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Ceraspana 39
martedì 7 febbraio 2012

La Pietra Leccese negli interni

dal blog I like these Architectures, di Maria Grazia MANCA

pietra_leccese

La Pietra Leccese è un tipo di pietra di origine calcarea estratta nella regione salentina. Gli scalpellini del 500 e del 600 diedero vita a dei veri e propri capolavori di scultura impreziosendo chiese e palazzi dei tre capoluoghi salentini Lecce, Brindisi e Taranto. In particolare il “leccisu” è una varietà della pietra che assume un colore tendente dal bianco al giallo paglierino, è una roccia compatta a grana fine facilmente lavorabile.
Le varie industrie locali che lavorano la pietra offrono oggi un prodotto finito che va dai pavimenti per interni, alle facciate ventilate, all’oggettistica d’arredo, passando anche dall’arredo vero e proprio.
Ma quello che qui ci interessa particolarmente è l’uso della pietra nel rivestimento delle pareti interne. Se sulle pareti esterne la pietra è suscettibile alle intemperie ed è particolarmente sensibile all’attacco dei muschi e dei licheni, negli ambienti interni essa tende solamente a cambiare colore imbrunendosi, ed a diventare più dura. Il risultato è notevole quando la si posa sulle pareti verticali, poiché dona all’ambiente un tocco di eleganza e signorilità. Da segnalare le pareti allestite con blocchi forati ad arte e retro-illuminati: l’effetto garantito.

Maria Grazia MANCA
Le foto sono prese dal sito www.limestone.it



postato da Maria Grazia MANCA martedì 7 febbraio 2012 alle ore 09:43    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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martedì 7 febbraio 2012

L’architettura dei negozi Apple

dal blog I like these Architectures, di Maria Grazia MANCA

apple

Al n. 767 della Fifth Avenue, all’angolo del Central Park, nel cuore della Big Apple, la grande mela, c’è un negozio che reca un’insegna famosissima, anch’essa una mela ma mordicchiata su un lato, stiamo ovviamente parlando della Apple di Steve Jobs, ed il negozio è forse il più famoso al mondo della sua azienda sito nel cuore di New York.
Visitando il sito ufficiale della Apple si nota la scritta in inglese: “In the city that never sleeps, there’s a store that never stops”. “Nella città che non dorme mai, c'è un negozio che non si ferma mai. Visitate Apple Store, Fifth Avenue, proprio qui a Midtown, 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno per vedere e provare gli ultimi prodotti Apple.”
Nel 2000, il team della Apple decise che aveva bisogno di ripensare completamente la sua strategia di vendita al dettaglio. Non volevano più essere dipendenti da altri rivenditori per vendere i loro prodotti ma desideravano offrire ai loro clienti un'esperienza unica. Per questo misero insieme un gruppo di esperti in retail, architettura per negozi, ed intrapresero un nuovo viaggio per la progettazione del negozio perfetto. L’esperienza si può dire che sia stata molto simile alla progettazione di un prodotto: costruirono un primo prototipo e crearono dei disegni iterati del negozio-tipo fino a che non furono soddisfatti del risultato.
Le squadre coinvolte nella progettazione di retail della Apple in tutto il mondo includono oggi architetti come Bohlin Cywinski Jackson, Eckersley O'Callaghan, Otto Inc., Gensler, e ISP Design, Inc., insieme alla “Apple in-house” che è il team di progettazione interno all’azienda. Se la decisione di Apple di costruire i suoi propri negozi era vista come un gioco d'azzardo nel 2001, oggi è considerata come una delle storie di successo del settore. Questi negozi ora incarnano negozi e sono sparsi in tutto il mondo da Parigi a Shangai.
Maria Grazia Manca - Riproduzione riservata ©



postato da Maria Grazia MANCA martedì 7 febbraio 2012 alle ore 09:32    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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martedì 7 febbraio 2012

Architetto, mi progeti una casa "estrema"

dal blog I like these Architectures, di Maria Grazia MANCA

libeskind

Il sogno di ogni giovane architetto uscito fresco dall’università, è quello di avere presto un cliente che gli lasci carta libera, e che magari gli dica esattamente: “architetto, faccia lei tutto quello che vuole”.
E’ così che giovani talenti hanno la possibilità di uscire allo scoperto attraverso le loro creazioni, quando non sono obbligati cioè a seguire un certo stile predeterminato. A Daniel Libeskind, architetto statunitense di origini polacche di chiara fama internazionale, quello che per intenderci ha progettato e sta realizzando il nuovo grattacielo a Ground Zero accanto a dove erano le torri gemelle, è accaduto invece che dei facoltosi clienti gli abbiano commissionato una villa in campagna con questa richiesta: “che sia una casa estrema”. Visto il curriculum dell’architetto, si può capire che certamente avrà accettato la sfida di buon grado, dal momento che Libeskind ha progettato numerose case dai muri che non sono esattamente “a piombo”.
Eccola qui la villa in campagna dalle linee estreme. Ardimentosa costruzione dove tutti gli elementi, dal tetto alla muratura di perimetro, dalle vetrate ai divisori interni e persino la libreria, sembrano avere un equilibrio precario ed in perenne contrasto con la legge di gravità. Libeskind sottolinea come dagli interni della casa, attraverso le grandi vetrate, si possano ammirare liberamente gli scorci dei prati da fieno e le querce giganti del 18° secolo. Una sfida alle leggi della natura quindi, in cui trovano un singolare equilibrio il verde ed il cemento.
Maria Grazia MANCA



postato da Maria Grazia MANCA martedì 7 febbraio 2012 alle ore 09:24    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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