21.07.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
il processo che definisce la forma, ogni volta ben precisa e distinta, per me non è lotta ma fatica fisica e mentale, e pazienza, a volte anche meditazione, sempre accompagnate da un sentimento di naturalezza e di inevitabilità delle scelte, mai di forzatura. La lotta è semmai contro il tempo che spesso è tiranno, anche quando non passa mai.
C’è il piacere fisico, e c’è il piacere intellettuale; quest'ultimo comprende il primo. Il piacere è comunque soggettivo.
L’ indipendenza e una condizione impossibile, in ogni relazione; la pratica permette di conoscere i limiti del progetto e di evitare che siano altri a dire fin dove si può arrivare, situazione pericolosa perché può essere dettata dalla pigrizia, dal guadagno, dall’inadeguatezza, ma anche semplicemente dall’ingenuità perché ognuno pensa e attua in modo diverso, e poi, se c’è stata un’ incomprensione l’azione chiarisce meglio che un fiume di parole e un mare di disegni.
E' doveroso dire che posso essere colta impreparata, e allora con responsabilità delego, e si semplifica, si modifica, ... ascolto, chiedo, scruto, e umilmente imparo.
La menzogna è troppo debole e inconsistente davanti alla verità, non mi interessa.
Ed è la verità che spiazza, perché al limite può sembrare inverosimile, ma se non fosse non si potrebbe pensare così perfetta!
postato da
anna baldi
martedì 21 luglio 2009 alle ore 02:35
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