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mercoledì 13 febbraio 2019

Scopriamo i Casseri a perdere per fondazioni

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio

Qualsiasi struttura edilizia/architettonica può essere considerata come una sintesi organica e razionale di un complesso di elementi strutturali che ne compongono lo scheletro interno e ne garantiscono la stabilità.

E’ assolutamente fondamentale, nell’ottica dell’edilizia, accertarsi non solo per un problema di sicurezza, della piena stabilità strutturale delle cotruzioni. In tal senso un aspetto importantissimo, al di là della struttura, è l’uso di materiali di qualità: oggi andiamo a scoprire cosa sono i casseri a perdere per fondazioni molto utilizzati nel settore.

Elemento fondamentale e indispensabile di una struttura sono le fondazione. Esse sono quella parte della struttura dell’edificio che svolge il compito di trasmettere i carichi di tutte le strutture in elevazione al terreno.

Lo studio delle fondazioni strutturali implica una approfondita conoscenza della geotecnica, della scienza delle costruzioni e della tecnica della costruzioni: un lavoro che deve essere affidato a persone competenti e qualificate, per via proprio dell’importanza di uno studio adeguato.

Il tipo di fondazione impiegata dipende dalla sollecitazione che agisce su di essa e dal tipo di terreno a cui è connessa, per cui è necessario raggiungere il terreno di portanza adeguata ai carichi della struttura.

Esistono due famiglie di fondazioni:

  • Fondazioni dirette o superficiali: sono quelle che poggiano su strati di terreno raggiungibili con semplici operazioni di scavo.

  • Fondazioni indirette o profonde: sono quelle che trasmettono i cariche della costruzione a strati profondi di terreno. Possono essere a pozzi, a pali, a diaframmi.


La realizzazione delle fondazioni è costituita dai seguenti quattro processi:

1)analisi geotecniche: in questa fase viene effettuata lostudio del terreno per stabilirne la qualità e scegliere il tipo di fondazione più adatta in base alle condizioni presenti

2) sbancamento: viene effettuato l’asportazione del terreno all’interno dell’area individuata dalle operazioni di tracciamento, fino a raggiungere la quota dalla quale avranno inizio le opere di elevazione del fabbricato

3) scavi per fondazioni: gli scavi a sezione obbligata effettuati a partire dal piano di sbancamento per accogliere gli elementi di fondazione previsti dal piano

4) opere di fondazione: opere relative alla fondazione quali i muri di sostegno e la sottofondazione

 

Dagli ultimi anni degli anni 90, anche nel processo di fondazione, i casseri (o casseforme) moderni sono intervenuti in aiuto per velocizzare e ridurre i costi della costruzioni delle fondamenta dell’edificio.

Per precisare, il cassero (detto in inglese formwork) in edilizia è quella struttura di contenimento nella quale viene colato il calcestruzzo (cls). Vengono distinte in casseri a riutilizzabili o in casseri a perdere, e sono proprio quest’ultimi ad essere utilizzati per le fondazioni.

Sono tantissime le aziende in Italia, da Duimar SRL in Sicilia fino al Trentino Alto Adige, che usano proprio i casseri a perdere come materiale di costruzione, proprio per via della sua affidabilità e sicurezza.

I casseri a perdere per fondazioni cambiano radicalmente il modo di costruire le travi di fondazione in calcestruzzo od altre opere ad esse assimilabili.

Semplicità, ottimizzazione dei costi e facilità di impiego sono i vantaggi fondamentali che si ha utilizzandoli per le costruzioni, di fatto rendendolo lo strumento edilizio più utilizzato.

Uno dei cassieri per fondamenta più diffusi è il cassero a perdere con brevetto FlashFond che semplifica e facilita la fase di realizzazione delle fondazioni. In tal senso la fase di riempimento di materiale inerte (che in passato era l’ultima da eseguire) diventa fase primaria e fondamentale della casseratura, ottimizzando la logistica e l’utilizzo di mezzi d’opera in cantiere.

Sono costituiti da pannelli di lamiera zincata con superficie a cellule chiuse. I pannelli possono essere di varie altezze (20/25/30/40/50/60/70/75/80 cm) e possono avere una lunghezza standard di 2,40 metri lineari. In ogni caso è possibile richiedere misure personalizzate per qualsiasi esigenza di altezza o lunghezza.

La posa del pannellino FlashFond risulterà molto semplice e intuitiva, in quanto basterà appoggiarlo alla gabbia d'armatura prima del rinterro, impedendo con una doppia azione la fuoriuscita del cls di getto e l’entrata del terreno scavato, facendo risparmiare tempo e abbattendo i costi di realizzazione, tutto in un’unica fase di lavorazione 

domenica 10 febbraio 2019

Privato presta soldi in giornata Prestiti da privati – offro prestito immediato

dal blog prestiti-tra-privati in italia, di prestiti privati

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sabato 9 febbraio 2019

Cosa fare quando la caldaia non parte

dal blog Cafè Architettura, di Arredamenti Torino

Di tanto in tanto, potrebbero verificarsi problemi con la caldaia. La maggior parte di questi problemi può essere risolta seguendo attentamente le procedure descritte nel manuale di istruzioni, tuttavia potrebbe verificarsi un guasto che richiede l'intervento di un tecnico specifico.


Sfortunatamente, la tua caldaia è più probabile che si rompa durante la parte più fredda dell'anno, lasciandoti senza calore e acqua calda quando ne hai più bisogno. Questo perché le caldaie tendono a sviluppare accumuli di calcare durante l'estate quando un uso ridotto può causare il grippaggio dei componenti interni.


Abbiamo preparato in collaborazione al blog assistenza caldaie : https://www.assistenzacaldaieroma.org/ una serie di procedure da mettere in atto quando la caldaia non parte più, il tutto prima di chiamare un tecnico e ovviamente risparmiare soldi.


Caldaia non parte


ci possono essere tanti motivi per cui la caldaia non parte. La prima cosa da fare è quella di verificare se c'è sufficiente pressione dell' acqua. E' un problema che riguarda coloro che vivono ai piani alti, in orari di punta, al mattino presto, quando tutti si lavano potrebbe non esserci la pressione sufficiente e la caldaia non parte. Quindi provate nuovamente a vedere se arriva acqua calda in un altro orario.


Il calcio è deleterio per una caldaia. Gli accumuli di questa sostanza potrebbero ostruire i condotti e non far passare acqua a sufficienza. Per questo è sempre meglio installare un decalcificatore a monte. Altrimenti occorre fare un lavaggio. Dovete chiamare un tecnico.


Se la caldaia è a "pile" ovvero per far partire la scintilla viene alimentata con pile da 1.5 volt deve essere verificata la loro carica. Se è alimentata a corrente verificate che sia corrente elettrica.


7 modi intelligenti per stare al caldo se il tuo caldaia si rompe


Nel frattempo, dai un'occhiata ai nostri migliori consigli per scoprire i modi semplici per restare comodamente al caldo fino a quando la tua caldaia non sarà riparata:



  1. Chiama un tecnico: se la tua caldaia si è guastata, la prima cosa che devi fare è trovare un tecnico qualificato per ripararla. Solitamente c'è da pagare il costo della chiamata, circa 30-40 euro e poi il prezzo per la riparazione.

  2. Mantieni il calore: tieni le tende chiuse e usa i paraspifferi (o gli asciugamani e i cuscini arrotolati) per evitare che il calore sfugga dalle fessure vicino alle porte e alle finestre.

  3. Copriti: indossare più vestiti può aiutarti a mantenere il calore corporeo, quindi indossa un maglione, un cappello o un paio di calze in più, e rannicchiati sotto una coperta per rimanere al calduccio.

  4. Mangia cose calde: scrollati di dosso quei brividi invernali con una deliziosa tazza di cioccolata calda o scaldati una scodella di zuppa. Tenere una tazza calda ti aiuterà anche a scaldare le mani!

  5. Inventiva: fai scorta di bottiglie di acqua calda, coperte elettriche e altre fonti di calore alternative (come ventole, alogene o riscaldatori a convezione). Potresti persino preparare la tua borsa termica con un calzino pieno di riso e lavanda.

  6. Riscaldamento selettivo: se si fa affidamento su un metodo di riscaldamento alternativo, è possibile risparmiare energia, denaro e calore riscaldando solo le stanze che si utilizzano di più (ad es. Camera da letto e soggiorno).

  7. Chiedi a un vicino: se non hai accesso a una stufa elettrica, chiedi ad amici o vicini se hanno dei riscaldatori di riserva che potrebbero prestarti. Alcune autorità locali e enti di beneficenza offrono anche un aiuto per il riscaldamento di emergenza.


Come riscaldare l'acqua durante un guasto alla caldaia


La maggior parte delle moderne lavastoviglie e lavatrici scaldano l'acqua internamente, quindi non è necessario avere acqua calda per farle funzionare.


Se si dispone di un riscaldatore ad immersione o di una doccia elettrica che riscalda l'acqua su richiesta, è possibile accedere all'acqua calda anche quando la caldaia non funziona. Tuttavia, se non lo fai, puoi ancora usare bollitori o pentole per riscaldare l'acqua per il lavaggio o il bagno.


AVVERTENZA : prestare attenzione quando si trasporta acqua calda in casa e non lasciare mai incustoditi i recipienti di acqua bollente.

 

sabato 9 febbraio 2019

Come aumentare la pressione acqua nella tua casa

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


Sei sicuro di aver provato proprio tutto? Se hai poca pressione dell’acqua nei rubinetti collegati all’impianto idrico di casa, esistono diverse cause possibili. Facciamo chiarezza su alcuni fattori da considerare prima di chiamare e pagare un idraulico. La giusta pressione acqua, in casa, va da un minimo di 1.5 Bar a un massimo di 3 Bar. Se la pressione risulta inferiore a questo range, è necessario intervenire.


Tubi intasati o strozzati possono essere la causa


Di solito, la scarsa pressione dell’acqua è causata da tubi strozzati o tubature intasate. Ma se hai già provveduto a sturarli o sostituirli ed hai una nuova casa con un nuovo impianto, assicurati che la valvola di arresto vicino al contatore dell’acqua sia completamente aperta. Sembra semplice, ma gli idraulici si fanno pagare per una chiamata di servizio. Girano la leva della valvola di pressione dell’acqua ed il gioco è fatto. Prova tu ma se non ti senti sicuro: chiama l’idraulico.


*Per aumentare la pressione dell’acqua è necessario l’intervento di un idraulico in questo caso.


Hai chiamato l’acquedotto?


Se la tua casa si trova in città, chiedi al dipartimento idrico locale se ci sono lavori in corso o perdite d’acqua nella tua zona. Non sempre sarà possibile raggiungerli telefonicamente. Ti consigliamo di prendere visione del sito web dell’acquedotto della tua città e cercare tra le ultime notizie.


*Senti vicini o parenti che stanno nelle vicinanze prima di chiamare l’acquedotto.


Rompigetto o filtro ostruito


E’ da tanto che non controlli i filtri dei rubinetti? Prova a smontarli lì dove hai poca pressione acqua. Il calcare spesso si annida in questi aeratori formando un ostruzione non indifferente. Basterà una pulizia per tornare ad avere la giusta pressione dell’acqua.


*Prova con il fai da te per ripristinare la pressione dell’acqua del bagno o della cucina.


Un manometro potrebbe aiutarti a questo punto


Prova ad acquistare un manometro in un negozio di ferramenta idraulica. Collega il manometro ad un rubinetto esterno alla casa, apri l’acqua e otterrai una lettura immediata.



  • Se la lettura della pressione acqua risulta bassa: l’acquedotto sta erogando poca acqua.

  • Se l’acquedotto non è in grado di aumentare la pressione: prendi in considerazione l’installazione di un’elettropompa.

  • Se la lettura della pressione è adeguata: è possibile che vi siano ostruzioni o tubi dal diametro inferiore alla norma.


*Chiama un idraulico se non ti senti sicuro.


Controlla il riduttore di pressione


il riduttore di pressione è una valvola da 3/4 pollice, solitamente cromata, accompagnata da manometro, che permette di limitare la pressione in entrata dell’acqua e di ridurre i consumi. Se noti sul pavimento del bagnato sotto il riduttore, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Prova a stringerlo ma stai attento a non spaccare la vite del manometro dentro il riduttore.


Concomitanza di prelievi


Nelle ore di punta, del giorno o della sera, potrebbero verificarsi contemporaneamente dei prelievi d’acqua da parte di diverse utenze nella zona. Considera l’ora in cui sta avvenendo questo evento della scarsa pressione in casa e ricordalo nei giorni che verranno. Potrebbe trattarsi di un problema temporaneo. Anche l’apertura, in casa, di diverse utenze può causare ciò.

 

venerdì 8 febbraio 2019

Alla fine, ho ottenuto il mio prestito di 18.000 € in 60 mesi con la sig.ra Cristina Allegri

dal blog Cerco prestito urgente da privato, di Rita Pulito

Stavo cercando un prestito che finalmente ho ricevuto, ho beneficiato di un prestito di 18.000 € in 60 mesi presso un prestatore sig.ra Cristina Allegri che presenta offerte di prestito a ogni persona nella necessità. Quindi se siete interessato o avete una persona che è nella necessità di prestito, contattarla per maggiori informazioni:

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venerdì 8 febbraio 2019

Porte filomuro: il fascino della sobrietà

dal blog Cafè Architettura, di Arredamenti Torino

Porta filomuro scorrevole - pannellofilomuro.it

Nel design moderno e contemporaneo il minimalismo non passa mai di moda. Le porte filomuro, come tutti i sistemi raso parete, sono espressioni di questa filosofia. “Less is more” è il mantra che accompagna lo stile minimal. La pulizia formale, libera da orpelli, è espressione di uno stile abitativo improntato alla classe e all'essenzialità, mentre l'eccesso e la ridondanza sono sinonimo di complicazione. La porta filomuro incarna il grado zero della soglia. Priva di cornici e coprifili, quindi senza sporgenze, diventa tutt'uno con la parete ospitante. Una soluzione di grande impatto estetico, anche perché, nella sua essenzialità, si presta a innumerevoli personalizzazioni. Ecco tutte le particolarità e le varianti delle porte raso parete.


Sistemi di apertura delle porte filomuro


Le porte raso muro si distinguono in base al meccanismo di apertura e chiusura, che può essere scorrevole, a bilico o a battente. Il sistema scelto influisce sul montaggio e sullo spazio occupato all'apertura, oltre che sulla diversa resa estetica. Per installare una porta filomuro a battente, ad esempio, si può procedere in autonomia, mentre una porta filomuro scorrevole richiede un intervento murario. PannelloFilomuro, brand leader nel settore, produce tutti i modelli in misure standard o personalizzate e procede su richiesta anche all'installazione.


Porte filomuro a battente


Le porte a battente filomuro sono di facile installazione e hanno un pannello ad anta battente che si integra perfettamente alla parete una volta chiuso. Sono una soluzione pratica e molto richiesta che sposa eleganza e funzionalità. La porta chiusa risulta completamente invisibile e può essere dotata di maniglia a scomparsa, con sistema premi/apri, per accrescere l'effetto.


Porte filomuro scorrevoli


Le porte scorrevoli raso muro comportano un lavoro in muratura per installare le guide necessarie allo scorrimento. La porta filomuro a scomparsa scorre, all'apertura, all'interno della parete ospitante. Il risultato è un'ottimizzazione dello spazio disponibile, molto conveniente negli ambienti piccoli. La porta chiusa si mimetizza efficacemente con la parete, grazie ad apposite cerniere registrabili. Una volta aperta, crea un varco pulito tra due ambienti, trasformandoli in comunicanti.


Porte a bilico filomuro


Le porte filo muro a bilico sono soluzioni esclusive e meno diffuse. Si tratta di porte a tutta altezza che ruotano su se stesse all'apertura. Oltre al minor ingombro di spazio, offrono una resa estetica originale e di sicuro effetto. Come negli altri casi, la porta chiusa si uniforma alla parete e può essere dotata di maniglia a scomparsa.


Design filomuro: mimesi e varianti dei sistemi raso parete


Il successo delle porte filomuro, sempre più richieste nell'interior design, è da ricondursi alla loro grande versatilità. Se alla base dei sistemi raso muro c'è l'idea di invisibilità e di omogeneità con la parete, esistono diverse varianti che lasciano spazio alla creatività. Un esempio molto apprezzato è quello di una porta filomuro laccata in una tonalità a contrasto con le pareti, o in accostamento con gli arredi circostanti. L'assenza di sporgenze e la complanarità con la parete permettono anche di rivestire la porta con carta da parati o stickers che proseguono sulla parete senza soluzione di continuità. La purezza delle linee e la classe delle porte filomuro ne ha permesso l'adozione anche in contesti di arredo più classici.


Porte filomuro: prezzi e montaggio


I prezzi delle porte raso muro variano in base alla qualità, alle dimensioni e al sistema di apertura. Generalmente, le porte a bilico e le filomuro scorrevoli richiedono una spesa maggiore rispetto alle porte filomuro a battente. PannelloFilomuro realizza porte filomuro di elevata qualità a prezzi di fabbrica, in quanto vende direttamente e senza intermediari. Le porte sono comunque personalizzabili su richiesta e possono essere montate sia in pareti in muratura che in cartongesso.

 

venerdì 8 febbraio 2019

Come sorvegliare una casa con una telecamera wireless

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


Sorvegliare una casa , villa o appartamento è diventato una priorità soprattutto per coloro che vivono isolanti ed in un contesto ad alto rischio di furti. I sistemi di sicurezza si sono evoluti tantissimo negli ultimi anni e internet ha fatto la differenza. Oggi è possibile controllare la casa da remoto, via internet.


I sistemi di protezione appena rilevano un' intrusione inviano un alert al cellulare (antifurto casa senza fili), oppure fanno partire una telefonata. In ogni momento poi è possibile avere sotto controllo parte di una zona grazie alle camere Ip connesse alla rete. Cerchiamo di conoscere i migliori sistemi di protezione della casa.


Sistema di videosorveglianza per la tua proprietà


Le soluzioni di video sorveglianza hanno due scopi principali. In primo luogo, fungono da deterrenti peri ladri. Secondo le statistiche, il 60% dei ladri condannati afferma che la presenza di dispositivi di sorveglianza installati attorno a una casa ha influenzato le loro decisioni in merito alla possibilità di irrompere dentro o cercare un obiettivo più facile. Successivamente, i filmati registrati di tutte le attività nell'area possono aiutare a identificare i ladri nel caso in cui riescano a entrare in casa.


Una volta i sistemi di sorveglianza erano visti come qualcosa di esclusivo per le strutture aziendali e le case dei ricchi. Oggi, l'hardware utilizzato per l'installazione di camere di sorveglianza è molto più conveniente di quanto non fosse prima.In effetti, ci sono varie opzioni che sono abbastanza semplici da renderle adatte alla casa media. Ecco una rapida carrellata su queste soluzioni .


Spioncino elettronico per porta


si presentano come dei veri e propri spioncini montati su una porta, ma invece che essere "ottici" sono elettronici, connessi ad internet puoi vedere in tempo reale cosa c'è davanti alla tua porta usando un dispositivo remoto. È anche possibile impostare questo tipo di soluzione di sorveglianza in modo che continui a registrare ciò che accade davanti a casa tua. Puoi persino monitorare la parte anteriore della tua casa anche se sei al lavoro. Se qualcuno che ha intenzione di entrare nella tua casa suona il campanello per controllare se c'è qualcuno all'interno, la fotocamera può trasmettere i dati direttamente al tuo telefono in modo da poter rispondere a loro come se fossi a casa.


Telecamere da esterno


Le telecamere di sicurezza esterne sono la prima linea di difesa contro i ladri. Normalmente installate in un punto di osservazione elevato e con la possibilità di trascurare i possibili punti di ingresso nella tua casa, le telecamere esterne si assicureranno che nessuno riesca a passare il muro perimetrale passando inosservato. La maggior parte delle cam di sicurezza esterne sono dotate di sensori a infrarossi. A seconda della configurazione, la videocamera può registrare il filmato in un dispositivo di archiviazione dati sicuro o trasmettere le informazioni direttamente allo smartphone o al computer per il monitoraggio in tempo reale.


Telecamere da interni


Le telecamere per interni sono dispositivi piccoli e modesti che sono posizionati strategicamente in varie aree della casa. Un ladro che riesce a sottrarsi al rilevamento dall'esterno dovrà ancora preoccuparsi di farsi vedere dalle telecamere puntate verso i corridoi o affacciate su ampie stanze. Molte soluzioni di sorveglianza interna sono progettate per avvisarti in caso di intrusione in modo da poter chiamare la polizia per chiedere aiuto. Inoltre, come le loro controparti all'aperto.


Sorveglianza wireless


Le precedenti tre soluzioni di sorveglianza traggono grande beneficio da una configurazione di sorveglianza wireless. Dal momento che le telecamere non hanno un cavo che porta al dispositivo principale utilizzato per monitorare ciò che ogni unità sta vedendo, non c'è nulla da tagliare per i ladri per disabilitarli. La sorveglianza con telecamere wireless offre anche molte opzioni quando si tratta di posizionare le stesse perché possono essere installate ovunque fintanto che si trovano all'interno della portata della rete locale wifi. Ultimo ma non meno importante, è facile cambiare il numero di telecamere collegate a un sistema wireless perché non è necessario installare o smontare il cablaggio aggiuntivo.


La sorveglianza domestica non deve essere una rete elaborata di dispositivi costosi. Grazie a semplici soluzioni di sorveglianza, è possibile rendere la tua casa più sicura dai ladri senza dover spendere una quantità enorme di soldi sull'hardware necessario.

 

giovedì 7 febbraio 2019

Interventi strutturali di riqualificazione energetica

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


Oggi si sente molto parlare di riqualificazione energetica degli edifici : questa attività è perfetta per ottimizzare le prestazioni della tua abitazione e ottenere il massimo risparmio energetico. Si tratta di un complesso di interventi che, se messi in atto, possono radicalmente modificare il fabbisogno energetico della tua casa, facendoti accedere ad una serie di benefici, primo fra tutti il risparmio economico.


Generalmente possiamo distinguere gli interventi di riqualificazione energetica in due macro aree di intervento: la prima, dedicata agli interventi edili; la seconda, dedicata agli interventi di impiantistica. Vediamo ora nello specifico in cosa consiste la riqualificazione energetica e perchè dovresti seriamente prendere in considerazione l’idea di fare questo investimento.


La guida alla riqualificazione energetica della tua casa


La tua casa ha una struttura obsoleta e non è stata progettata per farti ottimizzare il fabbisogno di energia? Niente paura: ecco una guida agli interventi di riqualificazione che potresti programmare per la tua abitazione.


Perché la riqualificazione conviene?


La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è: perché investire nella riqualificazione energetica degli edifici esistenti? Beh, ci sono una serie di validi motivi per farlo , che ti aprono le porte a diversi vantaggi interessanti:



  • Maggiore efficienza = Maggiore risparmio. Una casa efficiente elimina gli sprechi di energia e, di conseguenza, riduce drasticamente l’impatto sui costi delle bollette;

  • Aumenta il comfort abitativo e il valore della tua casa, soprattutto con gli interventi di natura strutturale;

  • Puoi accedere ad interessanti detrazioni fiscali fino al 65% , usufruendo ad esempio dell’Ecobonus

  • Impatti meno sullambiente e ti impegni per salvaguardare la salute del Pianeta, diminuendo le emissioni di gas dannosi per la salute


Interventi strutturali di riqualificazione energetica


Gli interventi di riqualificazione energetica sull’involucro edilizio hanno come scopo principale quello di abbattere le dispersioni di energia, massimizzando il comfort abitativo e abbattendo gli sprechi. Questi consistono essenzialmente nell’isolamento termico delle pareti perimetrali, dei tetti e dei solai.


Ad esempio, sono interventi di riqualificazione energetica sull’involucro edilizio i cappotti termici , ossia rivestimenti di diverso materiale (sughero, lana di roccia affini) che servono per proteggere l’involucro dalla creazione di ponti termici. Grazie al cappotto termico, infatti, riuscirai nei mesi freddi a trattenere il calore all’interno e, nei mesi caldi, a mantenere il fresco.


Interventi di riqualificazione energetica sugli impianti


Altra interessante tipologia di interventi di riqualificazione energetica sugli edifici è quella relativa all’impiantistica. In questo caso, l’obiettivo è quello di rivedere le fonti di approvvigionamento e di diffusione dellenergia negli ambienti domestici , scegliendo quelli in grado di massimizzare il risparmio. Ad esempio, rientrano fra questi interventi:



  • L’installazione di un a caldaia a condensazione , che ha la funzione di ottimizzare il calore riutilizzando quello prodotto dalla condensa di scarico. Grazie a questa tipologia di caldaia, potrai risparmiare fino al 30%

  • L’installazione di una pompa di calore , ossia un sistema che permette di riscaldare e raffreddare la tua casa;

  • La scelta di impianti di riscaldamento di ultima generazione , come i pannelli radianti. Il riscaldamento a pavimento è confortevole e sicuro e ti permette di avere un calore uniforme in tutti i tuoi ambienti, risparmiando più del 20% sulle spese.


Altra cosa da fare è scegliere di investire in fonti energetiche sostenibili , come l’energia solare: l’installazione del fotovoltaico ti permette di produrre energia sfruttando la forza del sole. Scegliendo un impianto con accumulo, potrai sfruttare l’energia che non usi di giorno durante le ore notturne, fino ad arrivare ad un azzeramento delle spese per la componente energia tradizionale.


Per sapere come risparmiare sulle tue bollette e trovare i migliori consigli su tariffe luce e gas, fonti energetiche e impianti di riscaldamento, dai un’occhiata alle guide di PortaleEnergia.com.

 

giovedì 7 febbraio 2019

Porte scorrevoli tutto vetro: separare con leggerezza

dal blog Cafè Architettura, di Arredamenti Torino

Porte scorrevoli tutto vetro in-door.it

Le porte scorrevoli tutto vetro sono la scelta ideale per valorizzare la leggerezza degli interni. Disponibili come porte singole o porte doppie, queste soluzioni permettono di separare gli ambienti senza appesantire il design. Inoltre, in quanto scorrevoli, consentono di risparmiare spazio rispetto alle tradizionali porte a battente. Il binomio tra trasparenza e assenza di ingombro le rende particolarmente utili in caso di ambienti piccoli o poco luminosi. Ma anche gli spazi ampi ne traggono vantaggio, offrendo la giusta via di mezzo tra divisione e open space. Alcuni brand, come in-door.it, offrono un alto livello di personalizzazione della porta e diverse tipologie di vetro secondo il gusto e le esigenze personali.


I vantaggi delle porte scorrevoli tutto vetro


Scegliere una porta in vetro comporta una serie di vantaggi dal punto di vista del design e della distribuzione della luce. Le porte scorrevoli tutto vetro sono molto apprezzate per l'effetto scenografico e la suddivisione discreta degli spazi. Inoltre, permettono di modulare l'ingresso di luce dalle stanze attigue in base al tipo e al colore di vetro scelto. Un consiglio sempre valido è acquistare porte in vetro stratificato, in quanto garantiscono più sicurezza in caso di rottura. Infatti non vanno in frantumi ed evitano la dispersione di frammenti pericolosi. Inoltre, il vetro stratificato è resistente e fonoassorbente, quindi garantisce un maggiore isolamento acustico.


Tipi di vetro per porte interne


Le porte scorrevoli tutto vetro non sono soltanto in vetro trasparente. in-door.it offre diverse tipologie di vetro, in base al colore e alla lavorazione, e la possibilità di decorarle. Le diverse opzioni disponibili permettono di personalizzare le porte in vetro rispondendo alle singole esigenze di stile. Ecco alcune delle principali tipologie di colore per porte interne in vetro.


Porte scorrevoli in vetro trasparente


Le porte scorrevoli tutto vetro in vetro trasparente ottimizzano la luminosità degli ambienti. Il vetro è liscio al tatto e facilmente pulibile con l'aiuto di un panno morbido. Sono porte ideali per chi cerca una soluzione eterea e raffinata per dividere lo spazio in modo delicato.


Porte scorrevoli in vetro fumé


Il vetro fumé è molto più opaco e coprente, indicato per chi vuole una separazione più decisa. Le porte scorrevoli tutto vetro in questa variante hanno una trasparenza molto ridotta e creano intriganti effetti di luce e design. Sono infatti molto apprezzate per cabine armadio e camere da letto.


Porte scorrevoli in vetro opalino


Le porte scorrevoli in vetro opalino presentano una delicata colorazione bianco latte. Anche in questo caso, la trasparenza è ridotta ma l'effetto è di maggiore luminosità rispetto al vetro fumé.
La luce che filtra viene diffusa in modo più uniforme e omogeneo, con un effetto coprente ed elegante. Possono essere traslucide o in vetro satinato.


Come personalizzare le porte scorrevoli tutto vetro?


Oltre alla scelta del colore, la personalizzazione di una porta tutto vetro dipende dal tipo di lavorazione scelta. Dal vetro acidato o satinato fino al vetro a specchio metallizzato. Inoltre, è possibile richiedere particolari decorazioni da apportare in porte realizzate su misura. Maniglie e accessori di vari modelli contribuiscono a rendere la porta ancora più esclusiva.


Posa in opera e funzionalità delle porte scorrevoli tutto vetro


Le porte scorrevoli tutto vetro in-door uniscono l'elevata qualità dei materiali alla praticità di installazione. La posa in opera può essere effettuata anche in autonomia, grazie a guide specificamente studiate per tollerare un certo margine di errore o di difetto della muratura. Altrimenti basta richiedere l'installazione professionale da parte dello staff. Il sistema di scorrimento è fluido e silenzioso e garantisce una lunga durata nel tempo grazie alla resistenza del meccanismo e delle cerniere

 

giovedì 7 febbraio 2019

offerta di prestito tra individui in 72h E-mail: cada60626@gmail.com

dal blog Offerta di prestito a tutta la comunità, di ADA CAVALLARO

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giovedì 7 febbraio 2019

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giovedì 7 febbraio 2019

Cucine classiche Scandola Mobili: il gusto della tradizione

dal blog Progettando arredo e giardino, di Matteo Cereda

Lo stile classico nelle cucine non passa mai di moda. Linee ricercata e attenzione ai dettagli sono solo alcune caratteristiche che contraddistinguono il gusto classico. Lo stile raffinato che ne risulta è adatto a tutti gli ambienti, dalle case in campagna agli appartamenti in città. Scandola Mobili propone un ampio catalogo di cucine classiche, realizzate in legno massello di abete e disponibili in diverse finiture, se cercate quindi un arredo in questo stile il consiglio è di sfogliare il catalogo di cucine classiche Scandola, in cui potrete trovare mobili davvero straordinari.

Ante, maniglie e materiali delle cucine classiche


L’anta a telaio è sinonimo di stile classico. Ne esistono davvero di molti modelli, da quelle con linee più semplici, a quelle più ricercate. Normalmente le cucine classiche alternano ante in legno con ante in vetro per dare leggerezza alla composizione. Le ante in vetro possono essere maggiormente arricchite con l’inglesina. Va prestata particolare attenzione alla scelta della maniglia perché aiuta a caratterizzare maggiormente l’arredamento. Ci sono infatti maniglia con finitura satinata che conferiscono un aspetto più contemporaneo alla composizione. Ci sono poi maniglie in finitura anticata o bronzata che donano un aspetto vintage alla cucina.
Il materiale maggiormente utilizzato per le cucine classiche è il legno, materiale della tradizione per eccellenza. Le essenze più classiche come il rovere o il noce vengono accompagnate da altre meno conosciute per arredare la cucina, ma allo stesso tempo funzionali, come il legno di abete. Accanto al legno vengono di solito utilizzati altri materiali naturali per il top, come il marmo o il granito. In questo modo la cucina acquista un aspetto naturale.

Tutti i colori del classico


Per quanto riguarda la colorazione, si preferiscono di solito colori chiari sulle tonalità del bianco, senza comunque trascurare le tinte legno. In linea generale è meglio preferire tinte tenui che donano luminosità all’ambiente. Scandola Mobili propone più di 40 finiture tra cui scegliere.
Le cucine classiche hanno di norma una conformazione ad angolo, ma sono stati proposti negli ultimi tempi modelli con isola o con penisola dal gusto classico. Il piano cottura viene di solito sottolineato da una grande cappa a camino in muratura, che dona eleganza all’ambiente. In commercio esistono cappe più semplici, che presentano il solo cono bianco, cappe con trave in legno, fino a quelle più raffinate che presentano anche un elegante decoro.
Per arredare una cucina in stile classico non vanno poi sottovalutati gli accessori. Scegliete quindi ciotole e zuppiere in porcellana finemente decorati da mettere in bella vista. Per i tessuti scegliete materiali naturali, come lino e cotone con tinte naturali o banche.
Scegliere lo stile classico per l’arredo della cucina è garanzia di uno stile evergreen, di una cucina che non passerà mai di moda e che non sentirete la necessità di ammodernare dopo un paio di anni. 

mercoledì 6 febbraio 2019

Sistema Multiroom: una tecnologia sempre più presente

dal blog SmartHome, di Marco  Bastianich

L'universo audiofilo vive in uno stato di costante evoluzione. Anche se non è una novità, la verità è che il nostro articolo di oggi mira ad andare oltre e scavare nel profondo del DNA del cosiddetto sistema audio multiroom. Una tecnologia che ha ottenuto particolare attenzione negli ultimi anni e che viene implementata sempre più nelle case degli italiani.

Cos'è il sistema multiroom?


Nel suo aspetto più tecnico, il sistema audio multiroom consiste nel creare una catena del suono attraverso l'uso di dispositivi che sono collegati tramite WiFi e che sono generalmente controllati attraverso un'applicazione mobile. Senza dubbio, un passo avanti rispetto alle casse bluetooth portatili (vedi qui), che comunque hanno altre applicazioni. Con il sistema audio multiroom, infatti,  L'obbiettivo è diffondere la musica in ogni angolo della casa. Per darti un'idea, immagina di dare una festa a casa e uno dei tuoi ospiti decide di andare in cucina. Con il sistema multiroom non mancherà una nota del soggetto che sta suonando al centro del party, una riproduzione senza tagli o perdite che porterà il tuo ospite a incoronarti come miglior host del pianeta terra.

Il sistema multiroom in Italia


Anche se agli inizi il sistema audio multiroom ha causato una grande incertezza nei produttori, la cosa certa è che a poco a poco sta guadagnando seguaci e ogni volta ci sono più le case che contano su questa sofisticata tecnologia. Sebbene l' Italia sia lontana anni luce da paesi come il Giappone, gli Stati Uniti o uno più vicino come il Regno Unito, la vendita di diffusori multiroom sta registrando una leggera crescita rispetto ai dati del 2015 in cui solo una percentuale ridottissima delle famiglie del nostro paese possedeva questo sistema.

Uno dei primi marchi a fare un salto nel futuro è stato Samsung, con il lancio di diffusori multiroom a 360 °. Piccoli dispositivi e un design sofisticato pronti a deliziare tutti coloro che in quel momento si erano autoproclamati stravaganti. Attualmente il sistema multiroom viene implementato progressivamente e sempre più marchi scommettono su di esso.

Il trionfo dello streaming


Uno dei grandi bastioni del sistema multiroom è il trionfo delle piattaforme di streaming musicale che fanno già parte della nostra musica relegando in fondo alle preferenze gli altri formati più tradizionali. Se c'è qualcosa di interessante del sistema multiroom è la possibilità di sincronizzare con i servizi in streaming più comunemente usate come piattaforme di Spotify o Deezer .

Inutile dire che questi dispositivi multiroom sono progettati per essere controllati sia nel suo insieme o in modo indipendente, cioè, nel salotto di casa può essere la riproduzione di un brano e la stanza all'altra, oltre la maggior parte dei produttori di introdurre la possibilità di equalizzazione, Tracciamento del salto o ricerca di nuovi temi, attraverso tutte le applicazioni disponibili per Android, Apple o Windows Phone.

I giganti del sistema multiroom


Come accennato in precedenza ci sono molte marche che offrono altoparlanti multiroom, ma come sapete che ci piace nit e indagare sulla audio ad alta fedeltà, proponiamo tre oratori che non lascerà indifferenti e di soddisfare le vostre aspettative superate:

Sonos Play: 1, il best seller


Questo Sonos Play: 1 è uno dei diffusori wireless più venduti in Spagna, il suo formato compatto e la sua leggerezza ne facilitano il posizionamento e il trasporto, nonché la facilità offerta dalla modalità di utilizzo semplice per chi cerca un buon suono con sforzo minimo, evidenziando la sua buona risposta in acuta e media. Con la connessione WiFi e la connettività Bluetooth, questo diffusore Sonos ha un prezzo di € 229 ed è l'altoparlante ideale per iniziare nel magnifico mondo dell'audio multizona.

Denon Heos 1 Go Pack, resistente all'umidità


Denon Heos 1 Go Pack è un piccolo diffusore che si distingue per la sua resistenza agli ambienti insoliti. Ad esempio, se sei uno di quelli che non possono rinunciare alla musica mentre sono sotto la doccia, questo dispositivo multi-zona è una buona opzione perché resiste ad elementi come vapore e umidità. Un'altra delle sue caratteristiche è il suo DSP avanzato che garantisce un equilibrio tonale naturale e uniforme. Con un prezzo di € 159, HEOS 1 è un'opzione conveniente da considerare per il tuo particolare sistema multiroom.

Bluesound PULSE MINI, un altro passo


Il giovane Bluesound si distingue per la sua vasta gamma di diffusori multiroom. Uno dei prodotti principali è il Bluesound PULSE MINI, la cui caratteristica principale è la trasmissione del suono in alta fedeltà con la riproduzione di file come FLAC, WAV o AIFF, offre una moltitudine di possibilità per connettersi a stazioni online e piattaforme di streaming. La MINI PULSE fa un passo in più rispetto ai modelli sopra citati e questo si riflette nel prezzo di € 599. Se stai pensando di aumentare il tuo sistema multiroom, stai affrontando un gigante incredibile.

Vale la pena il sistema multiroom?


Per finire vorrei portare la questione se valga davvero la pena avere un sistema multiroom a casa e analizzare i suoi pro e contro. Per quanto riguarda i vantaggi è giusto evidenziare la versatilità di audio multiroom sui altoparlanti tradizionali e grazie alla connettività Wi-Fi non ha bisogno di collegare il dispositivo al computer ed è in grado di gestire comodamente tramite dispositivo mobile senza rinunciare alla migliore qualità suono. Un altro vantaggio è la sua facile sincronizzazione con le principali piattaforme di streaming musicale così come un gran numero di stazioni online e la creazione della propria libreria musicale. In generale, il design di questo tipo di diffusori è sofisticato e molto ergonomico per poterlo collocare in qualsiasi angolo della casa senza scontrarsi con il resto dell'arredo.

D'altra parte, lo svantaggio principale non è altro che il suo prezzo. Perché se vuoi davvero realizzare un sistema multiroom completo dovrai investire in più di un altoparlante, ma stai certo che ne varrà la pena.

Con tutto questo si può concludere che il sistema audio multiroom è in piena crescita ed evoluzione. E le novità sono tutte a divenire. 

mercoledì 6 febbraio 2019

Sistema Multiroom: una tecnologia sempre più presente

dal blog SmartHome, di Marco  Bastianich

L'universo audiofilo vive in uno stato di costante evoluzione. Anche se non è una novità, la verità è che il nostro articolo di oggi mira ad andare oltre e scavare nel profondo del DNA del cosiddetto sistema audio multiroom. Una tecnologia che ha ottenuto particolare attenzione negli ultimi anni e che viene implementata sempre più nelle case degli italiani.

Cos'è il sistema multiroom?


Nel suo aspetto più tecnico, il sistema audio multiroom consiste nel creare una catena del suono attraverso l'uso di dispositivi che sono collegati tramite WiFi e che sono generalmente controllati attraverso un'applicazione mobile. Senza dubbio, un passo avanti rispetto alle casse bluetooth portatili, che comunque hanno altre applicazioni. Con il sistema audio multiroom, infatti,  L'obbiettivo è diffondere la musica in ogni angolo della casa. Per darti un'idea, immagina di dare una festa a casa e uno dei tuoi ospiti decide di andare in cucina. Con il sistema multiroom non mancherà una nota del soggetto che sta suonando al centro del party, una riproduzione senza tagli o perdite che porterà il tuo ospite a incoronarti come miglior host del pianeta terra.

Il sistema multiroom in Italia


Anche se agli inizi il sistema audio multiroom ha causato una grande incertezza nei produttori, la cosa certa è che a poco a poco sta guadagnando seguaci e ogni volta ci sono più le case che contano su questa sofisticata tecnologia. Sebbene l' Italia sia lontana anni luce da paesi come il Giappone, gli Stati Uniti o uno più vicino come il Regno Unito, la vendita di diffusori multiroom sta registrando una leggera crescita rispetto ai dati del 2015 in cui solo una percentuale ridottissima delle famiglie del nostro paese possedeva questo sistema.

Uno dei primi marchi a fare un salto nel futuro è stato Samsung, con il lancio di diffusori multiroom a 360 °. Piccoli dispositivi e un design sofisticato pronti a deliziare tutti coloro che in quel momento si erano autoproclamati stravaganti. Attualmente il sistema multiroom viene implementato progressivamente e sempre più marchi scommettono su di esso.

Il trionfo dello streaming


Uno dei grandi bastioni del sistema multiroom è il trionfo delle piattaforme di streaming musicale che fanno già parte della nostra musica relegando in fondo alle preferenze gli altri formati più tradizionali. Se c'è qualcosa di interessante del sistema multiroom è la possibilità di sincronizzare con i servizi in streaming più comunemente usate come piattaforme di Spotify o Deezer .

Inutile dire che questi dispositivi multiroom sono progettati per essere controllati sia nel suo insieme o in modo indipendente, cioè, nel salotto di casa può essere la riproduzione di un brano e la stanza all'altra, oltre la maggior parte dei produttori di introdurre la possibilità di equalizzazione, Tracciamento del salto o ricerca di nuovi temi, attraverso tutte le applicazioni disponibili per Android, Apple o Windows Phone.

I giganti del sistema multiroom


Come accennato in precedenza ci sono molte marche che offrono altoparlanti multiroom, ma come sapete che ci piace nit e indagare sulla audio ad alta fedeltà, proponiamo tre oratori che non lascerà indifferenti e di soddisfare le vostre aspettative superate:

Sonos Play: 1, il best seller


Questo Sonos Play: 1 è uno dei diffusori wireless più venduti in Spagna, il suo formato compatto e la sua leggerezza ne facilitano il posizionamento e il trasporto, nonché la facilità offerta dalla modalità di utilizzo semplice per chi cerca un buon suono con sforzo minimo, evidenziando la sua buona risposta in acuta e media. Con la connessione WiFi e la connettività Bluetooth, questo diffusore Sonos ha un prezzo di € 229 ed è l'altoparlante ideale per iniziare nel magnifico mondo dell'audio multizona.

Denon Heos 1 Go Pack, resistente all'umidità


Denon Heos 1 Go Pack è un piccolo diffusore che si distingue per la sua resistenza agli ambienti insoliti. Ad esempio, se sei uno di quelli che non possono rinunciare alla musica mentre sono sotto la doccia, questo dispositivo multi-zona è una buona opzione perché resiste ad elementi come vapore e umidità. Un'altra delle sue caratteristiche è il suo DSP avanzato che garantisce un equilibrio tonale naturale e uniforme. Con un prezzo di € 159, HEOS 1 è un'opzione conveniente da considerare per il tuo particolare sistema multiroom.

Bluesound PULSE MINI, un altro passo


Il giovane Bluesound si distingue per la sua vasta gamma di diffusori multiroom. Uno dei prodotti principali è il Bluesound PULSE MINI, la cui caratteristica principale è la trasmissione del suono in alta fedeltà con la riproduzione di file come FLAC, WAV o AIFF, offre una moltitudine di possibilità per connettersi a stazioni online e piattaforme di streaming. La MINI PULSE fa un passo in più rispetto ai modelli sopra citati e questo si riflette nel prezzo di € 599. Se stai pensando di aumentare il tuo sistema multiroom, stai affrontando un gigante incredibile.

Vale la pena il sistema multiroom?


Per finire vorrei portare la questione se valga davvero la pena avere un sistema multiroom a casa e analizzare i suoi pro e contro. Per quanto riguarda i vantaggi è giusto evidenziare la versatilità di audio multiroom sui altoparlanti tradizionali e grazie alla connettività Wi-Fi non ha bisogno di collegare il dispositivo al computer ed è in grado di gestire comodamente tramite dispositivo mobile senza rinunciare alla migliore qualità suono. Un altro vantaggio è la sua facile sincronizzazione con le principali piattaforme di streaming musicale così come un gran numero di stazioni online e la creazione della propria libreria musicale. In generale, il design di questo tipo di diffusori è sofisticato e molto ergonomico per poterlo collocare in qualsiasi angolo della casa senza scontrarsi con il resto dell'arredo.

D'altra parte, lo svantaggio principale non è altro che il suo prezzo. Perché se vuoi davvero realizzare un sistema multiroom completo dovrai investire in più di un altoparlante, ma stai certo che ne varrà la pena.

Con tutto questo si può concludere che il sistema audio multiroom è in piena crescita ed evoluzione. E le novità sono tutte a divenire. 

mercoledì 6 febbraio 2019

Meglio Lattice o Molle, guida ai materassi

dal blog Cafè Architettura, di Arredamenti Torino

Come scegliere il giusto tipo di materasso per il nostro letto? E' una giungla, i prodotti sono tanti che si differenziano non solo per dimensioni ma anche per i materiali utilizzati. Una volta c'erano quelli in lana e a molle. Oggi sono arrivati quelli in lattice, in gommapiuma, anti allergia, memory, insomma una varietà di modelli quasi infinita.


Dobbiamo imparare a scegliere quello che fa per noi, oppure a trovare un giusto compromesso tra qualità e prezzo. Poi ci sono i gusti personali: qualcuno vuole un materasso rigido, quasi duro per la propria schiena, altri preferiscono uno morbido, in grado di avvolgerli. Potrebbe interessarti anche la guida ai piumini d'oca per il letto. Vediamo le principali caratteristiche dei materassi.


Materasso Memory Foam in schiumaz


I materassi in schiuma, definiti "memory" perchè hanno "memoria" della vostra corporatura e la "assecondano" rappresentano un'alternativa in rapida crescita rispetto ai materassi a molle. Come detto si adattano al corpo e offrono un comfort e un supporto eccellenti.


Sapere cosa cercare è fondamentale per trovare il miglior materasso in memory foam adatto alle proprie esigenze. Ecco alcune cose importanti da sapere prima di acquistare un materasso memory foam:



  • Chiedi informazioni sulla densità della schiuma. La densità è ciò che determina la sensazione di morbidezza. Falso, in realtà più a che fare con la durabilità delle schiume, con la traspirazione ed il comfort. Un materasso di 40 chili per metro cubo è definito a "bassa densità" e costerà meno. Quelli a media densità hanno parametri di 50 kg/m3. Ad alta densità sono i migliori perchè traspirano meglio, avvolgono di piú, parliamo di modelli sopra i 60 Kg per metro cubo.

  • Attenzione alla marca: molte aziende di materassi vantano una densità alta, ma non specificano che questa schiuma densa costituisce solo lo strato superiore del materasso. I seguenti strati sono magari realizzati schiume a bassa densità.


Spessore del materasso


è chiaro che piú un materasso è "spesso" e maggiore sarà il comfort e la durata. Bisogna però guardare, come detto, anche alla densità se ci riferiamo ad un modello memory foam e non solo quindi all' altezza del modello, da 10, 15, 20 o piú cm.


Che cos'è la pressione di contatto di un materasso


L'unità espressa in "mmHg" misura la pressione di contatto di un materasso. Secondo il settore sanitario , uno standard di 32mmHg o inferiore (32mmHg per il sistema capillare arteriolare e 12 mm Hg per il sistema capillare venoso) è considerato un alleviamento della pressione. E' fondamentale comprare un tipo di materasso sotto questa soglia per persone che passano molto tempo al letto per evitare decubiti.


Più scarico di pressione = meno punti di pressione .Un basso mmHg significa anche una migliore circolazione del sangue, tuttavia, questo è difficile da raggiungere pur mantenendo una densità più elevata.


Materasso in lattice:


come suggerisce il nome, questi materassi sono riempiti con schiuma di lattice, che è un materiale particolarmente traspirante che non fa sentire caldo nelle serate afose estive. È anche estremamente resistente e dovrebbe durare per molti anni. Ed è una buona opzione per chi soffre di allergie o asma.


All'inizio possono sembrare piuttosto solidi, quindi sono più adatti a coloro che preferiscono un letto duro. Solitamente i materassi in lattice pesanti possono essere difficili da trasformare e le versioni più economiche possono sviluppare ammaccature e bozzi nel tempo.


Dimensioni dei materassi


Queste sono le dimensioni standard per i materassi:



  • Piccolo singolo: 75 cm x 190 cm

  • Singolo: 90 cm x 190 cm

  • Alla francese una piazza e mezza: 120 cm o 140 cm x 190 cm

  • Matrimoniale: 160 cm x 190 cm

  • Kingsize: 170 cm x 200 cm

  • Super kingsize: 180 cm x 200 cm


Materasso a molle


Conosciutissimo e ancora molto utilizzato è il materasso a molle. Anche qui però ci sono diverse tipologie di materassi realizzati con questa "tecnologia". Ci sono le molle "classiche" e quelle "insacchettate". Quelle classiche, sistema Bonnell, consiste in una spirale di acciaio che lega le molle tra di loro.


Le molle insacchettate invece sono indipendenti tra loro, racchiuse in un sacchetto di fibra anallergica e non sono legate. Quest' ultimo tipo di materasso permette ad ogni molla di comprimersi o estendersi liberamente, senza dar fastidio alle molle vicine, consentendo al materasso di seguire e sorreggere le diverse zone del corpo in modo corretto. Costano quindi un po' di piu' rispetto ai classici a molle.

 

mercoledì 6 febbraio 2019

Termostati smart con il design più bello

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


Tutti vorrebbero vivere in una Smart Home, ma che significa in termini pratici? Una casa intelligente consente all’utente di interagire con la propria abitazione da remoto, azionando e programmando impianti, elettrodomestici, ad esempio accendendo luci, chiudendo le tapparelle, alzando la temperatura molto altro ancora. Questo permette effettivamente di migliorare il comfort all’interno dei locali e di ridurre i consumi, tagliando le bollette.


La casa domotica è il top, ma non è necessario arrivare a tanto: per iniziare a sperimentare l’internet of things potreste cominciare dotando la vostra casa di un termostato smart. Oggi ce ne sono in commercio davvero tantissimi (su ShoppingTecnologico.it puoi scoprire i migliori modelli), pertanto non faticherete a trovare quello che fa al caso vostro, anche sotto il profilo estetico non c’è che l’imbarazzo della scelta.


Cos’è e com’è fatto un termostato smart


Un termostato smart sostanzialmente si compone di: un sensore di temperatura, un’unità di controllo ed un relais per l’attivazione. Di fatto, il termostato smart, rispetto ad uno tradizionale, trasforma l’unità di controllo, da meccanica-elettronica, in un sistema in grado di interagire con uno smartphone o un pc, ricevendo dati di programmazione e gestione istantanea, grazie ad una connessione Wi-Fi e/o ad un collegamento ad un router con cavo ethernet.


Grazie ad un termostato di questo tipo potrete: beneficiare di una programmazione semplice, puntuale ed immediata direttamente dal vostro smartphone; spegnere o riprogrammare l’impianto ogni volta lo desiderate, anche da remoto e indipendentemente dagli orari precedentemente programmati. Inoltre, grazie a sistemi di geolocalizzazione il vostro termostato smart si potrà accendere da solo, nei tempi giusti, proprio quando sa che state rientrando a casa e si spegnerà quando invece uscite.


Ci sono poi modelli di termostato smart, così intelligenti da “autoprogrammarsi”, tenendo conto delle vostre normali abitudini ed integrandole ed adattandole alle condizioni ambientali rilevate grazie ad alcuni sensori ad hoc, come quello di presenza che segnala se siete in casa oppure no. Di questo tipologia ad esempio è il termostato Nest, che autonomamente crea un modello di risparmio proprio sulla base ai vostri comportamenti.


Ecco allora che la somma di tutte queste funzioni può fare la differenza in fatto di consumi, portandovi a ridurre sensibilmente le bollette. L’entità del risparmio, chiaramente dipende dal tipo di impianto che si va a regolare: è massima in caso si abbia a che fare con i classici radiatori che lavorano ad alte temperature e si riduce invece per sistemi a pannelli radianti a bassa temperatura.


Anche l’occhio vuole la sua parte


Come scegliere il termostato smart che fa al caso nostro? Innanzitutto è bene ricordarsi che per acquistare un termostato è necessario avere un minimo di conoscenza del proprio impianto di riscaldamento, in modo da escludere un’eventuale, ma possibile, incompatibilità. Ovviamente, poi, le funzioni di cui ciascuno termostato dispone possono fare la differenza.


Tutta questa tecnologia, però, si sposa alla perfezione con l’estetica: i nuovi termostati smart non solo sono funzionali ed efficienti ma anche bellissimi, discreti ed ultramoderni. Ce ne sono da parete e da appoggio; di tondi, come Nest, di quadrati con i bordi stondati, come Tado, Netatamo o Hive; alcuni sono total white, altri total black ed altri ancora vantano un pizzico di colore.


Insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta: ad ognuno il suo termostato smart!

 

martedì 5 febbraio 2019

Quando ristrutturiamo un palazzo da dove cominciare?

dal blog Architetto online, di Ristrutturazione Casa Roma


La ristrutturazione è un intervento su un immobile che può essere più o meno radicale: si può limitare a sistemare gli interni o installare nuovi sistemi, oppure può intervenire sulla stessa funzione e struttura di un palazzo. In ogni caso, ci sono una serie di elementi da tenere in considerazione prima di procedere ad una ristrutturazione, in particolare degli adempimenti burocratici che bisogna assolutamente osservare.


In particolare ciò che bisogna valutare è se si procede ad una ristrutturazione che intervenga solo su aspetti secondari del palazzo (cambio dei pavimenti o ristrutturazione dei terrazzi condominiali) o se modifica invece l’aspetto del palazzo o la distribuzione degli interni (in questo caso, trattandosi di manutenzione straordinaria, sono necessarie delle autorizzazioni). Sono proprio questi in genere i casi di ristrutturazione di un palazzo. Identificare la tipologia di lavoro da fare quindi è importante, distinguendo fra:



  • manutenzione ordinaria: interventi che riparano, sostituiscono, rinnovano le finiture senza modificare l’assetto del palazzo.

  • Manutenzione straordinaria: interventi e modifiche che toccano anche le parti strutturali degli edifici senza alterare i volumi delle singole unità immobiliari.

  • Restauro o risanamento conservativo, riguarda la conservazione dell’edificio nel rispetto delle sue caratteristiche.

  • Ristrutturazione edilizia: consente l’intervento che permette di modificare del tutto l’edificio rispetto a quello precedente (anche demolizione).


I permessi da chiedere



  1. Per la ristrutturazione che riguardi interventi di manutenzione straordinaria (esempio classico: modifica degli assetti distributivi degli appartamenti) bisogna presentare la CIA, o Comunicazione di Inizio Attività Edilizia Libera. La CIA va sottoscritta dal proprietario o persona che ha il titolo dell’immobile e deve avere anche una relazione scritta da un tecnico abilitato, circa la conformità dell’intervento alle normative.

  2. DIA, o Denuncia Inizio Attività. Salvo altre normative regionali, in genere è alternativa al permesso a costruire e deve essere comunista alla Pubblica amministrazione. Vale il principio di silenzio assenso, se la PA entro un certo lasso di tempo (in genere 30 giorni) non risponde, il permesso si intende accordato.

  3. SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, sostituisce in alcuni casi la DIA e viene usata per opere di manutenzione straordinaria al di fuori delle ipotesi del comma 2 dell’art. 6 del D.P.R. 380/2001, opere di restauro, eliminazione di barriere architettoniche, demolizioni, opere di manutenzione straordinaria non fattibili con la CIA.

  4. Permesso di costruire. Si tratta di un’autorizzazione che viene concessa dal comune per la nuova costruzione o per la ristrutturazione urbanistica o per la modifica del volume, dei prospetti e delle superfici di un edificio.


È intuibile la complessità di inquadrare correttamente il tipo di intervento di ristrutturazione che si andrà a compiere nel caso concreto. Sulla base di ciò, per non sbagliare, è sempre bene rivolgersi ad un tecnico che possa qualificare con certezza il tipo di ristrutturazione e di conseguenza indirizzarvi al permesso idoneo.


Bisogna tenere conto che spesso le normative sono diverse anche da regione a regione e di conseguenza una visita allo sportello del Comune, in caso di dubbi, è sempre molto utile per poter eliminare ogni dubbio sulle autorizzazioni da chiedere o da presentare.

 

martedì 5 febbraio 2019

Quali colori scegliere per la camera da letto

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


La camera da letto è la stanza più intima della casa, quella destinata al riposo e al relax, pertanto il suo aspetto dovrebbe essere il più possibile consono alla sua finalità. In linea di principio diciamo che ogni cosa, all'interno della camera da letto, dovrebbe contribuire ad infondere una sensazione di serenità e rilassatezza.


Questo effetto si ottiene, come è evidente, grazie ad un mix di elementi opportunamente studiati e calibrati, che contempla i mobili, i complementi d'arredo, l'illuminazione naturale ed artificiale, gli accessori e i colori. Ecco, quest'ultimo è un fattore essenziale, troppo spesso colpevolmente trascurato e non preso nella giusta considerazione.


Un atteggiamento sbagliato in generale, ma ancor di più se il discorso riguarda la camera da letto, dove la scelta dei colori e il loro abbinamento assumono un'importanza, se possibile, ancora maggiore. Proprio così: forse non lo sapete, ma i colori hanno il potere di influenzare l'umore e gli stati d'animo degli individui ed è fin troppo semplice intuire quanto ciò incida profondamente sulla qualità del sonno e del risveglio mattutino.


Se state pensando di rinnovare la vostra camera da letto quindi, prestate molta attenzione ai colori delle pareti, del mobilio e dei tessili, non buttatevi a caso, ma esaminate con cura ogni dettaglio ed agite in base alle vostre reali esigenze e al risultato finale che volete ottenere. Analizzate a fondo i vostri tratti caratteriali distintivi (siete pacifici e tranquilli o nervosi ed irascibili? Siete tipi solari o lunari? Avete più spesso bisogno di distendere i nervi o di energizzarvi?) e comportatevi di conseguenza.


Le tonalità cromatiche di cui vi circondate e che avete davanti agli occhi per gran parte del tempo, influiscono sul vostro temperamento molto più di quanto credete, pertanto selezionatele con il dovuto riguardo e non potrete che trarne enormi benefici.


Ovviamente, e non è un dato trascurabile, i colori vanno abbinati anche per raggiungere un livello estetico gradevole, poiché vivere in un posto che ci piace, accogliente e a misura dei nostri gusti e delle nostre preferenze, rende indubbiamente più piacevole e leggera la quotidianità. Siete indecisi sul colore della tinta da dare alle pareti della camera da letto? Ecco qualche suggerimento per aiutarvi ad orientarvi sia dal punto di vista stilistico che psicologico.


Come abbinare il colore delle pareti all'arredamento e al tipo di pavimentazione


Il colore delle pareti deve armonizzarsi con quello dei mobili eventualmente presenti (o che avete intenzione di acquistare) e al pavimento. La camera è classica o moderna?


Nel primo caso andate sul sicuro optando per le tonalità neutre come il beige, il crema e il grigio (bellissimo il perla). Con tali nuances non si sbaglia mai, in quanto legano praticamente con tutto; se avete la fortuna di avere dei mobili d'epoca originali (magari il lettone della nonna e l'armadio di metà '800), essi verranno esaltati dalla loro discrezione e, inoltre, sono colori che non vi stancheranno mai.


Il loro più grande pregio estetico in fondo, è quello di esserci senza dare troppo nell'occhio, di rifinire e completare senza sopraffare il resto. Se la camera è di gusto contemporaneo, potete sbizzarrirvi con il verde ed il blu declinati nelle loro diverse sfumature e, cercando di evitare l'effetto caramella, con il rosa.


Per quanto concerne i pavimenti, fate in modo che essi non siano troppo in contrasto con le pareti. Se il mattonato è scuro tuttavia, smorzatene l'austerità e la cupezza con le tinte neutre. Un classico molto apprezzato delle camere da letto, sta bene praticamente con tutto.


Come scegliere il colore delle pareti in base all'illuminazione della camera


E' fin troppo evidente quanto l'illuminazione naturale della stanza giochi un ruolo essenziale nella scelta del colore delle pareti (e non solo). Se la vostra camera è esposta a Nord e quindi non ha sole e luce sufficienti, date preferenza alle tinte chiare e soft, se invece essa dà a Sud, potete usare anche i colori scuri o accesi.


Tanto per fare un esempio il blu, un classico delle camere da letto, può andare benissimo in un ambiente battuto dal sole e dalla luce, ma finisce inevitabilmente per scurire ancora di più un posto già di per sé buio. Diciamo che maggiore è la luminosità della camera, maggiore è, di conseguenza, la libertà di scelta dei colori, mentre la scarsa luminosità comporta più vincoli.


Ispirarsi alla cromoterapia: la psicologia dei colori


Lo abbiamo accennato prima: i colori influiscono sulla psiche delle persone, sia in positivo che in negativo. In camera da letto non sbagliare da questo punto di vista diventa addirittura tassativo, a meno che non temiate l'eventualità di dover passare in bianco più di qualche notte.


E sì perché i colori di cui si è circondati hanno un effetto benefico o meno anche sulla capacità di addormentarsi e sulla qualità del sonno: ecco qualche dritta. Secondo i principi alla base della cromoterapia, ci sono colori più adatti di altri alla zona notte (e a giorno), ovvero le tonalità "fredde". Quali sono?


Tutte le gradazioni del blu (celeste, azzurro ecc.), il viola e il verde (smeraldo, bottiglia, bosco ecc.). Il motivo di ciò è presto detto: sono nuances rilassanti associate alla luna e all'acqua, belle da vedere e invitanti al riposo e al relax.


Diciamo che tali colori facilitano la buonanotte e danno un piacere paragonabile all'incirca a quello che si prova nel ricevere le ormai usatissime immagini buonanotte su Whatsapp e Facebook come quelle che si trovano su codicicolori.com. Passiamo ora ad analizzare i colori caldi e a vedere perché non sono consigliati per la camera.


Innanzitutto essi sono il rosso, l'arancione, il giallo, il marrone e tutte le loro declinazioni; come ben sapete, essi sono associati al sole, alla luce e al fuoco e, per via dell'effetto energizzante e stimolante, sono indicati per le stanze a giorno, ma non per la zona notte. Sì quindi in cucina, in soggiorno, all'ingresso e nel living, ma non altrove.


Proprio non volete rinunciare ad un tocco di vivacità in camera?


Allora limitatevi ad una sola parete, ma evitate anche questa se siete tipi nevrotici, ansiosi e tendenzialmente insonni. Del resto pensateci: vi concilia di più il sonno una melodia soft o un pezzo rock? Infine ci sono i toni chiari e neutri che, lo abbiamo detto, sono i più versatili dal punto di vista dell'arredamento e dello stile.


Ebbene, dal punto di vista delle cromoterapia, essi sono indicati anche per la camera da letto. Via libera pertanto se amate il beige, il crema e il grigio, un passepartout quest'ultimo di grande eleganza e raffinatezza, oltre che adatto ad infiniti abbinamenti.


Insomma, in conclusione, nello scegliere i colori della camera da letto cercate di conciliare sapientemente i vostri gusti estetici con le peculiarità insite nei colori stessi, così da ottenere un risultato che vi soddisfi sotto ogni aspetto. Dormire e ritagliarsi ogni giorno un piccolo spazio da dedicare solo a se stessi in fondo, è un piccolo lusso che tutti dovremmo concederci e la base stessa del nostro benessere fisico e psicologico.

 

lunedì 4 febbraio 2019

Arredare casa: tutti i trend del 2019

dal blog Progettare Casa, di Francesco Dale


Arredare casa è un compito che spetta a tutte le famiglie e a coloro che abitano da soli. E' per questo che è importante conoscere tutti i trend in atto, al fine di poter prendere le giuste decisioni in fatto di house & living.


In questo post vi daremo i giusti consigli, utili per il vostro arredamento domestico, tratti da un interessante post a cura di Fashionaut, il magazine dedicato alla moda e al lifestyle.


Il ritorno in auge del green


Le ultime tendenze in fatto di housing ci raccontano dell'ascesa del green, inteso come orientamento da parte delle persone ad arredare casa con mobilio eco-sostenibile e amico dell'ambiente. Si tratta di oggetti di design dal basso impatto ambientale, costruiti con materiali riciclati e a impatto a zero. Accanto a questo trend, vi è anche quello del bricolage: orti metropolitani e giardinaggio fai da te sono sempre più in voga nel nostro paese (secondo i dati forniti da Fashionaut il trend è cresciuto nell'ultimo anno dell'1,9%).


Monocromia e colori tenui


Arredare casa significa oggi fare molta attenzione ai colori di mobili, arredi e mura di casa. La novità di quest'anno, ma che in realtà sembra essere quasi un ritorno al passato, riguarda la monocromia, cioè l'utilizzo di un unico colore predominante, di solito neutro, nelle proprie scelte di arredo. Ciò si spiega nella necessità di trovare armonia e maggiore tranquillità emotiva attraverso l'ambiente familiare. L'utilizzo di monocromia e colori soft potrebbero aiutarci a sentirci più tranquilli e migliorare il nostro stato emotivo. Circa la scelta del colore, quelli pastello ad esempio stanno particolarmente bene in cucina o nella sala da pranzo. Particolarmente armoniosi sembrano essere gli abbinamenti con mobili bianchi, di legno chiaro e con accessori dorati.


Living: il luogo dove si svolge la vita domestica


La vita domestica si svolge sempre più nella cosiddetta "living room", per noi italiani meglio conosciuta come sala da pranzo. Dopo anni di crisi infatti, il living torna nuovamente sulla breccia dell'onda: gli italiani infatti dopo una lunga e stressante giornata di lavoro amano condividere momenti di giovialità e armonia con la propria famiglia, in un ambiente rilassante e magari open space. Inoltre torna di moda l'acquisto di una libreria per arredare la propria stanza da pranzo o studio: il legno è sempre il materiale preferito per la propria libreria personale.


Il nostro post dedicato agli ultimi trend dell'arredamento di casa 2019: alla prossima con i nostri consigli!

 

lunedì 4 febbraio 2019

Cambiare la stanza con una lampada da terra industrial

dal blog Cafè Architettura, di Arredamenti Torino

Lampada da terra industrial

Sapete benissimo che il giusto complemento d'arredo può cambiare una stanza in modi che hanno dell'incredibile. Le lampade da terra industrial sono uno di questi complementi d'arredo. Le lampade industrial stanno diventando sempre più popolari, addiritture più vendute delle famose lampade da terra di design. Si riconoscono dallo stile industriale, quel design che può andare dall'epoca vittoriana fino al design delle lampade da ufficio degli anni '50 e '60.


Quelle più belle sono sicuramente le lampade originali, che si possono trovare da antiquari o in alternativa nei mercatini domenicali di oggetti recuperati dalle cantine, ma bisogna avere un po' di esperienza, oppure comprare le lampade del nuovo industrial design, che strizza l'occhio all'industria di inizio secolo.


Come scegliere una lampada da terra industrial


Una lampada da terra industrial deve integrarsi con l'architettura d'interni già esistente arricchendola di un nuovo elemento funzionale. I colori devono adattarsi e quando è accesa deve creare un'atmosfera unica. Le più popolari e, a mio avviso le più belle, sono i vecchi riflettori da set cinematografico neri o a metallo nudo con il treppiede in legno o in metallo nero.


Quelle originali si possono adattare facilmente all'uso di lampade a led a filamento, un elettricista può fare questo lavoro a poche decine di euro. Ideali per chi ha un arredamento con colori ad alto contrasto. Chi ha la possibilità di cercare tra i vecchi oggetti della marina militare può riuscire a trovare le vecchie lampade delle navi, di solito sono fatte in ottone. Le più particolari venivano attaccate direttamente alle strutture ed alle paratie delle navi, ma le potete trovare montate su dei treppiedi derivati da strumentazioni marine. Queste sono ideali per chi ha un arredamento dai colori caldi ma non sgargianti o con mobili antichi ma non troppo.


Un'altro tipo di lampade industriali sono le vecchie lampade italiane di latta smaltata o di vetro. Queste sono le più facili da trovare nei mercatini, e se non trovate subito la lampada da terra ma le più popolari lampade a muro, sappiate che queste ultime si possono adattare a lampade da terra semplicemente utilizzando un vecchio cavalletto da pittore. Queste lampade da terra sono le più adatte per chi ha un arredamento in stile italiano che richiama gli anni '60 o '70.


Il nuovo industrial design


Vista la popolarità e la bellezza delle lampade da terra industrial design molte aziende hanno cominciato a vendere delle lampade dello stesso stile se non delle vere e proprie repliche. Questo nuovo industrial design è derivato direttamente dai design delle vecchie lampade industriali, ma con materiali della tecnologia attuale. Adattissime a chi piace il design industriale, ma ha un arredamento moderno, queste lampade si trovano delle forme e dei materiali molto tecnici e molto recenti.


Si può optare alle grandi lampade dal classico cappello nero e l'interno smaltato o addirittura cromato con i materiali e i colori più differenti, oppure con i tanti tipi di faretti in stile cinematografico montati sia su steli che su treppiedi di metallo o di legno. Invece lampade marinaresche non sono più di ottone ma di alluminio ottonato o ramato, sia con effetto lucido che con effetto anticato, anche queste montate su treppiedi in legno anticato con dettagli in ottone. Diverso discorso per le lampade industrial italiane degli anni '20, che si possono ancora trovare in latta e smalto o in strutture di ferro ricoperte di vetro.


Le lampade da terra industrial più belle


Le più belle lampade da terra industrial sono fabbricate in nord europa, uno stile che in quelle zone è molto apprezzato. Tra le marche che producono le lampade industrial troviamo la Hofstein, e tra le tante produzione la nuova serie Saturn di Hofstein è forse tra le più belle mai prodotte da questa marca tedesca. Un'altro marchio del nord europa, olandese per la precisione, è Qazqa con una grande varietà di Vloerlampen (così si chiamano le lampade da terra) di design industriale. Qazqa ci da anche la possibilità di costruire la nostra lampada acquistando le singole componenti creando così la nostra unica lampada di design industrial.

 











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