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domenica 5 luglio 2009

05.07.2009

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

il possesso mi opprime, il numero mi angoscia
ho sempre voluto liberarmi di tutto, soprattutto delle mie cose
anche di quelle veramente importanti
fra queste ce n’è una che mi piacerebbe ritrovare
un lavoro sul segno, per addizione e per sottrazione, una traccia nello spazio di un tempo soprapposto, una grafia il cui ritmo è agile e i cui colori sfumano nel grigio…
non è più a Treviso; ho sempre voluto pensarlo a San Paolo, ma non ho mai osato chiedere, perchè in realtà temo che sia da tempo andato perso



postato da anna baldi domenica 5 luglio 2009 alle ore 22:39    | commenti: 11 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da massimo battaglio domenica 5 luglio 2009 alle ore 23:16

Provo anch'io a scrivere una di quelle robe ermetiche in cui Anna Baldi è proprio brava:
"Nel cuore del mare vola il pensiero del tempo d'amore che lascia la vita ai logaritmi di una ricotta futura permeata di un cocente capitolato sul vitello tonnato"

postato da Massimo Pacini lunedì 6 luglio 2009 alle ore 00:19

Anna Baldi fa' pensare, Battaglio vomitare
postato da massimo battaglio lunedì 6 luglio 2009 alle ore 01:14

Pazienza.

Le parole nel vuoto venivano comunque molto meglio a Loos

postato da massimo battaglio lunedì 6 luglio 2009 alle ore 01:19

E comunque, anche nel vuoto, le parole, è meglio metterle in ordine.
postato da ab lunedì 6 luglio 2009 alle ore 10:02

dimmi qual'è l'ordine e io lo attuerò.
dire tutto sarebbe una noia, e soprattutto surplefluo. vi risparmio.
a quel tempo c'erano plessi, chiggio e accanto anche vedova . può questo aggiungere qualcosa? forse a darmi più credibilità?

postato da massimo battaglio lunedì 6 luglio 2009 alle ore 10:50

L'ordine è quello stabilito dalla grammatica italiana, che vale anche per te.
La parola serve per comunicare, prima che per esprimersi. E la comunicazione presume regole condivise, anche quando si fa poesia, cara la mia scrittrice ermetica e sotto vuoto spinto.

postato da Zorro lunedì 6 luglio 2009 alle ore 11:24

Si sa che le regole sono fatte per essere superate. E che il disordine è ordine che non si riesce a vedere. sono cose tanto ovvie che non ricordo manco più chi l'ha dette.
Adoro Anna Baldi, di gran lunga il mio blog preferito. Mi piace leggere senza interferire. Non so perchè, sarà questo mio debole per le manie seriali.

Un saluto,
Zorro

postato da massimo battaglio lunedì 6 luglio 2009 alle ore 11:28

Superare una regola si fa attraverso l'affermazione di una regola migliore.
Nella comunicazione, una regola migliore è quella che permette di comunicare meglio della precedente; non quella che avvolge il non-contenuto di un non-discorso in un'aura di mistero e di incomprensibilità.

postato da Jack Sparrow lunedì 6 luglio 2009 alle ore 11:48

In tal caso, puoi semplicemente dire ad Anna Baldi di spiegarsi meglio. Ma forse, lei non vuole spiegarsi, o, forse, ritiene che, per ciò che vuole comunicare, quello sia già il meglio. Oppure, semplicemente, tu non comprendi. Oppure, sei tu che, se vuoi, devi spiegare a te stesso _a partire da quello che dice Anna Baldi_che cosa ti fa pensare quello che dice Anna Baldi: come dire che non importa, seee Anna Baldi stamattina si è lavata i piediii, oppure ha preso la navetta per la fieraaa, o ha comprato un chilo di seppie; (quei simpatici salsicciotti). Probabilmente lei vuole dare solo pezzettini della sua vita, nella speranza che, nella vita di qualcun altro, facciano risuonare altri pezzettini, che magari non c'entrano nulla con i suoi, ma anche questa può - secondo me - a buon diritto, chiamarsi comunicazione. Certo, non si può dire che sia quella che pensi tu / Comprendi?
postato da Massimo Pacini lunedì 6 luglio 2009 alle ore 15:59

Forse non tutto e' chiaro di cio' che scrive Anna, ma a me piace leggerlo cosi' come e' e come sara', e' sempre una sorpresa e sento che e' poesia.
Caro Battaglio come dice il poeta Ferlinghetti "La poesia in manette ammanetta la razza umana"

postato da massimo battaglio lunedì 6 luglio 2009 alle ore 16:06

Forse sono troppo antico, ma i proclami di Marinetti appartengono ai primi del novecento: era avanguardia cent'anni fa

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