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giovedì 2 aprile 2009

Piano piano, casa su casa, accordo su accordo

dal blog il blog di Massimo Battaglio, di massimo battaglio

Ecco finalmente il testo concordato con le Regioni:

Roma, 1 aprile 2009

Governo-Regioni, approvato stamane dalla Conferenza unificata:
"visto l'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, che prevede una possibilità per il Governo di promuovere la stipula di intese in Conferenza Unificata dirette, tra l'altro, a favorire l'armonizzazione delle rispettive legislazioni o il conseguimento di obiettivi comuni;
Rilevata l'esigenza, da parte del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali di
individuare misure che contrastino la crisi economica in materie di legislazione concorrente con le Regioni, quale quella relativa al governo del territorio;
Visto l'accordo delle Regioni e degli Enti Locali in ordine alle esigenze di fronteggiare la crisi mediante un riavvio dell'attività edilizia favorendo altresì lavori di modifica del patrimonio edilizio esistente nonché prevedendo forme di semplificazione dei relativi adempimenti secondo modalità utili ad esplicare effetti in tempi brevi nell'ambito della garanzia del governo del territorio;
Rilevata l'esigenza di predisporre misure legislative coordinate tra Stato e Regioni nell'ambito delle rispettive competenze;

Governo, Regioni ed Enti Locali convengono la seguente intesa:

Per favorire iniziative volte al rilancio dell'economia, rispondere anche ai bisogni abitativi delle famiglie e per introdurre incisive misure di semplificazione procedurali dell'attività edilizia, lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali definiscono il seguente accordo. Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi:

a) regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni – al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della
volumetria esistente di edifici residenziali uni-bifamigliari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica;

b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento;

c) introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale.

Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta.
Le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico, nonché gli ambiti nei quali i medesimi interventi sono favoriti con opportune incentivazioni e premialità finalizzare alla riqualificazione di aree urbane degradate.

La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avrà validità temporalmente definita, comunque non superiore a 18 mesi dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle singole Regioni.

In caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine stabilito, il Governo e il presidente della Giunta regionale interessata, congiuntamente, determinano le modalità procedurali idonee ad attuare compiutamente l'accordo, anche ai sensi dell'art. 8, comma 1, della legge n. 131/2003.

Entro dieci giorni dalla sottoscrizione del presente Accordo, il Governo emanerà un decreto-legge i cui contenuti saranno concordati con le Regioni e il sistema delle autonomie con l'obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di
competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia.

Il Governo e le Regioni ribadiscono la necessità assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza nei cantieri e la necessità di mettere a punto una procedura che garantisca trasparenza come, per esempio,
quella utilizzata per lo sgravio Irpef del 36%.

Il Governo si impegna, inoltre, confermando integralmente gli impegni assunti con l'Accordo sottoscritto con le Regioni in merito al sostegno dell'edilizia residenziale pubblica, ad avviare congiuntamente con le Regioni e le autonomie locali uno studio di fattibilità per un nuovo piano casa che individui, in aggiunta alle risorse dell'Accordo sopra indicato, e compatibilmente con le condizioni di finanza pubblica, risorse pubbliche e private per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o particolari categorie, che si trovano nella condizione di più alto disagio sociale e che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato della locazione.

Viene fatta salva ogni prerogativa costituzionale delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome".

Inserirò i mie commenti personali in post successivi.

Per ora annoto solo che:

- "edifici residenziali uni-bifamigliari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi" significa "qualunque edificio, non necessariamente uni-bifamigliare, con volumetria inferiore a quella di un fabbricato alto 3 piani con base 10x10, o alto 2 piani con base 10x15". Pastura per geometri.
- "un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi" corrisponde grossomodo a un incremento di 66 metri quadri (un alloggetto non piccolissimo).
- "le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi (...) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico" non vuol dire che sono esclusi gli edifici vincolati, ma che le Regioni possono decidere o non decidere di escluderli
- non è vero che il testo riguarda solo ampliamenti di appartamenti esistenti, poiché non impedisce di costruire appartamenti nuovi



postato da massimo battaglio giovedì 2 aprile 2009 alle ore 11:58    | commenti: 6 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da francesco amadori giovedì 2 aprile 2009 alle ore 12:31

Certo Massimo, credo che la legge darà notevoli occasioni professionali ai geometri, noi architetti ne siamo esclusi quasi totalmente, tranne credo per le ipotesi di totale demolizione e ricostruzione, ma penso che l'operazione di un incremento volumetrico dell'esistente sia una delle ipotesi progettuali fra le più difficili da gestire fra quelle che ci possono capitare e per le quali dovrebbe essere impegnato solo un bravo progettista, quale dovrebbe essere l'architetto.
Personalmente credo che non ne trarrò alcun vantaggio professionale.

postato da massimo battaglio giovedì 2 aprile 2009 alle ore 12:50

Ho scritto "pastura per geometri" non per invidia o per disprezzo verso i temi che questo accordo libererà, che sono architettonicamete serissimi, ma perché l'orientamento verso la "modesta entità", e quindi verso il sicuro mercato elettorale dei geometri, sembra quasi essere esplicito nel testo (alla faccia del miglioramento della qualità architettonica).
Quanto al mio giudizio sul provvedimento, rimane immutato: una scelleratezza che non darà casa a nessuno, abbruttirà i centri minori, e che potrebbe portare molti a dover affrontare seri problemi finanziari

postato da Elena Fedi giovedì 2 aprile 2009 alle ore 14:02

Posso dire di non essere d'accordo con Franceschini ?
Io tutto questo superamento dell'impianto precedente della legge non lo vedo .....L'unica novità vera è che si è dato alle Regioni il potere che a loro compete di legiferare in materia urbanistica e che si sono esclusi i Condomini ( sopra i 1000 mc ) .
Resta intatta la mia preoccupazione sulla qualità architettonica che non ci sarà ,così come la perplessità sul fatto che saranno solo i già ricchi a poterne usufruire ,che sono anche coloro che hanno le ville più grosse . Chi per farsi una casetta si è già indebitato con un mutuo trentennale ,che in un momento di crisi non ce la fa a pagare , non potrà nei prossimi 18 mesi aumentarsi la casetta .
Sono poi abbastanza perplessa di fronte all'hp di consentire l'incremento anche per le case a schiera ; se un complesso di 12-15 case a schiera uno aumenta ,il vicino no e così via ...si altera completamente la composizione architettonica dell'intero insediamento .
Sono una volta tanto d'accordo con Francesco che " l'operazione di un incremento volumetrico dell'esistente sia una delle ipotesi progettuali fra le più difficili da gestire fra quelle che ci possono capitare e per le quali dovrebbe essere impegnato solo un bravo progettista, quale dovrebbe essere l'architetto " . Purtroppo già sappiamo tutti che non sarà così ....che i Committenti penseranno più conveniente rivolgersi al geometra del paese !

Ah ...a me han fregato : sono in zona di vincolo paesistico ambientale e quindi....NIET

postato da Antonio Antonucci giovedì 2 aprile 2009 alle ore 20:25

Frequentemente nei P.R.G. esiste già la possibilità di ampliare sino a 800 mc , se uno, ha una casa di 600 mc, può aumentare solo il 20% dei seicento, ho può aumentare il 20% degli 800 potenziali?
Nel primo caso questo decreto è inutile e gli aventi interesse stimati intorno al 10% si riddurrebbero di molto
Antonio

postato da Hector & Ettore venerdì 3 aprile 2009 alle ore 17:35

Carissimo Antonucci, acuta osservazione…spero prorio che sei un geometra.
postato da Antonio Antonucci giovedì 25 giugno 2009 alle ore 22:49

Non sono un Geometra, sono un Agronomo.
Saluti Antonio Antonucci di Padova


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