15.02.2010
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
D Ch ha cambiato gestione già da qualche anno. quella presedente faceva dei croissants e pains au chocolat secondo una ricetta francese, una sfoglia di burro leggermente salata priva dell’aroma all’arancio tipico dei cornetti italiani. il laboratorio è praticamente contiguo e le paste venivano sfornate abbastanza regolarmente. ci andavamo soprattutto quando ci veniva a trovare A, che appena alzata riesce a prendere solo del tè verde, mentre inizia a sentire un vero appetito verso le 11 del mattino, ed era lei che impaziente ci trascinava lì. la nostra colazione durava un paio di ore (dipendeva dalla velocità con la quale venivano riforniti i vassoi vuoti, e a volte D Ch era così pieno che a stento si riusciva ad entrare); avevamo una media di almeno tre cornetti a testa, ancora caldi e burrosi. oramai ci conoscevano e lasciavano che tenessimo noi il conto complicato di paste e bevande per pagare tutto in una volta sola. Se capitava che eravamo pigri P tornava a casa con due sacchetti pieni stracolmi che si svuotavamo molto rapidamente. mi succede raramente di incontrare il vecchio gestore da Augusto, il nostro fruttivendolo: ha smesso di fumare e ha perso almeno 15 chili, diventando quasi irriconoscibile, :D. cerco sempre di capire se non abbia di nuovo l’intenzione di aprire una pasticceria nelle vicinanze.
l’ultima volta che sono stata al D Ch era quest’estate, fine luglio, seduta ad un tavolino sotto il porticato esterno, sull'unica sedia d'angolo, esposta ai raggi del sole. ho bevuto un succo d’arancia tristissimo, bagnato di lacrime. i croissants non li ordino più.
(P ora me li porta da parigi, ma non è la stessa cosa)
postato da
anna baldi
lunedì 15 febbraio 2010 alle ore 14:54
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