La bozza di legge finanziaria ora in discussione in parlamento, prevede l'istituzione di una sanatoria catastale.
A parte il fatto che quando c'è il centrodestra al governo, sembra ormai automatico che si arrivi a qualche forma di condono: edilizio, fiscale...
A parte l'altro fatto che si tratta dell'ennesimo provvedimento a favore degli speculatori;
A parte l'altro fatto ancora, che si tratta del milionesimo provvedimento a favore dei geometri (ma per entrare nel popolo della libertà ci vuole il diploma di geometra?);
Ma dove si è mai visto?
Le case non accatastate sono giuridicamente "res nullius", cioè non hanno un proprietario, specialmente quando non sono abitate.
A rigore, i proprietari dovrebbero dimostrarne il possesso continuativo per almeno 15 anni, onde venirne in proprietà a mezzo di usucapione.
Lo Stato dovrebbe incamerare automaticamente questo patrimonio, e metterlo immediatamente all'asta!
Altro che far cassa coi condoni!
Caro signor IP 79.28.176.52
Non riesco a capire chi Lei sia, anche se ho un preciso sospetto
Stiamo giocando alla distruzione totale del blog di Archiportale?
E vabbè
Fino all'ottocento, le ostensioni avvenivano in Piazza Castello, dal "pavaglione" che veniva di volta in volta allestito sul terrazzo del portico che separava la Piazzetta Reale dalla Piazza del Castello. Una struttura che marcava la separazione tra la cittadella reale e la città di tutti.
Napoleone fece abbattere questo portico.
Carlo Alberto, che aveva altre idee del rapporto tra re e Stato, non fece mai ricostruire il portico, ma lo sostituì con una cancellata in ghisa.
Da allora, le ostensioni si svolsero in duomo. E la reliquia diventò appannaggio della curia.
Filippo Juvarra: Veduta del Palazzo REale e della piazza anteriore con luminarie e carrozze
Filippo Juvarra: Veduta della cappella eretta nel pavaglione per esporre la S. Sindone
Era un'esplosione progressiva di luce: pareva che il cielo reggesse le strutture e non viceversa
La Cappella della Sindone non era solo un'architettura splendente di magia e matematica, ma riusciva ad essere un manifesto politico: posta a cerniera tra il palazzo reale e il duomo, parlava della cattolicità della casa regnante, ma affermava anche che il potere civile del Duca valeva anche per il vescovo, che non era che uno degli inquilini di Palazzo.
Una sorta di architettura proto-laica ideata da un prete.
impostata sulla base di un precedente progetto di Bernardino Quadri
Guarini l'aveva trasformata in un caleidoscopio architettonico di magico splendore
Che superava in altezza i tetti di Palazzo Reale, ponendosi come cerniera tra la reggia e il duomo
Che sanciva il ruolo dei padroni della Sindone, che così si imponevano come signori della città
il rapporto tra palazzo reale, il duomo e la cappella della Sindone
Scatto di anni fa da Palazzo Madama in restauro quando il fascino di Torino era un segreto per pochi
Si è conclusa ieri la "Solenne Ostensione della Santa Sindone", come era chiamata con ampolloso e scientifico linguaggio da operatori turistici.
Una cosa molto bella, che ha portato due milioni abbondanti di turisti (chiedo scusa, pellegrini) a visitare Torino, colorandola di pacifica allegria quasi come le Olimpiadi.
Tutti dicevano: "torneremo", perché Torino è stata capace, in questi anni, di risorgere dal declino industriale riscoprendo il valore della propria cultura e della propria architettura.
Era bellissimo: Palazzo Madama ormai entrato a pieno titolo negli itinerari quotidiani, con lo scalone Juvariano "a ingresso libero", quasi una galleria pubblica in cui ora ci si dà appuntamento; con Palazzo Reale completamente aperto, dalle cucine alle armerie, dalle camere di parata alla sacrestia della cappella privata della regina, ed un bellissimo caffè aperto negli "uffici di frutteria".
La Cappella però non c'è più.
Dopo l'incendio del 12 aprile 1997 - che ha accomunato la cupola guariniana alla disgraziata sorte di tutte quelle dello stesso autore - nessuno ha ancora saputo completare i lavori di ricostruzione. Troppo difficile per fare in fretta, e soprattutto troppo costoso per fare bene.
Così abbiamo fatto un'ostensione della Sindone senza Cappella della Sindone.
Peccato!
Foto rubata nella notte dell'incendio del 1997
foto attuale: il fascino di Torino è conosciuto da tutti ma la Cappella non c'è più
Eurosky è più bassa di San Pietro! Scandalo tra i laicisti
Non sono mai stato appassionato da Purini, ma occorre riconoscere che questo suo ultimo progetto è davvero degno di nota.
Eurosky è un edificio compostamente elegante, monumentale ma antiretorico, che non cede alla stravaganza imperante tra chi disegna grattacieli come ambientazioni per film della Disney.
E' tecnologicamente avanzatissimo, ma non promette giardini pensili impossibili o piani rotanti alla Mazinga.
E per una volta, non è destinato a uffici: non si erge a fallico simbolo di qualche multinazionale, ma ospita residenze per tutte le tasche, pensate secondo canoni abitativi aggiornatissimi.
Eppure impazza la polemica. A partire da "La Repubblica" e da altri giornali, aumenta di ora in ora il mumero di chi si mette a polemizzare che la nuova torre non è più alta di San Pietro. E urla che per questo, Roma manca di senso laico.
Ma ce li vediamo gli autori, che si lasciano prendere dall'ansia di prestazione e si mettono a gareggiare in altezza col capolavoro di Michelangelo? E perché poi? Per il puro gusto stupidotto di dar fastidio alla curia romana?
Non è molto più laico non porsi questi problemucci?
Non ci pare di esagerare?
LA CICLOTIMIA
è un disturbo dell'umore, caratterizzato da periodi alternanti di depressione e di ipomania.
L’ipomania, che può essere indotta anche dall'abuso di alcol e droghe, presenta tre o quattro tra i seguenti sintomi: autostima ipertrofica; logorrea; ridotto bisogno di sonno; fuga delle idee, le quali si rinnovano continuamente, tanto che nemmeno il paziente riesce a seguirne il corso; distraibilità e deficit di attenzione; agitazione psicomotoria; coinvolgimento in attività potenzialmente dannose e/o rischiose.
L’individuo ciclotimico attraversa quindi periodi in cui soffre di iperattività e di depressione. Nei periodi iperattivi manifesta creatività e spirito di iniziativa; intraprende progetti anche grandiosi affrontati con grande entusiasmo per poi essere abbandonati appena sopraggiunge la fase depressiva. In questa fare presenta ipersonnia, apatia, lentezza di riflessi, difficoltà nella concentrazione, disturbi comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" della persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale.
A questi momenti si alternano talvolta periodi di normalità in cui l'umore è stabile che però non durano per più di due mesi.
La patologia si cura medicalmente.
LA MEGALOMANIA
E' la concezione di ritenersi a tutti i costi superiore a qualsiasi altro essere umano, da cui discende il non accettare e dunque sopprimere o schiacciare chiunque.
A differenza del narcisista, che nell’interazione sociale vuole imporre la sua immagine come “unica” e positiva, il megalomane vive in uno stato di eccesso maniacale permanente, e si esprime con un esasperato entusiasmo e con un esagerata considerazione ed apprezzamento di sé.
Contrariamente da quello che appare, il megalomane ha una stima di sé bassissima, collegata ad antiche percezioni primarie che possono essere giudizi negativi da parte dell’ambiente, aspettative troppo elevate dai modelli di riferimento, una concezione di deficit e handicap, accompagnati dalla derisione, dal disprezzo o dalla compassione altrui.
Il decorso di questa patologia è un progressivo aumento del livello di stress che può portare a bulimia, inerzia o depressione o al contrario alla tendenza di sfidare il mondo creandosi dei nemici .
Il carattere del megalomane può avere come caratteristiche la tendenza a primeggiare, esibirsi, attaccare con superbia.
Un approccio utile per superare questa patologia è una psicoterapia finalizzata a questi obiettivi.
In primo luogo, dovrà scoprire l’origine dell’immagine di sé negativa, valutare se è sorta durante l’infanzia o se è legata ad una concezione di grandezza individuale che tormenta il soggetto.
In secondo luogo, dovrà affrontare lo stato di inerzia che può nascere o l’iperattività maniacale come strumento di difesa opposto.
Infine la psicoterapia dovrà risolvere la radicata dipendenza del soggetto dall’opinione degli altri che vive dentro di sé, aiutandolo a superare il conflitto fra l’immagine sociale visibile agli altri e quella interiorizzata nella sua identità più profonda.