
sabato 22 novembre 2008
PARTO DIFFICILE ?
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| E' UN PARTO DIFFICILE ... |
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DIFFICILE ? Difficilissimo è !!
Allora, OVW-fondatori, OVW-aderenti, OVW-simpatizzanti, OVW-promotori, OVW-sostenitori... smaltito quel po’ po’ di lavoro che occupa le nostre giornate, riusciamo a ritagliare una fettina di tempo da dedicare alla costruzione di OVW ?
Esaurita la fiammata iniziale e le prime doglie, il parto sembra essere più difficile che mai. Non sarà il caso di somministrare una dose massiccia di ossitocina ?
Anche se da qualche settimana il dibattito langue, mi pare che il punto a cui eravamo giunti era assai promettente. Allo stato abbiamo una bozza di “manifesto” ed una bozza degli “intenti”. Credo che su entrambi ci sia ampia condivisione (correggetemi se sbaglio). Quello che occorre, ora, è proseguire con questo confronto dialettico ed arrivare alla definizione completa e finale dei due documenti. È necessario che chiunque non lo abbia già fatto manifesti le proprie opinioni e dia, se possibile, un contributo costruttivo.
A mio parere, la necessità di pervenire alla versione definitiva dei due documenti è essenziale per poter proporre OVW fuori dal ristretto circolo (seppure importante) di Archiportale. Se non riusciamo a fare questi passaggi, rischiamo di parlarci addosso e condanniamo OVW a restare, per quanto suggestiva, solo una bella idea.
Al fine di riassumere il lavoro finora svolto, in allegato vi ripropongo la bozza di manifesto con l’aggiunta di Francesco (art. 8) e il manifesto degli “intenti” di Elena (non ricordo o non me ne risultano altri). “Ovwiamente” il logo è ancora da scegliere. Infine, mi sembra opportuna una rimodulazione dell’art. 8 (c’è qualche ripetizione di troppo).
L’auspicio è che, chiunque interessato, dia il suo utile contributo.
Hei OVW blogger, se ci siete battete un colpo (magari anche due..)
Carmine
MANIFESTO + INTENTI
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Carmine Pietrapertosa
sabato 22 novembre 2008 alle ore 12:54
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lunedì 17 novembre 2008
Facilissimo: You've got a friend (James Taylor)
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| James Taylor |
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When you're down and troubled
and you need a helping hand
and nothing, whoa nothing is going right.
Close your eyes and think of me
and soon I will be there
to brighten up even your darkest night.
You just call out my name,
and you know wherever I am
I'll come running, oh yeah baby
to see you again.
Winter, spring, summer, or fall,
all you’ve got to do is call
and I'll be there, yeah, yeah, yeah.
You've got a friend.
If the sky above you
should turn dark and full of clouds
and that old north wind should begin to blow
Keep your head together and call my name out loud and
(and) soon I will be knocking upon your door.
You just call out my name
and you know wherever I am
I'll come running, oh yes I will,
to see you again.
Winter, spring, summer or fall, yeah
all you’ve got to do is call
and I'll be there, yeah, yeah, yeah.
Hey, ain't it good to know you've got a friend?
People can be so cold.
They'll hurt you and desert you.
Well they'll take your soul if you let them.
Oh yeah, don't you let them.
You just call out my name
and you know wherever I am
I'll come running to see you again.
Oh babe, don't you know that,
Winter spring summer or fall,
Hey now, all you've got to do is call.
Lord, I'll be there, yes I will.
You've got a friend.
You've got a friend.
Ain't it good to know you've got a friend?
Ain't it good to know you've got a friend?
Oh yeah yeah, You've got a friend!
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Bellissima, bravo Alfonsino ....
Se, poi, volete anche ascoltarla (e ve lo consiglio vivamente):
http://video.libero.it/app/play?id=99c81c4ad250f3767517df34563ca72b
Oh yeah yeah
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Carmine Pietrapertosa
lunedì 17 novembre 2008 alle ore 21:02
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giovedì 13 novembre 2008
Bye bye, Italia !
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| BYE BYE, ITALIA |
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Dal 24 ott. al 6 nov. scorso si è svolta a Pechino la terza biennale cinese di archietttura. Il tema, interessante, è stato “Ecological City and Building”, focus sulle soluzioni architettoniche e stilistiche per l’abitare eco-sostenibile. Il luogo: il Beijing Design Park 751, una ex zona industriale dismessa della metropoli cinese, oggi riqualificata (sic) in zona espositiva.
... e bla bla bla
Ci si arriva percorrendo polverosi e bui viali che si diramano tra fatiscenti fabbricati, esalazioni nocive degli impianti dismessi e, qui e là, acquitrini ristagnanti e cumuli di materiali vari. Il tutto sotto la cupola impenetrabile e irrespirabile dell'aria pechinese.
Si tratta di individuare metodi e strategie per arginare gli effetti "collaterali" generati da una crescita caotica e sottoposta ad improvvise continue accelerazioni nel fosco quadro di un regime che moltiplica le ricchezze e le povertà.
In Cina tutto è permesso tranne che vivere (libera/mente) e l'eco-logica è solo nelle manifestate intenzioni, uno dei tanti paravento dietro i quali si può fare tutto e il suo contrario. Ad esempio, all'insegna della modernità, si possono replicare mostri metropolitani che nulla hanno a che fare col contesto territoriale, storico, culturale, ... ecc, ecc. Nuove metropoli che starebbero ugualmente bene anche sulla luna.
E in Italia ? il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (o' Americano) fa il postino dei casalesi e ci fa affari coi rifiuti e con la costruzione degli inceneritori (inchiesta L'Espresso 16 ott.). Che c'è, qualcosa di strano ?
L'eco-logica del ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare "scandalizza" tutta l'Europa con la sua richiesta ufficiale e di tutto il governo italiano di una pesante revisione al ribasso del “pacchetto clima” adottato dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto: non si era mai visto un ministro per l’ambiente così determinato contro l’ambiente. Che c'è, qualcosa di strano ?
Con un altro colpo della sua bacchettina magica la volenterosa suddetta ministro ha nominato i membri della commissione IPPC-AIA (la commissione decide il destino delle 200 più grandi aziende italiane e si occupa dei limiti alle emissioni di gas serra in base al protocollo di Kyoto e di quelle di biossido di carbonio previste dal pacchetto 'clima-energia' del Consiglio d'Europa) sostituendo studiosi di chiara fama con persone dal curriculum giudiziario quanto meno imbarazzante. Come ad esempio l’ing. B. Lamacchia, condannato a 2 anni e 5 mesi per false fatturazioni, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale; interdetto per cinque anni dalla Procura federale della Federcalcio da qualsiasi incarico di natura sportiva; un anno di reclusione per turbativa d'asta; venne arrestato nel 2002, dopo un anno di latitanza; condannato nel 2004 a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione; rinviato a giudizio (due settimane fa) per calunnia dopo che aveva denunciato il furto di assegni, risultati poi scoperti, per 12 mila euro. Un altro esempio edificante? La giurista Cinzia Albertazzi dirigente Enel, azienda in attesa di almeno 50 Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Che c'è, qualcosa di strano ?
Un altro fiore all'occhiello del nostro governo è l'annunciato ritorno al nucleare mentre non sappiamo ancora come disfarci di quel poco di rifiuti radioattivi che abbiamo prodotto fino al 1987 con le quattro centrali nucleari presenti sul nostro territorio. Secondo le tesi di eminenti studiosi puntare sull’atomo è una follia, dal momento che le riserve di uranio finiranno o quasi tra il 2015 e il 2025 (cioè dopodomani). E' ciò che sostiene anche la svizzera Isabelle Chevalley fondatrice di Ecologie Libérale, un movimento ecologista che si definisce di centrodestra: "Fin dal 1991 non si estrae abbastanza uranio per soddisfare l’esigenza di tutte le centrali nucleari del mondo, l’estrazione è talmente diminuita che nel 2003 metà del fabbisogno del metallo grigio è stato fornito dalle scorte militari" e aggiunge poi "dal 2001 il prezzo dell’uranio è decuplicato, da 7 dollari la libbra a più di 75 nel 2007. Questo massiccio aumento di prezzo riflette l’incertezza che circonda la sua produzione". Insomma, se si faranno, le centrali nucleari italiane saranno attive quando di uranio non ce ne sarà quasi più o quando il metallo costerà così tanto da renderne economicamente improponile l'uso. Che c'è, qualcosa di strano ?
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Cosa c'entra tutto questo con l'architettura ? Non lo so. Io intanto mi preoccupo un tantino.
Bye bye Italietta !
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Carmine Pietrapertosa
giovedì 13 novembre 2008 alle ore 18:58
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domenica 9 novembre 2008
Arretrati ?
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| Nexus 6. Bad Trip |
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Eh, si. Scontiamo un'arretratezza culturale (e di struttura sociale) di dimensioni ciclopiche e a farne le spese sono sempre i soggetti più deboli. In questo caso le donne, ma vale anche per altre "categorie" come i giovani, i non più giovani ma non ancora vecchi, i disoccupati, i non occupati, gli anziani, ecc.
Per le donne, dico soggetti più deboli non riferendo l'aggettivo a una qualche qualità connaturata all'essere donna ma all'oggettiva non detenzione di quote significative di "potere".
Tuttavia bisogna rilevare la costante e progressiva affermazione delle donne nel mondo del lavoro in genere, nelle professioni, nei ruoli dirigenziali, nell'imprenditoria e, perché no, in politica. Certo, il processo è lento ma mi sembra inesorabile. Le donne faticano di più, ma occupano sempre più spazi e ruoli una volta destinati esclusivamente ai maschi e una quota non trascurabile di questi vede con favore questo processo.
Siete più numerose (voi donne) e a volte più capaci (di noi maschi): l'arrocco non durerà a lungo, intravedo lo scacco matto. L'esito della "contesa" mi pare già scritto, è questione di tempo (e a me non dispiace affatto).
Ci auguriamo che non si finisca come in Svezia dove, qualche tempo fa, è stato posto all'ordine del giorno dei lavori parlamentari una proposta di legge contro la discriminazione maschile sui luoghi di lavoro... (Absit iniuria verbo).
Sulle altre questioni mi trovo daccordo con Elena ma parzialmente anche con Francesco. E' necessaria una sintesi delle varie posizioni poichè in ciascuna di esse vi è del buono.
Fa bene Elena che, nonostante una quarantina di anni spesi nell'impegno politico, non si è ancora stancata. Tanto per dirtene una, anche per me la primavera del '95 è stata una stagione, diciamo così, particolare: candidato alle provinciali, massimo dei voti nel collegio e, stranezza della legge elettorale, non eletto. Che si fa, tiriamo i remi in barca? No. Bisogna continuare.
E bisogna continuare perchè il "luogo" istituzionale non è che uno dei tanti modi possibili per intervenire e incidere in positivo sui processi di cambiamento, non l'unico e forse neanche il migliore o il più efficace. Fondamentalmente il problema attuale è quello del crollo degli ideali associato alla polverizzazione delle organizzazioni politiche che non riescono più ad essere punto di riferimento, luogo di aggregazione, di incontro, di confronto e proposta. Bisogna recuperare la capacità di ascoltare e dialogare e, soprattutto, bisogna affermare il principio per cui il "candidatus" sia effettivamente tale, cioè in grado di indossare una toga candida e immacolata, che sia scelto dal corpo elettorale e non dai vertici di partito. Qualcosa, lentamente, si sta muovendo. Dobbiamo vigilare e non smettere l'impegno, piccolo o grande che sia, dentro partiti e istituzioni ma anche fuori perché è la riaggregazione l'arma vincente, ovunque si realizzi. Come dice la saggia Elena: "Uniti si vince !"
In fondo, nel nostro modesto "particulare", non è quello che si sta cercando di fare con OVW ?
Un saluto circolare
Carmine
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Carmine Pietrapertosa
domenica 9 novembre 2008 alle ore 19:24
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lunedì 3 novembre 2008
WHO YOU ARE?
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| WHO YOU ARE? |
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Je marr'cord (in genzanese) o, se preferite, Amarcord per ricordare Fellini
(sarò un po' lunghetto, abbiate la pazienza di leggermi per intero)
Quando nel '77 facevo un po' di casino all'università (occupazioni, cortei e manifestazioni, assemblee interminabili, splendidi murales sulle mura di Valle Giulia col motto "Una risata vi seppellirà", le uscite degli "Indiani Metropolitani" che alleggerivano l'atmosfera pesante che si stava creando con le prime schegge impazzite che prendevano forma dentro e fuori il movimento) percorrevo le strade di Roma in sella al mio Benelli 125 Enduro, di terza o quarta mano e comprato da un ragazzotto di via Prenestina che aveva affisso un bigliettino alla mensa universitaria con su scritto: "Vendo moto. Vecchia si, ma funzionante".
Borsa di cuoio a tracolla, capelli nel vento, Teresa che con una mano si stringeva a me e con l'altra reggeva una serie di lucidi arrotolati. I sanpietrini lucidi per la pioggia e una coppia di binari della linea del tram. In curva le ruote finirono lungo il solco di un binario, fu un attimo, sembrò di essere sugli sci. Quando ci rialzammo, miracolasamente illesi, si avvicinò un nullafacente che avevo conosciuto alla casa dello studente di via De Lollis che così mi apostrofò: "Aò, l'architetti parleno parleno, sempre annuvolati, ma no'zanno portà manco na motoretta!"
Gli regalai un secco "Ma vaffanculo !!"
Direte: cosa cavolo c'entra tutto questo con la nostra discussione ? Beh, a parte il piacevole "i remember" giovanile (ascoltando, in sottofondo, una bella complitation di jazz), direi che c'entra, c'entra. Ho la sensazione che quel tizio non avesse tutti i torti, sia sulla mia perizia nella guida che sugli architetti.
Amiamo parlare. A volte ci innamoriamo delle nostre parole e dei nostri discorsi. E ne facciamo così tanti che, mettendoli in fila uno dietro l'altro, potremmo fare il giro dell'universo. Siamo spesso così convinti delle nostre opinioni che generiamo ulteriori discussioni a cascata sul singolo termine o sulla punteggiatura usati dall'interlocutore.
Il nostro vezzo è lo spacco del capello (che, oggettivamente, non è cosa da poco ...)
Io, per esempio, amo parlare a ruota libera, con franchezza, senza problemi di sorta. Raramente assumo posizioni dure, in ogni caso mai intransigenti. Nessuno si senti personalmente chiamato in causa, faccio discorsi generali e, se volete, riduceteli pure a "generici".
Quando richiamavo la vostra attenzione sulla necessità di DEFINIRE cosa deve essere OVW prima di imbarcarci in qualsiasi progetto operativo, avevo chiaro in mente il rischio che si correva col cominciare a fare senza sapere il "come" e il "perché". Era questo il senso dei miei avvertimenti.
E siccome parlavo parlavo mentre si faceva faceva, mi si è detto: proponi e non rompere solo i c... Niente di più giusto.
Ho raccolto le mie idee e mi sono preso la libertà di interpretare anche le vostre (se non di tutti, direi almeno di più di qualcuno) ed è venuto fuori un primo manifesto che ritengo scritto da più mani, non solo da me. Secondo il mio modo di vedere, prescindendo dai contenuti (ma su questi poi tornerò), un manifesto si fa in quella maniera, se deve essere un manifesto. Altrimenti pubblichiamo uno statuto che può essere articolato in 20/30 cartelle o più. Forse dobbiamo mettere all'ordine del giorno anche la stesura di uno statuto.
Sui contenuti del manifesto: per me quelli inseriti non sono aria fritta, sono, invece, il nerbo costitutivo di OVW, il suo codice genetico, il suo DNA. Secondo il mio modesto punto di vista, l'elaborazione teorica è importante tanto quanto l'interesse per singoli aspetti pratici o operativi. Se riuscissimo ANCHE a fare e sviluppare cultura, a diventare uno dei punti di riferimento del dibattito sull'architettura, sull'arte, sul design, sui problemi dell'ambiente o della conservazione del patrimonio antico, sulla riconvesione alle energie rinnovabili, sul fallimento del "consumismo nichilista", .... mi fermo qui, vedo serpeggiare un sorrisetto sarcastico. Invece no. Per me sarebbe STRA-ordinario collegare queste tematiche ai problemi del fare quotidiano della professione. Dice il saggio: non si vive di solo pane..., ma anche la pagnotta ha la sua importanza (direte voi). Bene. Ecco quindi la grande opportunità offerta da OVW a giovani e meno giovani: la possibilità di associarsi temponaneamente a una vasta platea di competenze per affrontare il mare aperto della competizione nei concorsi di progettazione e negli affidamenti di incarichi. Mi pare di aver capito che fra noi ci sia ampia esperieza.
La nostra amica Elena, invece, sembra prediligere il 'sogno' o la 'frustrazione' del giovane collega che non riesce a farsi spazio (semplifico moltissimo il suo pensiero, in realtà Elena argomenta molto di più ed in modo assai convincente: chi non ha vissuto o non vive tuttora i problemi da lei sottolineati?). Dico quindi e immediatamente, a scanso di equivoci, che le questioni da lei poste sono di grande importanza e costituiscono "uno" dei temi di cui dovremmo occuparci. Con tutta franchezza non l'unico e forse neanche il prevalente. Sapete perché? Semplicemente perché, come si dice, non abbiamo e non avremo voce in capitolo. Gli Ordini e Collegi professionali sono gli organismi istituzionali che hanno, tra l'altro, anche questo compito. Gli OVW-aderenti (visto che non piace il neologismo Ovwiani) potranno impegnarsi, così come suggerito da Elena, se sono presenti sia in queste strutture che in altri organismi o enti. Non si potrà fare di più, credo.
Inoltre, la difesa e il patrocinio delle istanze che vengono dal mondo della professione sono già tutelate da una serie di organizzazioni di tipo sindacale che in modo organico e sistematico si interessano solo di questo. Ho fatto una breve ricerca, ve ne sono almeno quattro: Federarchitetti, Confedertecnica, Inarsind e Ala Assoarchitetti. Vi allego un brevissimo documento che illustra le attività delle tre maggiori di queste associazioni.
Noi (dimensione microscopica attuale), per quanto rosee possano essere le aspettative (qualche decina di adesioni, uau, voglio essere ottimista, mi spingo fino al centinaio. Bello sarebbe raggiungere una dimensione garibaldina...) possiamo competere con queste organizzazioni sindacali? Senza alcun potere contrattuale? Temo il pernacchio allorché OVW, per esempio, rilevata l'opportunità di modifiche di un bando, chieda all'Ente banditore di modificarlo.
Dunque, pur considerando importanti le tematiche proposte da Elena (ed io ne sono, comunque, un sostenitore) ritengo che i nostri interessi debbano essere più ampi. Come Elena sono un architetto e come architetto e come persona mi interesso di tutto, non solo di architettura. La stagnazione per 'compartimenti' per me è soffocante. Per la seconda volta mi è stato detto che sono sulle nuvole: non potevo ricevere complimento migliore. E' vero, aveva ragione quel tizio una trentina di anni fa, sono "annuvolato". Io amo le nuvole ma non mi manca la concretezza (almeno spero). Il sottotitolo del 'nostro' manifesto recita: "Processi creativi per l'architettura e l'ambiente" ma bisogna immaginare molti altri termini a seguire. E' stato troncato per motivi di praticità. E' un flashback. In progressione...
Solo cultura?
Alla domanda del titolo, solitamente si risponde con nome e cognome, non con l'intero albero genealogico.
Eccomi qui,,, nudo come un verme in mezzo all'arena. Lapidatemi pure.
Carmine
P.S. ad Elena: non te la prendere, dopo un temporale, un uragano, un monsone per quanto lungo possa essere, torna sempre il sole. E' capitato anche a me. Il fatto positivo è che una volta accaduto sei vaccinata per sempre.
Associazioni sindacali di categoria
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Carmine Pietrapertosa
lunedì 3 novembre 2008 alle ore 19:50
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sabato 1 novembre 2008
OVW - Manifesto
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| L'OVW è una spirale aurea |
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Ho messo giù quattro idee per il manifesto costitutivo dell'OVW.
Dategli un'occhiata, è in allegato in formato pdf.
Non ho voluto sottrarmi alla "competizione" del logo e quindi ci ho giocato un po'. Per non appesantire il blog con tante immagini, ho messo le "variazioni sul tema" in un file zippato che è in allegato.
Per quanto concerne il Manifesto, la mia idea era di sintetizzare i concetti in 10 punti e precisare poi questi in tre paragrafi ciascuno.
Ne ho "pensati" 7. A voi l'onore di introdurre gli altri 3.
Naturalmente il Manifesto può essere anche più lungo, ma io eviterei di dilatarlo troppo: rischia di non essere letto fino alla fine.
E' più che ovvio che le "madri" e i "padri" fondatori lo possono integrare, editare e modificare. Mi pare, comunque, che siano concetti largamente condivisi nella discussione portata avanti fino a questo momento.
Invierò una copia in formato doc a Francesco, l'unico di cui conosco un indirizzo di posta. Provvederà lui ad inoltrarlo a tutti voi (se ha i vostri indirizzi).
Il mio indirizzo di posta è in coda a questo messaggio: comunicatemi i vostri.
Ora vi lascio, ho un mal di testa che non vi dico.
Carmine
cp@archeopolis.it
ecco... un file zippato non è ammesso, dovrete fare a meno delle variazioni sul tema
OVW - MANIFESTO
postato da
Carmine Pietrapertosa
sabato 1 novembre 2008 alle ore 20:08
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« Mese di gennaio
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