavedio, visto che c'è, è anche fotovoltaica
Magari le piante non sono tropicali
Magari i piani non sono sfalsati
Magari l'asilo è quello del quartiere (visto che tra l'altro i bambini in età da asilo sarebbero al massimo una ventina)
Ma tutte queste cose di lusso aggiungerebbero valore a qualcosa?

postato da AG lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 12:11

Sembra un ospedale
postato da massimo battaglio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 12:19

Ci metterò anche un repartino sanitario, così ci potrai andare per curarti.
postato da maurizio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 18:21

Scusami tanto, ma non mi pare dal progetto che tu avessi creato un cavedio centrale riscaldato ed illuminato lateralmente, e poi se ci mettiamo le tegole fotovoltaiche sopra mi dici da dove entra la luce. Prosegui invece così , è tutto molto bello e studiato perfettamente
Bay bay.

postato da massimo battaglio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 19:51

Non ci sono tegole fotovoltaiche, ma pannelli in vetro con cellule fotovoltaiche integrate.
postato da massimo battaglio lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 19:53

Sempre per Maurizio: sulla chiusura degli "squarci" verticali, ci sto pensando e sarebbe mia intenzione. Devo solo verificare il budget. In caso contrario adotterò reti frangivento con rampicanti.

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