VIVA LE LIBERALIZZAZIONI SE
dal blog francesco amadori, di francesco amadori
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| più eros per gli architetti |
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Il problema non è la conservazione dei minimi tariffari. delle tutele corporative... chi o cosa " ci frega " non sono le liberalizzazioni, ma tutto il sistema incancrenito e purtroppo anche consolidato da ..quasi sempre, almeno da che io abbia memoria, del rapporto politica ( questo nostro sistema politico, non la politica in sè ) ed anche burocrazia alimentata dalla politica.... e lavoro, qualsiasi lavoro non solo quello degli architetti.
Il nostro lavoro, forse più di quello degli altri, ha un legame necessario con la politica e quindi se il sistema politico non è " buono " anche il nostro mestiere conseguentemente.......
Le liberalizzazioni fanno saltare solo un punto nodale della nostra attività, si poteva partire da altri punti,
Gli altri punti però sono più complessi..
Ad esempio il sistema consolidato e certo illiberale al massimo grado è quello che fa si che la complessità burocratica sempre in salita del nostro mestiere agevoli chi ha confidenza più che con il mestiere dell'architetto, con quello delle frequentazioni buropolitiche o degli affari tout court.
Toccare questo punto vuol dire semplificare le procedure, le leggi e le regole urbanistiche, reinventare un lavoro per milioni di burocrati che vivono di questo " non lavoro " che inquina gran parte delle nostre fatiche e del nostro tempo ed anche della loro stessa esistenza..in una parola rovesciare l'italia.
Assieme ai burocrati anche tanti architetti spurii dovrebbero e, finalmente, potrebbero dedicarsi ad altro. perchè la concorrenza si porrebbe su basi più sane a loro poco consone, magari giocare in borsa od aprire una sala giochi o, per rimanere nel campo, dedicarsi alla compravendita immobiliare o dedicarsi alle rapine, senz'altro più esperti di qualche sfigato che si improvvisa rapinatore per fame.
( ovviamente va modificata anche la regola, organica al mal-sistema, che impone negli incarichi pubblici il controllo del portafoglio come conditio sine qua non e prioritaria rispetto alla qualità del progetto, )
Per noi che vorremmo essere veri architetti significherebbe ridestinare al nostro mestiere il tempo perduto in cazzate obbligate imposte per legge, tornare ad amare la nostra professione.
Per tutti una architettura migliore e meno tristezza e depressione nella vita.
postato da
francesco amadori
giovedì 12 gennaio 2012 alle ore 09:47
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