Stamane aspettavo con l'auto in coda all'incrocio per immettermi sulla primaria via cittadina, e sono rimasto incuriosito dai movimenti di alcuni pedoni. Uno era un vecchio venditore di tappeti, qualche dieci anni fa avremmo detto un "marocchino", oggi è sicuramente definibile extracomunitario, forse è pure clandestino e forse forse anche uno stupratore. L'ho seguito con lo sguardo e con lentezza l'ho visto dietro di me prolungare il suo tragitto per attraversare la strada sulle strisce pedonali. Sorrido e saluto con un cenno della testa. Poco più avanti un'altro pedone ben vestito, cappottino nero con bavero alzato e cravatta in evidenza, qualche dieci anni fa avremmo detto uno "yuppie", attraversa la strada di fretta, è sicuramente di fretta, non ha il tempo di cercare le prime strisce pedonali utili, e alza irritato il braccio contro il primo autobilista distratto. Quello dietro di me mi suona, ha fretta, lo vedo allo specchietto imprecare, invitare ad andare, pare proprio che dica "vai, cazzo, la strada è libera e non distrarti!". Non so se tutto questo ha una morale, io so solo che il primo pedone aveva senso civico, il secondo era uno stronzo. Non so se tutto questo vada bene per un blog ospitato in un portale di architettura, ma lasciate anche a questo stupido blogger la libertà di sparare qualche ...
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marco pasian
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 00:24| commenti: 12 |
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Elena Fedi
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 00:30
Caro Marco in questo momento credo che sia importante che qualcuno ,come te, sia in grado di valutare il comportamento delle persone ,il rispetto delle regole del vivere civile indipendentemente dall'abito e dal colore della pelle .... Ti fa onore Ciao Elena
Questo Paese è penosamente allergico alle regole, allora, ecco, si fa una regola che le regole valgono solo per i "fessi" ...
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anna paola fagioli
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 09:43
Forse hai ragione, ma intravedo comunque certi luoghi comuni sul povero ma buono ed il ricco ma stronzo. Al posto tuo avrei visto solo due uomini: uno un pò più accorto e calmo , l'altro poco prudente e stressato e chissà magari anche con tanti problemi da risolvere. In ogni caso non avrei mai nè assolto nè condannato alcuno.
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francesco amadori
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 10:13
Un aneddoto per quel che vale.
In Svizzera, tutti rispettano le regole, ma lo svizzero " NORMALE" in Italia è il primo a sfruttare il massimo della deregulation, ovvero si comporta da cafone.
QUINDI DUE MASSIME
PRIMA Le regole comunque ci vogliono, meglio i cafoni regolati che i cafoni liberi.
SECONDA non è l'abito che fa il monaco
Francesco
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MONICA
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 10:24
In Italia è proprio questo che non siamo più capaci a fare, nè assolvere nè condannare.
Perchè questo è l'unico sistema per non avere responsabilità.
Io mi indigno (meglio in......o) tutte le mattine, portando a scuola i miei figli, perchè genitori imprudenti e preoccupati più della fretta che dei loro figli, lasciano questi in mezzo alla strada, aprono lo sportello e via, l'altra mattina ne ho recuperato uno io che partita la madre ha fatto retromarcia e chissà dove voleva andare?Ha otto anni, sto parlando delle elementari.
Non possiamo vivere in un mondo senza regole, le regole sono una sicurezza per tutti,è la certezza che viviamo in democrazia.
Noi non sappiamo se il povero è buono e se il ricco è stronzo, sappiamo solo che uno attraversava sulle strisce l'altro no, punto, dobbiamo osservare il fatto non le intenzioni.
Se la regola è attraversare sulle strisce pedonali, bisogna farlo, non è una possibilità, è la regola.
Se viene emesso un bando per una progettazione, con regole falsate bisogna indignarsi, ma non tutti lo fanno perchè fra quei tutti c'è qualcuno che ci guadagna.
Sapete qual'è è la re gola in questo paese " Vita mea morte tua".
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francesco amadori
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 10:58
le regole servono, soprattutto per RISPETARE l'altro.
le regole non servono per imporre all'altro la mia idea
Esempio del secondo caso quel pasticcio di regola sul diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico, collegato alle assurde notarili regole che vogliono imporre per il testamento biologico.
Alcuni mi imporranno i loro principi e le loro regole, ANCHE A ME CHE NON LE CONDIVIDO.
In questo caso sono per l' ILLEGALITA, con me era anche Indro Montanelli.
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MONICA
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 11:29
Quando parlo di regole mi riferisco a quelle dettate per regolamentare il vivere comune, a quelle che mi permettono di essere uguale rispetto agli altri, quelle che rispettano il mio essere persona di fronte alla comunità, se la regola è chiara non lascia possibilità a libere interpretazioni da parte di nessuno. Se io sapessi chiaramente che cosa ci devo fare con un laurea in architettura non dovrei arrabbiarmi con le altre categorie per difendermi, se sono brava o meno me lo gioco sul campo.
Per quanto riguarda il testamento biologico non mi sembra una regola necessaria, in quanto non regola la vita comune, ma solo la tua, regola cosa vuoi fare della tua vita nel qualcaso non sei più in grado di decidere.Io credo che questo è un argomento molto delicato dove per contro non c'è una regola che va bene per tutti. E se io non libera di esprimermi, ma cosciente, cambiassi idea rispetto a quello che avevo sempre creduto da persona sana, cosa succede?
Spero di essermi espressa chiaramente su cosa intendo per regole chiare e necesarie, e saprattutto sulla necessità che vengano rispettate.
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marco+
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 21:52
ringazio tutti per vostri commenti al mio breve racconto... marco+ (il vs. costruttore di luoghi comuni)
Caro marco+
in architettura, un "luogo" "comune" è una gran bella cosa: senz'altro meglio che un non luogo
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francesco amadori
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 22:16
Ancora una volta marco ci ha fregato tutti, nessuno escluso, birbone...
francesco
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francesco amadori
venerdì 6 marzo 2009 alle ore 22:36
A dire il vero nutrivo qualche sospetto per questa sparata buonista, non molto in sintonia con l'idea che mi sono fatto di te, mi sono detto: " qui gatta ci cova ",poi ci sono cascato anch'io come una pera cotta, chissà cosa ne farai di tutto questo materiale ?
Comunque ancora complimenti
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marco+
sabato 7 marzo 2009 alle ore 19:08
"un luogo esiste in quanto percorso" (da L.I.U.#1, opla+ ed.)