27.12.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
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la quiete assoluta, finalmente libera dalla fatica della parola
è una delle poche foto alle quali tengo particolarmente. mi piacciono il mio viso tondo, il mio sorriso, e i miei occhi neri che amo scrutare come se potessero svelarmi qualcosa di più di quella gioia che non poteva essere che sincera. avevo sei mesi ed eravamo nel trentino per una vacanza. i miei genitori raccontano che per diversi giorni, quando arrivava la sera, iniziavo a piangere per tutta la notte senza che potessero capire cosa avessi, mio padre preoccupato, mia madre tranquilla, solo un capriccio. Mi hanno portato all’ospedale quando una notte mio padre si è accorto che dal mio orecchio usciva del pus.
non ricordo naturalmente nulla di quei giorni, ma questa foto è così cara per me perché ho sempre pensato, con un senso di tenerezza e un pizzico di nostalgia, che fosse precisamente durante quei giorni che, per l’esperienza del dolore, avessi compreso che io ero anna e che da quel momento avessi quindi iniziato a crescere con le mie forze.
(e me ne accorgo solo ora!) quella manina un pò goffa e quel ditino puntato, insieme alla felicità raggiante del mio viso, sembra vogliano proprio dire: "guarda, questa sono io", una scoperta meravigliosa, (da) grande
postato da
anna baldi
domenica 27 dicembre 2009 alle ore 23:41
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