Finalmente ripubblico casa trifoglio con le variazioni che nel frattempo ho pensato, improntate soprattutto ad un maggior soleggiamento.
Quasi tutte le simmetrie rigide sono state contraddette.
Ho maggiormente elaborato le forme dei ballatoi interni.
Ho ceduto all'inserimento di alcune logge, cercando di limitarne il più possibile l'impatto energetico negativo.
pianta piani 1°/5°
pianta piano 7°
pianta piano 8°
prospetto nord
prospetto nordest
prospetto sud
vista assonometrica da nordest
vista assonometrica da sudest
vista dal basso del cavedio delle scale
postato da
massimo battaglio
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 10:24| commenti: 9 |
postato da
monica
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 12:20
Scusa, ho delle perplessità sull'attacco a terra. Io cercherei di alleggerIre in quel punto.
postato da
Elena Fedi
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 14:01
@ Massimo ,non darmi della criticona ...ma forse le loggette nell'attacco fra i due petali del trifoglio forse le potresti osare un pò più ampie a raccordare i 2 corpi .
Ho notato che hai usato ( giustamente ) i parapetti vetrati che a me contestasti ...
postato da
ciro
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 14:26
@ amadori
ma perchè ostinarsi alla forma del trigolio a tutti i costi?
non sarebbe meglio una stecca?
di fumo magari!
@ Elena
No che non ho usato parapetti vetrati. Siamo mica matti a sprecare tutti 'sti soldi! Si vede poco, ma sono semplicissime ringhiere a bacchette orizzontali.
@Ciro
Anche se la domanda è rivolta ad Amadori, provo a dare una risposta.
Il triangolo è la figura che permette di riunire più appartamenti intorno ad un'unico cavedio scalare, con il mimimo sviluppo di ballatoi (infatti la scala occupa quasi un terzo dello sviluppo del ballatoio stesso), e con il minore sviluppo superficiale del cavedio. Ne discende che è quella che permette il più basso rapporto tra superficie dell'edificio e superficie del lotto.
La forma quadrata di ciascun petalo è quella che permette il massimo rapporto tra la superficie degli alloggi e la profondità di manica (ben 13 metri e mezzo), e quindi che realizza il minimo sviluppo di pareti esterne, da cui discende il maggior risparmio energetico ed il minor dispendio di pareti spesse, rivestite e coibentate. Gli stessi petali si potrebbero aggregare a gruppi di quattro o di cinque, ma aumenterebbe il rapporto tra i metri quadri abitabili e la superficie del cavedio. Inoltre, al di sopra di 6 alloggi per piano, sarei obbligato ad inserire 2 ascensori.
Infine, una torre triangolare (o trilobata in questo caso) non privilegia un affaccio a discapito degli altri. Per questo mi pare interessante, dal momento che devo pensare ad un modello abitativo riproducibile in qualunque punto della periferia o della cintura torinese.
Non userei l'espressione "a tutti i costi", perché non è un capriccio e perché la cosa, di per sè, non diminuisce il valore prestazionale dell'immobile.
postato da
roberto pittaluga
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 15:45
Sarà cha ad una risoluzione maggiore si riescono ad apprezzare i dettagli, ma a me sembrano molto meglio adesso.
postato da
ciro
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 17:04
ma il fatto è che il trifoglio porta sfiga, almeno faceva il quadrifoglio che porta fortuna
postato da
maurizio
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 20:31
Ma in quel cavedio triangolare, oppressivo per chi lo vive dall'interno, freddo come una tromba di scale simile al gallaratese di Milano, ma dico non ci possiamo inventare un bel giardino di inverno, che rinvigorisce tutta la parte interna??
Ma in quel simbolismo trifogliano, che ciro, a ragione definisce "SFIGATO" non lo possiamo rompere un po' di più, magari con delle terrazze sfalsate, rientranti, con del verde che cade , con balconi che cambiano effetto e direzione??
Oppure, vogliamo fare una brutta cosa che resterà ai posteri come il meglio di Battaglio??
Non perdere più tempo Massimo, buttati sulle successioni.
postato da
muftah
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 21:55
Ciao Massimo......dal mio punto di vista ce da lavorare su 5 elementi fondamentale per L'edifico:
1) la copertura.......trovare una soluzione diversa......piana o a terrazzo per esempio..o altro...
2) ridurre e fare entrare lo spazio del ballatoio che collega i vari piani e con forma diversa..
3) fare respirare i blocchi ,allontanandone l'uno dal'altro.....
4) modificare la partenza dell'edificio ad esempio o più larga o più stretta......
5) intervenire sulla facciata con coraggio , quindi finestrone......finestrone.......
postato da
massimo battaglio
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 23:39
Caro Maurizio
Spero di potermi buttare presto sulle successioni, a cominciare dalla tua.
Tanto per cominciare ho già detto altre volte che il "triangolo della sfiga" non potrebbe essere un giardino d'inverno perchè E' GIA' un giardino d'inverno. Non ho disegnato il "verde che cade" perché non mi piacciono i film di fantascenza. Forse ho sbagliato perché, anche su questo blog, ormai conta di più la cultura dei fumetti che la correttezza architettonica.
I piani sfalsati non li faccio manco a morire, perché mi obbligherebbero a mettere tre ascensori, e non mi pare proprio cosa: trattasi comunque di casa popolare.
Per Muftah
Come ho già detto in post precedenti, si tratta di una casa popolare nella periferia torinese. Quindi niente tetti piani, niente finestroni, niente lusso.
E per mia scelta, ribadisco ancora una volta, niente effetti speciali