22.12.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
l’unica consolazione di oggi è stato il pensiero delle giornate che iniziano ad allungarsi
queste feste che si avvicinano mi rendono irrequieta, i preparativi, la confusione, le valigie e il disordine per le forze che mi mancano già prima ancora che mi servano
il mio unico desiderio ora è la quiete, una casa vuota e perdere la condizione del tempo se non per il buio che si alterna alla luce del giorno e poi di nuovo al buio
a volte mi capita di avere bisogno di solitudine per rimettere un po’ di ordine, per riprendere in mano ciò che ho inavvertitamente trascurato, e in questi giorni non sento squillare il telefono così come non sento più il rumore della strada
la prima volta in occasione del nostro quarto capodanno. M voleva venirmi a trovare e ho cercato di spiegarle che non era il momento migliore, che avevo bisogno di stare da sola. sapevo che avrebbe potuto non capire e che comunque sarebbe stata una ferita, ma in questi casi non sono capace di scendere a compromessi.
ti ho pregato di andare alla festa, di non preoccuparti per me. quando la sera sono rimasta sola l’idea di non dovere affrontare il nostro gruppo di amici mi ha dato un profondo sollievo; mi sono messa comoda e un’infinità di pensieri mi hanno ridato la quiete, io di nuovo padrona anche se per poco della mia vita, in solitudine
esattamente dopo 9 mesi + 1 settimana è nata S, una vera sorpresa! :D, una sorpresa meravigliosa
l’ultima volta a marzo, li ho mandati tutti alla settimana bianca e io finalmente di nuovo sola con me stessa, nel tentativo di riprendere il passo e di ritrovarmi immersa in quella parte di mondo che solo a me appartiene. devo dire però che in queste circostanze dopo poco tempo, forse già qualche ora, inizio ad avvertire la loro mancanza tanto da sentire in sottofondo le loro voci che affiorano dalla memoria; con i giorni che passano provo anche un leggero senso di vergogna, che diventa sempre più insostenibile, per avere creduto di trovare sollievo e felicità senza di loro, nelle mie insulse occupazioni, mentre loro espansivi e generosi vedono e cercano me, come unica essenza che possa colmare la loro esistenza; e così la mia felicità di quei giorni è in realtà imperfetta per il vuoto pesante che provo in un angolo remoto del mio io (nello stomaco, in basso a sinistra), il quale si colma riportandomi la vera gioia solamente non appena ritrovo il loro sguardo e il loro sorriso che mi perdonano sempre tutto
ottimo sciatore (ex maestro di sci): una spalla rotta, che si è trascinata per più di un mese (con la conseguenza che tutto, più del solito) è gravato su di me, mi ha fatto non tanto lontanamente pensare a una piccola inconscia vendetta
Mi chiedo se e cosa potrebbe succedere a giorni!
:D
questa volta mi è dato pensare a un numero infinito, una ripetizione continua, di tutto ciò che mi lega a te
di una parola di un pensiero di un bacio di un augurio, notte dopo giorno, giorno dopo notte, attimo dopo attimo
una ritualità inesauribile che affina i modi e assottiglia le distanze
postato da
anna baldi
martedì 22 dicembre 2009 alle ore 23:43
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