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giovedì 2 luglio 2009

Casa cubetto

dal blog il blog di Massimo Battaglio, di massimo battaglio

ho pure fatto il rendering!

Ma sì: ci ho pensato e ripensato. E' giusto utilizzare archiportale per sottoporsi al pubblico ludibrio dei colleghi.

"Casa cubetto" sarà (forse) un villino posto in un'interessante area di cerniera, all'ultimo confine tra una borgata "di cintura" ed i boschi di Stupinigi.
Il committente è uno di quei single irriducibili, determinati a rimanere tali per il resto della vita. Pertanto la casa consta di due sole "sale" sovrapposte, una più "pubblica" e l'altra più "intima", con i loro servizi, e con una veranda-scala che garantirà il generarsi di un loop energetico.
Naturalmente è pensata con tutti i sacri presupposti della bio-edilizia, dell'eco-compatibilità eccetera eccetera. Ad esempio, la copertura delle scale è prevista in pannelli in vetro con cellule fotovoltaiche integrate.


piante prospetti e sezioni atti alla comprensione del manufatto in progetto

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 10:46    | commenti: 33 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da Francesco amadori giovedì 2 luglio 2009 alle ore 11:38 <IP 78.14.94.114>

E bravo Massimo per quattro ragioni.
Prima perchè su questioni parapolitiche ci siam detti quasi tutto e non fa male voltare pagina, quasi a prendersi un pò di tempo per una passeggiata ristoratrice.
Seconda per avere messo all'osservazione di tutti un tuo progetto, questo è il nostro linguaggi, il nostro modo di parlare e scambiare idee ed opinioni, di confrontarci e di conoscerci.
Terza perchè tutto ciò che facciamo è pubblico, non fosse altro che per essere destinato od immaginato per la realizzazione in un qualche luogo della terra soggetto all'osservazione dei viandanti.
Quarta per il progetto che, a prima impressione, mi piace e sul quale rifletterò più compiutamente, prossimamente.
Francesco

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 11:45 <IP 93.38.95.115>

per ora ringrazio francesco ma preferisco non intervenire troppo
postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 11:48 <IP 93.38.95.115>

Voglio solo precisare che non considero l'adozione di bio-tecnologie come elemento di qualificazione del progetto. E' più che un valore aggiunto, ma non una giustificazione.
postato da Giangiacomo Aru giovedì 2 luglio 2009 alle ore 11:56 <IP 82.85.75.249>

Anche a me piace.
Ma siccome ognuno ha la propria testa mi permetto di fare qualche domanda:
1) sul prospetto sinistro perché due bucature a diversa quota rispetto alle altre del medesimo livello?
2) l'ingresso è così semplice volutamente (vedi prospetto posteriore) e, allo stesso modo, anche l'attacco a terra?

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:01 <IP 93.38.95.115>

1) le bucature alte sono quelle dei bagni. Quelle più basse danno sulla cucina, e si inseriscono nello spazio tra il piano di lavoro e i pensili. Un'idea che avevo già avuto un'altra volta, e mi pare che abbia funzionato
2) il porspetto posteriore è quello su strada, simile a quello delle cascine circostanti: una porticina in un muro quasi cieco

postato da antonio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:08 <IP 87.0.121.4>

une bel progetto molto corretto dal punto di vista compositivo.
ho solo due perplessità, una più piccola e una più grande:

- grande: la faldina corta corta...mi pare l'unica vera caduta di stile...fare una falda unica e tanti saluti?
- piccola: il profilo a gradoni del basamento della scala...forse l'avrei disegnato con una linea inclinata unica, a riprendere quella dei due tetti

postato da Giangiacomo Aru giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:08 <IP 82.85.75.249>

1) ottima l'idea delle bucature tra piano di lavoro e pensili;
2) ritengo che l'utilizzo di soluzioni formali che riprendono la tradizione sia uno dei migliori modi per inserire il manufatto nel paesaggio.

postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:22 <IP 78.15.218.172>

Bel progetto massimo. Potresti indicare dov'è il Nord. Mi da l'impressione che il fotovoltaico messo in quel modo possa presentare ombreggiature che danneggiano non poco la produzione energetica.


postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:23 <IP 93.38.95.115>

per antonio:

- obiezione grande:
la faldina corta asseconda il sistema strutturale. Non è detto che la soletta del sottotetto debba essere continua: potrebbe essere un soppalco (devo attendere i risultati delle analisi sul fabbisogno termico). Poi ti faccio vedere

- obiezione piccola:
abbiamo un diverso modo di approcciare il tema della decorazione. A me piace l'idea che la forma del parapetto denunci le aperture delle finestre. Ma Vittone diceva che la decorazione è il regno della fantasia personale

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:28 <IP 93.38.95.115>

per fabio: il nord è in alto, a 15 gradi verso destra. Quando l'ombra della casa raggiunge la veranda, il sole è già abbastanza basso.
postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:41 <IP 78.15.218.172>

So che è un compromesso architettonico, ma con quella grande falda, non sarebbe stato meglio nella copertura? Sarebbe costato molto meno che integrare le celle nel vetro. Poi il rendimento sarebbe stato maggiore. Avresti potuto utilizzare il silicio amorfo "spalmato sul tetto, che avrebbe ripreso cromaticamente la copertura delle scale e della veranda.
Comunque mi piece, soprattutto il modo di assecondare lo stile di vita del committente.

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:46 <IP 93.38.95.115>

Per Fabio:
NO!
Questa casa vuole anche testimoniare che il fotovoltaico non deve per forza mortificare l'architettura.
E poi sono quasi sicuro che basteranno i moduli in basso, sopra la veranda, che sono in piena luce. Tanto vale dare al tetto la sua funzione vera: coprire ed isolare.

postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 12:54 <IP 78.15.218.172>

Ok! Il progetto è tuo. Non era una critica, era un'osservazione/domanda.
Comunque, a mio parere, il fotovoltaico non sempre mortifica l'architettura. Si possono adattare con vari stili. Tu ne hai scelto uno e se ritieni sia il più adatto, nessuno te lo vieta. Son sicuro che tu l'abbia ben valutato e calibrato. Dato che col fotovoltaico ci lavoro, volevo solo conoscere le motivazioni della tua scelta, che è comunque molto interessante. Se mi potessi far avere dei dettagli del fotovoltaico integrato nel vetro, mi sarebbe molto utile.
Grazie
Fabio

farkines@libero.it

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 13:00 <IP 93.38.95.115>

E' stato adottato di recente vicino a casa mia, in un intervento sperimentale chiamato "Cascina Roccafranca". Credo che ci sia materiale in rete. E poi c'è, in giro per questo forum, un intervento simile.
Sono proprio d'accordo che il fotovoltaico non è fatto per mortificare l'architettura. Basta non prenderlo di punta. E ci ho provato.

postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 13:04 <IP 78.15.218.172>

Grazie. Spero ci terrai informati sullo sviluppo della realizzazione. Un po' alla Rosandini.
Mi fa piacere che si sperimenti l'integrazione architettonica delle fonti energetiche alternative.
C'è bisogno di questi progetti. Bravo

postato da Elena giovedì 2 luglio 2009 alle ore 14:02 <IP 80.183.20.71>

progetto semplice ed azzeccato ,bravo Massimo . Si può fare buona architettura anche con piccole costruzioni come queste . Tutto OK
postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 14:27 <IP 93.38.54.235>

Sì sì, va bene, grazie a tutti, ma aiutatemi anche a trovare qualche difetto. Sapete: ogni scarrafone è bello a mamma sua :-)
postato da Antonio La Malfa giovedì 2 luglio 2009 alle ore 15:05 <IP 94.163.154.160>

E' un buon lavoro. Studiato. Ma perchè lo chiami cubetto? inserendo le falde hai negato il cubo.
postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 15:16 <IP 93.38.54.235>

Stat rosa pristina nomen
nomina nuda tenemus.
Non l'ho inventata io

postato da Giangiacomo Aru giovedì 2 luglio 2009 alle ore 17:10 <IP 78.15.125.237>

So che a molti potrà sembrare una posizione radicale ma non credo che il fotovoltaico sia attualmente una soluzione. Mi sa tanto di "moda" e di spinte di alcuni grossi investitori nel mercato. Produce poco ed è "conveniente" solo grazie a enormi incentivazioni che paghiamo caro tutti noi. Non so se il sito è adatto ma se lo fosse preferirei installare una turbina microeolica che, nel giro di 5-7 anni (per il fotovoltaico il punto di pareggio è nell'ordine di 12-15 anni) azzera l'investimento iniziale
postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 17:35 <IP 78.15.218.172>

Si Giangiacomo, ciò che hai detto è vero, è molto costoso rispetto all'eolico. Ma tecnicamente questo sistema è un po' più complicato da integrare. Per ragioni: di moti del vento, rischi di turbolenze ed è ancora un po' troppo rumoroso.
Non la definirei moda. E' una strada da percorrere in parallelo con altre. Da solo il fotovoltaico non è sufficiente. Il nucleare non è conveniente per tantissimi motivi, che non sto ad elencare, il petrolio è meglio che venga riservato per la produzione di gomma, plastica ecc.. Bruciarlo per dare energia è proprio un modo barbaro di usarlo, oltre che dannoso per il pianeta e la nostra salute. In un futuro ci guarderemo in dietro e verrà ricordato come una pagina buia della tecnologia.
Per il fotovoltaico l'ammortamento dei costi e 5-6 anni pagato senza mutuo e 10-12 anni con un mutuo del 100% al 6,50% di interesse annuo.

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 17:50 <IP 93.38.54.235>

I numeri che sento sparare a proposito dell'inutilità del fotovoltaico sono spesso superficiali ed a volte anche tendenziosi. Non credo che Giangiacomo avesse intenzioni tali, ma mi occorre chiarire che:

- 1.
un conto è applicare un impianto fotovoltaico in un edificio esistente e già provvisto di impianti propri e funzionanti, il che comporta abbandonare tutto il macchinario precedentemente installato. Altra cosa è creare un impianto in un edificio nuovo. In questo caso, per un bilancio corretto, occorre dedurre perlomeno l'eliminazione dei precedenti impianti, se non il loro valore attuale.

- 2.
Le stime del fabbisogno energetico sulle quali viene calcolata normalmente la "non convenienza" delle energie alternative, si basano sui dati di consumo corrente, con tutti gli sprechi tipici di un'abitazione di vecchia concezione. Questo vale tanto per l'energia elettrica quanto, a molto maggior ragione, per il calore.
Una casa concepita con criteri di risparmio energetico è in grado di abbattere moltissimo tale fabbisogno.
Non mi piace dare i numeri, ma esiste anche in rete una vasta letteratura sulle case "passive", che vengono definite tali quando il bilancio energetico si abbatte addirittura ad 1/10 del normale.

E' evidente che il fotovoltaico non è la panacea: va utilizzato in un sistema integrato, che comprenda accorgimenti per il contenimento delle dispersioni, eliminazioni dei ponti termici, uso di sistemi passivi di riscaldamento e raffrescamento, eccetera eccetera.

postato da Fabio Cinesu giovedì 2 luglio 2009 alle ore 18:13 <IP 78.15.218.172>

Massimo, giusta puntualizzazione tecnica.
Non credo che il commento di Giangiacomo fosse tendenzioso. E' vero che, senza i contributi e gli incentivi, il fotovoltaico risulta dispendioso. Ma per fortuna le convenzioni bancarie e il conto energia permettono di ovviare a questo difetto. Ma son convinto che, con la distribuzione globale, i costi si possano abbattere. Legge della domanda-offerta.

postato da massimo battaglio giovedì 2 luglio 2009 alle ore 20:16 <IP 93.38.54.235>

E' vero che sul fotovoltaico ci sono incentivi. Ma se ci sono è per una giusta scelta politica di stampo ecologico, perchè il problema del risparmio energetico è un problema collettivo e va giustamente incentivato. L'alternativa sarebbe quella di far pagare delle sovrattasse sull'inquinamento da petrolio. E non sarebbe nemmeno sbagliato.
Ma forse è meglio aprire un blog apposta

postato da Massimo Pacini venerdì 3 luglio 2009 alle ore 10:30 <IP 93.148.141.182>

L'idea della scala vetrata e' buona ma sembra attaccata successivamente, quell'abbraccio l'avrei reso totale.
Altezze uguali vetrata corpo scala/casa nel prospetto rampa ovviamente, non in quello ingresso.

postato da massimo battaglio venerdì 3 luglio 2009 alle ore 15:31 <IP 93.38.88.255>

Per la scala, confesso di aver brutalmente scopiazzato una soluzione degli anni '20, che avevo già postato nel 3d di venerdì 6 febbraio 2009: "altre architetture operaie".
Non per giustificarmi, ma direi che il dibattito resta aperto.

postato da Antonio La Malfa venerdì 3 luglio 2009 alle ore 15:56 <IP 94.162.168.177>

Per la scala, vatti a vedere il progetto e la relativa realizzazione del museo delle armi al castello a Brescia di Carlo Scarpa. A proposito, Scarpa per me è uno dei più grandi maestri moderni che abbiamo.
postato da massimo battaglio venerdì 3 luglio 2009 alle ore 19:25 <IP 93.38.88.255>

No, quella scala lì è tanto bella ma l'ha già fatta Scarpa... ;-)
postato da Francesco amadori venerdì 3 luglio 2009 alle ore 20:09 <IP 78.14.96.39>

Per me va tutto bene così, due piccole osservazioni,
Prima osservazione - al piano terra vedo diversi pilastri o spezzoni di muro fra il vano scala ed il locale più interno, personalmente avrei lasciato solo quello d'angolo ed un'altro in corrispondenza del punto in cui la scala raggiunge il livello del solaio fra i due piani, non so come realizzi la scala ma la vedrei di spessore molto sottile, insomma non un'opera muraria.
Seconda osservazione non condivido le alette laterali dei muri in falda che sopralzano il tetto, troverei più chiaro il muro allo stesso livello di falda con un canale ricavato nello spessore del muro, il volume risulterebbe più deciso.
Per il resto il progetto è chiarissimo, spartano e va bene così.
Francesco

postato da Giangiacomo Aru venerdì 3 luglio 2009 alle ore 20:50 <IP 82.85.75.249>

In risposta al tuo post del 02/07 delle 17:50
Punto 1: l’impianto fotovoltaico serve esclusivamente per la produzione di energia elettrica: che impianti abbandono di quelli che ho già? A meno che non riscaldi/raffreschi l’edificio utilizzando SOLO energia elettrica = pompe di calore che, con le basse temperature che avete al Nord Italia non mi sembrano le più adatte per garantire sufficienti standard di benessere (a meno che non installi pompe di calore non ad aria (geotermiche?) ma i costi si elevano notevolmente e, credo, con una scelta come la trigenerazione saremo sempre in netto vantaggio anche in fatto di emissioni).
Punto 2 sul fabbisogno energetico: lavatrice, PC, microonde e TV accesi contemporaneamente, poi se parliamo di single mettici pure l’eventualità della contemporaneità della lavastoviglie. Comunque progetti una abitazione, anche se a basse emissioni, SEMPRE dovrai garantire almeno 3 KW = 20 mq circa di pannelli fotovoltaici. Se ne realizzi meno dovrai comunque prevedere altri tipi di impianto.

In Sardegna la spesa per il raffrescamento è superiore a quella per il riscaldamento, con temperature medie invernali che difficilmente scendono sotto lo zero termico. In Piemonte la spesa maggiore riguarda sicuramente la fase del riscaldamento e quindi mi appare molto corretta la soluzione della scala in vetro da utilizzare come effetto serra. Una casa come la tua, qui sarebbe letteralmente un forno.

postato da Antonio La Malfa venerdì 3 luglio 2009 alle ore 23:27 <IP 94.162.179.133>

Per la scala volevo dirti che la tua idea era già stata percorsa da Scarpa.
postato da massimo battaglio sabato 4 luglio 2009 alle ore 1:21: <IP 93.38.86.186>

Per Giangiacomo:
Sì: una casa come questa, in Sardegna sarebbe davvero un forno. Invece qua basta che si aprano le finestre, che però devono essere comunque dotate di veneziana frangisole.

Per Francesco:
il motivo per cui la scala è pinzata tra due muri, è proprio quello di generare un loop energetico. Delle bucature che si vedono nel muro, una è il camino, che non ho rappresentato nelle viste esterne perché non penso di dargli troppa enfasi. Per ora so solo che la canna non correrà diritta e che uscirà sullo spigolo superiore

Ancora per Giangiacomo:
giusto il calcolo dei 3 kw se si parla di un progetto di edilizia corrente per un committente anonimo. Conoscendo il committente ed il suo interesse per il risparmio energetico, in questo caso mi è possibile fare ragionamti su elettrodomestici e lampade a basso consumo, massimizzazione della luce naturale eccetera.

Per Antonio La Malfa:
E io volevo dire (ma non ci sono riuscito) che non me la sento di essere paragonato al genio veneziano.

postato da maurizio mercoledì 8 luglio 2009 alle ore 0:16: <IP 93.148.192.71>

Ottimo progetto, un geometra mancato avrebbe forse fatto di più......Un cubetto privo di personale emozione, una semplice costruzione di modeste intenzioni. Potevi fare di meglio.Meglio parlare di fotovoltaico va.

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