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domenica 13 maggio 2012

Un tentativo di risposta alla domanda di Gennaro Grieco.

dal blog francesco amadori, di francesco amadori


Cambiare è complicato, molto complicato.
In Sardegna, la settimana scorsa un referendum ha abolito le nuove quattro provincie, istituite dopo il 2000, che sommate alle altre tre esistenti facevano sette, risultato, fra le altre cose 500 disoccupati, qualche palazzo che si trova improvvisamente disabitato ed inutile, non che fosse utile prima, era solo abitato, un pullulare di addetti e questuanti.
La regione Sarda conta circa un milione e mezzo di abitanti, qualcosa come una medio grande città europea, gestibile quindi con un apparato politico amministrativo, tipo consiglio comunale, di 40 persone, quindi nessun comune, nessuna provincia, si tratterebbe di mandare a spasso qualcosa come cinquemila persone,( ma sbaglio senz'altro per difetto ) fra amministratori, segretari, tecnici, autisti, uscieri ecc. per le quali si è inventato un lavoro del quale non esiste alcuna necessità.
Penso che la politica, in italia , allo stesso modo, foraggi qualche milione di persone con l'invenzione di lavori inutili.
Credo inoltre che gran parte della legislazione buro-farraginosa italiana sia pensata ad hoc, ovvero per creare clientela inventando lavori, pratiche che solo la fantasia perversa della politica italiana riesece a immaginare, in ciò aiutata da un largo consenso, sindacati compresi, ovvero di tutti coloro che ne beneficiano, ma non escluderei dal novero le vittime stesse di tutto ciò ovvero noi abituati ad una rassegnazione masochistica atavica che nulla abbiamo fatto per cambiare, per ribellarci a questo nulla che occupa le nostre esistenze.
Inventarsi un nuovo paese vuol dire liberarsi da tutto ciò, compreso liberare tutti coloro, uscieri, tecnici, autisti, segretari comunali e perchè no amministratori stessi ecc, che conducono una vita a fare assolutamente nulla, ovvero nulla di realmente utile.
Ecco perchè è così complicato.
La casta non è solo nel palazzo, ma è diffusa, capillare.
Noi architetti, non abbiamo per caso passato una vita in attese snervanti alla porta di qualche tecnico, a disbrigare scartoffie piuttosto che progetti ?
La " castità" è dentro noi, quando assieme al progetto consegniamo copia dello stralcio del piano regolatore, del piano paesaggistico,quando presentiamo il certificato energetico che in Germania, per esempio, è solo una garanzia dell'impresa al privato, esattamente come quando si acquista un elettrodomestico, quando dobbiamo dimostrare la liceità dell'intervento compulsando e citando decine di documenti, quando le norme vanno decodificate ed interpretate al punto che talvolta occorre anche il parere di un legale, non uno qualsiasi, ma uno esperto in urbanistica, o quando la decisione dipende dalla soggettività, anche estetica e culturale di chi esamina la pratica e siamo soggetti a piegarci controvoglia e spesso contro ragione ad essa per l'esito positivo del nostro lavoro.
Solo per citare , fra mille, qualche esempio del nulla nel quale passiamo gran parte del nostro tempo..
Abbiamo mai fatto qualcosa oltre il mugugno ?
Ecco perchè è così complicato.
Abbiamo continuato a fare progetti di case nuove quando bastano ed avanzano quelle che esistono.
Ecco perchè è così complicato.



postato da francesco amadori domenica 13 maggio 2012 alle ore 09:04    | commenti: 1 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da fr domenica 13 maggio 2012 alle ore 23:08

Non ho una sola parola da aggiungere, Francesco. Condivido al 100%.


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