14.12.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
quando Tobias L. è venuto a trovarmi a b stavo realizzando un prototipo di scarpe per una mostra di calzature alla quale ero stata invitata a partecipare insieme ad altri designers berlinesi (l'unica italiana; avevo pensato che avrei centrato il tema progettando le scarpe di Hermes). mi ha aiutato a trovare del legno di ebano, da un liutaio scoperto per caso in uno scantinato in una zona periferica di Kreuzberg, al confine con Neuköln, un pezzetto di un vecchio violino sicuramente centenario.
T è un grande conoscitore di carta, da quando è piccolo maniacalmente, appena ne trova di un tipo che non conosce, se la mette in bocca e la mastica per scoprirne il sapore e capirne l’essenza. per i suoi lavori si rifornisce dal giappone e i suoi gusti sono molto raffinati, da grande intenditore.
a cena siamo andati a Dahlem a casa di suo fratello, una villa enorme immersa in un verde di piante secolari attraverso le quali difficilmente il sole riusciva a farsi strada, e l’aria era densa di umidità e profumava di bosco.
prima di arrivare abbiamo fatto la spesa perché aveva promesso ai nipoti che quella sera avrebbe preparato lui la cena. suo fratello aveva lasciato la famiglia ormai da un po' per andare a convivere con la sua segretaria in un appartamento in pieno centro, e la madre dei bimbi sembrava che non cucinasse mai e li nutrisse solo a base di müsli, pane integrale, formaggio, carote e mele.
ha preparato una pastasciutta al sugo e una grande insalata mista.
mentre puliva le diverse verdure gli ho fatto notare che stava scartando un sacco di roba, e lui mi ha risposto con un sorriso dolce e uno sguardo furbo e limpido che le cose migliori sono quelle che si affrontano con spirito generoso senza timore degli scarti
come una sorta di rinuncia, di sacrificio, per un valore aggiunto.
postato da
anna baldi
lunedì 14 dicembre 2009 alle ore 21:28
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