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martedì 16 febbraio 2010

16.02.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

il ricordo perfetto è quello della sensazione, del mondo indefinito e nebbioso dell’atmosfera.

ricordo perfettamente la strada con le maisons a schiera in mattoni bruni, la fuga prospettica sul lato della sua abitazione, le scale nell’oscurità prima di accedere alla stanza, questa in penombra, illuminata solo dalla luce giallastra di un lampione poco distante, obliquamente. eppure anche se oggi avessi l’indirizzo preciso non riuscirei a ritrovare quel luogo
Ph mi ha rassicurata dicendomi che i suoi genitori di notte non si svegliano mai, e non si è accorto della prima ferita che ho accusato, in silenzio, sperando che in realtà non avesse parlato. era chiaro che per lui non era la prima volta che non tornava a casa da solo. ho odiato quella stanza in quella casa, perché rendeva il mio amore per lui promiscuo, e infantile. avrei preferito per i nostri incontri un monolocale occupato, senza elettricità e riscaldamento, di un grattacielo di periferia, ma per portarmi lì avrebbe dovuto essere un'anarchico, che impiegava i periodi di sospensione delle lezioni per fare la guerriglia in nicaragua, mentre invece lui era per la diplomazia, il dialogo, il confronto equilibrato.
non credo che il sentimento che lui avesse per me fosse amore, allora però volevo crederlo e speravo che fosse così. sicuramente nutriva per me un affetto sincero e si era avvicinato a me con grande disinvoltura e ammirazione non appena ero riuscita a raccontargli quanto lo avessi seguito in silenzio negli ultimi anni. improvvisamente mi vedeva, in primo piano. uno scoglio era la diversità d’età che c’era tra noi, io finivo la scuola e lui l’università, due mondi in collisione.
sentivo la cura sincera delle sue attenzioni, la sua devozione, le sue carezze che volevano darmi solo gioia e mostrami le meraviglie di un mondo che sorride anche sotto una pioggia sottile e un grigiore diversamente insostenibili. sentivo che aveva capito quanto lui fosse importante per me e soprattutto che quello che mi stava dando sarebbe stato ciò che mi sarebbe rimasto quando avrei continuato per la mia strada.
so di essere stata io ad avere preso da lui e non lui da me, e lui ha voluto darmi con dolcezza tutto ciò di buono che ha potuto.
a confermare questi miei pensieri confusi dalla sua esistenza e dalla realtà dei fatti è stata una sua dolce confidenza, quella che lo legava alla sua prima notte d’amore, lo stesso abbraccio amoroso con il quale lui aveva iniziato me e che rimaneva per lui quello più caro e avvincente, e con il quale dolcemente ancora mi possedeva.
queste sue parole miste di baci sono state il mio addio per lui. non ho più potuto vederlo e a fatica e senza scelta l’ho visto allontanarsi, in profondità, perdendo ogni traccia l’uno dell’altra, io con qualcosa di suo per sempre.
con freddezza e risolutezza ho smesso di alimentare quel sentimento forte che provavo per lui, un sentimento sterile perché senza eco, e nel giro di qualche mese questo interruppe spontaneamente di pulsare. Allora facevo atletica, e la distanza che percorrevo era la stessa che mi allontanava da lui, ed è proprio nel complesso sportivo universitario dell’ulb che vi è stato il distacco definitivo, smettendo di correre nell’attimo stesso in cui era evidente che quel amore ancora informe che trattenevo nelle mie mani fosse ormai privo di vita

[ho dovuto stendermi, per dei crampi dolorosi allo stomaco]

una donna: che non sappia essere uomo?



postato da anna baldi martedì 16 febbraio 2010 alle ore 17:03    | commenti: 3 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da m martedì 16 febbraio 2010 alle ore 20:20

Si ,ma lei aveva ...un sogno.........
non era un sogno di scienziata,non un sogno di eroina,ne un sogno di cuoca,ne un sogno di gloria,non un sogno di potenza,ne un sogno d'avventura,no........
no lei ne aveva un'altro,incontrare qualcuno con cui dividere il suo silenzio,un silenzio cosi dolce che avrebbe avvolto l'immensità............un silenzio cosi profondo da strappare il cuore,un silenzio,d'amore....
In questa immensità,un silenzio era tanto difficile,c'era lo smog ,il traffico,c'era ancora la guerra,le malattie ,il dolore,e un silenzio era ............raro.Lei sognava un silenzio,dove si sarebbe potuto parlare dell'armonia,della bellezza,lei sognava un silenzio silenzioso,calmo,profondo,un silenzio d'amore,un silenzio che prendeva il tempo di uno sguardo,un silenzio bruno,un silenzio da morirne di piacere,un silenzio con un uomo che sapeva parlare il silenzio......................................................
Lei ascoltava il ritmo infinito della vita,questi passi,una porta che si ferma,un'automobile che passa,dei bambini che ridono,quest'uomo che racconta delle cose,la pioggia che cadè con un ritmo dolce sui tetti caldi,una canzone,una melodia,delle note che fluttano nell'aria delle parole che raccontano la vita..................per questo lei aveva deciso di vivere e per l'amore che cercava ancora.
Sentiva l'odore delle persone,centinaia di profumi differenti,la rose ,la çitronelle,l'incenso,il talco,il profumo della terra bagnata,il profumo di sudore,il profumo dei bambini,il profumo del sapone,il profumo della solitudine,il profumo della gioia,il profumo del pane ,il profumo dell'amore.................
Lei aveva cercato,anche nel piu nascosto degli sguardi,per vedervi l'uomo che avrebbe condiviso con lei questo segreto,attendeva in qualunque momento nel suo profondo un silenzio ,che sarebbe sorgito dal nulla e que l'avrebbe avvolta nelle sue braccia.....in silenzio........
Lei sognava di un calmo pomeriggio ebbene no ,tutto si svolse un mattino d'estate che non faceva nemmeno bello..
Era un mattino di buonora,lei guardo a l'esterno,e vide uno sguardo nero,come il nero piu profondo,libero,uno sguardo di silenzio,uno sguardo vivo,uno sguardo dolce,uno sguardo che sentiva il profumo della vita,uno sguardo che valeva un silenzio immenso.Un filo di silenzio ricamo l'aria e come il profumo del pane entro per la porta e domando une coque au choccolat..............................
E la vita si creo in quell'istante stesso,ancora e ancora all'infinito........................................................
Le parole del silenzio sono cosi profonde che si puo danzarci sopra come una canzone,una melodia di pensieri ,un'immensita ....dove nulla esiste piu................................................................................





Fine

postato da m martedì 16 febbraio 2010 alle ore 20:38

fine , è una bella parola.

postato da giacomo venerdì 19 febbraio 2010 alle ore 09:08

Sogno

Turchese il tuo vestito elegante e leggero,
Leggere le tue gambe snelle,
Snella la tua mano dolce,
Dolce il tuo viso luminoso,
Luminose le sere di luna piena,
Pieno di speranza il tuo cammino veloce,
Lento lo scorrere di giorni spenti,
Acceso il ricordo di amore perduto,
Ritrovati i suoni di un maggio senza fine,
Breve il tempo lontano,
Sogno di averti ancora vicino.


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