lunedì 28 maggio 2012
La crisi, una risposta
dal blog francesco amadori, di francesco amadori
..Scriveva Ulrich Keller nel 1980 nella presentazione della edizione dell’opera di Sander “ Menschen des 20.Jahrhunderts ", descrivendo il clima post bellico, anni 20 nella cità di Colonia:
.“ La crisi economica e politica che la Germania visse dopo la guerra ebbe importanti conseguenze anche in ambito culturale : artisti,scrittori, intellettuali ebbero materia e tempo – anche per mancanza di commesse – per riflessioni, reinterpretazioni, prese di posizione nuove ed audaci. “
Proprio ciò che manca ora...
postato da
francesco amadori
lunedì 28 maggio 2012 alle ore 12:46
| commenti: 10 |
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postato da
lucio tuzza
lunedì 28 maggio 2012 alle ore 18:07
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Allora non c' erano ancora gli apparati di distrazione di massa.
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postato da
francesco amadori
lunedì 28 maggio 2012 alle ore 19:43
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Ad ogni epoca una matassa diversa da dipanare...
non ci sono alibi.
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postato da
Bertoldo
martedì 29 maggio 2012 alle ore 13:27
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Ci illumini Lei, pensoso artefice di arte funeraria...
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postato da
lucio tuzza
martedì 29 maggio 2012 alle ore 16:45
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Ci mancava solo il patrono dei sagrestani...
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postato da
Salvo
martedì 29 maggio 2012 alle ore 16:56
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... salvo poi farsi scoppiare tra le mani uno dei totalitarismi più assetati di sangue della storia ed un'altra guerra da quarantasei milioni di morti (stimati).
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postato da
francesco amadori
martedì 29 maggio 2012 alle ore 20:32
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Salvo l'esperienza del Bauhaus, salvo George Grosz,, Otto Dix, , Max Beckman, lo stesso Sander.. e mi fermo qui.
Almeno qualcuno ci ha provato e come, alludevo a ciò mister Bertoldo e Salvo..anonimo ma non troppo.
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postato da
lucio tuzza
mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 11:45
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"Verità, fa la tua strada." (Bertold)
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postato da
francesco amadori
mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 16:43
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postato da
Cecco Grullo
mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 19:31
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Non la prenda male Amadori... si può riflettere sul fatto che ci fosse chi pensava di cambiare il mondo lavorando sulla forma, sull'arte e sull'architettura mentre il mondo stava per esplodere? Mi pare che LC nel 1938 scrivesse "... des canons, des munitions? Merci!.. des logis s.v.p.", un approccio ingenuo rispetto a quello che stava davvero per succedere.
Oggi qualcuno pensa, altrettanto ingenuamente, che i problemi del mondo siano costituiti da soldi e finanza...
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postato da
francesco amadori
mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 21:59
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Grazie per il consiglio, ma Lucio ha capito benissimo,
sia Brecht, che Sander che Grosz, che tanti altri e sono tantissimi, non lavoravano sulla forma, per usare il termine ambiguo.
Soprattutto non cercavano alibi, tentavano di dare un senso e talvolta ci riuscivano a ciò che era nelle loro corde, nella loro esperienza, nella loro cultura, con grande attenzione al mondo nel quale vivevano, e non è poco, ancora oggi ci dicono qualcosa.
Senz'altro comunque non pensavano a soldi e finanza.
Metti il tuo nome, se ti manca questo coraggio.. Che hai mai da dire che possa essere credibile ?
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