02.02.2010
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
quest’anno ci hanno sistemati nella parte ristrutturata, le pareti delle camere rivestite in legno, bagni nuovi, tutto in uno stile accogliente nel segno del confort.
la sera ho trovato le borse, che avevo stipato tra l’armadio e la parete, bagnate. anche la parete e il pavimento erano lungo lo spigolo comune bagnati, condensa. ho avvistato i gestori, un coppia giovane molto gentile, e mi hanno detto che il problema si è presentato l’anno scorso, non appena erano stati terminati i lavori. inizialmente l’architetto aveva previsto un isolamento termico a cappotto, poi si è optato per uno strato di isolante termico interno (l’ultima volta che ero stata qui due anni fa, mentre facevo una pausa al sole, mi era capitato casualmente di ascoltare una conversazione che i gestori stavano avendo con due architetti, una coppia molto distinta, con scarponi da sci ai piedi; si parlava di pannelli solari, delle difficoltà di integrazione e di manutenzione).
quando a fine lavori sono stati evidenti i primi segni di umidità è stato detto loro che con il tempo la parete si sarebbe asciugata (? la parete era già esistente!) e intanto sulla facciata in corrispondenza del davanzale sono già evidenti i segni delle infiltrazioni, perché non appena scende il sole anche le finestre iniziano a gocciolare. non sembra sia stata fatta una verifica sulla resistenza all’umidità della stratigrafia, il materiale isolante è stato posizionato direttamente sulla parete fredda [senza guaina] e sul lato esterno è stato steso uno strato di impermeabilizzante per tetti [!]. quando sono salita in camera ho poggiato la mano sulla parete del bagno e anche questa era completamente bagnata.
mi sono detta che ci saranno state sicuramente una progettazione consegnata in comune, una direzione lavori con asseverazione, le certificazioni dei posatori, ma non posso credere che le imprese che dovrebbero avere esperienza acquisita abbiano eseguito le opere senza fare notare le lacune. credo che sarà anche molto difficile riuscire a definire le diverse responsabilità in via amichevole, ma una cosa è certa, e cioè che bisognerà smantellare il lavoro fatto al più presto, per rifarlo daccapo a regola d’arte.
quando siamo arrivati la signora B si è preocupata di raccomandarci più volte di non andare nelle camere con gli scarponi (cosa talmente evidente che non l'avremmo mai fatta, neanche se non fossimo stati avvisati), perché “il parquet nuovo è molto delicato”, delle grandi doghe in massello di legno con finitura anticata.
postato da
anna baldi
martedì 2 febbraio 2010 alle ore 17:46
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