alessio mi ha preso alle strette. dare un voto a questo e quel intervento edilizio di grande impatto urbanistico. qui in una piccola città di provincia. ho bocciato tutti con estrema severità. senza nessuna nota esplicativa. come nella scuola d'oggi. avete voluto i voti eccoli. poi per capire queste mie apparenti insufficienze devo render conto di alcuni esempi positivi. devo tornare indietro un po' nella storia, ma poi mi ricordo di alcuni interventi postbellici, onesti, con la qualità aggiunta di aver costituito una cortina edilizia, un senso urbano realistico, la città che cresce per modificazioni coerenti. saluti e grazie, chiudo definitamente il cellulare, devo fare il solito giretto in bici nella campagna, con giulio sul seggiolino, decontaminarmi dalla mia aggressività critica. mi piace sempre più l'architettura disegnata dall'aratro nei campi.
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marco pasian
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 00:20| commenti: 5 |
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francesco amadori
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 08:03
Che bei ricordi questo andare in bicicletta.
Il nonno aveva una casa in golena a Felonica Po, si prendeva la bicicletta per risalire l'argine, l'unico punto alto, a parte i campanili, e si riusciva a vedere persino il campanile del paese vicino poi si percorreve la stradina dell'argine fino a Poggiorusco od a Sermide e si tornava indietro con un carico di pane e tirotto ( schiacciatina alla cipolla ), ascoltavo le voci nei campi, uomini in canottiera capello di paglia braghe e cintura e donne col vestito scuro ed un foulard che avvolgeva il cappello di paglia, bambini scalzi ,del colore della argilla di fiumea,d aiutare nel lavoro, voci quasi tutte femminili anche quelle degli uomini per la particolare cadenza musicale del dialetto, quando c'era un p di vento le prime a muoversi erano le foglioline dei pioppi con uno struscio come di seta sfregata, un andare accompagnato incessantemente dal rumore di latta delle pedalata.
Avevo meno di nove anni e andare in bicicletta era come partire per il giro del mondo.
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marco+
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 13:50
sto' imparando ad apprezzare le piccole "emergenze" nel "piattume" della padania.... "andare in bicicletta è come partire per il giro del mondo" (questa me la segno, grazie!)
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AL
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 16:23
Vedo che viene fuori la nostalgia per la società contadina, quella che è stata spazzata via dalla civiltà(?) industriale.
E' un'ottima cosa? somiglia un pò alla nostalgia di un periodo di vent'anni.
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francesco amadori
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 17:39
Io vedo, invece, che ognuno qualcuno vedere ciò che vuole vedere.
Ovvero non vede.
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francesco amadori
sabato 3 ottobre 2009 alle ore 17:43
E.c. "io vedo invece che qualcuno vede solo ciò che vuol vedere.
Ovvero non vede" pardon.