postato da
Giacomo Vignoni
mercoledì 8 luglio 2009 alle ore 23:17
per caso son finito sul tuo blog...mi fan male le parole taciute, non quelle dette per ferirmi....mi piace
postato da
fk
giovedì 9 luglio 2009 alle ore 02:30
La felicità di scrivere lettere - considerata puramente in teoria - deve aver portato nel mondo uno spaventevole scompiglio nelle anime. È infatti un contatto con fantasmi, e non solo col fantasma del destinatario, ma anche col proprio che si sviluppa tra le mani nella lettera che stiamo scrivendo, o magari in una successione di lettere, dove l'una conferma l'altra e ad essa può appellarsi per testimonianza. Come sara' nata mai l'idea che gli uomini possono mettersi in contatto tra loro attraverso le lettere? A una creatura umana distante si puo' pensare e si puo' afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane.
postato da
fk
sabato 11 luglio 2009 alle ore 00:05
Non c'è alcuna legge che mi vieti di scriverti ancora e di ringraziarti di questa lettera nella quale leggo forse la cosa più bella che potevi scrivermi, le parole: " So che mi ami....".
Del resto, sei già da molto tempo d'accordo con me che ora non dobbiamo scriverci più; se l'ho detto io è stato soltanto un caso, ugualmente avresti potuto dirlo tu. E poichè siamo d'accordo, non occorre spiegare perchè sarà bene non scriverci.
[Praga, 15.IX.20]