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Pavimento in legno e laminato
lunedì 9 febbraio 2009

Mario Passanti

dal blog il blog di Massimo Battaglio, di massimo battaglio

1935 - villa Gualino

Visto l'interesse suscitato nei precedenti messaggi, ho raccolto un po' di immagini sull'opera di Mario Passanti, architetto torinese del Novecento (1901-1972), progettista, urbanista, studioso, artista e docente di Storia dell'Architettura e di Elementi di Architettura presso la facoltà di Architettura di Torino.

Tra i suoi lavori ricordo:

- la ristrutturazione della colonia elioterapica Villa Gualino, valido e coraggioso esempio di razionalismo in versione torinese (1935)
- il "gruppo" rionale fascista di corso Giambone, raffinata compositizione giocata tra classicismo ed atmosfera mometafisica (1938)
- la casa Dipendenti Michelin (1938)
- il villaggio per lavoratori agricoli di Testona (Moncalieri) (1938)
- la rigorosa "Manifattura" di Moncalieri (1951)
- l'impegno nella redazione del piano per Falchera, sfortunato "villaggio ideale" purtroppo segregato nell'estrema periferia (1952)
- le case di Falchera, ancora giocate tra rimandi vernacolari e studio tipologico razionalista (1954)
- il controverso palazzo degli uffici tecnici comunali di piazza San Giovanni , vero e proprio errore urbanistico che continua giustamente a scandalizzare, al quale l'architetto cercò di rimediare attraverso interessanti ma insufficienti dettagli decorativi (1957)



1935 - villa Gualino
1938 - gruppo rionale fascista di corso Giambone
1938 - gruppo rionale fascista di corso Giambone
1938 - gruppo rionale fascista di corso Giambone
casa dipendenti michelin - 1938
villaggio per lavoratori agricoli di Testona (Moncalieri) - 1938
"Manifattura" di Moncalieri - 1951
villaggio Falchera - 1952/1954
case al villaggio Falchera - 1954
palazzo uffici tecnici comunali torino - 1957
palazzo uffici tecnici comunali torino - dettagli - 1957
mario passanti

postato da massimo battaglio lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 12:20    | commenti: 4 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da Hector & Ettore lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 17:08

"razionalismo in versione torinese" ? se puoi fammi capire.

"palazzo uffici tecnici comunali torino - dettagli - 1957" che materiale è stato utilizzato per il paramento?

postato da massimo battaglio lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 19:14

1.
Giaggià... far capire il "razionalismo in versione torinese"... è un bel casino. Cominciamo col dire che gli artisti futuristi torinesi finirono quasi tutti partigiani, e già si vede che le cose non quadrano tanto. Aggiungiamo che i superstiti della resistenza stringevano ottimi rapporti di amicizia indifferentemente con Alvar Aalto e con Neutra; poi mettiamoci un paio di ingegneri ebrei che costruivano chiese, e andiamo sempre peggio... magari te la racconto un'altra volta, porta pazienza.

2.
L'unica cosa decente di quell'edificio obbrobioso (che obiettivamente non poteva essere diverso; la colpa non è di Passanti ma di chi ha deciso di piazzare tutti quegli uffici proprio davanti al duomo) sono proprio i semplicissimi mattoni da paramano di rivestimento. Nella fattispecie, non sono gli attuali mattoni "mille fori" sabbiati, ma laterizi lisci, sempre forati "sul piatto", con dodici fori rettangolari disposti in quinconce. Li fanno ancora nelle fornaci di Villafranca. Lungo le pareti sono disposti "di piatto" a corsi alternati: un corso normale e un'altro "diritto". Nei parapetti invece sono sempre alternati ma "in folio", cosicché espongono la faccia forata a vista.

postato da Hector Jacinto Cavone Felicioni lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 20:37

Scusami, se non sono indiscreto, quanti anni hai?

ps.
...,rispondere è cortesia.

postato da massimo battaglio lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 23:55

43 e mezzo

Ma forse me lo chiedi per via del linguaggio da vecchio capomastro (mattoni di piatto, di testa, bernardini e oncini...). Semplicemente: ho cominciato a lavorare a 18 anni con un vecchio ingegnere che era stato allievo di Passanti


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