marco+... pensa che si dovrebbe ampliare del 20/35% il proprio tempo libero, limitando l'uso delle case e incentivando il nomadismo culturale, abbassando drasticamente il tasso di lavoro e alimentando solo gli interessi per le società conviviali... (FBstatus310309)
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marco pasian
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 00:07| commenti: 10 |
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Elena Fedi
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 00:19
caro Marco , sono camperista da quasi 20 anni e prima roulottista...; nel tempo libero faccio la nomade .....Pure questo è un modello di turismo ,alternativo alle seconde case, che consumano territorio .
sei d'accordo ?
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marco+
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 12:44
credo che troppo spesso noi (italiani) associamo il concetto di casa (1^, 2^, ecc...) a quello di proprietà, di possesso, dimenticandoci (o facendo finta, per comodità) che rappresenta invece il nostro intimo modello di vitalità (mobile o stanziale che sia).
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francesco amadori
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 12:59
Infatti "coelum non animum mutant qui trans mare currunt"
Bravo Marco! Erano anni che non sentivo una riflessione di questo tipo: casa non come oggetto di proprietà ma di riconoscimento del nostro intimo.
Ci si riconosce nella città a prescindere da chi ne sia proprietario; la stessa cosa dovrebbe dirsi per la casa, che non dobbiamo considerare come un bene di consumo del quale disporre in virtù di un titolo di diritto privato.
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francesco amadori
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 15:42
" parva sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida : parta meo sed tamen aere domus "
Cicero pro domo sua?
Se mi sbaglio perdonatemi: da giovane ho studiato da geometra, e non mi sono ancora ripreso :-)
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francesco amadori
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 16:09
« E più mi piace posar le poltre
membra, che di vantarle che alli Sciti
sien state, agli Indi, a li Etiopi et oltre. [...]
Chi vuole andare a torno, a torno vada:
vegga l'Inghelterra, Ongheria, Francia e Spagna;
a me piace abitar la mia contrada »
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francesco amadori
mercoledì 1 aprile 2009 alle ore 17:22
la prima citazione da Orazio che dice che chi corre per mari cambia il cielo, ma non l'animo perchè mi sembrava che il post di Marco non si riferisse, come poi ha precisato, a una alternativa fra casa fissa e casa mobile, ma al modo di viverla e quindi di pensarla.
La seconda è l'epigrafe di Ariosto sulla sua casa, piccola ma adatta a me, senza tanti ornamenti ma non sciatta e costruita con il proprio denaro.
La terza che lega le due rivela un'anima Oraziana nell' Ariosto.
Tutti ciò per dire che il luogo e lo spazio, lo stare e l'andare sono sempre legati al come, ovvero al'animo, in sè non dicono quasi nulla e ciò da sempre, 2000 anni fa per Orazio, 500 per l'Ariosto, ieri o domani per noi.
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marco+
sabato 4 aprile 2009 alle ore 22:58
Ringrazio per i commenti e le rilflessioni che mi impongono.
""...Ci si riconosce nella città a prescindere da chi ne sia proprietario; la stessa cosa dovrebbe dirsi per la casa..." ""... al modo di viverla e quindi di pensarla...", terrò molto presente!