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il blog di marco pasian


giovedì 26 marzo 2009

(ric.#01) Esercizi di mobilità


Mi è sempre parso ironico che il segnale di attraveramento pedonale fosse del tipo "segnale di pericolo" col chiaro ed esclusivo rimando al solo punto di vista dell'autobobilista (che bello sarebbe un cartello del tipo "pericolo auto"!). Quì inoltre (nella foto intendo) il cartello è considerato... terra, terra! Ma poi però ho pensato che il fortuito allentamento dei bulloni di fissaggio abbia generato una segnaletica posta su un giusto "piano" di riferimento, immaginando anche il segnale con dimensione un po' diverse, più grande (altezza uomo!??). Segnale molto visibile e non scontato... ma ciò non sarebbe possibile, vedasi art.81 regolamento di attuazione rif. art.39 codice della strada. Peccato... e che così rimane il fatto che le auto non rallentano, non si fermano neppure in città figuriamoci lungo una strada extraurbana provinciale, e poi perchè, tanto la segnaletica orizzontale poco più avanti è totalmente smarrita... come l'etica della mobilità meccanica.



postato da marco pasian giovedì 26 marzo 2009 alle ore 1:31:    | commenti: 2 | scrivi un commento |





venerdì 20 marzo 2009

20% e musica di A.S.


Non ho, lì sul sito del quotidiano, trovato molto sostenibili le motivazioni di quei tre illustri primi firmatari..... ho ascoltato invece Sgarbi alla tv (non so' quando valga questo!) che dice che: visto che di danni ne fanno un sacco le pubbliche amministrazioni (ec-citanto le solite AraPacis, la pensillina agli Uffizi, Milano ecc...) allora che male può fare il privato ad ampliare... Non so, e che così di primo acchitto penso che una cosa così semplice manda a quel paese molte delle "tecniche" di pianificazione territoriale... quelle degli standards, delle proiezioni demografiche, ecc. ecc... (non è che in effetti abbiamo prodotto chissache!)... Però ragionando, sono proprio in aree "marginali", o agendo sulla modificazione (processo lento) della città storica, ove avrebbe senso un libero diritto percentuale ad aumentare (legare) il proprio spazio. D'altro canto bisognerebbe contrarre almeno un po' (80%?) tutte quelle aree di espansione troppo spesso speculative e cause di disagi urbani...! Però parlare piano su un sottofondo di gente urlante... francamente non sento, non capisco... recupero un vecchio vinile e mi metto la cuffia... ola! sento solo un leggero cripettio della puntina e la musica "nuova onda" degli A.S. così per lasciare in standby il mio cervello!



postato da marco pasian venerdì 20 marzo 2009 alle ore 0:17:    | commenti: 25 | scrivi un commento |





martedì 10 marzo 2009

piano C.09


Il piano C.09 (piano casa 2009) in discussione in questi giorni, va inteso come indirizzo per una pianificazione omogenea di implementazione percentuale dell'edificato esistente. Ogni intervento va coordinato con quelli limitrofi e le committenze devono affiancare ad ogni tecnico progettista un manager dell'arte iscritto ad apposito albo culturale (nota pro.6/P.DLgs).



postato da marco pasian martedì 10 marzo 2009 alle ore 23:36    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 6 marzo 2009

mobilità sostenibili


Stamane aspettavo con l'auto in coda all'incrocio per immettermi sulla primaria via cittadina, e sono rimasto incuriosito dai movimenti di alcuni pedoni. Uno era un vecchio venditore di tappeti, qualche dieci anni fa avremmo detto un "marocchino", oggi è sicuramente definibile extracomunitario, forse è pure clandestino e forse forse anche uno stupratore. L'ho seguito con lo sguardo e con lentezza l'ho visto dietro di me prolungare il suo tragitto per attraversare la strada sulle strisce pedonali. Sorrido e saluto con un cenno della testa. Poco più avanti un'altro pedone ben vestito, cappottino nero con bavero alzato e cravatta in evidenza, qualche dieci anni fa avremmo detto uno "yuppie", attraversa la strada di fretta, è sicuramente di fretta, non ha il tempo di cercare le prime strisce pedonali utili, e alza irritato il braccio contro il primo autobilista distratto. Quello dietro di me mi suona, ha fretta, lo vedo allo specchietto imprecare, invitare ad andare, pare proprio che dica "vai, cazzo, la strada è libera e non distrarti!". Non so se tutto questo ha una morale, io so solo che il primo pedone aveva senso civico, il secondo era uno stronzo. Non so se tutto questo vada bene per un blog ospitato in un portale di architettura, ma lasciate anche a questo stupido blogger la libertà di sparare qualche ...



postato da marco pasian venerdì 6 marzo 2009 alle ore 0:24:    | commenti: 12 | scrivi un commento |



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