In questo momento, la parola che più ricorre nelle pagine di Archiportale, è "io".
Spesso inserita in discorsi in prima persona, che tendono a giustificare se stessi.
E' comprensibile: viviamo in un momento storico in cui stanno crollando tutte le sicurezze, specialmente quelle sul futuro, ed in modo particolare per noi architetti. Ne consegue che la nostra autostima ha bisogno di essere alimentata in qualche modo.
Ma è preoccupante.
postato da
massimo battaglio
domenica 20 giugno 2010 alle ore 09:51| commenti: 2 |
postato da
Massimo Pacini
domenica 20 giugno 2010 alle ore 11:16
Per quel che mi riguarda ho bisogno degli altri.
Dei loro giudizi per un confronto ma soprattutto per la solidarietà che dovremmo avere gli uni nei confronti degli altri.
Dove ci porta questa solitudine?
Ognuno costruisce e alimenta il suo orticello e il suo lotto (parafrasando la condizione urbanistica italiana) ,chiuso in se stesso con la paura di aprirsi.
postato da
francesco amadori
domenica 20 giugno 2010 alle ore 11:43
@
Massimo, ciò che dici è vero ma c'è io ed io..
io è anche assunzione della responsabilità, opinabilità e relatività di una affermazione per contro nascondersi dietro una apparente impersonalità è volere attribuire oggettività ( inesistente ) ad una affermazione.
Il tuo ragionamento va contestualizzato, ovvero vale in modo alternato a seconda dei casi e, credo, soprattutto delle persone.