30.05.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
Sono passata ancora per il luogo di massima luce, la seconda volta era per andare alle Basiliche. Improvvisamente davanti al Duomo è successa una cosa inaspettata, mai prima d'ora, un piccione viaggiatore mi è venuto in contro, ho pensato "volerà!" e invece ha continuato dritto e si è lasciato travolgere. Mi sono sentita sollevare lentamente e incredula, una ruota, poi l'altra, sotto di me, dietro di me, un lamento sordo, un rantolo inerte. Ho continuato a farmi trasportare, immobile, tutti si sono fermati, hanno visto, nessuno ha detto nulla. Se anch'io mi fossi fermata non avrei saputo come fare; ho pensato "perchè?!"; che non fosse una persona; che non avrei potuto non voltarmi. Quando mi sono girata una seconda volta, poi la terza e la quarta, non c'era più, sparito nel nulla, solo un vuoto di tantissime piume bianche scoppiate, e attorno a proteggerlo un cerchio denso di piccioni prontamente accorsi, indaffarati e chiassosi.
Quando più tardi ho saputo di Mercurius nel Castello, sala di Leonardo, ho capito di avere sgretolato la sua immagine prima del tempo. E non ho saputo come dirlo.
Oggi ho visto tutto il giorno il mare da una finestra,
ed è riaffiorato in me un diorama di Schinkel che mi aveva colpito e segnato ai tempi di Berlino.
postato da
anna baldi
sabato 30 maggio 2009 alle ore 20:29
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