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lunedì 25 luglio 2011

Ex Ospedale Marino - ex Colonia Dux - Cagliari

dal blog LAB.AI, di Giangiacomo Aru

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L'INIZIATIVA I tecnici regionali, con in testa Giovanni Pilia (direttore del servizio Demanio e patrimonio), stanno tentando il tutto per tutto pur di non lasciare che quell'ammasso di cemento e ferro continui a sfregiare il lungomare. Sono arrivati al punto da presentare all'ufficio comunale dell'Edilizia privata il progetto preliminare e la richiesta di variante al Puc per «un intervento pubblico su un immobile pubblico». In sostanza, per dare il via libera definitivo all'iniziativa della società vincitrice della gara, la Giunta prima e il Consiglio poi dovrebbero approvare il passaggio di alcune aree limitrofe all'edificio classificate H (tutela ambientale) in GA1 (servizi). In pratica, gli enti che hanno già dato l'ok (tra gli altri Capitaneria, Vigili del fuoco, Regione, Asl, Sopritendenza, Beni culturali, Demanio, Dogane) hanno indicato «lievi rimodulazioni al progetto presentato in sede di gara, tali comunque da non snaturare i presupposti dell'originario affidamento».
IL PROGETTO Nel progetto elaborato dall'architetto Enzo Satta per conto della società toscana Prosperius, di Martino Bigazzi, c'è il recupero di alcune volumetrie dall'ex pronto soccorso (un edificio di nessun valore storico, adiacente al corpo principale, da radere al suolo). Metri cubi che il progettista ha deciso di trasferire nell'ultimo piano dell'edificio di Badas, dove dovrebbero essere realizzate alcune stanze per i pazienti. Non solo, sempre rimanendo sotto la soglia delle cubature (il massimo concesso per quel progetto è di 5378 metri cubi, la Prosperius chiede il nulla osta per 5230), la società vincitrice vorrebbe realizzare alcune sale riunioni e locali tecnici nello spazio tra la strada e la facciata dell'edificio. L'investimento è di decine di milioni di euro e darebbe lavoro ad almeno 110 persone.
(fonte: http://www.apmolentargius.it/28_01_2011.php)

Cos'è la Prosperius? Basta digitare "prosperius inchiesta" su un qualunque motore di ricerca. Qui vi posto solo qualche esempio:

Anziani usati come cavie in una clinica dell’Umbria
Usati come cavie, sottoposti a protocolli non autorizzati, oggetto di test e di somministrazione di prodotti non contemplati nella cartella clinica. Vittime di questi “esperimenti” gli anziani non autosufficienti ricoverati in un clinica dell’Altotevere, in Umbria. Ad insospettire i familiari degli anziani, ricoverati a seguito di delicati interventi neurologici, sono stati degli “strani” prelievi di sangue che precedevano o seguivano la somministrazione di alcune pillole e le “stranezze” notate nel comportamento degli anziani a seguito dell’ingestione delle compresse. A quel punto l’allarme si diffonde e si scopre così che anche ad altri pazienti erano state somministrate le stesse pasticche conservate nella medesima sacchetta. Scattano le denunce e l’inchiesta dei Nas Si tratterebbe di sostanze somministrate su pazienti di una certa età, fa capire il legale di uno dei pazienti, Paolo Panichi, solo con l’obiettivo di testare le reazioni sull’organismo degli assuntori, valutare le conseguenze e tutto quello che, per l’appunto, serve per sperimentare gli effetti. “Ci siamo sentiti indifesi, a pezzi, ignari di cosa ci stava capitando – ha raccontato uno degli anziani -. E la cosa che ci amareggia è che ancora, a distanza di tempo, io non so esattamente cosa sia stato somministrato con precisione e perché”. Dalla clinica ammettono e fanno sapere che si tratta di un farmaco non italiano, per verificarne l’effetto sul risveglio neurologico. Un complesso ormonale, dicono, che non avrebbe effetti sulla salute dei pazienti. Si vedrà. Intanto, il primo giugno è fissato il dibattimento e in quella sede verrà esposto, con dovizia di particolari, come sono andate le cose nella struttura dove alcuni pazienti ignari si sono ritrovati a fare da cavie.
(fonte: http://medicicondannati.blogspot.com/2011/05/clinica-prosperius-tiberino-inchiesta.html)

IL PROCURATORE di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo sui lavori di sopraelevazione dell'edificio che ospita l'istituto di fisioterapia e riabilitazione Prosperius in via Masaccio 127. L'istituto si trova in un capannone costruito nel 1946 e adibito per anni ad autorimessa industriale, successivamente ampliato sul retro. Nella prima costruzione sono collocati ora gli uffici amministrativi e i locali destinati alla fisioterapia. Nel prolungamento si trova la palestra per la riabilitazione. Il progetto di ampliamento prevede la sopraelevazione di una parte dell'edificio con la realizzazione di un altro piano e di un sottotetto. I lavori sono cominciati in febbraio quando i residenti, che non erano stati avvisati, hanno notato operai con tute e maschere che demolivano la copertura in eternit. Mentre i lavori procedevano speditamente,i vicini hanno scoperto che la prima parte dell'edificio era stata regolarmente autorizzata nel 1946, mentre il prolungamento era stato costruito nel 1953 senza che fosse stata rilasciata alcuna licenza edilizia. Questo significa che è abusivo.
Anche il primo capannone, peraltro, presenta dei problemi: alla direzione urbanistica non risulta nessuna documentazione tale da legittimare il cambio di destinazione da industriale a commerciale (come invece dichiarato nella Dichiarazione di inizio di attività del 2006). Il progetto di sopraelevazione, firmato dal geometra Alberto Vinattieri della Quadra, è passato quattro volte in commissione edilizia nel corso del 2007, ma nessuno ha chiesto agli interessati di documentare la regolarità urbanistica del capannone oggetto dell'ampliamento, e neppure è stata eseguita una verifica d'ufficio. L'8 giugno il dirigente dell'urbanistica Domenico Palladino ha emesso un'ordinanza di sospensione immediata dei lavori, che tuttavia - denunciano i vicini - sono proseguitia pieno ritmo fino al 15 giugno. Ora Prosperius rischia l'annullamento della licenza e la demolizione dei manufatti. Nel frattempo la procura intende verificare la regolarità delle procedure di autorizzazione. Ieri intanto è cominciato ma è stato quasi subito rinviato al 25 novembre il processo per abusi edilizi e violazioni paesaggistiche nel quale il titolare del Prosperius, professor Mario Bigazzi, è imputato con altre sei persone per il grande cantiere di San Domenico dove il professore vorrebbe realizzare un grande centro sanitario e ospedaliero in cui concentrare tutte le sue attività. Nel corso dell'udienza si sono costituiti parte civile tre residenti nella zona, che si ritengono danneggiati dal vasto sbancamento della collina, e la Provincia di Firenze, che ha chiesto il risarcimento dei danni per la gestione abusiva delle terre e rocce di scavo, per l'asportazione della fascia di bosco e per la stabilità del versante.
(fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/23/prosperius-inchiesta-su-via-masaccio.html)



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postato da Giangiacomo Aru lunedì 25 luglio 2011 alle ore 17:06    | commenti: 5 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da francesco s lunedì 25 luglio 2011 alle ore 19:11

Fa quasi il paio con il centro per il turismo nel Gargano, pubblicato oggi mi sembra sul sito del Corriere della Sera. D'altronde il costruito come e dove è lo specchio della civiltà di una nazione.
postato da Fabio Cinesu martedì 26 luglio 2011 alle ore 00:01

Voglio proprio vedere come fermano lo proteggeranno dalla sabbia...
Sono riusciti ad aggiungerne pure un piano di quel simpatico fabbricato a forma di golfo...

postato da francesco amadori martedì 26 luglio 2011 alle ore 07:46

Opera "novecentista" e/o " razionalista " dell'arch Ubaldo Badas, una delle migliori figure d'architetto di quei tempi operante a Cagliari, edificata nel 37.
Il progetto di recupero è un progetto ambiguo infatti:
O l'opera originaria va ritenuta un documento storico architettonico irrinunciabile ed allora la si ricostruisce tale e quale è od era.
O si ritiene semplicemente che quel volume sia consolidato nel paesaggio del Poetto ed allora si ricostruisce il volume ma si realizza un'opera non necessariamente improntata alla ricostruzione fedele ma di pari dignità.
Invece il progetto è, all'italiana, una operazione a mezza strada fra l'una e l'altra soluzione, insomma una ipocrisia bella e buona.
Quanto all'aspetto gestionale, amministrativo, per evitare pasticci dovrebbe restare del comune, sul cosa farne non dovrebbero mancare idee.
Rimane aperta sempre la terza soluzione, abbattere l'edificio che è in stato di degrado avanzato e quindi pericoloso per tutti, ma ciò comporta questioni sulla valutazione dell'importanza storico architettonica dell'opera.
Probabilmente nell'indecisione provvederà la natura a completare l'opera di ripristino dello status quo ante 1937 e tutti saranno contenti e scontenti nello stesso tempo.

postato da moreno martedì 26 luglio 2011 alle ore 09:40

Ma un edificio così non ha un vincolo di restauro conservativo?
Da noi ce l'hanno anche le cabine con il telefono a gettone dismesse...

postato da JJ mercoledì 27 luglio 2011 alle ore 10:31

Nuove: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=171690&v=2&c=117&t=1
Poi, per non farci mancare niente, sempre al Poetto (la spiaggia dei 100.000), una delle più belle spiagge cittadine del mondo: http://ceccodotti.blogspot.com/2011/07/ex-ospedale-marino-di-cagliari.html


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