Rendo noto questo breve estratto dal quotidiano "Il Centro" del 18 giugno scorso, non con spirito sarcastico, ma di profonda indignazione:
L'AQUILA. Slittano i tempi per le nuove case. Dal settembre di «tutti sotto un tetto» si è giunti al «novembre casa per tutti». Il premier Silvio Berlusconi però ostenta sicurezza. Vola all'Aquila, si ferma nei nuovi cantieri e si compiace dell'andamento dei lavori. Poi illustra i progetti, si disinteressa delle contestazioni per strada dei comitati e dribbla i giornalisti che lo attendono per la conferenza stampa di fine giornata con finte che.. neanche Ronaldinho.
Alla fine il presidente del consiglio Silvio Berlusconi conosce da vicino i costruttori e i nuovi eletti abruzzesi del Pdl e decolla garantendo la ricostruzione delle seconde case. «Dal 15 settembre al 30 novembre, 15 mila persone che hanno perso la loro casa, che sarà ricostruita nei prossimi due o tre anni a spese dello Stato, troveranno qui una casa comoda, inserita nel verde e con i servizi»."
Da "Il Centro"
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Non per essere partitici, che qui non sta bene, ma l'avevamo previsto. E personalmente, non sghignazzo sotto i baffi nel vedere che Berlusconi si fa le topiche. La cosa non mi rende affatto felice, come qualcuno potrebbe sospettare. Mi indigna e basta.
In un altro messaggio dedicato alle Torri Fira disegnate da Toyo Ito - b720 arquitectos, l'amico Fabio Cinesu scriveva:
"essendo frutto di committenza privata, la "stramberia" è stata richiesta."
e la cosa ha messo immediatamente in moto il mio malato cervellino.
- Mi chiedo infatti se sia compito dell'architetto, quello di assecondare le richieste pre-stilistiche del committente, o se non sarebbe più logico che il committente potesse rivolgersi ad un architetto di cui condivide i presupposti stilistici.
- Mi chiedo se, in una città sana, la "stravaganza" debba risiedere proprio gli edifici privati; se sia vetusto, illusorio e ideologico pensare ad una città armoniosa nell'unità del proprio tessuto, dove gli elementi di varietà e di riconoscimento siano invece gli edifici pubblici.
- Mi chiedo se sia davvero attuale una città costruita con la "sindrome di San Gimignano", dove la gara di potere tra i privati si esprime nella costruzione della torre più alta; se la differenza di scala e di forma tra le torri di San Gimignano e quelle milanesi del XXI secolo non dovrebbe interrogarci un po'.
Quanche anno fa, quando Cimminelli (presidente del Torino Calcio) voleva costruire un albergo a torre a fianco dello stadio comunale, gli fu risposto che "non si è mai visto che il campanile della confraternita sia più alto di quello della cattedrale". Lascio indovinare il nome del torinese autore di questa sentenza, il quale, se ancor vivo, avrebbe molto da dire sui grattacieli privati degli ultimi anni.
Torino - luci d'artista - Enrica Borghi: "Palle di Neve"
Visto l'interesse che il tema del riciclaggio "in chiave artistica" (chiamiamolo così) su questo blog, provo a postare alcuni esempi.
Si tratta delle "Palle di Neve" di Enrica Borghi, realizzate per la ormai tradizione luminaria torinese di "luci d'artista".
sono fatte di bottiglie di plastica.
Le trovo simpatiche, leggere, provocanti, alla portata di tutti. Molte maestre d'asilo si sono "fatte dare la ricetta" e le realizzano coi bambini nelle loro scuole materne. Qualcuno però contesta, sostenendo che un approccio "ludico" al tema dei rifiuti, finisce per confondere le idee, soprattutto coi bambini, i quali si fanno un'opinione positiva di un problema che invece è drammatico.
L'opera e la critica mi paiono entrambe di un certo interesse.
Torino - luci d'artista - Enrica Borghi: "Palle di Neve"
Torino - luci d'artista - Enrica Borghi: "Palle di Neve"